giovedì, 13 Maggio 2021

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Interior design: specchi per allargare gli ambienti (FOTO)

Credit: giardinistore.ii

Stanchi della monotonia della casa? Volete dare un po’ di luce alla vostra camera ma non sapete come fare? La risposta alle vostre domande si può racchiudere in una sola parola: specchio.

In realtà, lo specchio è forse l’elemento che non può mancare nella casa. Ma non tutti sanno che, oltre alla classica e scontata funzione, questo oggetto ha anche una vera e propria potenzialità: dona luce alla stanza in cui si trova e ha la capacità di farcela sembrare più grande – ovviamente si parla di specchi abbastanza grandi. Vediamo, allora i vari tipi di specchi da utilizzare per ingrandire gli ambienti della nostra casa e, soprattutto, in che modo questo è possibile.

Specchio lungo su parete

Se una stanza vi sembra molto stretta, istallate uno specchio lungo su una delle pareti. Avrete un effetto di continuità della stanza.

Piastrelle specchio

Piccole ma eleganti, queste piastrelle danno l’effetto di ampliare le dimensioni degli oggetti intorno ai quali sono posizionate, come ad esempio un camino. Possono essere utilizzate anche come delle vere e proprie piastrelle.

Credit: vivereconstile.it
Credit: vivereconstile.it

Porte armadio a specchio

Applicate, appunto, sull’armadio queste porte specchiate ingrandiscono e illuminano la stanza da letto – inoltre è il sogno di chiunque potersi vedere dalla testa ai piedi in un enorme specchio.

Credit: scottoarredamenti.com
Credit: scottoarredamenti.com

Specchio nel corridoio

Molto spesso si sottovalutano i corridoi, considerati ambienti di passaggio e per questo motivo ‘snobbati’. Ma se volete dare luce e rendere meno angusto il vostro corridoio, l’essenziale p applicare uno specchio dal soffitto fino al pavimento su una o entrambe le pareti.

Specchio sul soffitto

Potrebbe sembrare pericoloso ma, applicare lo specchio sopra le vostre teste è un modo fantastico per allargare la vostra piccola camera. La sensazione che verrà fuori sarà sicuramente quella di profondità e continuità con il ‘cielo’.

Credit: trame.com
Credit: trame.com

Specchio su due pareti

Applicando su due pareti degli specchi, non soltanto abbiamo la sensazione di ingrandire la stanza, ma avremo anche un bellissimo gioco di riflessi e lucentezza grazie ai raggi del sole che si specchiano o alle luci.

Arriva dalla Cina il reverse praying (FOTO)

Credits photo: Looking forom

Arriva dalla Cina e sconvolge tutti il nuovo modo di mostrarsi sui social network.
Dopo l‘#acroyoga, una nuova pratica da fotografare e postare per mostrare a tutti la propria flessibilità. Ma cos’è davvero il reverse praying?

Reverse praying è letteralmente pregare a rovescio e consiste nel cercare di congiungere i palmi delle mani dietro la schiena, possibilmente tra le scapole.
Bisogna essere particolarmente flessibili per riuscire a fare il reverse praying, ma a quanto pare, in Cina la flessibilità non manca vista la varietà di foto e video postati sui maggiori social network.

Impazza tra gli adolescenti che ne fanno strumento di bullismo. Esistono, infatti, dei livelli di bravura nel praticare il reverse praying.
Tutti quelli che riescono a far congiungere i propri palmi dietro la schiena, solo nella parte bassa vengono considerati poco flessibili e presi in giro. Al contrario, chi riesce ad arrivare a congiungere i palmi il più possibile vicino alla nuca viene osannato ed invidiato.
Il reverse praying, quindi, non è una semplice tendenza tipica dei nostri anni che include una foto scattata tramite smartphone e postata per mostrare a tutti il proprio livello di bravura.
Piuttosto, è una prova per farsi accettare da amici e compagni.

Arrivano critiche dalle istituzioni, che reputano spiacevole ed offensivo il reverse praying per chi trova nella religione e nella preghiera una chiave fondamentale della vita.
I ragazzi che lo praticano e ne fanno una prova degna di approvazione dovrebbero vergognarsi, commentano sui social. Come dargli torto? A voi i giudizio.

Pollice verde per adorabili creazioni di Star Wars (FOTO)

Credit: Brittany Herbert

Decorare angoli della vostra casa con i terrari può essere un’idea piuttosto originale, soprattutto se siete capaci di ricrearli in maniera del tutto inusuale. L’ultima tendenza è quella di realizzare terrari homemade, riproducendo i tre pianeti del Star Wars Galaxy: Endor, Hoth e Jakku.

1. Ppianeta Endor

Credit: Brittany Herbert
Credit: Brittany Herbert

Occorrente:
-Un vaso di vetro o una ciotola
-Terriccio
-Pietre di fiume: assortite, piccole e grandi
-Muschio
-piante assortite
-Una figurina di Star Wars

Quello che dovete fare è versare uno strato di pietre di fiume nella vostra ciotola, aggiungere il terriccio e il muschio e infine le vostre piante. Per Endor, Brittany Herbert, ideatrice della creazione, ha pensato di introdurre le piante di felce.
Infine, aggiungete il muschio decorativo, metaforico suolo della foresta di Endor e le rocce.

2. Pianeta hoth

Credit: Brittany Herbert
Credit: Brittany Herbert

Occorrente:
-Un vaso di vetro o ciotola
-Pietre di fiume assortite, piccole e grandi
– Sabbia bianca (per la neve)
-Una figurina di Star Wars

Versate le pietre di fiume nella vostra ciotola, aggiungete la sabbia bianca e le pietre meno lisce (Hoth è un pianeta in parte roccioso). Aggiungete altra ‘neve’ sulle vostre ‘rocce’ in modo da ricreare una sorta di scogliera, posizionate la figurina e il gioco è fatto!

3. Pianeta Jakku

Credit: Brittany Herbert
Credit: Brittany Herbert

Occorrente:
-Un vaso di vetro o una ciotola
-Pietre di fiume assortite (di qualsiasi dimensione)
-Sabbia rossastra
-Una figurina di Star Wars

Versate le pietre e poi la sabbia. Infine aggiungete la vostra figurina attaccandole i piedi alla sabbia.

Il Piccolo Principe, dove l’amicizia è essenziale

Credits: blogitalia.it

“Ma se mi addomestichi, avremo bisogno l’uno dell’altra. Per me tu sarai unico al mondo. Per te io sarò unica al mondo.” Quando eravamo piccoli e leggevamo “Il Piccolo Principe” pensavamo fosse solo una bella storia di un bambino che viaggia dal suo pianeta alla ricerca di un amico o qualcuno da amare. Riprendendo il libro, anni dopo, ci rendiamo conto della profondità di quel racconto: valori come amicizia, amore e morte sono spiegati in modo semplice attraverso frasi genuine e cariche di significato.

L’amicizia tra il Piccolo Principe e la volpe, ad esempio. Appena lo vede, il bambino è incuriosito da lui, ma in un primo momento, l’animale non vuole nessuna confidenza, perché non è addomesticato. Davanti la confusione del Piccolo Principe, la volpe gli spiega il significato della sua ultima parola, rispondendogli: “Creare dei legami”. Quando incontriamo gente nuova con cui sentiamo subito una sintonia, facciamo immediatamente amicizia e in quel momento quella persona per noi non sarà solamente una uguale a centomila, ma diventerà unica al mondo.

Abbiamo tutti bisogno di essere addomesticati e di creare dei legami perché la vita è breve e noiosa, e avere qualcuno vicino a noi, che renda i nostri giorni meno difficili e più divertenti, ci cambia. Come tutte le cose, l’amicizia però non avviene semplicemente, ma necessita pazienza: conoscersi giorno per giorno, così da scoprire il prezzo della felicità. “Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice.”

“Il Piccolo Principe” è più di un libro, ma un tesoro da custodire. Il valore dell’amicizia è spiegato attraverso gli occhi di un bambino e di una volpe, che ci insegnano come gli adulti abbiano dimenticato la verità più importante: il tempo passato insieme alle persone che amiamo. Come il Piccolo Principe diventa responsabile della sua rosa che ha curato con tanto affetto per molte ore, così anche noi siamo responsabili di tutti gli amici con cui abbiamo stabilito dei legami. Come facciamo a ricordarci di tutte quelle persone importanti che non vediamo più? Ce lo spiega la volpe: “Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.