sabato, 29 Agosto 2026

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Paola Barale e Raz Degan, i retroscena (FOTO)

L’annuncio della fine di una storia d’amore come quella di Paola Barale e Raz Degan ha lasciato tutti amareggiati. Non prendiamoci in giro, ci crediamo tutti, in fondo al lieto fine, al principe azzurro, all’amore eterno. Ma l’amore è eterno finché dura e questo, forse, nel mondo dello spettacolo è più accentuato ancora.
Fatto sta che ieri, Paola Barale ha avvisato i suoi fan che la storia con Raz è giunta al capolinea e lo ha fatto su Facebook con una foto commovente.
“Questa è una foto che mi piace molto. Non ritrae un semplice bacio tra due persone che hanno una relazione, ma, per me, ritrae esattamente quello che io e Raz siamo stati per tutti questi lunghi anni – scrive – Credo che più di tutto ci abbia unito la passione, passione per chi eravamo. Sono stati anni travolgenti dove insieme siamo cresciuti e il nostro amore si è trasformato. Io e Raz per ora abbiamo deciso di prendere percorsi differenti. Capita, nella vita, a un certo punto. Non è giusto accontentarsi di un sentimento che ha perso di vivacità e colore. Ora posso scostarmi i capelli davanti agli occhi. Tutto può sempre accadere”

Paola Barale e Raz Degan, 13 anni d'amore (FOTO)

Noi che siamo romantiche per antonomasia non potevamo non ripercorrere la storia di Paola Barale e Raz Degan dagli arbori fino ad oggi, un tramonto o forse solo un arrivederci, perché si sa, certi amori, fanno dei giri immensi, ma poi ritornano. E la speranza è l’ultima a morire.

Tra Paola e Raz però non è sempre filato tutto liscio, anche loro nonostante il forte sentimento che li legava da ormai tanti anni, hanno attraversato diversi periodi di crisi, l’ultimo dei quali dovuto alla scappatella dell’ex modello israeliano con Kasia Smutniak, compagna di Pietro Taricone. Nell’estate del 2008 infatti Degan era stato paparazzato mentre si lasciava andare a tenere effusioni con l’attrice polacca, conosciuta sul set della fiction Barbarossa. La crisi poi ricompose, sia per la coppia Barale-Degan che per quella Smutniak-Taricone.

Il rapporto tra i due è sempre stato segnato dalla diversità di idee e progetti per il futuro. Paola Barale, più volte ha confessato di desiderare il matrimonio ma Raz non lo ha mai voluto e forse anche questo può aver contribuito a separare la coppia. In fondo non è facile “incastrare” uno spirito libero come il modello israeliano anche se entrambi non desideravano figli.

Accontentarsi di un rapporto non è possibile, ma l’amore vince su tutto, o almeno a noi piace pensarla così. Staremo a vedere cosa succederà.

Cosa non dimentichiamo degli anni ’90 (FOTO)

Credits photo: quinncooperstyle

Gli anni 90, indimenticabili. Chi se li ricorda a malapena, chi li ha vissuti e chi li ha cancellati dalla propria memoria.
Erano gli anni delle Spice Girls, dei capelli pieni di gel e delle cabine telefoniche. Insomma, gli anni novanta erano proprio “gli anni in motorino sempre in due” tra Cioè e libri, pizza al taglio e collane oscene.

Noi di Blog di Lifestyle abbiamo spolverato tra i cassetti della nostra memoria e abbiamo trovato tante cose interessanti sulle strane mode che hanno caratterizzato questi anni. Vediamole insieme.

Il make-up

Fan sfegatate delle boyband, le ragazze anni ’90 davano molta importanza al trucco e le tentavano tutte per somigliare alle cantanti famose del momento. Certo, lo smokey-eyes al tempo era una parolaccia e tantomeno esisteva la varietà di tutorial e trucchi che utilizziamo oggi. Il must era l’ombretto in regalo con Cioè, preferibilmente azzurro brillantinato o verde militare. Spalmato su tutta la palpebra era la morte sua insieme alla matita marrone per labbra abbinata al lip gloss trasparente.

I capelli

Passati gli esagerati anni ’80, le chiome si sgonfiano e la piega liscia si fa spazio tra le ragazze.
Il taglio semi-lungo con colpi di sole dorati e modellato con il gel riscuote un indiscutibile successo.
La riga, poi, va portata come Jennifer Aniston, al tempo famosissima attrice di Friends

I brillantini

Il motivo ancora è ignoto, sta di fatto che negli anni ’90 ogni cosa doveva avere una miriade di brillantini. Dai fermagli per capelli, alle t-shirt, agli accessori di vario genere. Tutto doveva abbagliare chiunque stesse a distanza di un kilometro. Le profumerie inoltre, vendevano circa 30 kg di gel con brillantini al giorno.

La collezione di carte telefoniche

Se negli anni ’90 siete state adolescenti, sicuramente avrete sperimentato il meraviglioso gusto della libertà che si prova uscendo di casa non trovando 67 chiamate senza risposta di vostra madre sul cellulare. Ebbene la cabina telefonica era la vostra migliore amica, bastava inserire la tessera prepagata è pronunciare il fatidico “Ciao mamma, non torno per cena” senza subire messaggi, visualizzato,spunte blu e via dicendo. Le carte prepagate erano decorate e così carine che tutti le collezionavano.

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Lo zainetto

Come dimenticare lo zainetto? piccolo, nero da portare su una sola spalla. Chi al tempo provava ad uscire con una borsa, come minimo era considerata un’ermaginata sociale. E non dimentichiamoci il portachiave di peluche a forma di cuore da attaccare rigorosamente allo zainetto per sbandierare a tutti la nostra situazione sentimentale, altro che.

Le collane

Poteva essere il famoso collare ad elastico o il cordino nero con una miriade di ciondoli appesi al collo. L’importante era avere una collana, rigorosamente di plastica.
I ciondoli più gettonati erano i segni zodiacali e gli ideogrammi cinesi.

I BonBon Malizia

Il profumo per eccellenza negli anni ’90, era uno soltanto. Poteva essere il frizzante Pesca Pop o il dolcissimo Milkshake i profumini della Malizia venivano spruzzati in ogni casa dove ci fosse una ragazza di età compresa tra i 14 e i 23 anni.

Lo stress? Tutta colpa del disordine

Una stanza pulita e in ordine è il segreto della felicità”: dovrebbe essere il motto non delle casalinghe, ma di tutti noi. Stando a quanto afferma lo psicologo Sherrie Bourg Carter, autore di Psychology Today, “il caos causa stress“. E ciò perché il disordine bombarda il nostro cervello di stimoli eccessivi, sovraccaricando i nostri sensi di sollecitazioni non superflue.

Tutti ci saremo sicuramente sentiti stressati nel trovare, al ritorno a casa, la stanza completamente sottosopra. Un team di ricercatori del Princeton University Neuroscience Institute ha quindi condotto uno studio per stabilire un nesso concreto tra il disordine fisico e quello mentale. I risultati hanno mostrato che, in effetti, la “bolgia domestica” è ciò che inibisce la nostra abilità di concentrarci su delle informazioni e di instradarle verso il processo cognitivo.

Come scrive Carter, “il disordine rende più difficile rilassarsi, sia fisicamente che mentalmente“: questo è dovuto al ruolo che gli ambienti disordinati ricoprono in quella che i ricercatori dell’Università di Princeton chiamano la modulazione dell’attenzione, cioè la nostra capacità di indirizzare le nostre risorse cerebrali da uno stimolo all’altro. Mai capitato di dover scrivere una tesina da consegnare entro il fine settimana, ma la quantità di lattine vuote e di vestiti sporchi sparsi per la camera vi ha impedito di essere davvero produttivi?

La buona notizia, però, è che a differenza di tutte le altre forme di stress conosciute, il disordine è il più facile da far rientrare. Sempre che siate disposti a mettere a posto in camera vostra.

Parigi: addio lucchetti dell’amore

credits photo: hoteldelaloire-paris.com

La moda di attaccare lucchetti dell’amore nei posti più conosciuti e romantici è esplosa ormai già da tempo. Capita così che uno dei più noti ponti di Parigi, il Pont des Arts, si ritrova, a partire dal 2008, sommerso di love lock messi da milioni di coppie per simboleggiare il loro amore eterno.

Questo gesto, che può apparire dolce e romantico, comporta però elevati costi di manutenzione e numerosi problemi di sicurezza pubblica. Proprio un anno fa poi, lo stesso il Pont des Arts ha ceduto a causa dei lucchetti. Per questo il sindaco di Parigi Anne Hidalgo dice basta ai lucchetti dell’amore.

A partire dal primo giugno tutti i love lock verranno rimossi dal ponte e la politica sarà quella di tolleranza zero per chi tenterà di imbrattare il Pont des Arts e gli altri luoghi simbolo della capitale francese. L’iniziativa è stata accolta con favore dai cittadini parigini che già in passato, più volte, avevano richiesto un intervento.