mercoledì, 17 Dicembre 2025

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L’uovo di Pasqua adesso è fai da te

L’uovo di cioccolato fatto in casa è molto più semplice da preparare di quello che si crede, basta non avere paura di sporcarsi con del goloso cioccolato e non essere tentati di leccarsi le dita mentre lo si prepara.

La prima cosa da fare è scegliere la sorpresa perfetta da inserire nel nostro uovo pasquale: ed è proprio questo il bello di preparare e regalare un uovo casereccio, scegliere la sorpresa adatta alla persona amata al contrario dei soliti ed inutili cadeaux trovati nelle uova comprate nei supermercati o nelle pasticcerie.

Esistono due possibili procedimenti per l’uovo di Pasqua fatto in casa, una per cui occorre munirsi di stampo apposito, che potete acquistare nei negozi di casalinghi, e uno che si avvale di semplici palloncini, che andranno ben lavati ed asciugati prima dell’uso.

Passiamo agli ingredienti:
500 gr di cioccolato (il vostro preferito)
2 mezzi stampi per le uova di cioccolato o palloncini
100 gr nocciole intere o tritate (facoltative)

METODO DEL PALLONCINO

– Gonfiate un palloncino pulito e chiudetelo con un nodo. Dalla dimensione del vostro palloncino dipenderà la dimensione dell’Uovo. Volendo si può anche infilare dentro una sorpresina, prima di gonfiarlo.

-Spezzettate il cioccolato in una ciotola e fallo fondere a bagnomaria, oppure nel forno a microonde, scaldandolo un minuto alla volta e mescolando ogni volta, finché il cioccolato sarà completamente fuso. A questo punto si dovrebbe fare il temperaggio, ovvero la parte più difficile che consiste nel versare il cioccolato su una grossa placca, iniziando a spalmarlo e ad allargarlo con una spatola, per poi riammucchiarlo, per raffreddarlo rapidamente e farlo arrivare alla giusta temperatura di 31°C.

– Dopo questa operazione, bisogna immergere il palloncino nella ciotola con il cioccolato (se la temperatura è giusta, il palloncino non dovrebbe sciogliersi e non dovrebbe rilasciare sostanze dubbie) e farlo roteare, finché sarà completamente ricoperto di cioccolato. Tirate su l’uovo e tenetelo dal nodo per 1-2 minuti, poi appoggiatelo su un foglio di carta da forno per circa un’ora, per lasciare solidificare il cioccolato.

– Tagliate con le forbici il palloncino e sfilatelo delicatamente. “Il buco” rimanente si può tappare creando un fiocco di “cioccolato plastico”, un cioccolato da modellare che ha la consistenza simile a quella del marzapane e si compra in pasticceria.

METODO CON STAMPO

stampo

– Spezzettate il cioccolato in un pentolino e fatelo sciogliere dolcemente a bagnomaria: il cioccolato non ama gli sbalzi di temperatura. Una volta che il cioccolato si sarà sciolto dovrete avere la pazienza di temperarlo: questa operazione permette al cioccolato di diventare lucido e croccante. Per temperarlo dovrete procurarvi un termometro alimentare: trasferite quindi il pentolino con il cioccolato in una bacinella di acqua fredda con del ghiaccio. Mescolate in continuazione il cioccolato fino a quando non raggiungerà la temperatura di circa 27 gradi: per un risultato ottimale ritrasferite il pentolino a bagnomaria e fategli raggiungere i 31 gradi.

– Quando il cioccolato si sarà sciolto, versatene un pò negli stampi. Distribuitelo uniformemente, ruotando lo stampo, facendo in modo che il cioccolato ricopra perfettamente tutta la sua superficie.
– Colate il cioccolato in eccesso e fate indurire l’uovo a temperatura ambiente per una 10 di minuti.

– Ripetete l’operazione per una seconda volta. Mettete ora i vostri stampi in frigo per 1 ora abbondante. Trascorso il tempo necessario per far indurire il cioccolato, arriva il momento più delicato e difficile di tutta la ricetta, ovvero staccare delicatamente il cioccolato dagli stampi senza romperlo.

– Inserite la sorpresa e chiudete l’uovo con spennellate del cioccolato fuso sul bordo di una metà di uovo. Adagiate l’altra metà e esercitate una leggera pressione in modo che le due parti combaciano il più possibile.

Adesso il vostro uovo è pronto per essere decorato applicando piccoli fiorellini di zucchero sulla superficie oppure creando una golosa copertura croccante di nocciole. Utilizzate nastro e carta colorata per confezionarlo.

Realizzare un originale uovo di Pasqua in casa non è così difficile, bastano buona volontà, un pò di pazienza, amore per il cioccolato e tanta voglia di famiglia. Buona Pasqua!

I tatuaggi di oggi, sulla pelle di domani (FOTO)

Credit Photo: Reuters

“Certo che sei pieno di tatuaggi, ma quando invecchi poi come fai?”

Chiunque abbia sulla pelle almeno un tatuaggio, una volta nella vita si è sentito fare questa domanda.

Secondo l’Istituto di Ricerca Harris, ad oggi, negli Stati Uniti un adulto su cinque ha un tatuaggio, il 16% in più della popolazione rispetto al 2013.
A stupire maggiormente sarà senz’altro sapere che, per la prima volta nella storia, le donne tatuate sono in leggera maggioranza rispetto gli uomini. Inoltre l’86% degli intervistati ha affermato di non essersi mai pentito dei propri tatuaggi.

L’arte di ornare il proprio corpo attraverso i tatuaggi ha accompagnato l’essere umano per gran parte della sua esistenza (ci sarà un motivo?).
Ma ancora oggi, in Italia e nel mondo, i tatuaggi vengono visti come segno di ribellione. Con il conseguente atteggiamento di rifiuto da parte di chi sembra proprio non volerli apprezzare.
Siamo ben lontani dal riuscire a non suscitare scalpore mostrando un corpo tatuato. Nonostante, ormai, si può tranquillamente affermare che apparteniamo ad una generazione in cui le persone non tatuate sono senza dubbio in netta minoranza rispetto a quelle che, invece, hanno almeno un tatuaggio sul loro corpo.

E non si tratta affatto di ribellione. Bensì di espressione di sé.
Chi porta sul proprio corpo dei tatuaggi li mostra con orgoglio, anche quando la pelle inizia a cedere, e i colori dei propri tattoo sono ormai sbiaditi. E nel frattempo che qualcuno si domanda cosa faremo da vecchi dei nostri corpi tatuati, qualcun altro continua a scrivere la sua storia sul proprio corpo, incurante degli anni che passano, orgoglioso si mostrarsi così, diverso.

Una cosa è certa: quando poi invecchi ci sarà ben poco da fare, i tuoi tatuaggi invecchiano con te, quindi è bene pensarci prima.

Mermaid Swim Experience, l’emozione di essere sirena per un’ora(FOTO)

leidonnaweb.it

Si chiama “Mermaid Swim Experience” la particolare esperienza che ha avuto origine nelle Filippine e che consente ai comuni mortali di trasformarsi in sirene per quasi un’ora.

Gli istruttori del Manila Ocean Park infatti hanno istituito una lezione di 45 minuti per far provare a uomini, donne e bambini la sensazione di nuotare senza utilizzare le proprie gambe. Si avranno a disposizione costumi e code, entrambi in varie colorazioni e facilmente indossabili, per far si che i visitatori che vogliano provare questa esperienza possano calarsi meglio nella parte.

Con il personale che insegna come stare a galla e le tecniche specifiche di respirazione subacquea si può diventare in tutto e per tutto come Ariel, la celebre sirena del cartone animato Disney “La Sirenetta”. Certo, le prove non si svolgono in mare aperto ma in una vasca del parco – per evidenti ragioni di sicurezza – e non si sarà mai in grado di respirare sott’acqua come solo le sirene sanno fare, ma l’esperienza di essere una creatura leggendaria ha fatto e farà sicuramente sognare grandi e piccini.

L’iniziativa è partita l’11 aprile ma rimarrà in vigore anche tutta quest’estate, consentendo ai visitatori-sirena di nuotare anche nella vasca idromassaggio jacuzzi e nella piscina esterna, entrambe di proprietà del parco. Insomma con grazia, leggiadria e i giusti movimenti di pinne e braccia qualunque essere umano può aspirare a diventare una sirena.

E questa è senza dubbio una trovata che avrà un grande successo e che si spera attirerà un certo numero di turisti in un Paese come le Filippine, continuamente devastato dalle calamità naturali ma che nonostante questo non perde la voglia di innovarsi e di guardare avanti.

Camera con vista per i senzatetto che abitano il Manhattan Bridge

Chi non vorrebbe poter aprire la finestra di casa e trovarsi davanti uno spettacolo mozzafiato? Una vista da rallegrare ogni singolo risveglio?
Alcuni senzatetto americani hanno deciso di utilizzare niente meno che il Manhattan Bridge di New York City come nuova residenza privata. Materiali utilizzati: legno compensato e tanto, tanto ingenio.

Gli affitti per gli appartamenti – anche quelli grandi come scatole di scarpe – crescono inesorabilmente: l’affitto mensile medio nel quartiere di Brooklyn è di 2.900 dollari, una cifra da record, che è solo marginalmente più economica rispetto a quella di Manhattan.
Sono effetti collaterali di una crisi economica che ha peggiorato le già precarie situazioni di alcuni, togliendo loro ogni possibilità di vivere una vita dignitosa, togliendo loro anche le rispettive case.

Così i senzatetto, i vagabondi, con il passare del tempo, hanno imparato a vivere la città, a viverla gratis, decidendo di costruire il loro “rifugio contro le intemperie” in uno dei posti più spettacolari della città.
Certo, le abitazioni sono spazi stretti dove ci sta solo una persona sdraiata, ma questo è proprio quel che si intende con “spirito d’adattamento”.
E proprio di spirito d’adattamento ne sa qualcosa un cinese di mezz’età, abitante del ponte, che tutte le mattine blocca la sua “porta” con un lucchetto per la bicicletta, che apre poi tutte le sere, quando torna a casa a dormire.

Per accedere ai vari rifugi-case bisogna oltrepassare quasi tutto il Manhattan Bridge e scavalcare una recinzione.
Proprio domenica scorsa, un ciclista, ha visto un uomo intento a scalare una parte del ponte e ha subito chiamo il 911 pensando che l’uomo avvistato fosse sul punto di suicidarsi.
La storia è finita bene perché l’uomo ha subito detto di non aver nessuna intenzione suicida, voleva solo tornare nella sua nuova casa.

Le case-rifugio si trovano nella parte del ponte sotto il traffico automobilistico e sopra la metropolitana; sono lunghe poco più di 10 metri – dove ci stanno un materassino e pochi oggetti personali – e non ci sono né bagno né cucina, tuttavia, per chi lì ci abitata, sono una vera e propria casa.