domenica, 27 Settembre 2026

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Infedeli attenzione, la poligamia fa male al cuore

poligamia

Molti uomini ritengono già impegnativo tener testa ad una di moglie, figuriamoci due o più. Spesso però gli sceicchi mediorientali sono invidiatissimi dal maschio occidentale, che sogna anche lui di vivere nel lusso di un harem ed essere circondato da donne meravigliose. Ma attenzione, la poligamia aumenta notevolmente il rischio d’infarto nell’uomo. Uno studio sull’argomento è stato condotta proprio negli Emirati Arabi ed in Arabia Saudita dove la poligamia è legale ed avere più mogli è una consuetudine diffusa.

Il coordinatore della ricerca, Amin Daoluah, ha voluto indagare la situazione cardiaca dei poligami perché altre ricerche avevano già evidenziato che avere una moglie è salutare per l’uomo, dato che il rischio di malattie cardiovascolari negli uomini sposati è inferiore rispetto a quello dei single. Ma cosa succede invece a chi ha più mogli? Sono stati esaminati circa 700 degenti ricoverati in ospedali sauditi per problemi cardiaci, a questo punto si è cercato di capire se ci fosse una correlazione tra le malattie riscontrate ed il fatto di avere una o più mogli. Il risultato è stato sorprendente, il rischio cardiaco aumentava del circa 4.6 % nei soggetti poligami. Secondo il cardiologo questo è da associarsi al fatto che mantenere più famiglie è molto difficile, bisogna garantire sia alle mogli che a tutti i figli lo stesso tenore di vita e quindi garantirsi introiti economici sempre maggiori. Tutto questo stress ha un impatto negativo sul sistema cardiovascolare.

La poligamia è ancora abbastanza diffusa in Medio Oriente ed in Africa, ma molto meno di un tempo. Questo sia perché non è più socialmente accettata soprattutto nelle città e poi anche perché economicamente è un grosso peso per i mariti che decidono di avere più donne. In molte zone rurali dove ci si sposa molto giovani invece, la consuetudine porta ancora gli uomini ad avere diverse mogli nel corso degli anni anche quando sono ormai anziani.

Affinità di coppia: i gusti musicali sono importanti

Credit photo: blog.libero.it

Uno degli aspetti più importanti che coinvolgere e riesce ad unire milioni di persone è quello della musica. Musica che emoziona, che fa immaginare, che ci porta – almeno con la testa – in altri luoghi, che ci fa immedesimare, che ci fa ridere e sorridere, ma che è anche capace di farci piangere e rattristire.

La musica, però, ha anche la capacità di portarci ad essere molto selettivi, ignorando tutto ciò che con le nostre canzoni non ha niente a che fare. È proprio grazie alla musica, quindi, che si possono scoprire punti in comune e differenze tra le persone, fino ad arrivare a capire se ci potrebbe essere un certo feeling: infatti, soprattutto all’inizio di un rapporto, i gusti musicali hanno un ruolo fondamentale perché aiutano a scoprirsi e creare una forte complicità.

Ma perché la musica è così importante nelle questioni amorose? Semplice, perché è un argomento di cui si parla sempre e perché ciò che ascoltiamo rivela la nostra personalità. Sono state condotte diverse ricerche che confermano questa tesi: vediamole insieme.

Uno studio effettuato dai professori Peter Rentfrow e Samuel Goslin, rispettivamente delle Università di Cambridge e del Texas, rivela che la musica è un argomento universale, quello usato più spesso per comunicare informazioni sulla propria personalità e su quella delle persone che conosciamo. Un tema perfetto per ogni tipo di conversazione, anche perché molto amato, almeno di più rispetto a libri, film, sport, politica e filosofia. I due ricercatori sono arrivati a questa conclusione dopo aver analizzato per 6 settimana i comportamenti di 60 studenti, divisi in coppie, mentre cercavano di far conoscenza.

A rivelare, invece, che i gusti musicali forniscono molte informazioni riguardo il carattere e la personalità di un individuo è uno studio svolto dalla Heriot-Watt University di Edimburgo su più di 36mila persone di tutto il mondo. Non è stata l’unica ricerca su questo argomento, ma i dati sono estremamente interessanti: chi ama il rap sarebbe una persona socievole e con una grande autostima, gli appassionati del rock creativi, ma anche molto pigri.

Che mondo sarebbe #IfMenHadPeriods? (VIDEO)

Si depilano, scrubbano, pettinano, specchiano, abbronzano, ormai. Ah, gli uomini. Bisognerebbe inventarli se non esistessero. Esattamente come bisognerebbe inventare gli uomini con il ciclo. Sì, perché se c’è una cosa che sanno fare benissimo, è avere le crisi pre-mestruali senza alcuna traccia di mestruazioni. Così WaterAid, charity britannica volta ad assicurare ai paesi più poveri un accesso facilitato ad acqua e igiene, se li è immaginati davvero, gli uomini col ciclo. E come appare, nei video realizzati, l’uomo mestruato? Forte, combattivo, solidale, spavaldo. L’esatto opposto della donna con il ciclo, nell’immaginario collettivo.

#IfMenHadPeriods è il nome della simpatica campagna messa in piedi da Barbara Frost, Chief Executive di WaterAid. “800 milioni di donne ogni giorno hanno le mestruazioni, eppure molti di noi continuano a considerare il fatto un taboo“, ha affermato la Frost. “Ci sono perfino elaborati eufemismi usati per evitare di pronunciare la parola in questione. Ecco perché abbiamo provato a immaginare cosa accadrebbe se ad essere interessati dal ciclo fossero i maschi“. Sì, perché #IfMenHadPeriods, le mestruazioni non si chiamerebbero “stagione delle fragole” come in Francia, “settimana della marmellata” come in Finlandia o “visita della zia Flo” come in Inghilterra. Si chiamerebbero probabilmente “sangue del drago” o “pozzo del coraggio”. Insomma, avrebbero un nome ganzo, che non necessita di eufemismi o censure.

Se gli uomini avessero il ciclo, probabilmente sarebbero trattati come eroi, vincitori della battaglia contro la natura perfida. Per milioni di donne, invece, la realtà è oggi ancora quella della discriminazione, basata sulla convinzione che esse siano contaminate, impure”. Così WaterAid prova a sensibilizzare tutti sul fatto che, nel mondo, 1.25 miliardi di donne non hanno accesso a un bagno nei giorni delle mestruazioni. O sul fatto che tante si sentono ancora in colpa per ciò che è semplicemente una regola della biologia.

Se gli uomini avessero il ciclo, almeno avrebbero una scusa.

Inventato il casco per non perdere capelli durante la chemio

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Una novità molto importante per tutte le donne, sia in campo tecnologico che emotivo: è stato appena inventato un caschetto “magico” che salva i capelli dalla caduta durante i cicli di chemioterapia. Questo “cappello” congela i bulbi capillari e permette a tutte le donne che lo utilizzano di non perdere capelli. Il progetto è stato presento durante l’incontro “Ieo per le donne” all’Istituto europeo per l’oncologia (IEO) fondato da Umberto Veronesi, che lo ha sperimentato su 30 donne, con risultati positivi per circa l’85% dei casi. È una scoperta molto importante, e aiuta psicologicamente le pazienti, anche semplicemente ad accettare il male e i lunghi e dolorosi cicli alle quali sono sottoposte per sconfiggere la malattia.

“Il freddo diminuisce la perfusione del sangue e il metabolismo frenando localmente l’attività “distruttiva” dei chemioterapici”, ha spiegato Paolo Veronesi, direttore della senologia chirurgica, commentando la grande scoperta.

Tante sono state le donne riunitesi nell’ospedale milanese per parlare della loro malattia, per condividere il proprio percorso medico, ma soprattutto la bellissima sensazione provata una volta sconfitto il cancro. Tra gli interventi, un toccante video-messaggio di Emma Bonino che ha spiegato i suoi “sette segreti contro il cancro”, in una serata “tra donne” presentata da Daria Bignardi e Monica Guerritore. Insieme, per sconfiggere il male.