lunedì, 2 Marzo 2026

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‘Come’n Kitchen’ la nuova tendenza: cene a sorpresa e nuove conoscenze

Si chiama “Come’n Kitchen” ed è il catering creativo più famoso sul web. L’idea è nata da quattro under 30: Jacopo, 27 anni e studi in economia, Erica, 26, laureata in comunicazione, Nicolò, 28 anni, cuoco e Davide, barman di 29 anni. In poco tempo ha ottenuto un successo stratosferico, soprattutto su Facebook, dove è nato e si è sviluppato: “Serve solo una casa libera, al resto pensiamo noi” è il motto dei quattro giovani organizzatori.

Come’n Kitchen è una vera è propria organizzazione perfetta di eventi: bisogna “arrivare da soli“, o al massimo in due, e avere tanta voglia di conoscere gente nuova. È tutta una sorpresa.

“Funziona così — spiegano i quattro creatori — prima troviamo qualcuno disposto a metterci la casa, e per lui la cena è ovviamente gratis, poi raccogliamo le adesioni su Facebook e arriviamo con un catering completo, dai tavoli alle posate”. L’appuntamento è due volte al mese, sempre il mercoledì. Sopresa fino all’ultimo istante: una settimana prima vengono comunicati gli ingredienti, qualche giorno prima il menù e solo la mattina stessa si svela ai partecipanti l’indirizzo a cui presentarsi. Ogni serata ha un tema ad hoc, sempre diverso ed originale. Costo sui 30 euro a testa.

Silvia, 38 anni, alla sua seconda partecipazione alla “Come’n Kitchen”, dice: “A me la cosa che piace di più è proprio il segreto, il fatto che fino alla mattina non sai dove devi presentarti”. “Quello che mi piace di queste cene — continua Lucia, argentinaè che ti permettono di conoscere davvero altre persone. Al bar o nei locali non funziona, si resta sempre in gruppetti. Io invece vengo qui e mi siedo al tavolo da sola, vicino a personeimprobabili, diversissime da me, e mi diverto un sacco. Non me ne perdo una!”. Fabio invece, a 29 anni, si è anche fidanzato. Tutto grazie alla sorpresa, al buon cibo e alla grande curiositas.

#frasidauomo, il meglio delle rare pause dal silenzio

Non parlano spesso, non ne hanno la forza, ma quando parlano riescono a dire tutti la stessa cosa. Ah, gli uomini. Che siano colti, sarcastici, intelligenti o biondi, davanti ad una donna, a meno che non siano George Clooney che brandisce un Nespresso, riusciranno a dire sempre la migliore delle frasi sbagliate che hanno in mente.

E noi donne siamo abituate ad ogni tentativo di comunicazione che ha come sorgente i neurotrasmettitori dell’altro sesso. Belati, formule indigene, antiche filastrocche medievali, suoni gutturali e, soprattutto, il silenzio. Si perché quello che vogliamo sentirci dire o non sarà detto o sarà detto malissimo.

Così dobbiamo accontentarci di un linguaggio basic, telegrammatico, fatto di monosillabi dosati e mai sprecati, intervallati a eterni momenti di afonia. E oggi su Twitter, le nostre dolci e prive di favella metà, si autoetichettano, con l’aiuto delle signore, che di parole non sono mai a corto, sotto l’hashtag #frasidauomo. Il trend del giorno sul social, un trend di tutti i giorni nella vita reale.

E spulciando nei meandri di Twitter, hanno cinguettato proprio tutte le tipologie di maschione.

C’è il malato terminale

Il relativista

Il puritano

L’incommentabile

l’animale politico

Il laureato

Lo stilista

Lo smascherato

L’inguaribile osservatore

L’indefinito

Nonostante i ricorrenti silenzi, così tante #frasidauomo e così poco spazio per scriverle tutte.

Ecco come sarà Pasqua 2014 per gli italiani

Credit: www.lostivalepensante.it

Manca una settimana a Pasqua e ancora non si sa come sarà il tempo. Sappiamo però che durante la Settimana Santa è previsto un arrestamento dell’anticiclone in Atlantico, e ciò significa che ci sarà un peggioramento delle condizioni meteo.
Instabilità a Nord Est, nelle regioni centro meridionali e sulle Isole Maggiori, con qualche possibile acquazzone. Al Sud invece dovrebbe esserci un miglioramento delle condizioni meteo: cielo sereno e rialzo delle temperature.

E se ancora è troppo presto per avere indicazioni più precise sul meteo, possiamo però dire – dati alla mano – che le abitudini degli italiani per festeggiare la Pasqua sono cambiate radicalmente.
Se prima tutti sfruttavano questi giorni di ponte per poter fare una vacanza o per poter visitare qualche città d’arte, oggi come oggi sono solo 13 milioni gli italiani adulti che, tra Pasqua, 25 aprile e primo maggio, si metteranno in viaggio. Esatto, più di 8 italiani su 10 trascorreranno la giornata tra le mura domestiche. Questa Pasqua 2014 si classifica tra le più casalinghe degli ultimi decenni.

Sarà, dunque, poco sfruttato per il turismo il ponte primaverile di fine aprile. Ci sarà chi approfitterà delle feste per una gita fuori porta – sperando sempre che il tempo regga – come nella tradizione di Pasquetta, ma solo pochi partiranno per più giorni, e l’80% di chi lo farà resterà nei confini nazionali. Il 12% dei vacanzieri partirà a Pasqua, il 10% preferisce invece muoversi nel ponte del 25 aprile.

La crisi cambia le abitudini anche a tavola: il 24% degli italiani non acquisterà colombe o uova pasquali, simbolo per eccellenza della ricorrenza, inoltre, saranno almeno 5 milioni gli italiani che si adopereranno per il fai-da-te casalingo per imbandire le tavole – meno ricche degli anni precedenti.
In rispetto della tradizione è comunque fatta salva la preparazione dei dolci tipici pasquali, che anche con la crisi non possono mancare, perché il piacere della tavola non viene meno.

Whatsappite, quando la chat diventa una malattia

Si chiama WhatsAppite e non è una nuova applicazione, ma un disturbo relativamente moderno, che coglie chi passa troppe ore con lo smartphone in mano a mandare messaggi. Il disturbo prende il nome dal noto sistema di messaggistica istantanea Whatsapp, che permette uno scambio continuo e spropositato di messaggi e quindi una digitazione esagerata. Infatti, a differenza dei classici SMS che si pagano singolarmente o attraverso abbonamenti, Whatsapp è quasi gratuita (89 centesimi all’anno).

L’allarme arriva dalla prestigiosa rivista medica The Lancet, che ha riconosciuto l’eccessiva digitazione come una vera e propria malattia e ha riportato il caso di una donna che è stata visitata al pronto soccorso dell’ospedale di Granada dopo aver usato la chat per sei ore.

La donna di 32 anni, al sesto mese di gravidanza, si è presentata all’ospedale il giorno di Natale, dopo aver passato gran parte della giornata a rispondere ai messaggi di auguri utilizzando la nota applicazione Whatsapp su un telefono di 120 grammi. La paziente aveva avvertito appena sveglia un dolore anomalo a entrambi i polsi, che percepiva anche sovraccaricati e gonfi. “La diagnosi per il dolore bilaterale ai polsi è stata di Whatsappite – scrive Ines Fernandez Guerrero, che ha descritto il caso – il trattamento è consistito in farmaci antinfiammatori e astinenza totale dai messaggini, con un miglioramento solo parziale anche per il fatto che la paziente non ha seguito la prescrizione e ha scambiato di nuovo messaggi il 31 dicembre”.

Questo disturbo non sembra essere però una novità. Già anni ’90 infatti si parlava di Nintendinite o pollice da Nintendo, dovuta all’uso eccessivo del Nintendo Gameboy, che provocava gli stessi sintomi: polsi e dita affaticate e doloranti. In seguito, altri incidenti simili sono stati documentati sia nei bambini che negli adulti. Il problema quindi non è strettamente legato ad applicazioni come Whatsapp o un qualsiasi altro sistema di messaggistica, ma a un utilizzo esagerato degli stessi. Una malattia emergente che sembra destinata perciò a diffondersi rapidamente, a meno che non si ricorra al buon senso e alla responsabilità.