mercoledì, 23 Settembre 2026

Costume & Società

Home Costume & Società Pagina 358
Notizie e tendenze sulla società, sul costume, sull’opinione pubblica e sul cambiamento generazionale

Bon ton 3.0, come comportarsi a cena con lui

Pinterest

Essere invitate per un primo appuntamento da una persona che ci piace è un’emozione indescrivibile. Certo, ci avrebbe fatto sentire meglio sapere di dovere andare al cinema o a bere qualcosa, ma, ahimè, la proposta è stata molto chiara e riguardava una cena al ristorante. Difficile sapere come comportarsi in un’occasione apparentemente così normale ma altrettanto piena di insidie; l’importante sarebbe arrivarci sane e salve senza perdersi nel vortice dei ‘cosa mi metto’, ‘di cosa parlerò’, ‘speriamo non si mangino crostacei o cose strane’. Perché, in effetti, il rischio di finire come Julia Roberts in Pretty Woman alle prese con le ‘stronze lumachine’ è decisamente alto. Specialmente se siamo emozionate.
Io, per esempio, ho due problemi difficili da mascherare: quando mi piace qualcuno divento balbuziente e mi si chiude a intermittenza l’occhio sinistro. Proprio come se fosse un tic. Per cui, se non vi capita di dire ‘vi, vi, vino’ siete già avvantaggiate rispetto a me.

Regola numero uno del bon ton: non vestitevi come le Veline di Striscia, perché ci sono tempi e luoghi molto più consoni di un ristorante in cui poter mostrare la mercanzia che ci ha regalato mamma. Quindi optare per un abbigliamento sobrio e di classe, che comprenda naturalmente degli accessori d’effetto. Io ho una regola: scoprire le gambe o il seno, mai entrambe le cose. Di solito preferirei evitare di scoprire le gambe, a meno che non si tratti di una gonna abbastanza lunga da evitargli pensieri strani quando saliamo in macchina.
Nel caso sceglieste la scollatura ricordate che non siete nella pubblicità di Intimissimi e che, almeno al primo appuntamento, del seno va scoperto solo l’incavo. Siate intriganti ma senza esagerare. Un altro dilemma che mi attanaglia spesso è: tacchi o non tacchi? Io detesto le scarpe alte, anche se trovo che mi migliorino di parecchio, ma non le porto quasi mai. Non avevo i tacchi al primo appuntamento con il mio ragazzo, ma avrei voluto metterli. Ricordo di averci pensato ma di essermi poi detta che non rispecchiavano la mia personalità.

Le regole della tavola previste dal galateo sono difficili per tutti, ma noi certamente non stiamo flirtando con Harry d’Inghilterra per cui dobbiamo essere rilassate. Prima cosa da ricordare anche se siamo affamate: quando arriva il cestino del pane bisogna staccarne un pezzetto con le dita man mano che si mangia e non addentare la fetta o fare piccoli pezzetti. Se vi porta a mangiare una pizza, almeno durante le prime uscite, mangiatela con forchetta e coltello. Lo so, la pizza si mangia con le mani ma, d’altronde, non sono una recita i nostri primi appuntamenti? Certo che si, perché cerchiamo di mostrarci meglio di come siamo, proprio come in una compravendita. Ricordate di non fare troppa forza con il coltello sul piatto della pizza perché il suono che ne deriva è davvero insopportabile.
Se andate a mangiare in un luogo specializzato in carni non avrete grossi problemi; mentre se andate a mangiare pesce alcuni alimenti potrebbero essere molto insidiosi. Tipo i crostacei e le ostriche. Ma il galateo ci dice che, qualora non fossero preventivamente sgusciati, è consentito utilizzare le dita (chele, coda e corazza).
Ovviamente evitate di succhiare queste parti come fate quando siete a casa (è inutile che storcete il naso tutti mangiano così i crostacei nell’intimità delle proprie mura). Nel caso delle ostriche ricordate che vanno mantenute con una mano e con l’altra va utilizzata la forchetta (meglio se quella adatta).
Il limone, che molti adoperano sul pesce, va strizzato con la mano e con la punta della forchetta.

Se vi trovate dinnanzi a cibi come formaggi o qualsivoglia altro alimento che preveda l’uso del coltello ricordate che mai, e dico mai, va portato quest’ultimo alla bocca. Spesso i piatti contengono guarnizioni come le olive: ricordate che vanno prese con la forchetta e che il nocciolo va deposto sulla stessa e poi sul piatto.
I risotti vanno mangiati assolutamente con la forchetta, e non con il cucchiaio come molti fanno; ricordate di non appiattirne la superficie come fa la nostra nipotina di 3 anni.
Tutti i cibi spalmabili (formaggi in crema, patè e mousse) vanno presi con la punta del coltello e spalmati sul pane. La frutta di solito ci viene presentata già sbucciata, ma nel caso di pere, mele e pesche bisogna dividerle in 4 e poi sbucciarle con le posate.
Tenete a mente di non servirvi con le vostre posate direttamente dal piatto della portata e non dite assolutamente ‘buon appetito’. Non siate chine sul piatto e non parlate con la bocca piena. Ricordate di masticare in maniera decorosa; io, ad esempio, mi tengo ben lontana da chi mangia in maniera rumorosa e, soprattutto, lasciando intravedere l’interno della bocca.

Non bevete troppo vino, la conversazione potrebbe risentirne negativamente e quando avete terminato il pasto non lasciate le posate come fossero i remi di una zattera, ma nella giusta posizione: alle 4:20 con il coltello a destra con la parte tagliente rivolta verso la forchetta.
Durante occasioni di questo genere riponete il cellulare in borsa e non sul tavolo e cercate di non toccarvi i capelli. E antigienico e fastidioso.
Per quanto riguarda la conversazione è bene evitare temi come la politica e qualsiasi altro argomento delicato; questo naturalmente se non volete finire a lanciarvi appresso i coltelli in barba alle regole del bon ton.
Siate gradevoli, parlate della vostra vita, dei vostri hobby, insomma di voi stesse: nonostante la recita di sicuro ci sarà tanto di buono in ognuna di voi.

Miss Italia 2015: tutte le indiscrezioni sulle finaliste (FOTO)

credits photo: udine20.it

Occhi puntati sulla bellezza, domenica 20 settembre Simona Ventura condurrà la finale di Miss Italia 2015. A breve, sapremo, quindi, se la più bella del Bel Paese è bionda, mora, alta, occhi chiari o scuri. Ma chi sono le finaliste che si contendono lo scettro di Clarissa Marchese?

Si tratta di 33 ragazze, selezionate dalla commissione tecnica di Jesolo, provenienti da tutte le regioni, nessuna esclusa. Le più rappresentate sono il Lazio e la Lombardia, con tre finaliste e Friuli Venezia Giulia, Marche, Campania, Puglia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Calabria e Sicilia. Sono tutte giovanissime ma già circolano diverse indiscrezioni e fatti curiosi su alcune di loro.

La prima ad aver attirato più attenzioni è, al momento, Vincenza Botti, che rappresenta, per la prima volta nella storia di Miss Italia, la categoria curvy. Proprio poco tempo fa si erano scatenate, però, diverse polemiche a causa dell’eliminazioni di un’altra delle tre curvy: Giulia Accardi.

credits photo: ladyblitz.it
credits photo: ladyblitz.it

Giulia, l’unica delle tre curvy ad indossare una taglia 44, ha detto, in una intervista con Urbanpost di provare rabbia e delusione per il fatto che la vincitrice indosserà, in ogni caso, solo una taglia 40. Vincenza, insomma, non rappresenta adeguatamente, secondo Giulia, la categoria curvy.

Anche Ahlam El Brinis è già nota al pubblico per delle spiacevoli circostanze. Infatti la giovanissima, ha solo 20 anni, proveniente da Padova ma di origini marocchine, ha subito minacce di morte, giunte sul suo profilo facebook, perché musulmana. Frasi come ‘Ti servirà la scorta’ hanno reso il suo percorso poco sereno e non proprio tra i più piacevoli.

credits photo: gds.it
credits photo: gds.it

Le più ‘anziane’ tra le concorrenti hanno 25 anni e sono la bellissima Viola Martina Porta, che si presenta con la fascia di Miss Sport Lotto Lombardia, e Manuela Galistu, già conosciuta come Miss Sardegna e fidanzata con il cestista di Serie A Brian Sacchetti. Numerose, invece, le neo maggiorenni.

Amore in pubblico, quando anche un bacio è proibito

bacio

“L’amore è quella cosa che tu sei da una parte, lui dall’altra, e gli sconosciuti si accorgono che vi amate! Chest’è..” Questa bellissima frase di Massimo Troisi esprime forse quello che l’amore dovrebbe essere. Non c’è bisogno di scambiarsi effusioni per far capire al mondo quando due persone si amano, è come si guardano e l’intesa che c’è tra di loro la vera dimostrazione. Forse però la pensiamo così perché nessuno ci proibisce di dare un bacio al nostro ragazzo quando ne abbiamo voglia, anche in strada, in un bar o al cinema. Ci sembra scontato, qualcosa che possiamo fare sempre quando ne abbiamo voglia.

Ma l’amore ha tante sfaccettature ed in molte culture mostrare i propri sentimenti in pubblico è segno di debolezza. Non solo, l’amore è visto come qualcosa di assolutamente privato tanto che spesso è proibito per legge concedere un bacio in pubblico al proprio fidanzato. Non si tratta però solamente di vecchie leggi dimenticate e ancora in voga. In Indonesia è appena entrata in vigore una legge che proibisce baci in pubblico dopo le 21 di sera. La pena? L’obbligo a sposarsi. Questo ci fa capire quanto in giro per il mondo il concetto di amore sia in realtà molto relativo.

Molto spesso perché due persone si sposino, non è necessario che si amino, ne tanto meno che si vogliano bene, a volte non si conoscono neppure. Quest’idea è ciò che sta alla base dei matrimoni combinati ancora tuttora in voga in tanti paesi. E’naturale che se ci si avvicina a questa mentalità si riesce a comprendere anche perché un bacio in pubblico può essere sconvolgente e del tutto fuori luogo. Del resto anche da noi fino a solo 50 anni fa non per forza i matrimoni avvenivano per amore ed il senso del pudore dominava la società. Adesso non è più così, anche nei sentimenti quello che prevale è la libertà più totale che spesso però porta a relazioni brevi e superficiali. Scambiarsi un bacio per strada allora non è detto che sia sinonimo di sincerità o di vero amore, ma siamo contenti di poter continuare a farlo. Siamo abituate a storie che si chiudono in fretta, ma che belli i baci al tramonto in spiaggia.

Genitori apprensivi fanno figli infelici

Non esistono delle istruzioni e neanche un tutorial su come fare i genitori. Non è un segreto che questo è senza ombra di dubbi il mestiere più difficile del mondo. Non ci sono mai delle regole fisse, non ci sono leggi che dettano il comportamento “corretto” per ogni situazione.
Tuttavia, delle volte, per lo meno, emergono caratteristiche o atteggiamenti che è meglio non mettere in atto. È il caso di uno studio condotto dal gruppo di Mai Stafford del Lifelong Health & Ageing dell’università di Londra secondo cui i genitori apprensivi rendano i figli infelici.

La ricerca è stata pubblicata su “The Journal of Positive Psycology”, ma è durato quasi 70 anni, ha coinvolto 5.000 persone, che sono state monitorate fin dalla loro nascita, nel 1946. I risultati hanno dimostrato per la prima volta come il comportamento dei genitori abbia un impatto a lungo termine sul benessere dei figli, anche una volta lasciato il nucleo familiare originario.

Al contrario di alcuni studi precedenti, secondo i quali i figli con legami molto stretti con madri e padri sono più predisposti a creare una relazione forte con il partner, dagli esperimenti condotti dai ricercatori della University College London è emerso che i più “infelici” erano proprio i volontari che, intervistati all’età di circa quarant’anni, ricordando l’infanzia descrivevano la mamma e il papà come iperprotettivi.

“Un controllo costante, psicologico, sui bambini può limitare la loro indipendenza e può, infine, farli sentire meno capaci di regolare il proprio comportamento in base alle situazioni”, spiegano gli studiosi.

Dunque come sempre, ogni eccesso non va mai bene. Ma è vero anche che qualche “no” male non possono fare, quindi l’importante come sempre è non esagerare e bilanciare lo spazio che si lascia libero e le linee guida che invece si vogliono dare per proteggere i nostri piccoli.

“I genitori sono vitali per il benessere mentale delle future generazioni – spiega l’autore dello studio, il professor Mai Stafford della Medical Research Council’s Lifelong Health and Ageing unit dell’università inglese -. Da questo punto di vista bisognerebbe ridurre le pressioni economiche e di altro tipo sulle mamme e sui papà, in modo che possano dedicarsi a creare una relazione migliore con i loro figli, senza eccessi”.