giovedì, 24 Settembre 2026

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I momenti più tristi dei cartoni Disney (FOTO)

Credits: wallpapers.com

“Per ogni risata dovrebbe esserci una lacrima”, diceva Walt Disney, parlando dei suoi cartoni animati. Ci piace guardare i suoi film d’animazione, dai classici come Bambi ai più recenti come Frozen, perché emozionano grandi e piccoli. Sono dei cartoni senza tempo, che sanno farci ridere e commuovere, e talvolta, addirittura piangere.

Infatti, quando la realtà si scontra con la finzione, anche i cartoni Disney ne sono coinvolti: la morte di un familiare, i tragici adii, le separazioni, e quei ‘Ti voglio bene’ che vengono detti nei momenti inaspettati. Ecco una lista, in ordine casuale, dei momenti più tristi dei cartoni Disney.

Mufasa muore e Simba cerca di risvegliarlo

Credits: yourhitech.altervista.org
Credits: yourhitech.altervista.org

Il momento Disney che ha segnato la nostra infanzia: la morte di Mufasa, per mano del cattivo zio Zar, che è avvenuta sotto gli occhi del figlio Simba. L’orrore dipinto sul volto del piccolo dice tutto. Ancora più triste il fatto che, finita l’ondata di gnu, lui raggiunga suo padre e tenti di risvegliarlo, rendendosi conto che non aprirà più gli occhi.

La mamma di Bambi muore e lui rimane solo nella foresta sotto la neve

Credits: www.universomamma.it
Credits: www.universomamma.it

Non c’è niente di più triste nel realizzare che la propria mamma non tornerà a casa con te. La madre di Bambi viene colpita a morte dal cacciatore, mentre lei e il figlio stanno scappando, ma pochi istanti dopo, lui capisce che è rimasto da solo, e cosa ancora più tremenda, è vederlo piangere sotto la bufera di neve.

I primi 15 minuti di ‘Up’

Credits: youtube.com
Credits: youtube.com

Carl Fredricksen è un bambino con un sogno: avventurarsi in Sud America per raggiungere le cascate Paradiso in Venezuela. L’incontra con Ellie, sua coetanea con la stessa passione, cambia le cose. I due crescono insieme, si innamorano, si sposano, e come ogni coppia devono affrontare la dura realtà delle cose: bollette, il fatto che non potranno avere figli, e infine l’età che avanza. Quando Carl riesce ad ottenere i biglietti per il Venezuela, Ellie, malata da tempo, muore. Quindici minuti di vita reale che colpiscono e ci fanno piangere.

Ray muore tragicamente in ‘La principessa e il ranocchio’

Credits: www.pinterest.com
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La lucciola Ray è innamorato della Stella della Sera, chiamata “Evangeline” da lui, e sogna di poterle dichiarare, un giorno, il suo amore. Dopo una battaglia, lui muore tragicamente e si trasforma in una stella, così da poter stare con Evangeline per sempre.

Elsa ferisce per sbaglio la sua sorellina

Credits: www.prevalentementeanimemanga.net
Credits: www.prevalentementeanimemanga.net

Elsa e Anna sono due sorelle che si vogliono un gran bene e condividono un segreto: Elsa è in grado di manipolare il ghiaccio. Una notte, per sbaglio, prese dall’euforia del gioco, Elsa colpisce involontariamente Anna con una lastra di ghiaccio. La corsa contro il tempo per evitare che muoia è inevitabile; la maggiore capisce quindi che il suo dono è fatale e decide di allontanarsi dalla sorellina per evitare che resti di nuovo ferita.

La scena dell’inceneritore di ‘Toy Story 3’

Credits: www.ign.com
Credits: www.ign.com

Bloccati nell’inceneritore senza nessuna via di fuga, i giocattoli di Andy si rassegnano al loro destino e si prendono per mano per darsi coraggio. Come sappiamo, fortunatamente riusciranno a salvarsi.

Andy dice addio a Woody e i suoi giocattoli

Credits: pixar-planet.fr
Credits: pixar-planet.fr

Il passaggio dall’infanzia all’età adulta è una parte critica della vita di ognuno di noi. Andy lo sa bene quando in “Toy Story 3” deve separarsi per sempre da Buzz, Woody e il resto dei suoi giocattoli, che sono stati i suoi amici fin da bambino. Lui però capisce che il tempo dell’infanzia è finito, e deve permettere a qualche altro bambino di usufruire dei suoi bei giocattoli, che altrimenti, senza Andy, resterebbero dimenticati in soffitta.

Ariel abbraccia suo padre e gli dice ‘Ti voglio bene’, dopo che lui l’ha aiutata a diventare umana

Credits: blogs.disney.com
Credits: blogs.disney.com

“Ti voglio bene, papà”. Con queste parole, Ariel abbraccia e saluta suo padre, che ha accettato il destino di sua figlia accanto all’uomo che ama, l’umano principe Eric. Una scena toccante e commovente che dimostra l’amore tra una figlia e un genitore.

La madre di Dumbo allunga la proboscide per salutare suo figlio

Credits: tumblr.com
Credits: tumblr.com

Madre e figlio sono separati per un tragico incidente in “Dumbo”: lei infatti è stata considerata pericolosa dal circo per un malinteso, e allontanata dai suoi simili e dal suo cucciolo. Una notte, però, lui trova il modo di incontrarla, ma lei può solo allungare la proboscide per salutarlo e cantarle una ninna nanna. Una delle scene più tristi dei cartoni Disney.

Aladdin e il Genio si dicono addio

Credits: ilcircodishiriclod.com
Credits: ilcircodishiriclod.com

“Io credo che mi mancherai, genio.” “Anche tu, Aladdin.” Il saluto tra Aladdin e il Genio è uno dei più strazianti del cartone Disney. Ed è diventato ancora più triste rivedere questa scena e ripensare al grande Robin Williams, scomparso lo scorso anno, che doppiò il genio della lampada.

Ice Bucket Challenge: ecco cos’è successo da quando è nato

Credit photo: www.huffingtonpost.com

È già passato un anno da quando Chris Kennedy ha pubblicato un video su YouTube. Non un video qualunque, ma quello che è considerato come il primo dell’Ice Bucket Challenge, ve lo ricordate? Milioni tra vip e persone normali giravano video in cui si rovesciavano addosso – da soli o grazie ad altri – un secchio di acqua ghiacciata, nominando poi altre persone ad effettuare lo stesso rituale.

Quella che doveva essere una buona e allo stesso tempo divertente causa per donare fondi per la ricerca di una cura della SLA, la Sclerosi Laterale Amiotrofica, è però diventata una moda, che nei mesi successivi ha invaso tutti i social network.

Anche se non mancano quelli che veramente hanno aperto il libretto e firmato un assegno per cercare che questo sogno di guarigione diventi finalmente realtà. Perché – purtroppo – ad oggi la SLA non si può prevenire e non conosce cure.
Si conta che dal 29 luglio al 15 settembre dello scorso anno 2,5 milioni di persone hanno consegnato all’Assocazione circa 115 milioni di dollari. Un importo molto importante, forse uno tra i più grandi collegato ad un disastro o ad un’emergenza.
Cosa è stato di tutti questi soldi? Sono già stati usati? Come verrà speso il denaro ancora inutilizzato?

Partiamo dalla percentuale più alta: il 67%, ossia 77 milioni di dollari, andrà alle ricerche orientate verso l’identificazione di trattamenti o di una cura per curare e prevenire la SLA. Questa malattia, infatti, tende ad uccidere i pazienti entro 5 anni dalla diagnosi e, per ora, sul mercato esiste solamente un farmaco che aiuti a prolungare la vita delle persone affette.

Al secondo posto troviamo la quota di 23 milioni di dollari che sarà utilizzata per i servizi dei pazienti e delle comunità, aiutando tutti coloro che sono costretti a vivere con la Sclerosi Laterale Amiotrofica. Per questo, sarà comprato più equipaggiamento, come ascensori e sedie a rotelle, che aiutino i pazienti a vivere una vita il più normale e tranquilla possibile.

I restanti 15 milioni saranno usati per la formazione – 10 milioni – la raccolta di fondi – 3 milioni – e 2 milioni per le spese di gestione per le transazioni con carte di credito e sul web dovute ad un aumento di visitatori della pagina grazie all’Ice Bucket Challenge del 2014.

Lo scorso anno, infatti, è stato fondamentale per far conoscere meglio la SLA e l’Associazione che se ne occupa. Quest’ultima vorrebbe che ci fosse un altro anno come il 2014, tanto che penserebbe anche di rilanciare l’Ice Bucket Challenge nel mese di agosto, sperando che i risultati siano anche migliori dei precedenti. Anche perché, secondo un sondaggio condotto da Treato su 500 persone il 14% che ha partecipato alla famosa “secchiata d’acqua” dichiara di voler donare “molto probabilmente” e il 50%, invece, si ritiene “abbastanza probabile”.

Di certezze, purtroppo, ce ne sono ancora pochissime.

Buon Compleanno principino George (FOTO)

(Getty Images)

Il piccolo George oggi compie due anni, ed è già festa nella famiglia reale. Oggi, 22 luglio, il principino George, il terzo in linea di successione al trono inglese, dopo il nonno Charles e il papà William, spegne due candeline. E Kensington Palace, residenza ufficiale dei duchi di Cambridge, lo festeggia pubblicando sui suoi profili Twitter e Facebook, una nuova foto del principino in braccio al padre, scattata da Mario Testino, fotografo molto amato dalla monarchia inglese, in particolare da Lady Diana, che aveva immortalato la famiglia proprio in occasione del battesimo di Charlotte Elisabeth Diana qualche settimana fa, il 5 luglio.

Buon Compleanno principino George (FOTO)

Ma come festeggeranno il compleanno reale? C’è chi scommette su una festa molto intima e privata, anche a causa di assenze importanti come zio Harry, ancora in Africa, e Carlo e Camilla, che si trovano in Cornovaglia per un viaggio ufficiale. Non si sa neanche se papà William potrà partecipare, a causa del suo lavoro come pilota di eliambulanze. Presenti i nonni Middleton, titolari di un’azienda che da trent’anni organizza party e feste, e gli zii James e Pippa. George potrà festeggiare il suo compleanno durante un piccolo tea party nella tenuta di campagna, accompagnato da una bellissima torta e pochi invitati.

George è il principino più amato di sempre, per la gioia di Kate Middleton e William. “È una scimmietta”, ha raccontato da poco il papà. Una vera peste? Tutto normale, considerando la sua vita frenetica a soli due anni. Secondo le ultime indiscrezioni, inoltre, sembrerebbe che i genitori Kate e William stiano “coccolando” il piccolo George per evitare che, dopo la nascita della sorellina, il principino possa manifestare gelosie o fastidi.

Povero George, è difficile fare il principino (FOTO)

Ma c’è di più! Il principino George è diventato così famoso da spopolare anche sul web. In suo “onore”, anche una pagina Facebook decisamente divertente: Baby George ti disprezza, che ironizza sulle sue espressioni e sul suo “status” di altezza reale contro la semplice “plebe”. Povero George, quante te ne combinano! Sì, tutto merito della sua dolcezza, simpatia e tanta spontaneità.

Il campeggio è sospeso in aria con le tende Tentsile

Natura, corpo, mente, divertimento, avventura: il campeggio è tutto questo e molto altro. Ma la società di attrezzature da campeggio Tentsile, ha pensato all’elemento fondamentale e necessario per aggiungere un pizzico di brio. Quale? La tenda ovviamente.

Tre modelli di tenda innovativi, che hanno come elemento comune e particolare la sospensione in aria. Trillium, una piccola, impilabile, versatile amaca, che può ospitare fino a tre persone, Vista, una tenda a due piani collegata agli alberi e la più grande tenda nella gamma, Trilogy, un enorme rifugio comune in grado di ospitare sei persone, con tre zone notte separate e un baldacchino centrale. Ma quanti alberi occorrono per sospendere una tenda da campeggio? Per i modelli Tentsile, bastano addirittura tre alberi, rendendo estremamente semplice, ma allo stesso tempo spettacolare la vostra avventura aerea.

La trazione ha rivoluzionato il mondo del camping ideando questi modelli innovativi e sospesi, belli da togliere il fiato. E la mente dietro tutto questo, è quella dei designer Alex Shirley-Smith e Kirk Kirchev già al lavoro nel 2012, e premiati per il 2015/2016 IPSO BrandNew.

Attenzione solo in caso di vertigini. Per il resto, via ai colori, al divertimento e alla conta delle stelle, incredibilmente vicine a queste case sospese sugli alberi.