lunedì, 21 Settembre 2026

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L’antisocialità dei social network

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Il mondo della tecnologia e di internet sta progredendo sempre di più e, ormai, sono milioni gli utenti connessi al giorno.
La quantità dei social network, e delle applicazioni scaricabili anche sugli smartphone, sta raggiungendo un numero altissimo. Ogni giorno è una sorpresa e quasi non riusciamo a tenere il passo: applicazioni di ogni genere sembrano spuntare come funghi.
L’uso di questi social può rivelarsi molto positivo perchè ci permette di entrare in contatto con persone di tutto il mondo, di condividere interessi ed essere sempre aggiornati su ciò che succede attorno a noi.
Inoltre, diciamocelo, Facebook, Twitter, Instagram e tutti gli altri social sono perfetti per chi ama, detto in modo carino, farsi i fatti degli altri. Sembra proprio che queste app abbiano sostituito le vecchie signore di paese, sempre aggiornatissime su tutto e tutti.

Inoltre, non abbiamo più nemmeno il bisogno di dover andare in edicola a comprare il giornale per tenerci aggiornati sui pettegolezzi. Grazie ai social network possiamo sapere, quasi in tempo reale, gli scoop più bollenti senza dover aspettare l’uscita del settimanale di turno.
I vip, infatti, sono i primi a pubblicare costantemente foto e stati, attraverso cui informano i propri fans sui loro spostamenti e sulle loro abitudini quotidiane. Questo, dunque, ci permette di avere un contatto più diretto con i nostri beniamini, mentre le generazioni precedenti dovevano accontentarsi di vederli solamente sulla carta stampata.

Tuttavia, nonostante molti aspetti positivi, non mancano quelli negativi.
Dobbiamo, per prima cosa, porci una domanda: “davvero i social network ci rendono più ‘social’?”. Sembra, invece, che sia il contrario. I rapporti sociali, infatti, vengono spesso sostituiti da messaggi o scambi di foto e spesso le amicizie “virtuali” sono anche più numerose di quelle reali. Su facebook per esempio possiamo contare centinaia di amici, ma la metà di essi nemmeno li salutiamo quando gli incrociamo per strada.

Credit: podium.me
Credit: podium.me

I confronti e le litigate, ormai, sono sempre meno frequenti. Amici che si insultano attraverso lo schermo di un computer o tramite whatsapp, fidanzati che si lasciano con un semplice messaggio.
Ai giorni nostri la preoccupazione più grande di quando si esce con gli amici è quella di postare immediatamente l’immagine di un paesaggio, di un luogo o di un buon piatto. E non basta nemmeno più questo, ora si deve anche stare attenti a scegliere il filtro giusto, la frase adatta e gli hashtag più popolari per ricevere il maggior numero di “like”. Non sorprendiamoci, dunque, quando vediamo una coppia o un gruppo di amici che, invece di parlare e godersi il momento, guardano ognuno il proprio smartphone.

Sembra quasi che si voglia dimostrare qualcosa a qualcuno, un modo per dire “guarda, anche io sono uscito sabato sera”, “anche io ho una bella compagnia di amici”. Se non posti costantemente dove vai e cosa fai vuol dire che sei uno sfigato, che non esci di casa, che non festeggi una determinata festa. Se non hai molti like vuol dire che non sei abbastanza bello, nè abbastanza popolare.

Questo non fa che creare solitudine, isolamento, illusione di una realtà che non esiste. Per non parlare poi dei fenomeni sempre più preoccupanti che coinvolgono i ragazzi più giovani, come il bullismo e la bassa autostima. Non si può ovviamente attribuire tutta la colpa ai social network che, se usati con moderazione, costituiscono anzi una grande risorsa.
Bisogna quindi cercare di non esagerare e di non rinunciare al piacere di un’uscita in compagnia, di una serata in discoteca e di gustarsi una cena senza avere subito il bisogno di condividere con il mondo quello che stiamo vivendo. Non basta condividerlo con le persone che amiamo?

Cerchiamo di “disconnetterci” ogni tanto e percepire solamente il calore e l’amore che abbiamo intorno, tornando per un attimo indietro nel tempo, dove tutto veniva vissuto in modo più intimo, anche se (forse) meno “social“.

Zucca: come riutilizzarla dopo Halloween

Credit: unadonna.it

I postumi della notte di Halloween sono sempre un po’ drammatici. Sbronze bestiali, stanchezza, il salotto di casa irriconoscibile e lei, la zucca di Halloween.
Sicuramente appassita, un po’ scura e da buttare. Ma siamo sicuri che la nostra riproduzione di Jack O’ Lantern non possa essere riutilizzata in qualche modo?
Il sito Cortilia, ha stilato una lista dei mille usi che possiamo fare di questo portentoso ortaggio autunnale. Scopriamoli insieme.

Marmellate e risotti

photo credits: alimentipedia
photo credits: alimentipedia

Che il risotto alla zucca sia squisito, molti di voi lo sapevano già. Una cosa che invece non sapete, è che anche la marmellata di zucca è una chicca da non perdere. Tagliate la polpa e unitela insieme a qualche cucchiaio di zucchero in una pentola. Lasciate a macerare per mezza giornata e poi unite al composto: cannella, noce moscata, liquore all’amaretto e succo di limone. Fate cuocere il tutto per circa un’ora e trasferitela in vasetti di vetro. Ottima con il pane o come sostituta della classica marmellata di albicocche nella crostata.

Non si butta via nulla

photo credits: eurocompany
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Non buttate via i semi, sono ottimi se vengono tostati in forno oppure potete utilizzarli insieme a noci, verza, parmigiano ed olio di oliva per preparare un ottimo pesto.

Alleata di bellezza

photo credits: vivo di benessere
photo credits: vivo di benessere

Se la festa di Halloween vi ha reso delle vere streghe, grazie ad occhiaie e colorito spento la soluzione si può trovare in una maschera viso fatta in casa con la zucca. Si mescola la polpa con zucchero di canna e cannella e la si tiene in posa per circa un quarto d’ora.

Centrotavola autunnale

photo credits: pinterest
photo credits: pinterest

Una volta intagliata e svuotata, la zucca è perfetta per essere riempita con terriccio e fiori. Un centrotavola autunnale e davvero grazioso.

Maternità surrogata, in India sarà permessa solo ai locali

maternità surrogata

La maternità surrogata, meglio conosciuta come la pratica dell’utero in affitto, è perfettamente legale in tantissimi Paesi al di fuori dell’Italia. Sappiamo che molte coppie sterili si rivolgono a donne che per denaro, sono disposte ad affrontare una gravidanza ed un parto e a cedere il nascituro, molto spesso fecondato con il seme dell’uomo della coppia. La pratica è anche seguita da coppie omosessuali che trovano nella maternità surrogata l’unica via per diventare genitori naturali di un bambino.

Alcune coppie desiderose di un figlio preferiscono non avventurarsi nel doloroso iter dell’adozione e se dispongono di denaro a sufficienza la cosa più semplice da fare è viaggiare verso quei paesi dove la maternità surrogata è legale e soprattutto dove il livello di povertà è ancora molto alto e la gente locale, soprattutto le donne, sono purtroppo disposte a tutto per poter sopravvivere, anche ad affittare il proprio utero.

Per queste ragioni, in India uno dei paesi dove il settore dell’utero in affitto è in continua crescita ed espansione, hanno deciso di limitare questa pratica e il turismo interessato che ne deriva. La Corte Suprema ha infatti emanato una serie di disposizioni per impedire alle coppie straniere di venire nel paese ed usufruire di questa pratica. Solo coppie indiane regolarmente sposate, e con problemi di fertilità, potranno ricorrere alla maternità surrogata.

In un settore così importante, la regolamentazione diventa fondamentale, per la tutela sia delle coppie disperate alla ricerca di un figlio sia per impedire lo sfruttamento di donne disperate.

Quando Instagram fa ingrassare (FOTO)

Credit photo: www.huffingtonpost.it

Passiamo le nostre giornate a fotografare tutto quello che ci capita sotto gli occhi: paesaggi, libri, monumenti, vestiti ed accessori. Ma anche prima di iniziare a mangiare non riusciamo a fare a meno di racchiudere in uno scatto la pietanza che abbiamo sul tavolo: dalle fette biscottate delle prima colazione fino alla porzione di verdure che siamo obbligati a mangiare durante la cena. E, ovviamente, tutto finisce su Instagram.

Le foto di cibo sul social network raggiungono quasi la cifra di 70 milioni: l’hashtag #foodporn, ormai, è uno dei più usati. Attenzione però a passare troppo tempo ad osservare foto di cibo artistico o che vi piacerebbe poter assaggiare perché questo potrebbe contribuire a farvi ingrassare.
Secondo gli studiosi dell’Arts and Humanities Research Council, che hanno realizzato uno studio proprio sull’argomento, esiste, infatti, un forte collegamento tra occhi e stomaco tanto che “un’esposizione regolare al cibo virtuale” può aumentare il desiderio di mangiare e quindi può condurci a fare degli sgarri.

Bisogna stare quindi molto attenti a non farsi coinvolgere troppo da queste foto che fanno venire fame, anche dopo aver mangiato a pranzo dalla nonna la domenica. Anche perché, si sa, il rapporto che un tempo c’era con il cibo – visto solo come forma di nutrimento – è ben diverso da quello che si è creato oggi, in cui il cibo è sinonimo di benessere ed abbondanza. “Data l’attuale crisi in materia di obesità, è opportuno prestare particolare attenzione a qualsiasi fattore ambientale che può influenzare il nostro rapporto con il cibo, e potenzialmente sensibilizzare il cervello a simili alimentari, condizionando le abitudini alimentari della società” affermano gli studiosi.

Inoltre, proprio per cercare di risolvere questo problema, è opportuno promuovere uno stile di vita sano: è importante fare sport e seguire una dieta equilibrata. “La nostra ricerca dimostra che il cibo più inflazionato nel mondo virtuale è quello grasso e ad alto contenuto calorico. Diventa dunque fondamentale tentare di promuovere uno stile di vita sano e un regime alimentare salutare anche attraverso le immagini di cui veniamo costantemente bombardati” dichiarano gli studiosi sul Brain and Cognition Journal.
Solo così, guardando foto di cibo su Instagram, sapremo trattenerci dall’ingurgitare tutto quello che troviamo.

[Credit photo: www.huffingtonpost.co.uk]