giovedì, 27 Agosto 2026

Costume & Società

Home Costume & Società Pagina 360
Notizie e tendenze sulla società, sul costume, sull’opinione pubblica e sul cambiamento generazionale

Amore 2.0: ci frequentiamo o ci fidanziamo?

Ah, l’amore, l’amore. Cos’è l’amore, se non un apostrofo rosa tra le parole t’amo?
Questo un tempo, forse. Ma oggi l’amore non va più così di moda e la generazione del love 2.0 è sempre più attanagliata da dubbi amletici del tipo: “ci frequentiamo o ci fidanziamo?”

Si, perché i rapporti son diventati più complessi, con mille sfaccettature, mica ti piace uno, tu piaci a lui e via vi fidanzate, vi sposate, fate dei figli e vissero felici e contenti. No, ora no. Adesso ci sono regole sociali da rispettare. E se non siete preparati a riguardo fareste bene a non uscire di casa finché non recuperiate tutto, non sia mai incontrate il principe azzurro proprio in quel momento e mostrate tutta la vostra ignoranza, nel senso latino del termine.

Oggi è diverso, se sei giovane vuoi divertirti e l’innamoramento è un contrattempo che non deve capitare. Almeno fino ai 30 anni, poi ci si dimena disperatamente per trovare la nostra metà della mela, che voglia sposarci e renderci mamma. Ma anche una metà pera, o arancia va bene, insomma, a quell’età poi non si può far troppo la schizzinosa. Le ovaie iniziano a far capricci, se si vuole un figlio bisogna agire. Subito.

In ogni caso, a 20 anni, ma anche a 25 non ci si pensa. Sembrano ancora così lontani quei momenti in cui doversi preoccupare di trovare l’uomo della propria vita, quello che ci rende felice con un sol sorriso. A 20 anni, più che altro si cercano gli uomini della propria vita, che ci rendano felice, in modo diverso, a giorni alterni. E che non si incontrino mai, mi raccomando.

I rapporti oggi sono complicati, conosci uno su Facebook, chattate per qualche giorno, poi iniziate a chattare per tutto il giorno e poi naturalmente arriva il momento di incontrarsi di persona. Niente panico, è solo uno dei tanti, in fondo. “Dunque, lunedì non posso, esco con Marco, martedì neanche mi vedo con Davide, mercoledì lui fa sport – con Sara, in camera da letto – Giovedì! Giovedì va bene.”

Passate un pomeriggio bellissimo, superate addirittura quei fastidiosi momenti di silenzio imbarazzante con una nonchalance degna di nota e poi vi baciate anche. Tutto perfetto, a parte per un semplice dettaglio: cosa siamo? Amici, conoscenti, amanti, frequentanti, fidanzati?

Mica semplice. Dunque effettivamente la frequentazione è un po’ come la garanzia del cellulare nuovo. Lo acquisti, lo apri, lo usi e se poi vedi che non funziona lo riporti indietro e amici come prima. Senza ripercussioni, senza troppi melodrammi e senza coinvolgere amici, parenti ecc. Insomma un po’ come quando in gelateria chiediamo di assaggiare un gusto. Se poi ci piace lo mettiamo sul cono. Ecco amico caro, tu sei quel cucchiaino di gelato. Ti assaggiamo, ci pensiamo un po’ e poi se ci sei piaciuto ti acquistiamo, difetti compresi. Da questo momento, comunemente conosciuto come fidanzamento, però, caro ragazzo ingenuo, perderai ogni possibilità di: uscire con gli amici, guardare/uscire/baciare altre ragazze, non rispondere alle nostre chiamate e messaggi, manifestare il tuo disappunto relativamente a qualcosa che pensiamo/diciamo/facciamo/indossiamo, soprattutto indossiamo.

Ed effettivamente, poi, noi non ci spieghiamo come mai questi uomini non vogliono impegnarsi e preferiscano la frequentazione eterna, che dura uno, due anni, insomma quel che serve. Che poi è anche vero che quando ci si frequenta è tutto più bello, l’inizio, il cuore che batte nello stomaco prima di vederlo, l’agitazione quando si avvicina per baciarci, quando ancora non rutta in nostra presenza. Bei momenti. Ma anche noi siamo diverse quando ci frequentiamo con un ragazzo nuovo, ci trucchiamo, stiamo ore davanti all’armadio per decidere cosa metterci, ci depiliamo tutti i giorni, addirittura, insomma tutte cose che spariscono nell’esatto istante in cui ci si fidanza.

E non giustifichiamoci dicendo che poi quando si ama queste cose non sono più importanti, solo per nascondere la nostra incuranza. Perché cari miei, impacchettarvi e rispedirvi indietro è un attimo. Change! Avanti il prossimo.

Arriva dalla Cina il reverse praying (FOTO)

Credits photo: Looking forom

Arriva dalla Cina e sconvolge tutti il nuovo modo di mostrarsi sui social network.
Dopo l‘#acroyoga, una nuova pratica da fotografare e postare per mostrare a tutti la propria flessibilità. Ma cos’è davvero il reverse praying?

Reverse praying è letteralmente pregare a rovescio e consiste nel cercare di congiungere i palmi delle mani dietro la schiena, possibilmente tra le scapole.
Bisogna essere particolarmente flessibili per riuscire a fare il reverse praying, ma a quanto pare, in Cina la flessibilità non manca vista la varietà di foto e video postati sui maggiori social network.

Impazza tra gli adolescenti che ne fanno strumento di bullismo. Esistono, infatti, dei livelli di bravura nel praticare il reverse praying.
Tutti quelli che riescono a far congiungere i propri palmi dietro la schiena, solo nella parte bassa vengono considerati poco flessibili e presi in giro. Al contrario, chi riesce ad arrivare a congiungere i palmi il più possibile vicino alla nuca viene osannato ed invidiato.
Il reverse praying, quindi, non è una semplice tendenza tipica dei nostri anni che include una foto scattata tramite smartphone e postata per mostrare a tutti il proprio livello di bravura.
Piuttosto, è una prova per farsi accettare da amici e compagni.

Arrivano critiche dalle istituzioni, che reputano spiacevole ed offensivo il reverse praying per chi trova nella religione e nella preghiera una chiave fondamentale della vita.
I ragazzi che lo praticano e ne fanno una prova degna di approvazione dovrebbero vergognarsi, commentano sui social. Come dargli torto? A voi i giudizio.

Il rifornimento giusto per settembre (FOTO)

Settembre viene considerato da molti il primo vero mese dell’anno, si torna alla vita di sempre e si intraprendono nuove avventure ed esperienze.
Spesso, ci ritroviamo catapultati in questo mese, sprovvisti di beni di cui necessitiamo. Non sappiamo precisamente cosa comprare, in quali quantità e se una una cosa potrà esserci davvero utile.
Proprio in occasione di questi dubbi pre-autunnali, ecco alcuni consigli per destreggiarsi negli acquisti settembrini e comprare oculatamente.

Reparto cancelleria

Photo credits: Ravenna notizie
Photo credits: Ravenna notizie

Vi ricordate, quando, nei primi giorni di settembre andavamo alla ricerca del perfetto e delle penne più belle per iniziare un nuovo anno scolastico? Ecco, anche se la scuola per voi è solamente un vago ricordo, oppure studiate all’università e non avete bisogno di impressionare i compagni con un diario all’ultima moda, è bene sapere che gli oggetti di cancelleria sono utili per tutti.
Facendo un giro nei supermercati noterete parecchie offerte nel reparto scuola-ufficio, sfruttatele per rifornirvi di penne, matite e quant’altro vi occorra. Eviterete la spiacevole sensazione di ritrovarvi senza neanche una biro alla prima lezione del semestre.

Reparto ortofrutta

photo credits: mercatogenova
photo credits: mercatogenova

Facciamo il pieno di vitamine per recuperare le energie, attenzione però a cosa scegliamo nel reparto ortofrutticolo: sì alla frutta e alla verdura di fine stagione-la più buona e matura- evitiamo, invece, le primizie come kiwi e castagne. Riempiamo il carrello con mele, uva, cetrioli, carciofi, pere, pomodori e peperoni.

Vitamine ed integratori

photo credits: medicinaesteticaonline
photo credits: medicinaesteticaonline

Proviamo ad arrivare ad ottobre spossati e stanchi a causa del calo fisiologico autunnale, compriamo integratori e vitamine e assumiamoli già in questo mese.
Importantissimi gli integratori per capelli-che in autunno sono deboli e cadono-, assumendoli eviteremo la spiacevole sensazione di trovare una parrucca intera nella spazzola.

Shopping

i love shopping 3

Non siamo in periodo di saldi, ma tra i nuovi arrivi possiamo trovare ad un buon prezzo alcuni capi d’abbigliamento versatili e necessari.
Pantaloni e maglioni da utilizzare tutti i giorni, scarpe da ginnastica nuove e borse capienti possono essere sfruttate al massimo per tutto l’autunno e l’inverno.
Sì anche agli occhiali da sole che in questo periodo si trovano in saldo.

Buoni acquisti a tutti.

Breakfast dating, basta un caffè per innamorarsi

Credit photo: www.cellulari.it

Possiamo dire addio ai siti di incontri e ai primi appuntamenti, che non hanno altro scopo – almeno per noi ragazze – se non quello di farci passare giornate intere a decidere l’outfit perfetto per apparire al top, oltre a stare infinite ore davanti allo specchio per trucco e parrucco. Per arrivare, poi, all’incontro con la maglietta ed i pantaloni di sempre – meglio stare comode – qualche capello fuori posto – perché la piastra con il caldo proprio no – e con un’ansia che nemmeno all’esame di maturità.

Per fare nuove conoscenze, instaurare rapporti di amicizia e – perché no – magari incontrare l’amore della nostra vita ora basta semplicemente un caffè. O forse meglio cappuccino e brioches? L’importante è incontrarsi nel momento della giornata in cui tutti, ragazzi e ragazze, siamo più veri e sinceri, ovvero la colazione. Niente trucco, niente lacca e nemmeno vestiti eleganti: ciò che serve è essere predisposti a nuove relazioni, senza avere vergogna di se stessi e preconcetti verso la persona che ci troviamo davanti.

Proprio da questo nasce, infatti, “Breakfast dating“, una sorta di nuovo “portale” per gli incontri al buio, di qualsiasi tipo essi siano. Questa nuova moda per le conoscenze privilegia il momento della colazione in quanto è uno degli unici della giornata in cui è possibile socializzare e scambiarsi idee, ma solo se di mezzo non ci sono smartphone e wifi che portano in un mondo parallelo. Basta messaggi, chat, social network e discoteche: una buona colazione, eliminando schermi e filtri davanti, è decisamente meglio.

In cosa consiste veramente questo “Breakfast dating”? Due ragazzi si incontrano per una colazione e, per almeno 5 minuti, stanno uno seduto davanti all’altra, cercando di conoscersi come meglio credono. Ma, se alla fine di questo lasso di tempo non scatta la scintilla e nemmeno un minimo di interesse, c’è la possibilità di cambiare il proprio interlocutore. Facile no? Il tutto è stato fatto per invertire la teoria dei “6 gradi di separazione”: secondo quest’ultima, infatti, una persona può essere collegata ad un’altra attraverso diverse relazioni e conoscenze, senza però superare numero 5 intermediari.

Spopolato negli Stati Uniti, coinvolgendo sempre più persone durante la colazione, il “Breakfast dating” sta avendo risultati immediati e notevoli permettendo la nascita di nuove amicizie e nuovi amori, con numeri che non smettono di aumentare a livello mondiale.
In primis c’è San Francisco con “500 Brunches”, una piattaforma virtuale grazie alla quale si organizzano incontri con persone che hanno i propri interessi. Julier Krafchick, la fondatrice, afferma di voler trovare “un luogo fisico dove incontrare le persone in generale, un modo di riconnettere nuovamente le persone nella vita reale“. E come darle torto, visto le conseguenze che ha portato con sé l’aumento della tecnologia?

Quello di San Francisco, fortunatamente, non è l’unico esempio. Anche ad Edimburgo sbarca il “Sunday Brunch Club”, piattaforma con la quale c’è la possibilità di aprire i propri orizzonti, ma solo di domenica mattina, quando regna sovrana la tranquillità.
Non dimentichiamo, poi, la Francia, dove grazie a “Les Petits Déjeuners Networking” si possono conoscere nuove persone, anche per motivi di lavoro, in uno spazio gestito in co-working, gustandosi caffè e brioches.

Non solo all’estero, anche qui in Italia il “Breakfast dating” si sta facendo strada, grazie all’iniziativa di ScuolaZoo. Il famoso portale per studenti, insieme a Nescafè, ha voluto diffondere questa nuova tendenza durante le vacanze estive che ogni anno organizza nelle località più gettonate tra i giovani. Raccontano, infatti, che “durante i viaggi organizzati da ScuolaZoo il ‘Breakfast dating’ è diventato uno dei momenti più attesi della giornata con cui centinaia di ragazzi hanno la possibilità di conoscersi e creare nuove amicizie durante la prima colazione. Dopo i bagordi della movida estiva e un risveglio traumatico, ci si presenta a colazione come si è veramente, senza quelle finzioni sociali che caratterizzano la scelta oculata dell’abbigliamento, del trucco e delle espressioni, semplicemente al naturale, particolari condizioni che favoriscono l’efficacia degli incontri e gli scambi di opinioni vere e sincere“.