Taylor Swift oggi spegne 26 candeline.
La cantante, che secondo le più recenti classifiche è la più pagata d’America, ha terminato ieri il tour mondiale campione di incassi per l’uscita dell’album “1989” e ha deciso di festeggiare in grande stile (com’è solita fare) il suo 26esimo compleanno organizzando un viaggio in Australia, nel Qeensland, sotto il sole dell’Hamilton Island, insieme al suo fidanzato Calvin Harris e ai suoi amici più cari.
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Un anno fa, per i suoi 25 anni, la Swift aveva organizzato un party che vedeva la partecipazione dei nomi più illustri della discografia americana quali Jay-Z, Beyoncé, Justin Timberlake, Sam Smith, Charli XCX, Selena Gomez.
Proprio la Gomez, BF di Taylor, ha partecipato al concerto di Los Angeles di “1989”, cantando insieme all’inseparabile amica “Good For You”, bellissime e super coordinate anche nell’outfit, una in bianco e l’altra in nero.
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Per il “Daily Telegraph” parteciperanno al compleanno della Swift, e quindi al viaggio nel Qeensland, oltre che all’amica Serena e il fidanzato Calvin, anche Karlie Kloss, la conduttrice televisiva Ophra Winfrey e l’amico Ed Sheeran. E sicuramente tutto il seguito di paparazzi e fans che non perderanno l’occasione, appena saputa la location ufficiale, di vedere la loro beniamina nel giorno del suo compleanno per provare ad augurarle “buon compleanno”.
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La popstar, oltre ad essere ben voluta tra i suoi colleghi è molto amata anche per il suo buon cuore dato essendo molto impegnata per il sociale in campagne a favore di senzatetto, persone sfortunate e per le sue campagne femministe e per le sue ingenti donazioni ad associazioni benefiche.
Sicuri che sarà anche quest’anno un compleanno indimenticabile, anche noi di Blog di Lifestyle le facciamo i migliori auguri!
Il Natale si sta avvicinando, i bimbi scalpitano per ricevere i doni e la magia delle feste è sempre più nell’aria. Noi italiani, con tutta probabilità, abbiamo già addobbato l’albero e tutta la casa, e stiamo pensando ai regali giusti per tutti: da mamma e papà, alle amiche, al nostro partner. E il menù per il cenone è già pronto.
Ma come si aspetta e come si festeggia il Natale nel resto del mondo?
Argentina
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Anche se è distante migliaia di km, in Argentina il Natale si festeggia proprio come da noi. Con una piccola, grande differenza: a dicembre è piena estate.
Il giorno più festeggiato è il 24 dicembre. Gli argentini si riuniscono mangiando l’asado, una carne tipica del posto, e infine brindano con spumante e panettoni.
A causa delle temperature troppo elevate gli alberi di Natale sono spesso di plastica, perché diversamente si seccherebbero in fretta.
Negli ultimi anni è diventato sempre più comune le scambio dei regali, sostituendo l’antica tradizione che vedeva i Re Magi portare i regali ai bambini nel mese di gennaio.
Austria
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È una delle feste più amate. Tipici sono i mercatini di Natale, i dolci e i biscotti natalizi.
Un’usanza molto particolare è quella di riempire le calze di dolciumi, alla vigilia del 5 dicembre.
Il giorno di Natale gli austriaci sono soliti andare alla messa dei bambini nel pomeriggio, poi al cimitero per una preghiera ai defunti, e infine tutti a cena. Quest’ultima è composta dalle salsicce con i crauti, dalla ‘Bachikoch‘ – una tipica minestra di latte e farina – e da un brodo di manzo con i würstel.
Davanti all’albero di Natale si legge il Vangelo e si prega. A mezzanotte c’è la Santa Messa, dove si cantano e suonano canzoni natalizie.
Canada
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I canadesi addobbano la casa con luci colorate, corone d’alloro e l’albero di Natale. La settimana prima di Natale i bambini scrivono la letterina a Santa Claus, e appendono le calze al camino in modo che lui possa riempirle.
Il pranzo natalizio è composto dal tacchino ripieno, o l’anatra arrosto, accompagnati da patate e salsa di mirtilli.
I bambini poi, come da tradizione, vanno di casa in casa, cantando canzoni natalizie, ricevendo in compenso monetine, dolci o bevande calde.
Gran Bretagna
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I bambini inglesi scrivono la letterina per Santa Claus a novembre. Dopodiché, due settimane prima di Natale, addobbano le case con fiocchi e luci colorate. La sera della vigilia i bambini appendono le calze, e lasciano un bicchiere di latte ed un dolce per Babbo Natale, e una carota per la renna Rudoplh.
Il giorno di Natale si scartano i regali che Babbo Natale avrà lasciato in un sacco sotto l’albero. E poi tutti pronti per il pranzo: tacchino con salsa di mirtilli, e infine la Christmas Cake.
Alle 15 la Regina fa il suo discorso in TV , e il tè sarà ritardato alle 18.
Il giorno dopo Natale è festa nazionale, il Boxing Day, anticamente considerato il giorno dello scambio dei regali tra datori di lavoro e dipendenti. Oggi è considerato il giorno dello shopping.
Irlanda
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Le tradizioni sono molto simili a quelle bretoni. Il Natale dura dalla vigilia di Natale al giorno dell’Epifania, conosciuto come Little Christmas.
Il giorno dopo Natale è un’antichissima tradizione fare la Caccia allo Scricciolo; una finta caccia al povero uccellino, colpevole di esser stato causa del martirio di Santo Stefano secondo un’antica leggenda.
Il 6 gennaio è il giorno del Natale delle Donne, loro hanno la giornata libera e gli uomini fanno i lavori di casa.
La cucina tipica di queste feste offre una torta rotonda ripiena di semi di cumino, e il classico tacchino accompagnato talvolta dalla carne di manzo.
Ungheria
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In Ungheria Mikulas, alias Babbo Natale, fa visita ai più piccoli il 6 dicembre, portando dolci ai bambini buoni e delle fraschette a quelli più monelli.
Il 24 dicembre si festeggia la Santa Sera: si cena e si addobba l’albero di Natale, dove da lì a poche ore troveranno i regali di Natale. A mezzanotte tutti a messa.
Danimarca
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Qui il periodo natalizio inizia con l’Avvento. Nel giorno della vigilia si addobba l’albero con palline, decorazioni e con la bandiera danese. Il pasto tradizionale è l’oca arrosto con cavolo e patate. Il dolce tipico è il riso alle mandorle; tradizione vuole che nel riso venga nascosta una mandorla intera, e chi la trova riceve un regalo.
I bambini diventano folletti rossi, e aspettano Julemann (Babbo Natale) che porta i regali. Dopo la cena intorno all’albero decorato, si cantano canzoni natalizie nell’attesa di scartare i doni.
Finlandia
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È il paese di Babbo Natale, o meglio Joulupukki.
I bambini, guardando dalle finestre, aspettano il suo arrivo, che avverrà presto perché è proprio lì che abita. La tradizionale cena di Natale comprende spezzatino, prosciutto, patate e barbabietole rosse. I dolci caratteristici sono ricchi di spezie come zenzero e cannella, insieme alla tanto amata pasta sfoglia ripiena di marmellata di prugne.
Germania
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I tedeschi danno inizio al periodo natalizio a novembre. Il 6 dicembre arriva San Nicola, che porta ai bambini tanti gustosi dolciumi.
Vengono preparate delle ghirlande all’interno delle quali, nelle quattro domeniche che precedono il Natale vengono inserite delle candele, una ogni domenica. Il 24 dicembre, poi, si addobba l’albero, nell’attesa del Christkind, cioè Bambin Gesù, e di Babbo Natale che porterà i regali solo ai bimbi buoni.
Una particolare attenzione è dedicata alla preparazione della tavola, imbandita con l’oca arrosto o con la capra blu.
Olanda
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Per gli olandesi il giorno più bello delle feste natalizie è il 5 dicembre, quando Sinterklaas – il nome olandese con cui si indica San Nicola – porta i regali. La sera i bambini mettono una scarpa davanti al camino sperando che il Santo passi a riempirla di caramelle e dolci.
In Olanda non c’è un vero e proprio piatto tipico, ma pollo e tacchino sono i più amati. Seguiti poi dalle ciambelle alla mandorla, utilizzate anche come decorazione per l’albero di Natale, e da un pane tradizionale ovale farcito con uvetta ribes e pasta di mandorle.
Polonia
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In Polonia la vigilia di Natale è un giorno molto importante, tradizionalmente di digiuno e astinenza, dove non si consuma carne.
Prima della cena verrà passato tra i commensali un biscotto con impressa l’immagine della Sacra Famiglia, l’Oplatek, dal quale ognuno dovrà prenderne un pezzo.
Il pasto inizia quando in cielo compare la prima stella, ed è composto da 12 portate, per simboleggiare i Dodici Apostoli, prive di olio e burro. La tradizione vuole che il posto a capotavola rimanga vuoto, perché riservato al Bambino Gesù.
L’albero si addobba la sera della vigilia, nell’attesa del loro Babbo Natale, Mikolaj. Dopo il suo arrivo si è soliti uscire in giardino, per accendere un bel fuoco sul quale arrostire salsicce dopo la mezzanotte.
Spagna
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Le festività spagnole si protraggono fino al 6 gennaio, giorno in cui i Los Reyes, cioè i Re Magi, porteranno i doni ai bambini che sono stati buoni. La festa poi continua con le sfilate dei carri illuminati, dai quali vengono lanciate caramelle.
I piatti caratteristici sono i dolci, dal torrone al marzapane.
Francia
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In Francia ogni regione ha le proprie tradizioni. I mercatini di Natale riempiono ed illuminano le strade. Un’usanza comune è quella di allestire un presepe con delle statuine d’argilla, vestite con i costumi tipici.
I bambini francesi ricevono i regali o dal Bambino Gesù o da Père Noël, alias sempre Babbo Natale, che farà visita ai bambini ben due volte, il giorno di San Nicola e il giorno di Natale.
Altra usanza particolare è quella di scambiarsi i regali il 31 dicembre.
A tavola non può mancare il pesce: ostriche, salmone e paté de Fois Gras abbondano. Seguiti dalle lumache, finendo col Bûche de Noël, tipico fagottino al cioccolato.
C’è un’altra avvincente notizia per gli amanti della saga di Star Wars,
oltre all’uscita imminente del nuovo capitolo (il numero 7): infatti,
ecco palesarsi l’inaspettata apertura di un pub londinese che riproduce in tutto e per tutto
la Mos Eisley Cantina, mostrata per la prima volta nel primo film “Una nuova Speranza”.
Immaginate di poter passare una serata alternativa sul set di un film, aggiungeteci dei buoni amici e qualcosa da bere, ed ecco a voi una serata indimenticabile che racconterete a tutte le generazioni a venire.
Questo è il prodotto di un gruppo di fan accaniti delle guerre stellari, che ha
voluto dare una sede reale a uno dei posti più avventurosi dell’universo, dove si può bere cocktail decisi con gli amici, ascoltare musica “spaziale” e, se necessario, partecipare a pericolose risse tra pirati galattici, prima di arruolarli per missioni tra le stelle.
Per rendere poi la permanenza più intrigante e accogliente, la cantina offrirà ai suoi clienti e ai loro amici Jedi una selezione di drink tra i quali il famosissimo Blue Milk, tipico cocktail dello spazio, che si potrà gustare ai tavoli visti nel lungometraggio, tra le riproduzioni dei Jam Jar Binks, graziosi esserini dal muso divertente.
La cantina non mancherà, inoltre, di mostrare le sue strane creature e i suoi folli musicisti in tutta la loro gloria.
I possessori del VIP ticket avranno a disposizione tutti i vantaggi della visita, tra i quali i drink alcolici e il pass per la visita completa, mentre per gli altri sarà possibile pagare un extra sul posto.
Per i fan della Forza, inoltre, sarà possibile visitare il palazzo di Jabba, il villaggio degli Ewok e la riproduzione alta quasi 7 metri di uno Scout Walker.
Le notizie dell’apertura, datate Settembre 2015, ora possono dirsi vere a tutti gli effetti, dopo il completamento dei lavori avvenuto di recente.
Ecco qui le foto dell’originale Mos Eisley Cantina, che tutti i fan hanno il dovere di andare a visitare almeno una volta nella vita.
In tutto l’universo non c’è niente di più sorprendente di quello che chiamiamo il mistero della vita. La nascita di un bambino ha da sempre affascinato l’uomo che rimane sempre stupito davanti ad una vita che viene al mondo, chiedendosi come avvenga precisamente. Ora, grazie a Lennart Nilsson, fotografo svedese, possiamo vedere precisamente lo sviluppo del feto stadio per stadio, settimana per settimana.
Siamo sicuri che le immagini vi lasceranno senza parole. Per farle sono bastati pochi strumenti: macchina fotografica tradizionale, un endoscopio, introdotto nel corpo umano per riprendere il feto mentre nuota nel sacco amniotico, ed un microscopio a scansione elettronica. Le lenti di ingrandimento e quelle endoscopiche che hanno permesso tutto questo sono state progettate da Nilsson in persona.
Le fotografie descrivono proprio tutto. Si parte dall’incontro tra ovulo e spermatozoo e il suo ingresso, la fase della blastocisti, che avviene dopo 5 giorni, e si passa a vedere l’embrione che inizia il suo sviluppo nell’utero.
Credits photo: Lennart Nilsson
Credits photo: Lennart Nilsson
Credits photo: Lennart Nilsson
Credits photo: Lennart Nilsson
Nilsson ha poi ripreso le prime fasi di sviluppo del cervello, del cuore (che avviene verso il ventiquattresimo giorno), e, alla quinta settimana, il crearsi delle fessure che diventeranno gli occhi, la bocca e le orecchie. Dopo 40 giorni viene documentato il formarsi della placenta, che permette all’embrione di ricevere il nutrimento necessario.
Credits photo: Lennart Nilsson
Credits photo: Lennart Nilsson
Credits photo: Lennart Nilsson
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Sarà dopo 8 settimane che il feto comincerà ad assumere una forma umana riconoscibile. Pian piano iniziano poi a formarsi gli occhi, le palpebre, i vasi sanguigni e la cartilagine. Già dopo 16 settimane, il bambino inizierà ad esplorare ciò che lo circonda.
Credits photo: Lennart Nilsson
Credits photo: Lennart Nilsson
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Dopo la ventesima settimana inizia ad apparire una leggera peluria. Al sesto mese il bambino inizia a muoversi, girarsi e a mettersi nella posizione giusta per venire al mondo.
Credits photo: Lennart Nilsson
Credits photo: Lennart Nilsson
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Credits photo: Lennart Nilsson
Queste immagini straordinarie sono state raccolte da Nilsson in un libro chiamato, appunto, ‘Vita’. Nella raccolta ci sono anche sequenze di immagini che ricostruiscono le origini della vita umana, dei cromosomi, del DNA, dello sviluppo dei vari organi, dei sensi e dei tessuti.