domenica, 20 Settembre 2026

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Gli adolescenti preferiscono i genitori agli amici

“Apprezzano di più chi sa dire anche dei no a chi risponde sempre sì con noncuranza”, queste sono le parole dello psicoterapeuta Scaparro. Gli adolescenti preferiscono di gran lunga i genitori agli amici, molto spesso “falsi, doppiogiochisti, ipocriti e infantili”, commentano i teen. Gli amici vanno e vengono, i genitori no.

Il caso ha sconvolto tutti, soprattutto gli adulti, ormai rassegnati ad essere “seconda scelta”. Sei adolescenti su dieci si fidano dei genitori più che degli amici reali, fratelli, parenti alla lontana o conoscenti sui social. Le numerose litigate e incomprensioni tra genitori e figli in realtà non sono altro che uno dei segnali – seppur strano – di bisogno di affetto e fiducia. Un ragazzino su tre vorrebbe trascorrere più tempo con i genitori.

I dati arrivano direttamente da un’indagine Doxa che è stata presentata in Parlamento durante l’annuale relazione del Garante per l’infanzia e l’adolescenza Vincenzo Spadafora. Le cifre si basano su 600 interviste ad altrettanti ragazzini tra i 14 e i 17 anni che ci regalano uno spaccato sulla società completamente contrario rispetto a quello che la quotidianità, il vivere giorno dopo giorno a contatto con i figli, la cronaca e le notizie ci hanno sempre regalato; uno scenario che vedeva i ragazzini sempre più accanto agli amici, quelli di una vita e quelli appena conosciuti su Facebook e Twitter. “Le studentesse dei Parioli ci lasciano intuire una generazione di sbandati, ma la realtà è ben diversa”, spiega Spadafora, rappresentante dell’unica istituzione pubblica italiana che si occupa di bambini e di adolescenti in forma esclusiva.

Al centro dell’attenzione degli esperti anche il problema adozioni: un insieme di prassi e burocrazia troppo complicate.
La famiglia diventa il punto di partenza per arrivare ai più giovani, sempre più bisognosi di attenzioni da parte dei “grandi”, di chi ha più esperienza, consigli e una spalla sempre pronta su cui piangere, cercare confidenze e sostegno. I dati dello studio riguardano anche i bambini e le loro abitudini: il 62% non è mai stato in oratorio, il 67% non ha mai fatto volontariato, l’89% non ha mai fatto attività politica e il 76% non è mai stato in centri di aggregazione. Molti di questi vivono il “sogno americano”, o comunque il desiderio di espatriare in qualche paese fuori dall’Europa per portare lì idee, progetti e desiderio di auto-affermazione.

“Non dobbiamo stupirci di fronte a questi risultati, che non sono in contraddizione con il conflitto generazionale che fa parte della crescita e della natura umana”, commenta ancora lo psicoterapeuta Fulvio Scaparro. “La fiducia nei confronti del padre e della madre non contrasta con il bisogno di battagliare con loro: preferiamo di certo uno che ci dice di no a uno che ci dice di sì con noncuranza. Quando i ragazzi rispondono che i genitori sono una rottura di scatole, io lo considero il massimo dei complimenti. Come genitori, semmai, dovremo interrogarci sulla loro richiesta di trascorrere più tempo insieme: spesso trascuriamo il fatto che siamo tra le poche persone che non dovrebbero essere mai virtuali”.

La psicologa dell’età evolutiva Tilde Giani Gallino conclude: “È positivo questo essere critici con chi si conosce appena”, in riferimento al rapporto più “freddo” che i ragazzi hanno con i propri amici su internet e sui social. L’ultima parola va a Scaparro: “Nessuno può considerare veri i suoi quattromila amici virtuali. Mi sembra che i ragazzi utilizzino la Rete per non stare da soli. Siamo noi adulti, forse, che le diamo una forza che non ha”.

Josie Cunningham: pronta ad abortire pur di partecipare al GF

Credit photo mirror.co.uk

Superato il limite. Della decenza, del rispetto, della vita. Josie Cunningham, giovane inglese di 23 anni non smette di far parlare di sè. Prima un’operazione al seno pagata con i soldi della sanità pubblica, ora la ragazza, che si presenta come modella, torna con una notizia shock che sta facendo in poche ore il giro del web: vuole partecipare al Grande Fratello inglese ma è incinta e pur di diventare famosa è pronta ad abortire.

Josie Cunningham è al quarto mese di gravidanza, ma poco importa il fatto che porti in grembo una vita, l‘unico obiettivo è sfondare nel mondo dello spettacolo.

Sono sul punto di diventare famosa e non ho nessuna intenzione di rovinare tutto ora – ha detto Josie Cunningham – Un aborto favorirà la mia carriera: il prossimo anno non voglio avere un bambino. Voglio diventare famosa, alla guida di una Range Rover rosa brillante, e voglio comprare una grande casa. Niente potrà intromettersi sulla mia strada“. La ragazza ha affermato di non sapere chi è il padre del figlio: è indecisa tra un calciatore di Premier League e un cliente che ha incontrato mentre lavorava come escort.

Una dichiarazione che lascia senza parole. Il sito internet del quotidiano inglese Mirror sta chiedendo ai propri lettori cosa ne pensano ed in particolare se sarebbero pronti a boicottare il programma televisivo in caso di partecipazione della giovane: il 93% ha risposto di sì.

Speriamo che a boicottarla prima degli spettatori sia l’emittente televisiva, dalla quale Josie ha intenzione di tornare dopo l’aborto chiedendo di riprendere le trattative.

Nearby Friends: come trovare gli amici di Facebook nelle vicinanze

Trovare gli amici di Facebook nelle vicinanze: adesso è possibile anche questo grazie alla sua nuova funzione, Nearby Friends. Da poco lanciato negli Stati Uniti, ma senz’altro disponibile a breve nel resto del mondo, il sistema integrato all’applicazione per smartphone (Android e iPhone) consente di ricevere notifiche non appena un amico risulti avere una posizione geografica vicina alla nostra. Eppure, il luogo esatto non viene specificato: lo scopo è quello di favorire il contatto tra persone che si conoscono e si trovano in una stessa zona, così che possano cogliere l’occasione per vedersi di persona. Esiste, però, anche un’opzione che permette di segnalare la propria esatta posizione per agevolare gli incontri, per esempio, in luoghi affollati. Ma non è tutto: la nuova funzione di Facebook, infatti, permette di visualizzare sul profilo di un amico se stia visitando una città in cui si è già stati e fornirgli, pertanto, consigli relativi a posti e cose da vedere.

Nearby Friends è una funzione assolutamente opzionale, attivabile e disattivabile in qualsiasi momento: inoltre, si ricevono notifiche soltanto da parte di quegli amici che l’hanno anche loro attivata, in caso contrario, qualsiasi informazione circa posizioni e spostamenti è irrintracciabile. Tuttavia, è una novità che non è stata messa particolarmente in evidenza dai creatori di Facebook, proprio per la questione scottante che smuove, ovvero la tracciabilità di ogni spostamento compiuto da un utente, la cui privacy si ritrova inevitabilmente violata, e non solo per via della condivisione dei propri dati personali, ma anche perché il trattamento degli stessi verrebbe utilizzato a fini commerciali – portando, per esempio, alla proliferazione delle pubblicità sotto forma di notifiche push, inviate dai negozi che si incrociano lungo i propri percorsi quotidiani.

La nuova funzione, peraltro, non è così “nuova”: Nearby Friends è infatti una versione implementata di Glancee, un’applicazione “social discovery” d’invenzione del ventinovenne veronese Andrea Vaccaro, acquisita e messa sotto chiave da Mark Zuckerberg un paio d’anni fa. Il prototipo originario era, in realtà, finalizzato alla conoscenza di persone nuove con interessi simili ai propri, ma si registrò una netta tendenza a utilizzarlo per organizzare incontri con persone già conosciute: sviluppato un sistema più confacente agli interessi del grande social network, eccone finalmente il lancio ufficiale, oculatamente posticipato per lasciare che tutti gli iscritti si acclimatassero nell’esprimersi sempre più di consueto mediante il filtro dei social. Pensandoci, che motivo c’è di rendere noto il luogo in cui ci si trova? Sapere che un nostro amico è nei dintorni ci vincola necessariamente ad incontrarlo? Il distacco mascherato da condivisione che attanaglia la rete adesso incombe anche sulla realtà, una realtà in cui non saremo più liberi neanche di fare un incontro fortuito.

10 modi per capire se la tua storia d’amore è finita

A tutto c’è una fine. Lo ricordano i grandi film d’amore, le frasi romantiche sui Baci Perugina, le pubblicità e, soprattutto, la vita di tutti i giorni nella giungla della quotidianità. A tutto c’è una fine, anche alle storie d’amore. Ecco i 10 modi per capire se – e quando – la tua storia d’amore è finita. Piccoli campanelli d’allarme per prepararti al “Sì, ti lascio, è finita”. O per preparare lui.

Difficoltà nel comunicare

“La comunicazione è estremamente essenziale in una relazione, tanto che la mancanza di dialogo può essere un primo segnale di crisi”, dice Rachel DeAlto, esperta di relazioni e flirt. La difficoltà nel relazionarvi a parole rappresenta un vero e proprio gap all’interno della storia. Per migliorare la situazione si consiglia una passeggiata pomeridiana o una cena di coppia in un ristoranti intimo, senza distrazioni né problemi.

Problemi a letto

Avere una buona e salutare vita sessuale è importante per una relazione, ma se cominciano ad arrivare i problemi è momento di dire basta e capire perché.
Rachel DeAlto afferma: “Perdere un po’ di desiderio è normale, soprattutto con l’avanzare dell’età e il progredire della storia, ma passare da 100 a 0 non è per nulla un buon segno. Meglio dire basta”.

Noia

All’inizio, ogni storia è piena di “Cucci cucci”, “Trottolino amoroso”. Poi il nulla. Noia, noia mortale. Ora il periodo “luna di miele” è finito e la Tv e il telecomando si sono impossessati di noi. Serve ridare smalto alla storia: provare cose nuove, uscire e prender aria, conoscere gente nuova e alternare i weekend fuori porta. Ma se non c’è interesse che senso ha continuare ancora?

Litigi

Sfortuna, caratteri diversi, incompatibilità o troppa abitudine. Prendere fuoco per nulla, arrabbiarsi per poco, permalosità e gelosia. Tutti elementi che portano a sfuriate e litigi. Rachel DeAlto commenta: “Solitamente le donne iniziano un litigio quando capiscono che la loro storia è quasi al capolinea. Preferiscono portare il proprio uomo sulla strada del ‘Ti lascio’, lavandosi le mani e lasciando a loro il lavoro sporco”.

No progetti futuri

Il pensiero di trascorrere più tempo con il vostro uomo non vi emoziona più? Preferireste scappare? Essere innamorati non dovrebbe mai essere un lavoro, una routine o un futuro negato. In realtà si dovrebbero contare i giorni prima di una ricorrenza, un viaggio, un’emozione.
Basta cercare quel quid in più che possa riportare armonia nella coppia e desiderio di progetti futuri. Altrimenti… “The next!”

Scontrosi e zero effetto

Riesci a ricordare l’ultima volta che ti sei sentita amata? Ti capita spesso di dirgli che lo ami? Se questi sentimenti ed emozioni sono diventati un ricordo del passato, allora il vostro rapporto ha bisogno di una svolta emotiva. Se non si desidera abbracciare il proprio uomo è il momento di andare avanti.

“Non desiderare l’uomo d’altri…”

“Se si inizia a fantasticare su altri uomini, immaginando la vita come una donna sola, il rapporto è praticamente finito. Già distaccarsi emotivamente”, dice Rachel DeAlto. Ovvio. Pensare ad un altro – mentre si è fidanzati con qualcuno – non è proprio il massimo.

Impuntarsi su tutto

Poche parole, concetto facile: “Io ho ragione su tutto e non voglio sentire storie”. Diventare delle iene con il ciclo e attaccare con gli artigli chiunque la pensi diversamente da noi. “Io non ti ascolto neanche”.

Zero interesse

Telefono a tarda notte sempre libero per le chiamate, messaggini, lettere ed e-mail. Poi tutto va scemando.
“In amore sai che il tuo rapporto è finito quando si diventa del tutto indifferente all’uomo”, dice Rachel DeAlto. “Se non ti importa di quello che fa, dove va o cosa pensa, è il momento di andare avanti”.
Rachel aggiunge anche: “Il contrario dell’amore non è l’odio, è l’indifferenza”.

Mentire, ingannare

“Barare in un rapporto è sempre dannoso. Ci sono molti fattori che entrano in gioco al momento di decidere se è il momento di farla finita, ma tutto si riduce al fatto che è possibile ricostruire la fiducia”, afferma Rachel DeAlto. “Se non si riesce a perdonare e fidarsi di loro ancora una volta, è meglio andare via.”