mercoledì, 15 Luglio 2026

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Le 8 parole italiane che gli stranieri ci invidiano

Credits: Babbel.com

Babbel, il famoso sito che permette ai suoi utenti di imparare altre lingue in pochi click, ha di recente pubblicato un articolo sulle 8 parole italiane che non trovano corrispondenti esatti nelle altre lingue e che, soprattutto, suonano così meravigliosamente bene che chi le ascolta non può continuare a ignorare l’italiano, ma deve apprenderlo quanto prima. “L’italiano – scrivono sul magazine del sito – suona fantastico anche quando si stanno dicendo cose spiacevoli“. Vediamo insieme, allora, quali sono.

1. Allora

La usiamo costantemente, ed è in prevalenza per introdurre una frase che stiamo per pronunciare: ‘allora’ è una di quelle paroline dal significato non troppo chiaro che possono essere adoperate in una quantità incredibile di contesti. E allora?

2. Rocambolesco

Di derivazione francese, poiché Rocambole è un personaggio risalente all’Ottocento e d’invenzione dello scrittore d’Oltralpe Pierre Alexis Ponson du Terrail, la parola ‘rocambolesco’ rievoca la predilezione di questo personaggio per avventure incredibili: in essa si fondono i concetti di fantastico, di avventuroso, di audace e di agitato. Romantica come poche.

3. Chiacchierone/a

Qualcuno che non chiude mai il becco, che non smette mai di blaterare: ‘chiacchierone’ è un fantastico esempio di onomatopea, da cui vengono anche ‘chiacchiera o chiacchierata’ e il verbo ‘chiacchierare’. La si può persino far scivolare nel malizioso e connotarla in un altro senso, quello del pettegolezzo.

4. Sfizio

La lingua sibila e sfrigola non appena pronuncia questa vibrante parola, che è davvero troppo sfiziosa da pronunciare.

5. Struggimento

Frustrazione profonda e totale assenza di alternative, lo ‘struggimento’ non ha corrispondenti stranieri che possano esprimere questo sentimento in maniera altrettanto appropriata. Forse perché nessuno soffre col nostro stesso pathos.

6. Dondolare

Nel senso di ‘starsene con le mani in mano’, da cui anche la forma centro-settentrionale di ‘dondolone’: e cioè pigro, scansafatiche, perdigiorno. Assolutamente inimitabile.

7. Mozzafiato

Da ‘Mozzare, quindi tagliare, il fiato’, un’espressione che potrebbe sembrare coincidere con l’inglese ‘breathtaking’: ma l’atto di ‘amputare’ il fiato di qualcuno dà la sensazione di qualcosa di molto più improvviso ed estremo, rispetto al semplice fatto di ‘prendere’.

8. Dietrologia

La dietrologia, ossia la convinzione che delle dinamiche nascoste soggiacciano a quanto la realtà mostra in superficie: la fisima nascosta in quasi ogni italiano.

Tanto sesso? Non è detto che siate felici

www.tgcom24.mediaset.it

Nella vostra coppia la parola d’ordine è ‘sesso‘? Siete di quelli che lo farebbero (o forse addirittura lo fanno) in tutti i luoghi e in tutti i laghi? Ebbene secondo una ricerca americana non è detto che siate parte di una relazione felice.
Il singolare studio, apparso di recente sulla rivista Social Psychological and Personality Science, ha analizzato un campione di 30 mila persone per stabilire quante volte si ha bisogno di fare sesso per sentirsi davvero appagati. I risultati della ricerca hanno dell’incredibile, tant’è che io stessa stento a credere alla veridicità delle conclusioni riportate di seguito e dalle quali, francamente, mi dissocio a priori.

Abbiamo sempre preso in giro gli amici meno ‘attivi’ di noi, scherzato sul fatto che la loro ragazza si rendesse disponibile con il contagocce trascurando una nuova, sconvolgente, ma comunque altamente improbabile verità: quelli più felici di tutti si scatenano solo una volta a settimana. Una sola misera, unica volta. Ma è davvero possibile essere felici avendo un’intimità così ‘povera’ di contenuti? Cioè volete farmi credere che le persone con il sorriso stampato sulle labbra sono quelle che fanno sesso 4 volte al mese? C’è qualcuno che sta meglio di me vedendo Dio solamente 48-50 volte l’anno? Mi sembra impossibile, anche se in effetti sarebbe doveroso alzare le mani al cospetto di persone più colte e referenziate di me il cui studio è avvenuto sul campo.

La dottoressa Amy Muise, autrice dello studio, ha dichiarato:
Nonostante il sesso frequente sia associato a una maggiore intimità con il partner e a un livello più significativo di serenità e soddisfazione, il collegamento tra sesso e felicità rimane saldo con una frequenza di una volta a settimana.
I nostri risultati suggeriscono che è fondamentale in ogni relazione mantetere un collegamento fisico significativo con il partner, ma, come dimostrano le conclusioni dello studio, non v’è necessità di praticare attività sessuale ogni giorno
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Quello che ho imparato al Forum delle Eccellenze

Credits photo: Performance Strategies

L’edizione 2015 del Forum delle Eccellenze è giunta al termine, ma gli insegnamenti che mi ha lasciato non mi abbandoneranno più. Un evento formativo, dal punto di vista professionale ma – anche e soprattutto – da quello umano, che è in grado di fornirti un sopporto e delle conoscenze da mettere in pratica per arrivare alla vera eccellenza perché l’idea è importante, ma “è l’azione che porta al risultato”.

Che cosa ho imparato da questi due giorni di formazione al Forum delle Eccellenze? Ognuno dei famosi relatori che hanno tenuto gli incontri – Tony Buzan, Jeffrey Liker, Reinhold Messner, Olivero Toscani, Jeffrey Zeig, Alessandro Rimassa, Dante Ferretti e Renèe Mauborgne – mi ha lasciato qualcosa di suo, che porterò per sempre nel bagaglio delle mie conoscenze.

Dall’inventore delle mappe mentali, Tony Buzan, ho imparato che nella vita non esistono solo il bianco e il nero, ma una miriade di colori, utili per migliorare memoria, apprendimento e creatività. Ho imparato che l’arte è di vitale importanza e che stimolare immaginazione e fantasia è importante, come sognare ad occhi aperti. Perché solo con gli occhi spalancati e la mente aperta la vita vale la pena di essere vissuta.

Jeffrey Liker, l’esperto mondiale della filosofia lean, mi ha insegnato che l’abilità, prima ancora dello strumento, è quello che conta, ma soprattutto che bisogna eliminare la paura di sbagliare. Quest’ultima è utile per migliorarsi sempre, con il supporto di qualcuno che ti aiuti nel miglioramento di te stesso – perché lavorare in gruppo e per il gruppo è fondamentale per incoraggiare la sperimentazione.

Reinhold Messner è l’esempio vivente che per arrivare in cima – in ogni campo – bisogna saper soffrire. Il possibile di domani, infatti, è l’impossibile di oggi: solo accettando il fallimento e imparando passo passo si può arrivare davvero alla propria meta. E se è vero che la paura cresce quando non abbiamo esperienza, è altrettanto vero che solo una volta che abbiamo preso il cuore in mano sappiamo che possiamo sconfiggerla.

Dal grande fotografo Oliviero Toscani ho imparato che non è poi così un male essere insicuri perché è dall’insicurezza che nasce qualcosa di totalmente creativo, che deve emozionare e sorprendere. I limiti possono essere superati grazie ad un progetto che ci fa misurare con noi stessi perché è proprio il lavoro che ci permette di essere liberi.

Jeffrey Zieg mi ha insegnato che tutte le informazioni devono contenere amore per essere interessanti: per circondarsi di persone che ci vogliono bene non possiamo usare la matematica. Le nostre vite ci sembreranno di successo a seconda delle persone che abbiamo amato e per fare ciò abbiamo bisogno dell’arte, che è una sorta di aerobica del cuore.

Da Alessandro Rimassa, giornalista ed esperto di innovazione, ho imparato che non bisogna mai smettere di essere curiosi e che se si sogna un mondo migliore l’unica cosa da fare è costruirselo: il valore di un’idea, infatti, è zero se non si applica. E, se il tutto si fa in team, il risultato è ottimo.

Dante Ferretti mi ha insegnato che cos’è veramente l’umiltà – raccontando i suoi successi in modo semplice, ironico e divertente – e che è importante imparare tutto quello che si può da tutti quelli che si incontrano durante il percorso della vita, bugiardi o meno.

L’unica relatrice donna, Renée Mauborgne mi ha fatto capire che il mio futuro deve essere pieno di oceano blu: solo costruendo e agendo si può cambiare la propria vita, in meglio. L’idea è importante ma è l’azione che porta alla vera rivoluzione.

Nomi per bambini: i più in voga nel 2016 (FOTO)

photo credits: pinterest

Aria di 2015 al termine e di un nuovo anno alle porte. E come ogni nuovo anno che si rispetti, il 2016 avrà una lunga lista di nomi per bambini che saranno i più scelti ed utilizzati dalle mamme e dai papà in attesa.
Molto spesso, per la scelta del nuovo nato o della nuova nata si fa riferimento ai gusti dei personaggi famosi, a uomini e donne illustri o semplicemente a nomi già presenti all’interno dell’albero genealogico.
Noi di Blog di Lifestyle vi proponiamo quelli che, secondo le statistiche, verranno utilizzati maggiormente. Armatevi di carta e penna, o di smartphone e tablet e segnate quelli che vi piacciono di più per chiarirvi le idee.

Charlotte

photo credits: blogspot
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Il nome della nuova arrivata nella famiglia reale d’Inghilterra ha fatto breccia nel cuore di molti futuri genitori. Il suono dolce di questo nome convince anche chi non ama nomi particolarmente esotici ed elaborati. Il nome adatto ad una vera principessa.

Leia

photo credits: idigitaltimes
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Il ritorno della saga di Star Wars sul grande schermo porta le sue conseguenze anche riguardo i nomi. Vecchi e nuovi appassionati saranno lieti di chiamare la propria bambina con il nome dell’eroina numero uno di Guerre Stellari.

Iker

photo credits: pinterest
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Per il 2016 i nomi di origine spagnola tornano in voga ci sarà Iker. A noi piace pensare che sia merito del fascino che il portiere iberico Casillas conferisca a questo nome, ma a quanto pare anche Diego e Javier saranno molto popolari tra i maschietti in arrivo.

Nomi biblici

photo credits: 123
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Classici e mai banali, i nomi biblici come: Sara, Davide, Elisabetta, Marco, Rebecca e Rachele. Non perdono la loro bellezza pur essendo utilizzati da millenni. Nel 2016, però, si cerca meglio tra i tanti nomi biblici e si riscoprono: Giuditta, Dalila e Noah.

Ancora in classifica

photo credits: todaysparent
photo credits: todaysparent

Rimangono in vetta i nomi che in questi ultimi anni hanno letteralmente spopolato. Nasceranno ancora moltissime Sofia e Mia, seguite da altrettanti Jacopo e Francesco.

E a voi, quali tra questi nomi piacciono di più?