venerdì, 3 Luglio 2026

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Brittany Maynard, malata terminale, realizza il suo ultimo desiderio: visitare il Gran Canyon

La storia di Brittany Maynard ha commosso gli USA. A soli ventinove anni ha scoperto di avere un tumore al cervello. Dopo un’operazione e un ciclo di cure, in aprile i medici le hanno detto che il cancro era tornato più aggressivo di prima, e le restavano solo sei mesi di vita, da trascorrere tra atroci dolori. Brittany però ha preso una coraggiosa decisione: morirà in Oregon, dove è permesso il suicidio assistito, preferendo quindi una “dolce morte” per andarsene “con dignità”, stabilendo anche il giorno della sua morte, il 1° novembre.

A 48 ore dal suo addio, Brittany Maynard ha deciso di realizzare il suo ultimo desiderio visitando il Gran Canyon insieme alla sua famiglia, slittando di un giorno la data della sua morte. “Questa settimana io e la mia famiglia abbiamo viaggiato per il Grand Canyon, grazie alla gentilezza degli americani di tutto il Paese che mi sono venuti incontro per far sì che i miei ultimi desideri prima di morire divenissero realtà.” Queste le parole che Brittany ha scritto sul suo diario online. “Il Canyon era incredibilmente bello, mi ha lasciata senza respiro. E ho passato il mio tempo con le due cose che amo di più: la mia famiglia e la natura”.

Fino a un anno fa, Brittany conduceva una vita felice. Dopo il giorno del suo matrimonio con Dan, la donna inizia ad accusare diversi mal di testa, e a gennaio scopre la diagnosi finale: cancro al cervello. Inizialmente, i dottori le hanno dato dieci anni di vita, ma i dolori hanno iniziato a manifestarsi più frequentemente, e quindi a Brittany non restavano altro che sei mesi di vita. Ha iniziato a fare una lista di cose che vorrbb fare prima di morire, e l’ultimo desiderio è stato realizzato il 30 ottobre, visitando il Gran Canyon con suo marito e la sua famiglia.

“Purtroppo” – si legge sul suo blog, “è impossibile dimenticare il mio cancro. Forti mal di testa e dolore al collo non sono mai lontani, e purtroppo la mattina dopo la visita al Grand Canyon ho avuto la mio peggior crisi finora. È stato un duro richiamo che i miei sintomi continuano a peggiorare così come il tumore continua a seguire il suo corso.” Brittany e i suoi famigliari si sono trasferiti in Oregon, dove esiste una struttura, la Compassion & Choices, che permette ai pazienti di morire con l’aiuto di un farmaco.

La scelta di Brittany ha sollevato un polverone, e lei si è difesa con la campagna “Brittany Maynard Found”, combattendo perché altri Stati diano il via libera alla prescrizione degli stessi farmaci. Grazie ad una legge del 1997, nello Stato – oltre che in Vermont, Montana, New Mexico e Washington – i malati terminali hanno infatti la facoltà di porre fine alle loro sofferenze. Da quando è entrata in vigore la norma, 1.173 persone hanno ottenuto la prescrizione per i farmaci, ma poi solo 752 li hanno utilizzati per morire. “Il mio sogno”, dice, “è che ogni americano nelle mie condizioni possa scegliere di morire se lo desidera”.

Brittany Maynard morirà nel suo letto nello stato dell’Oregon, circondata da suo marito, i suoi genitori e la sua migliore amica.

Non più bad boy, le donne preferiscono i bravi ragazzi

Per tanto tempo si è pensato che il prototipo di uomo preferito dalle donne sia il bad boy, quello cattivo, misterioso, insensibile e arrogante, quello che si fa desiderare e che non si sbilancia troppo con i sentimenti. L’uomo dallo sguardo provocatorio come Jonathan Rhys-Meyers e dal fascino di Hugh Grent.

Ma secondo una ricerca, pubblicata sul Journal of Positive Psychology, non è più così, le donne preferiscono i bravi ragazzi. Infatti il dottor Daryl Van Tongeren dell’Hope College in Michigan, autore della ricerca, ha ammesso che l’umiltà è un tratto fondamentale della personalità perché è utile a far rimanere le relazioni salde. Il dottor Van Tongeren e i suoi colleghi hanno realizzato tre studi sulla personalità coinvolgendo uomini e donne, mentre il terzo test, invece, riguardava le relazioni a distanza e il tradimento.
Il risultato dei tre studi ha riportato che sia gli uomini che le donne preferiscono avere a loro fianco una persona dal carattere umile. Secondo il risultato del terzo test invece, sia uomini che donne sono più propensi ad accettare una relazione a distanza e a perdonare il tradimento da parte del partner dal carattere umile, rispetto a quello dal carattere presuntuoso. Inoltre, i partecipanti hanno creduto che un tradimento da parte loro possa essere perdonato dal partner umile, al contrario di quello dal carattere opposto.

I ricercatori hanno creduto che le persone umili siano più sincere, cercano di capire rapidamente il punto di vista del partner e tentano di ricostruire il rapporto in caso di rottura, mentre i partner arroganti possono agire sulla difensiva, negare l’evidenza e dare la colpa al/la compagno/a.

Sfatiamo quindi il mito che le donne preferiscono il bastardo, colui che le tratta male e che le fa soffrire. La verità è che le donne si sono stancate di vivere amori surreali, fatti di dispiaceri, dubbi e poche certezze, e di stare in un continuo stato confusionale a causa del comportamento poco chiaro di lui. Il vero uomo che ogni donna cerca è quello presente, romantico e che dia sicurezza, ma soprattutto privo manie di grandezza e di ego.

Il distacco totale è l’unica medicina contro il mal d’amore

Quanti ricordano la fine della sensuale Nola, interpretata da Scarlett Johansson, nell’alleniano Match Point? Una pallottola in testa, per rinfrescarvi la memoria. La punizione per aver creduto che la passione potesse vincere sulla totale assenza di coraggio. Per aver creduto nell’amore, da sola.

Tutti abbiamo sofferto o soffriamo ancora per un amore finito o per uno mai iniziato. Tutti ci chiudiamo a guscio respingendo il mondo, convinti che quel sublime sentimento la implichi quella sofferenza. E probabilmente, estremizzando, la preferiremmo una pallottola in testa, ogni tanto, solo per mettere a tacere la voce dell’illusione che ha un’eco straziante.

Ma secondo la scienza, l’unico rimedio che non preveda una fine drammatica, è il distacco totale. Per l’amore, come per la droga, per disintossicarsi serve chiudersi dietro una porta. Andare via da luoghi, cose, persone nocivi. Perché l’amore e l’affetto sono una parte inscindibile del tempo che doniamo. Ed è questo a rendere prezioso quel tempo. È questo il motivo per cui solo a pochi va concesso: quei pochi che lo desiderano più di qualunque altra cosa al mondo.

La pena d’amore è come una dipendenza, come la mancanza di una droga. Abbiamo scoperto delle attività in una regione centrale del cervello che è collegata con tutte le dipendenze, non importa se la droga si chiama eroina, nicotina, gioco d’azzardo. Il centro della dipendenza è collegato con il sistema dopaminico” – spiega in un’intervista a Repubblica Helen Fisher, autrice di “Perché amiamo“.

Le pene d’amore dunque – “vanno considerate come una dipendenza dalla quale si vuole uscire. Ciò significa che occorre girare al largo dalla droga. nessun contatto, né scrivere lettere, non guardare vecchie foto, non telefonare“- continua l’antropologa.

Una chiusura drastica, che rende vuoti. Una chiusura che tuttavia resta necessaria, perché quel vuoto possa riempirsi ancora. Il cuore, alla fine, vince sempre sulla mente. E quando quest’ultima lo ostacola, per vendetta lui inizia a logorarci dall’interno. Non abbiamo poteri nei confronti di quello che sentiamo dal momento che gli basta solo un secondo per trasformarsi in quello che vogliamo.

Così il sentimento ci brucia le sinapsi come eroina o crack. Lo chiamiamo amore, ma questa parola evoca sensazioni troppo dolci, rispetto a quelle che fa provare. E non è un merito o una colpa. Fa parte del gioco, e vince il gioco della vita chi lo accetta prima. Chi accetta che oltre al bello, c’è anche il brutto. Chi comprende che per mutare quel brutto in bello, c’è un’altra parola che è “cambiamento“. Il distacco è il cambiamento. Svuotarsi del tutto per farsi riempire da chi vuole davvero essere lì dov’è, dentro di noi.

Non potete amare lui? Amate voi stesse. Ripartite dalla consapevolezza che il primo più grande amore, il più potente credo della vostra vita, siete voi. Ché non serve qualcun’altro per trovarci o completarci.

Meglio soli che illusi. Meglio forti che infelici. Che tanto l’amore poi ti capita per caso, quando meno te l’aspetti. Lo trovi un giorno al bar, su un treno, in un complimento sincero. La vita, con la sua esigua e imprevedibile durata, non è fatta per accontentarsi. È fatta per conquistare quello che si sogna fin da bambine. Lasciamo tra le cose da buttare chi non ci ha scelto e rilassiamoci, con un buon vino, tanta musica, le amiche, le nostre passioni. Arriverà qualcuno a riempire quel calice per noi.

O alla fine, ironizzando, potremmo prendere in considerazione un’altra soluzione: perché invece di provare amore non proviamo qualche droga?

‘Credo ancora nell’amore’: lo spot romantico che ha commosso il mondo (VIDEO)

Una coppia sta firmando le carte per il divorzio, manca solo firma di lei che in lacrime dice al marito che firmerà solo ad una condizione: che lui l’abbracci almeno una volta al giorno per il resto del mese. Lui, un po’ titubante, accetta.

Così la coppia ripercorre le quattro tappe fondamentali che hanno portato all’inizio della loro storia: il luogo in cui lui inchinandosi gli chiese di sposarlo, il luogo del primo ti amo, del primo bacio e infine il luogo dove si incontrarono per la prima volta. Ad ogni loro incontro lei gli chiedeva di abbracciarlo, e la freddezza tra i due sembrava svanire ad ogni appuntamento. Al quarto incontro lei gli restituisce le carte del divorzio firmate, lui allora capisce di amarla ancora e di non voler stare senza di lei. Corre a cercarla e le urla “posso abbracciarti anche domani?”.

Sembra un cortometraggio, ma si tratta di uno spot davvero romantico realizzato dalla linea di shampoo “Rejoice” di Procter & Gamble, volto a sensibilizzare le coppie in crisi e sul punto di divorzio. Infatti lo scorso anno in Cina il numero dei divorzi ha toccato i 3 milioni, cifra mai vista fino ad ora. Altri 100.000 invece dopo aver divorziato hanno capito di amarsi ancora e sono tornati insieme, proprio come la coppia dello spot.

“Non lasciare andare via l’amore” incita alla fine lo spot che, nonostante serva a pubblicizzare un shampoo, non fa mai riferimento al prodotto da vendere. Il video ha raggiunto 40.000 visualizzazioni ed è stato definito commovente. Per la campagna è nato anche un hashtag #IBelieveinLoveAgain, credo ancora nell’amore, che ha avuto un ottimo successo in rete.

Servirà questo per sensibilizzare le coppie a credere ancora nell’amore e a non lasciarsi?