domenica, 18 Ottobre 2026

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Pranzo in spiaggia? È tempo di ‘SchiChic’

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Frittata di maccheroni e lasagna? Dimenticatele. Certo, non in generale, ma almeno quando si va al mare.
Si, è vero, molti di voi come me provengono dal meridione e abbandonare l’idea di un pranzo faraonico in spiaggia è impressa assai ardua. Come fare a dire addio alla pasta al forno? E ai panini ripieni con melanzane e fritti di ogni sorta? Non ci voglio nemmeno pensare, mi manca quasi l’aria. Eppure qualcuno dice che il ben di Dio che ci portiamo dietro durante le gite al mare ha lasciato spazio alla ‘schiscetta da spiaggia‘, ovvero allo spuntino ‘delicato’ a base di verdure di stagione, cereali e pesce azzurro.

Uno studio recente effettuato da ‘Polli Cooking Lab‘, l’Osservatorio sulle tendenze alimentari dell’omonima azienda toscana che ha intervistato 110 illustri chef nazionali ed esperti di galateo, ha rivelato che la ‘SchiChic on the beach‘ è un pasto semplice, leggero e gustoso. Si tratta di pietanze di facile preparazione, cucinate con il minimo del condimento e dall’odore gradevole.
Nello specifico gli chef ritengono che per una perfetta SchiChic da spiaggia è necessario utilizzare ortaggi e verdure (89%), con cui realizzare gustose e fresche insalate; una buona idea potrebbe essere anche quella di preparare dei mix di frutta, che può essere gustata anche da sola o sotto forma di frullati.
Sotto all’ombrellone pare che gli italiani preferiscano pesce azzurro (ricco di Omega 3), cereali (in prevalenza cous cous) e mozzarella. Spesso è presente l’insalata di riso, preferita per la sua freschezza e la sua facilità di preparazione.

Naturalmente per gustare un pasto che sia ‘chic’ bisogna rispettare delle regole di base, come l’utilizzo di accessori in materiale eco-friendly e la scelta di ingredienti dall’odore non troppo forte (come uovo sodo ad esempio). No a tovaglie di stoffa e oggetti poco pratici e consoni all’ambiente.
Una volta terminato il pasto bisogna rimuovere qualsiasi oggetto usato per consumarlo ed evitare di ascoltare musica.

Sittling: lo smartphone a tavola, grazie ad Ikea (FOTO)

credits photo: www.lastampa.it

“Aggiungi un posto a tavola, che c’è un amico in più” può riassumere benissimo quello che stiamo vivendo negli ultimi anni. L’amico in più, inseparabile come sempre, è chiaramente il nostro smartphone. Sempre presente, accanto a noi, non ci abbandona mai, e quindi perché mai dovremmo lasciarlo lontani mentre mangiamo? Mai sia.

Ikea, sempre molto attenta alle esigenze delle nuove generazioni si è posto il problema e ha pensato: “dove lo possiamo mettere ‘sto cellulare?”
Detto fatto, nasce così Sittling, un taschino incorporato alla tovaglia americana, che permette di riporre lo smartphone e tenerlo sempre con noi. Dalla tasca si può vedere se arriva qualche notifica, ma non si può leggere. Questo per evitare che lo smartphone si intrometta troppo nella conversazione e rovini l’atmosfera. Certo, poi smartphone-dipendenti come siamo ormai, sarà difficile resistere alla tentazione di fiondarci a sfilare il telefono dalla tasca per leggere cosa ha scritto chi su Facebook.

Ma, insomma, le intenzioni di Ikea sembrano essere buone, sta a noi coglierne il significato o cedere e farci gestire la nostra vita da un pezzo di metallo. Anche se in fondo è certamente più intelligente di noi, quindi perché non fidarsi, no?

Sittling sarà in commercio da Settembre, a pochi euro, circa due, è semplice da usare ed è compatibile con tutti modelli passati, presenti e futuri di smartphone. Non è il primo tentativo dell’azienda svedese di integrare la tecnologia nei mobili e nei complementi di arredo: nel catalogo c’è la smart tv Uppleva, luci da interni ed esterni a energia solare, persino una serie di comodini, lampade e tavoli che integrano la ricarica senza fili per cellulari. Insomma, che non si dica che Ikea voglia lasciarci senza smartphone.

Arriva a Londra il ristorante ispirato a Twin Peaks (FOTO)

Credits: wired.it

Aprirà nel cuore di Londra il ristorante pop up basato sulla serie tv “Twin Peaks”, ma attenzione: resterà attivo dal 27 agosto al 17 ottobre. Dopo il bar ispirato a “Breaking Bad“, un altro telefilm cult si trasforma in attrazione turistica per mantenere vivo il ricordo tra i fan più appassionati.

Il sito internet del ristorante ci lancia pochi ed enigmatici indizi, a partire dal nome emblematico del posto che è ispirato a una delle massime del creatore della serie tv David Lynch, ovvero “The Owls Are Not What They Seem” (i gufi non sono quel che sembrano). I fan di “Twin Peaks” non vorranno perdersi l’esperienza e il brivido di essere catapultati nel mitico Double R, anche perché per potervi entrare è richiesto un certo tipo di abbigliamento: gli ospiti, infatti, verranno invitati ad arrivare vestiti come i protagonisti per partecipare ogni sera agli spettacoli in programma e a speciali giochi a premi. Inoltre, gli ospiti mangeranno piatti a tema e anche i cocktail saranno ispirati alla serie televisiva.

Credits: vanityfair.it
Credits: vanityfair.it

A quale prezzo sarà disponibile tutto ciò? Tenetevi forte: per 66 sterline (circa 95 euro, incluse tre portate gourmet) potrete sedervi e gustare tutte queste meraviglie, avendo però prima prenotato i posti per voi, amici o parenti, sul sito dedicato.
Nonostante “The Owls Are Not What They Seem” non sia il primo ristorante a tema “Twin Peaks” (ce ne sono ben cinque tra Stati Uniti e Canada, come il Mission Chinese Food nel cuore di New York, dove il ritratto di Laura Palmer è posizionato addirittura nella toilette), l’apertura in quel di Londra è molto attesa dai fan.

“Twin Peaks” tornerà nel 2016-2017 con nuovi 18 episodi. Pronti a ordinare un caffè nero e torta di ciliegie con l’agente Dale Cooper?

La matita critica di Luis Quiles (FOTO)

Teletubbies omosessuali, smartphone al posto di genitali, bambini affamati che divorano bibbie: l’illustratore spagnolo Luis Quiles con le sue tavole dissacranti ne ha veramente per tutti. In un’epoca in cui nazioni intere sono devastate da conflitti ancora irrisolti, noi giochiamo a fare la guerra con le nostre Playstation. Lo sfruttamento di minori in Africa? Qualcosa di molto meno interessante del numero di like raggiunto dal nostro ultimo post su Facebook.

E, così, l’arte del grafico anche noto sotto lo pseudonimo di Gunsmithcat su DeviantArt.com diventa un’efficace forma di provocazione e di contestazione rispetto all’indifferenza dilagante di cui soffre il mondo occidentale. Nelle sue illustrazioni, sicuramente molto forti, i social network assumono una connotazione oscena, ma anche i fast food, la venalità, l’indigenza, la fame e la guerra vengono messi in luce in uno stile quanto mai tagliente.

La rapida diffusione dei suoi disegni, avvenuta a mezzo Internet, reca già in sé un controsenso evidente: stando a quanto l’artista ha dichiarato al Fatto Quotidiano, infatti, il mondo di oggi e le sue forme di comunicazione non sarebbero peggiori di quelli passati. La cosa più grave, piuttosto, è che di fronte all’incessante progresso in campo tecnologico continua a imporsi un fitto muro di incomunicabilità in termini propriamente umani.

L’assurdità di una società come la nostra, individualista e tutta concentrata su bisogni infondati, è ritratta sotto qualsiasi punto di vista: religione, politica, sanità, sessualità assumono delle sembianze, per così dire, estreme, riuscendo a creare un legame con l’osservatore, che non viene però mai accusato in maniera diretta. Resta, però, impossibile non sentire un rimorso di coscienza nel trovarsi davanti a una di queste immagini.