martedì, 14 Luglio 2026

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10 tipi di hangover (FOTO)

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Quante volte siamo tornati a casa gattonando? In quante occasioni ci siamo ridotti a raggiungere il letto strisciando come un serpente? Si sa, durante le feste natalizie alziamo tutti il gomito più del dovuto e ridursi come un canovaccio da cucina è una delle situazioni più comuni. Certo, nessuno ama fare dell’hangover uno stile di vita, ma tutti almeno una volta sono finiti in coma a causa degli eccessi natalizi. E per eccessi mi riferisco sia al cibo che all’alcol.
Sapete che esistono almeno dieci tipi di hangover? Probabilmente no, ma leggendo l’articolo di sicuro assocerete ogni categoria a un accadimento o a una persona in particolare. Scopriamo insieme di che si tratta.

Lo slomo

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Avete presente lo slow motion ovvero la modalità rallenty? Sicuramente si. Molto spesso durante le nostre notti da leoni avvertiamo un senso di nausea, di calore e di estrema lentezza. Sembra quasi che il cervello vada a velocità ridotta e che ogni operazione duri molto più del dovuto. Il problema è il risveglio del giorno seguente, in particolare se si ha un impegno lavorativo. L’unico rimedio è una botta di energia o vitamine: solo così riuscirete a sopravvivere alla pressione di un giorno pieno di tragici postumi.

Modalità Giacomo Leopardi

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Se c’è chi si diverte da matti durante l’hangover, c’è anche chi si butta giù e precipita in un vortice di depressione. Della serie: ‘Sono brutto, sono un fallito, non valgo nulla‘. Questo è il peggior stato da vivere dopo una sbornia e comporta una serie di pensieri negativi e rimpianti.

Mercoledì

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Si, ci sono tante persone che dopo la sbornia si trasformano in Mercoledì Addams, come spesso capita a me. Dopo aver bevuto avverto un forte sentimento di distruzione al punto da desiderare che un asteroide colpisca la Terra facendo scomparire ogni forma di vita. Ovviamente salvando solo la mia.

Ricercato dalla CIA

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Questa modalità è davvero tanto divertente per chi ci sta intorno: le paranoie sono tante e tali da potere scrivere un libro di sfottò sulle nostre paure e preoccupazioni post sbornia. Per non parlare del senso di vergogna e di inadeguatezza dovuto alla consapevolezza di esserci resi profondamente ridicoli avanti a terzi, in particolare dinnanzi a quella vipera che detestiamo o al ragazzo che stavamo tentando di conquistare. E che ovviamente con noi non vorrà saperne nemmeno di prendere l’ascensore.

L’ipocondriaco

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Si tratta di quel soggetto un po’ sfigato che comincia ad avere paura di qualsiasi cosa e ad avere pensieri davvero poco logici e verosimili. L’ansia di morire e di non riuscire a superare la notte si impossessa della mente del malcapitato, generando attacchi di panico e persino tachicardia. Ma se dovete starci così male chi ve lo fa fare di ubriacarvi?

Biancaneve style

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Questo è senza alcuna ombra di dubbio uno dei più pericolosi e fastidiosi tipi di hangover, ovvero quello in cui si avverte la netta sensazione che il fondo sia stato toccato una volta per tutte. Di li nascono interrogativi del tipo: ‘Non è che qualcuno magari mi ha messo del veleno o della droga nel bicchiere?’

Carlo Verdone

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Questo è il classico caso di chi comincia a razionalizzare le situazioni vissute il giorno prima e a cercare di dare una spiegazione filosofica alle azioni commesse. Il comportamento richiama un personaggio molto famoso interpretato da Carlo Verdone: l’insopportabile Furio (o Raniero).

Il bipolare

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Sto bene, sto male, sto morendo, mi sento benissimo‘. Queste solo solo alcune delle esternazioni di un post sbornia ‘bipolare’, ovvero lo stato che vive chi non sa come si sente, che forse si sente di tutto o addirittura non sente niente.

L’autocommiserativo

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Trovarsi accanto a chi dopo una sbornia tenta di autocommiserarsi è davvero molto divertente. Volano frasi come ‘La colpa è tutta mia, sono uno stupido, la gente dovrebbe evitarmi per sempre‘. Sono quelle situazioni in cui l’autostima di chi ci è accanto sale vertiginosamente tanto è lo schifo che facciamo.

L’eroe

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Un’altra categoria interessante è quella degli eroi alcolizzati, ovvero quelli che dopo avere bevuto pretendono di sistemare questioni, riordinare accadimenti o addirittura salvare il mondo intero da una minaccia extraterrestre.
L’eroe si sente in forma e pronto a spaccare il mondo: bisogna fare però attenzione anche al più piccolo ostacolo, perché esso potrebbe smontare anche chi si è svegliato con la faccia e la forza di Hulk.

Cop21: a Parigi trovato l’accordo

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La conferenza internazionale sul clima che si è svolta a Parigi dal 30 Novembre all’ 11 Dicembre non partiva certo con le premesse più rosee. Parigi era stata da poco martoriata dai feroci attacchi terroristici che tutti ricordiamo, e l’idea che la capitale francese dovesse ospitare la Cop21, con tutti i paesi e le autorità coinvolte poteva essere molto pericoloso, tant’è vero che si è pensato più volte di annullare la conferenza. Ma per fortuna così non è stato, e tra i 195 paesi intervenuti si è anche giunti ad un accordo, sicuramente auspicabile ma non del tutto scontato.

Il punto da cui si è partiti è che la temperatura sulla Terra non deve aumentare oltre i 2°C, meglio se 1,5°. Ma come raggiungere questo risultato? Se si pensa che nell’era post industriale la temperatura è già aumentata di un grado, l’obiettivo è difficile da raggiungere. Il punto centrale dell’accordo è basato su documenti prodotti dai singoli paesi partecipanti chiamati INDC, Intended Nationally Determined Contributions, ovvero le intenzioni a ridurre le emissioni di gas serra inviate dai paesi prima di partecipare alla conferenza. Ma il primo limite è subito evidente: non c’è nessun obbligo per gli Stati a mantenere la parola data.

L’accordo prevede che vengano destinati 100 miliardi di dollari ai paesi in via di sviluppo da qui al 2020 e la revisione ogni 5 anni dei tagli di emissioni nocive da parte degli stati membri.

I protagonisti del Cop21 hanno già definito l’accordo raggiunto sul clima di livello storico. Noi siamo sicuri che un passo avanti è stato fatto, ma c’è ancora molto da lavorare per consegnare ai nostri figli un pianeta ancora vivo.

Natale: i regali per i fan della Disney (FOTO)

photo credits: l'angolo dell'amicizia

Un fan dei film Disney, non si stanca mai di collezionare oggetti che abbiano a che fare con bellissime principesse, divertenti animali e tante canzoni da cantare. Per questo, anche questo Natale, si aspetterà di ricevere un regalo che riguardi i suoi personaggi preferiti. Che siano cattivi o buoni poco importa, la vera impresa è scegliere un dono che sappia sciogliere il cuore e l’anima –Disney– di chi lo riceve. Vediamo, quindi, alcuni dei regali più apprezzati dai fan della Disney.

Tazze

leo
Sicuramente ne collezionerà già moltissime, ma non preoccupatevi, per loro non sono mai troppe. Ne esistono di vari tipi e dimensioni in commercio e potete sbizzarrirvi tra migliaia di personaggi.
Orientatevi sempre su quelli preferiti da chi riceve il regalo, anche i cattivi sono molto apprezzati.

DVD

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Ogni disneyano vero ambisce allo scrigno contenente tutti i 55 classici. Il prezzo, però, non è sicuramente alla portata di tutti. Niente paura, si può optare per un regalo che contenga uno o più dvd. Cercate i più particolari e meno famosi – assicurandovi che non siano già nella sua collezione- come Basil l’investigatopo o Taron e la pentola magica, riuscirete a stupirli.
Se risulta un’impresa troppo ardua, orientatevi per i dvd a tema natalizio, come: La Bella e la Bestia: un magico Natale, Topolino strepitoso Natale o Il bianco Natale di Topolino.

Tsum Tsum

aliex
Vi starete chiedendo cosa sono questi oggetti dai nomi strani, gli Tsum Tsum sono dei peluche in formato mini- ma anche medi e grandi- da collezionare e con le sembianze di moltissimi personaggi Disney. La caratteristica di questi peluche è che possono essere impilati uno sopra l’altro, rendendoli facilmente collocabili anche in ambienti piccoli e stretti. Si possono comprare nei Disney store oppure online.

Oggettistica natalizia

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Un appassionato della Disney, sicuramente, vorrà un albero di Natale a tema. Quale regalo migliore, se non una confezione di palline da appendere con i suoi personaggi preferiti? La riuscita è assicurata.

Il nuovo posto sull’aereo per una vista spettacolare (FOTO E VIDEO)

Il XXI secolo ci ha insegnato a non stupirci più di nulla: telefoni parlanti, macchine autonome, stampanti 3D, eccetera. Ma ecco che il passare del tempo, il nostro secolo, sembra rivelare sempre qualcosa di più incredibile e affascinante.
Presto, infatti, i fortunati – nonché ricchissimi – detentori di un aereo personale potranno installare proprio
sulla cima del loro velivolo una vera e propria bolla dotata di sedili sui quali godersi un suggestivo viaggio tra le nuvole.

Si chiama SkyDeck e a breve sarà possibile ordinarlo come optional per il proprio aeromobile.
A detta di Shakil Hussain, amministratore delegato e inventore del nuovo posto finestrino, SkyDeck sarebbe stato creato per abbattere la noia data da voli lunghi e monotoni: “Durante viaggi impegnativi e a lungo termine, si passa tutto il tempo del viaggio schiacciati dentro a una lattina, dentro la quale l’unico modo per guardare fuori è attraverso quella che sembra una pozzanghera”

Il progetto Windspeed Tech ha cominciato ad acquistare importanza dopo la sua prima apparizione alla National Business Aviation Association, tenutasi nel mese di Novembre.

Per arrivare ad osservare il cielo da una meravigliosa cupola di vetro a migliaia di metri d’altezza, si potranno utilizzare due metodi diversi a seconda delle preferenze del proprietario: il primo, più tradizionalista, vedrà una scala portare i passeggeri dal piano terra a quello rialzato, mentre con la seconda questi entreranno direttamente all’interno di un ascensore a forma di tubo (dentro il quale saranno già sistemati due sedili) che li trasporterà su senza il minimo sforzo.

Il materiale usato per la realizzazione della bolla-finestrino si avvicina molto a quello lavorato sui jet da combattimento supersonici e, all’interno, i passeggeri potranno avere una visione del cielo a 360 gradi.
La sua forma, studiata nel minimo dettaglio, non interferirà con l’aerodinamica dell’aeroplano, anche se a risentirne sarà il consumo di benzina, che subirà un aumento a causa del peso della bolla.

Il suo costo varierà dagli 8 ai 25 milioni, in base al tipo di velivolo sul quale verrà installato. “Ad esempio – afferma Bruce Stewart, direttore del dipartimento d’ingegneria del Windspeed Tech – su un jet di lavoro privato costerà meno rispetto che a un 747, dove i materiali e le lavorazioni saranno più complesse e quindi più costose”. La sua realizzazione fisica manca ancora di un acquirente e della certificazione ufficiale; i due passi principali per cominciare quella che sarà una grande ascesa, ha poi continuato Stewart nella sua dichiarazione, ma ci sono già interessanti proposte all’orizzonte.