mercoledì, 30 Novembre 2022

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Nozze in: tutti i trend del 2016 (FOTO)

credits photo: .coef-eventi.it

State per sposarvi e volete rendere il vostro matrimonio indimenticabile e alla moda? Stupire gli ospiti ormai non è più cosa facile, e la gara alla cerimonia più bella è sempre aperta e spietata. Non vi resta altro da fare, quindi, che tenervi aggiornati su tutte le novità che rendono le nozze in e particolari. Nel 2016 ci sono sette trend da non sottovalutare se volete essere all’altezza della situazione.

Stile bohémien

credits photo: luieleiwedding.it
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Il 2016 è l’anno delle nozze in stile boho-chic. Insomma, nozze informali e non troppo pompose, celebrate rigorosamente all’aperto. Ciò non significa che dovrete rinunciare al romanticismo ed optare per un matrimonio sciatto, tutt’altro. I materiali riciclati, il fatto in casa, l’handmade renderanno tutto molto originale e irripetibile. Secondo l’Osservatorio di ProntoPro.it, portale che mette in contatto la domanda e l’offerta di lavoro artigiale, un wedding planner chiederebbe tra i 750 e gli 850 euro per organizzare delle nozze bohèmien.

Effetto tattoo

credits photo: blogdimoda.com
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Vi ricordate lo stereotipo della sposa in bianco, in stile principessa? Scordatevelo. Le spose più alla moda indossano un abito di pizzo, ma di un pizzo talmente ben cucito da sembrare un tatuaggio sulla pelle. Si tratta di abiti da sposa seducenti, effetto nude, che sicuramente non passeranno inosservati.

Make-up appariscente

credits photo: herash.it
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Addio anche al make-up effetto acqua e sapone
. La sposa del 2016 non ha paura di osare, e lo fa attraverso smokey eyes forti, sui toni del tortora, del marrone e dell’oro. Sulle labbra invece si passa dal nude al corallo.

Social e droni

credits photo: aereovisione.com
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Scatenatevi con Twitter, Facebook ed Instagram. Il matrimonio più in continua anche sui social, con hashtag creati appositamente per condividere foto e video. E se questo non vi basta, potete sempre comprare dei droni per delle fotografia e delle riprese spettacolari.

Anni ’70

Nozze in, i trend del 2016

Un altro punto su cui fare attenzione è l’acconciatura della sposa che, in linea con lo stile bohèmien, deve essere il più possibile naturale ma comunque ricercata. Insomma, ispirata agli anni ’70. Perfette sono le trecce in ogni loro declinazione, con inserti di fiori.

Giocolieri

credits photo: tiracchematte.com
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Se gli ospiti musicali non stupiscono più, se amici e parenti sono di critiche facili e non si lasciano andare a facili complimenti, resta solo una cosa per lasciare tutti a bocca aperta: ricorrere a spettacoli circensi.

Dj

credits photo: djexpressteam.blogspot.com
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No dj? No party. Le persone vogliono divertirsi, questo è un dato di fatto. Per accontentare tutti basa assumere un professionista e ballare fino a notte fonda.

Internet is the new black (FOTO)

credits: wired.it

Alcuni di noi non erano nemmeno nati quando si parlava di ASL. E nemmeno quando i genitori più impauriti temevano che fosse necessario un trattamento sanitario obbligatorio per i propri figli la cui vita stava venendo prosciugata da quel mostro digitale di Internet. Tutti quegli adulti agitati erano già pronti a portare i loro figli all’ Azienda Sanitaria Locale, perché sì, la loro dipendenza doveva pur essere curata in qualche modo. Eppure, cari genitori, quella sigla aveva davvero poco a che fare con i camici bianchi dei medici.

ASL: Age/Sex/Location. Quando si iniziava una conversazione su un social network questa sigla era sempre il primo messaggio che veniva inviato. Poche informazioni, oltre al nome, solo l’età, il sesso e il Paese di provenienza. Erano i primi passi fatti nel mondo delle relazioni a distanza, iniziate (e pure finite) attraverso uno schermo.

Oggi, però, una cosa a quegli adulti impazienti di curare i propri figli, dobbiamo riconoscergliela: ci avevano visto lungo, anzi, lunghissimo. Perché anni dopo l’avvento di Internet e dei suoi linguaggi, alcuni andrebbero davvero curati: quelli che la popolazione incredula definisce i “temerari del web”. Dire di chi si tratta non è complicato: sono quelli che, anche nel parlato, utilizzano sigle che dovrebbero essere relegate al mondo online. Tipo quelli che invece di scrivere -o, nei casi più estremi, invece di dire- “per quanto ne sappia”, così, nel mezzo di un discorso, anche uno serio, usano un mai visto “AFAIK”, che è “as far as I know”. E tu resti così, a metà tra lo sbigottimento e la risata soffocata. Non sai se ammettere di non sapere cosa sia questa parola appena pronunciata o se fingere candidamente di non aver sentito bene.

Ecco, per evitare di rimanere spiazzati durante una conversazione è necessario conoscere le 10 sigle più usate nel linguaggio del web.

1. A.K.A.

credits: wired.it
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Qui siamo nel linguaggio colloquiale americano, ma anche inglese. AKA, abbreviazione per “also known as”, vuol dire “anche conosciuto come”. Tipo quando siete per strada e incontrate una persona che vi sta molto antipatica, alla fine, quando il peggio è passato, vi scappa un “aka Crudelia De Mon”.

2. A.S.A.P.

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Un vostro collega vi ha chiesto di controllare un progetto a cui ha lavorato o, con molto meno impegno, un vostro amico vi ha chiesto di richiamarlo. Alla fine del messaggio, trovate scritto un “asap”, ovvero “as soon as possible”, “quanto prima possibile”. Non certo la cosa più semplice da decifrare.

3. A.T.M.

credits: wired.it
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“ATM sono un po’ impegnato, ci sentiamo dopo”. La vostra espressione davanti a questo messaggio è una sola: quella di chi si sente improvvisamente spaesato. Non riuscite a capire come un punto ATM per fare un prelievo bancario e l’essere impegnato possano essere collegati fra loro. Ma no, “ATM” sta per “at the moment”, “al momento”.

4. B.F.F.

credits: wired.it
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Questo è uno dei più ricorrenti. Come didascalia alle foto, tra gli hashtag più usati, nei messaggi: insomma, “BFF” lo trovate un po’ ovunque. La sigla sta per “best friend forever”, ovvero “migliore amico/a per sempre”.

5. C.U.

credits: wired.it
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Questo vi lascia spiazzati sul serio. Non solo è una sigla inglese, ma è anche formata da un’associazione impensabile di suoni. La “C” sta per “see”, la “U” per “you”. Quando vi salutano così vuol dire che hanno in programma di incontrarvi di nuovo, vuol dire “ci vediamo“. La sigla è spesso accompagnata da una “L” o da una “S” finale, che sta per “see you later”, “ci vediamo dopo” e “see you soon”, “ci vediamo presto”. “C.U” potrebbe anche essere sostituita da “T.T.Y.L”, che vuol dire “parliamo più tardi” da “talk to you later”.

6. F.O.A.F.

credits: wired.it
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Siete stati invitati da un vostro amico a trascorrere una serata divertente insieme. Dopo aver accettato, l’amico vi scrive un messaggio in cui magicamente compare un “F.O.A.F.”. Siete stati appena avvertiti che all’uscite sarà presente anche un “friend of a friend”, “un amico di un amico”. Sarà per voi una palla al piede o una gradevole scoperta.

7. I.C.Y.M.I

credits: wired.it
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Questa sigla è difficile anche pronunciarla. La usano i temerari di internet quando devono avvisarci di qualcosa. Deriva dall’inglese “in case you missed it”, “nel caso in cui non lo sapessi”.

8. G.M.T.A

credits: wired.it
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Per quelli che tentano un approccio da bocciare immediatamente o per quelli che, semplicemente, si sentono in dovere di farci un qualche tipo di complimento, quando la stessa idea è venuta sia a voi che al vostro capo/collega/amico, la sigla scelta sarà “gmta” che è “great minds think alike”, “le grandi menti pensano alla stessa maniera”.

9. G.T.F.O

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Bene, state a sentire, quando ricevete una scritta del genere le cose non sono idilliche quanto sembrano. Chi vi ha mandato questo messaggio non vi sta esattamente invitando a bere un caffè insieme, vi sta piuttosto chiedendo di smetterla, una volta per tutte. È un’espressione che esprime indignazione di fronte ad un’incompetenza lampante ed è l’abbreviazione di “get the f**k out.

10. H.A.N.D.

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È il più carino di tutti e chi lo manda non sta facendo altro che augurarvi una buona giornata. La sigla “hand”, non è esattamente collegata alla mano, ma deriva dall’inglese “have a nice day”.

Cybernews: arriva il selfie volante

Credit: technabob.com

La tecnologia unita alla moda si evolve in modo davvero esagerato. Ce lo può confermare la mania dell’anno, il selfie – foto che ci si scatta con la fotocamera interna dei cellulari – che ha contagiato davvero tutte le generazioni, vip e non.

L’ultima novità arriva dal progetto che vede la creazione di una fotocamera volante, Hover Camera, creata da Meng Qiu Wang, lavoratore presso l’azienda che sviluppa dispositivi robotici, chiamata Zero Zero Robotics. Questo nuovo modello di fotocamera, che verrà presentata a breve, potrà scattare foto senza l’aiuto di braccia o ‘bastoni’ per i selfie. La sua caratteristica fondamentale è, infatti, la sua capacità di volare grazie a quattro eliche e di riconoscere i movimenti del corpo seguendo lo spostamento del volto. Inoltre, grazie al sistema sonar che traccia la sua posizione, evita di colpire gli oggetti circostanti nella fase di volo. Tra le altre funzioni vi è anche quella che riguarda la possibilità di fare una panoramica di un paesaggio a 360°. Insomma, tutto quello che si deve fare è accenderlo e lasciar fare tutto a ‘lui’.

Vediamo, allora, come è composta la Hover Camera: il telaio, che racchiude un circuito di intelligenza artificiale, è in fibra di carbonio – quindi molto leggero e resistente – e pesa meno di 250 grammi; la fotocamera da 13 mega pixel è capace di registrare anche i video in 4k. Wang, inoltre, aggiunge: “ Sul device c’è un hotspot WiFi e con la connessione 4g è possibile postare le foto appena scattate sui social network“.

Purtroppo, bisogna aspettare ancora un po’ prima di poter vedere nelle vetrine questo fantastico oggetto che renderà la vita dei Self-maniaci sicuramente molto più semplice. Nel frattempo, ci si preoccupa di sviluppare e mettere a punto la fotocamera al fine di migliorarla.
Una vera e propria rivoluzione cybernetica per gli amanti della fotografia e, in particolare, dei selfie.

A Londra aprirà il primo ristorante per nudisti

www.lifestar.it

Vi piacerebbe provare un’esperienza primitiva? So che la domanda non è molto chiara, per cui la riformulerò: vi andrebbe di fare qualcosa che vi ricongiunga con le vostre esigenze primordiali?
Il prossimo giugno verrà inaugurato a Londra il Bunyadi, un ristorante rivoluzionario che consentirà ai suoi clienti di mangiare completamente nudi.
L’attività resterà aperta per tre mesi e il suo concept non è basato esclusivamente sul nudismo ma sulla volontà di offrire al pubblico una esperienza primitiva.

I clienti del Bunyadi potranno consumare il proprio pasto a lume di candela, seduti su ceppi d’albero e utilizzando piatti particolari di terracotta.
La disponibilità sarà di circa 46 coperti mentre il menu è ancora sconosciuto; le indiscrezioni sostengono che sarà adatto anche ai vegani.
Di sicuro spogliarsi in pubblico potrebbe comportare qualche imbarazzo, per questo motivo saranno predisposte delle aree in cui potersi denudare lontani da sguardi indiscreti.

Seb Lyall, fondatore della Lollipop (la stessa agenzia che ha realizzato a Londra l’ABQ, il bar-caravan ispirato alla popolare serie tv Breaking Bad) ha dichiarato:
La nostra idea è proporre un’esperienza del tutto liberatoria; le persone avranno la possibilità di passare una serata senza alcun tipo di agenti inquinanti: sostanza chimiche, coloranti artificiali, senza riscaldamento, telefoni, elettricità e, se lo desiderano, anche senza vestiti.
I prezzi si aggireranno intorno alle 60 sterline e le prenotazioni sono già arrivate a 9 mila.