mercoledì, 23 Settembre 2026

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Quando il pranzo lo prepara papà (FOTO)

credits photo: abcnews.go.com

Con il passare del tempo tutto cambia. Come tante altre cose, anche la famiglia si è evoluta e i ruoli di madre e padre son cambiati. La donna non ha più come compito solo quello di mamma e casalinga perfetta, ma spesso si divide tra lavoro, figli e hobby. Questo ha reso necessario una ridistribuzione dei ruoli che vede sempre più emotivamente coinvolti i papà.

I papà moderni lavorano, accompagnano i figli a scuola, al parco, a calcetto, a danza, a lezioni di inglese e, a volte, preparano anche il pranzo. Quando è un padre a prendere in mano la situazione, generalmente lo fa con molta creatività e i risultati possono essere davvero divertenti.

Ce lo dimostra LunchboxDad.com, blog gestito da un padre amorevole e con molta fantasia. Questo papà moderno prepara i pranzi per la sua bambina, che ha iniziato ad andare all’asilo, e lo fa con estro e genialità.

credits photo: LunchboxDad.com
credits photo: LunchboxDad.com

Nonostante le bellissime creazioni fatte con il cibo, questo papà ha ricevuto anche delle critiche. Infatti più volte si è sentito dire di aver troppo tempo libero a disposizione e di doversi trovare un vero lavoro.

In realtà, dietro questi pranzi, ci sono motivazioni piene di amore. L’uomo che gestisce il blog aveva da poco perso il padre a causa di un cancro e ciò ha avuto un forte impatto sulla sua vita. Per questo motivo stava cercando il modo giusto per far sapere alla figlia che la pensa anche quando sono lontani.

Il risultato sono stati dei pranzetti squisiti, colorati, sani e divertenti che la bimba si porta all’asilo e che ogni compagno invidia. Lo scopo era quello di incoraggiare e aiutare più genitori possibili a cercare modi creativi per far sapere ai propri figli che sono amati. Ci sarà riuscito? Noi crediamo di sì, basta guardare le foto per farsi venire la voglia di mettersi all’opera.

Il nostro successo lo vedono gli altri (VIDEO)

Il più delle volte, i peggiori giudici per noi stessi siamo proprio noi: cosa può farci smettere di vedere sempre il lato negativo delle nostre vite? Ce lo svela una sorta di esperimento condotto dall’Università Strayer di Washington in collaborazione con Aplus: per realizzare questo video, è stato chiesto a svariate persone di esprimersi a proposito di chi amano, valutando i loro successi da 1 a 10. Quel che ne risulta è la prova lampante del fatto che spesso sembriamo più capaci agli occhi degli altri di quanto non riusciamo a concepirci noi.

Il cilp, creato dal team dell’Università Strayer e di Aplus, fa parte di un’originale campagna che gli studiosi hanno organizzato per fornire letteralmente una nuova definizione alla parola “successo” attraverso una petizione da avanzare al dizionario di lingua inglese Merriam Webster. Stando ai dati raccolti dai ricercatori dell’Università Strayer, infatti, il 90% degli americani associa alla parola successo concetti che hanno più a che fare con la felicità, piuttosto che con “il fatto di ottenere o raggiungere benessere, rispetto o fama”, sarebbe a dire l’attuale definizione che il Merriam-Webster fornisce per il lemma “successo”.

Se siete anche voi dalla parte di questi studiosi oltreoceano, non vi resta che firmare la petizione a vostra volta: per convincervi, saranno sufficienti poche immagini di questo video, in cui le persone spesso si mostrano sorprese nel vedere i loro cari dar loro voti così alti. Perciò, non dimentichiamoci mai che dovremmo dire molto più spesso a chi amiamo ciò che pensiamo di loro: il successo arriverà più facilmente.

Johnny Depp a Venezia scatena l’ironia del web (FOTO)

credits photo: tvzap.kataweb.it

Il web, si sa, non manca di ironia e spietatezza e, solitamente, non risparmia proprio nessuno. Questa volta sotto la luce dei riflettori c’è Johnny Depp, uomo dei nostri sogni e pirata dei nostri cuori.

Johnny Depp e la moglie Amber Heard hanno sfilato sul red carpet del Festival di Venezia 2015 per presentare il film “Black Mass“. I numerosi fan dell’attore erano li in attesa da ore solo per poterlo vedere, magari sfiorare e ottenere un autografo da custodire per il resto della vita.

credits photo: vanityfair.it
credits photo: vanityfair.it

Qualcosa però ha attirato gli sguardi critici degli utenti dei vari social: la forma fisica, discutibile, di Johnny. Saranno state le luci, le prospettive delle foto, le esigenze di copione, ma, diciamoci la verità, l’attore non era proprio in forma, non almeno in quella su cui ci piace fantasticare.

credits photo: ilfattoquotidiano.it
credits photo: ilfattoquotidiano.it

Basta poco, e la gara al commento più ironico e divertente è iniziata. Numerosi i post spietati contro l’attore. Le critiche hanno colpito ogni singolo aspetto dell’attore. Dall’abbigliamento, “Ma come si è vestito? Sembra mio nonno!“, ai capelli, “non li lava da un mese“, allo sguardo spento.

credits photo: facebook.com/Non.conto.fino.a.dieci?fref=ts
credits photo: facebook.com/Non.conto.fino.a.dieci?fref=ts

Il web si è così diviso in più fazioni: chi accusa Johnny Depp di non essersi curato abbastanza, di essere ricaduto nel vizio dell’alcool, di non lavarsi, chi ama l’attore ma non disdegna un po’ di ironia e chi lo difende a spada tratta, contro tutto e contro tutti.

In quest’ultima fazione rientrano quasi tutti coloro che erano tra la folla del red carpet, che ci assicurano di aver visto un Johnny Depp attraente e affascinante come sempre. Dopotutto l’attore non ha mai ricercato la perfezione estetica. Infatti, proprio al Festival ha affermato: “Perché in questo lavoro, in cui capita di recitare parole altrui, magari scritte male, preferisco trasformarmi ogni volta piuttosto che essere un volto da poster: è un’ossessione“.

E a noi donne piace anche per questo. Piace il pirata, il gangster, il dolce Edward Mani di Forbice e il folle cappellaio. Nonostante le critiche, sappiamo benissimo che saremo sempre pronte a lasciarci affascinare dal prossimo personaggio di Johnny Depp.

L’estetista, croce e delizia di ogni donna

estetista

Pensate che fortuna sarebbe stata nascere solo qualche generazione fa, essere adolescenti o giovani donne negli anni’70 quando l’anticonformismo e la rivoluzione sessuale dominavano e le donne si sentivano libere di mostrarsi per quello che erano. Molto spesso questo significava esibire tutta la peluria che madre natura ci aveva donato, non solo sulle gambe, ma anche sotto le ascelle e nella zona bikini. La vera libertà. E invece no, a noi è toccato crescere nell’epoca della perfezione estetica, non che questo ci dispiaccia chiaro, è bello curarsi e sentirsi in ordine e rabbrividiamo solo all’idea di esibire una pelle non perfettamente liscia. Ma quanti sacrifici comporta andare dall’estetista?

Prima di tutto bisogna dire che le donne si dividono in due categorie, le amanti del fai da te e quelle che invece si lasciano toccare solo da un estetista professionista.
Le prime, anche per ragioni economiche, fanno tutto da sole o con l’aiuto di amiche, mamme o sorelle. Sono sicuramente da stimare perché come ben sappiamo lo strappo della ceretta è una di quelle torture che si augura solo alla peggior nemica, figurati avere il coraggio di farla ad una cara amica senza colpo ferire.

Io personalmente appartengo alla seconda categoria, solo dall’estetista.

Questo però comporta una pianificazione ad altissimi livelli, perché dall’estetista bisogna avere il tempo di andarci e soprattutto prendere appuntamento. Il periodo estivo è il peggiore come sappiamo, solo vestitini e costumi, e la ricrescita va costantemente monitorata per non rischiare di passare ore al telefono cercando un posto libero in un centro estetico proprio il giorno prima di partire per le vacanze.

Ma anche durante tutto l’anno abbiamo sempre bisogno di sottoporci a qualche seduta “riparatrice” perché ormai fa parte di noi, e anche se non li vedrà nessuno, i peli superflui proprio non li sopportiamo. Ma non c’è solo la ceretta, per essere impeccabili bisogna avere anche mani e piedi curati, e così le ore passate dall’estetista aumentano e il portafoglio si svuota. Di una cosa siamo sicure però, l’estetica è un settore che non conosce crisi. E poi ancora, che fortunati gli uomini che non hanno di questi problemi. E invece no, poveri uomini per cercare di assomigliarci sempre di più negli ultimi anni hanno deciso di iniziare a frequentare i centri estetici forse più di noi. Contenti loro, per me è una tortura a cui rinuncerei volentieri.