giovedì, 16 Luglio 2026

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Primo libro sul sesso per non vedenti

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Libri sul sesso? Nella maggior parte dei casi si tratta di roba da sgabuzzini e scaffali bassi. Ancor oggi, infatti, quando si parla di sesso, e in particolare quando si legge qualcosa sul sesso, ci si rinchiude in una camera al riparo da occhi indiscreti. Per questa ragione in certi ambienti l’argomento sessuale rappresenta ancora un tabù, ma ogni tanto qualche notizia dalla portata ‘sovversiva’ arriva da qualche parte del mondo a rincuorarci. Un artista svedese ha infatti creato un libro che parla di sesso per lettori non vedenti.

Il tomo ‘tattile’ è caratterizzato da immagini a luci rosse di una donna che indossa indumenti sexy e che pratica sesso gay e di gruppo. In altre parole siamo di fronte al primo libro della storia creato appositamente per il diletto e la stimolazione erotica di chi non ha la vista.
La sua autrice si chiama Nina Linde, ha 33 anni e ha creato il manoscritto nel 2010. La notizia è diventata virale nel momento in cui il testo è stato consegnato alla Biblioteca Nazionale di Svezia.
L’ispirazione per la realizzazione dell’opera è sopraggiunta durante un viaggio in Cile nel quale l’autrice, all’epoca studentessa, aiutò un non vedente ad attraversare la strada. In quei brevi momenti ci fu un veloce scambio di idee tra i due, nel quale si parlò dell’approccio nordico al sesso, considerato uno dei più liberali.

Linde ha dichiarato:
‘Il libro parla esclusivamente di sesso, anzi, si occupa della stimolazione sessuale. Non credo che possa essere definito ‘porno’, perché la stimolazione sessuale dovrebbe essere alla portata di tutti.”
‘Braille porn’ è quindi il primo libro di sesso per i non vedenti: una creazione moderna e decisamente anticonformista.

Buon compleanno Ellen Pompeo (FOTO)

Credits: abc7news.com

Da più di dieci anni associamo il nome di Ellen Pompeo a Meredith Grey, la dottoressa protagonista di Grey’s Anatomy, serie tv creata da Shonda Rhimes. Nello show è una donna forte, che ha saputo farsi strada da sola, non senza tanti alti e bassi con Derek Shepherd, l’amore della sua vita, e un’esperienza costellata da tragedie a non finire. Fortunatamente, nel quotidiano Ellen Pompeo non è niente di tutto ciò: è una mamma di tre figli (di cui uno nato da una madre surrogata) e un’amorevole moglie.

Ellen Pompeo nasce 46 anni fa a Everett, nei pressi di Boston. Ha origini italiane: suo nonno era di Avellino. Da giovane, dopo diversi lavoretti, finalmente realizza il suo primo spot commerciale per il bar (SoHo Bar & Grill) in cui lavora, catturando l’attenzione di un agente di spettacolo che le apre le strade in televisione. Dal 2003, Ellen è legata sentimentalmente al produttore statunitense Chris Ivery, con il quale convola a nozze nel 2007. La prima figlia della coppia, Stella Luna, nasce il 15 settembre 2009 (motivo per cui in Grey’s Anatomy è ‘ridotta’ a non fare troppi sforzi sul set). Il suo desiderio di maternità è così grande che nel 2014 decide di avere un secondo figlio con l’aiuto di una madre surrogato. In quello stesso anno nasce Sienna Mary.

L’attrice ha sempre dimostrato di tenere alla sua famiglia e dopo la nascita di Stella Luna aveva deciso di non rinnovare il contratto con Grey’s Anatomy e terminare la sua avventura nell’ottava stagione. Nonostante ciò, il suo ruolo è stato confermato per altre stagioni e nella dodicesima stagione è la star dello show, senza il suo co-protagonista Derek (Patrick Dempsey). Molto amata dai suoi fan, all’inizio del 2015 Ellen ottiene ai People’s choice Awards il premio come “Favorite dramatic tv actress”, e insieme a lei vince anche Grey’s Anatomy, premiato come “Favorite network tv drama”.

Parlando di Grey’s Anatomy, Ellen è rimasta molto amica con Sandra Oh, che ha interpretato Cristina Yang fino alla decima stagione. Inoltre il suo ruolo nello show le ha permesso di annoverarsi tra le attrici più pagate al mondo (la rivista Forbes parla di 350 mila dollari circa a episodio). Ellen non è solo vicina alla medicina nel telefilm, ma anche nella vita reale: è infatti vicina alla fondazione Telethon che finanzia la ricerca sulle malattie genetiche.

Moglie, madre e attrice con un po’ di Meredith Grey in lei. Tanti auguri a questa donna meravigliosa: buon compleanno, Ellen Pompeo.

Le stazioni metro di Parigi prese alla lettera (FOTO)

Ladro di Monnalisa alla stazione Louvre-Rivoli

Sono in bianco e nero, ma non per questo prive di immaginazione le foto di Janol Apin, che nel suo libro Métropolisson (letteralmente ‘Metropeste’) ha raccolto una serie fotografica sulla metro di Parigi in cui humour e poesia si sposano amabilmente. Uscito alla ribalta negli anni ’90, il fotografo francese porta a spasso l’obiettivo lungo i quais delle stazioni metropolitane per ritrarle letteralmente, cioè prendendo alla lettera i nomi di ciascuna fermata.

L’idea è nata durante uno dei miei viaggi in metropolitana – ha raccontato Janol Apin – alla fermata Richard Lenoir (letteralmente ‘Riccardo il nero’), mi sono accorto che c’era un tale delle Antille proprio sotto l’insegna. Mi dissi, perciò, che sarebbe stato troppo forte riuscire a trovare una corrispondenza umana per i nomi di tutte le stazioni“.
E, dopo 10 anni di lavoro, talvolta interrotto per portare avanti altri progetti, l’originale fotografo è riuscito a raccogliere 110 scatti ufficiali, sarebbe a dire quelli di un quarto di tutte le stazioni.

E così ecco apparire dei tangueros latini alla stazione Argentina o degli eschimesi alla stazione del Nord, Napoleone ad Austerlitz o un gruppo di rockettari alla stazione Duroc, dei fumatori di marijuana alla fermata di Malherbes (‘erbe cattive’, alla lettera) o addirittura un ladro della Gioconda alla fermata di Louvre-Rivoli: una collezione di immagini a dir poco esilaranti.

L’inventiva e la comicità di Janol Apin sono, del resto, servite da modello anche per l’organizzazione di concorsi fotografici al livello nazionale in cui sono stati i viaggiatori delle ferrovie di Stato francesi a dover ritrarre le varie stazioni. Assolutamente da imitare, soprattutto durante le lunghe attese che in molti abbiamo patito con Trenitalia.

Paura dell’aereo? Ecco cosa dicono gli esperti

paura dell'aereo

La paura dell’aereo è qualcosa di incontrollabile, se hai paura di volare niente o nessuno potrà mai farti cambiare idea. Chi invece non vive quest’ansia affronta qualsiasi viaggio in aereo con una naturale tranquillità. Ma cosa succede quando in quota attraversiamo delle turbolenze e l’aereo comincia a scuotersi violentemente? Anche i più coraggiosi non possono che provare un brivido di terrore. Ma è davvero qualcosa di cui dovremmo aver paura? Ecco cosa hanno rivelato alcuni esperti, come il pilota della British Airways Patrick Smith, esperto tra l’altro di sicurezza in volo.

Prima di tutto bisogna sapere che esistono due tipi diversi di turbolenze, quella cosiddetta clair-air che è la più diffusa e la wake-turbolence che invece è piuttosto rara. La turbolenza si crea quando una massa d’aria in movimento ad una certa velocità incontra un’altra massa che si muove a velocità differente come ad esempio un’aereo. Spesso sono causate da condizioni atmosferiche come temporali o correnti provocate da aerei più grandi. Il fenomeno è molto evidente quando si vola sopra le montagne.

Secondo gli esperti della British le turbolenze sarebbero scomode ma per niente pericolose. E se la vostra paura dell’aereo è data da questo inconveniente potreste superarla. La cliar-air è una turbolenza del tutto normale, molto tipica e che non deve suscitare minimamente preoccupazione. Durante una turbolenza è facile immaginare l’aereo come una barchetta indifesa durante una tempesta nell’oceano. Ma non è proprio così, perché un aereo non può capovolgersi in volo a causa di una turbolenza. E nemmeno può precipitare per una turbolenza.

La turbolenza è parte del volare in aereo e non deve assolutamente spaventare, infatti la potenza che servirebbe a staccare o a piegare un ala di un aereo è qualcosa che in natura non può accadere. Consoliamoci però, anche i piloti non amano le turbolenze, ma solo perché le considerano una seccatura.