mercoledì, 27 Maggio 2026

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William e Kate Middleton usano falsi nomi per viaggiare lontano dai riflettori

Il principe William e la Duchessa di Cambridge, Kate Middleton, hanno cercato di viaggiare in incognito: il loro volo di ritorno a casa dopo il “tour” di tre settimane è stato infatti prenotato usando gli alias Mr e Mrs Jones.
La loro copertura è però saltata: la coppia reale pensava di poter fare il check-in con 90 bagagli e passare inosservato. Ovviamente non è successo.

Per di più il peso delle loro valigie era aumentato rispetto al viaggio d’andata per via di tutti i regali che sono stati fatti al Prince George durante il viaggio.

Da ricordare che non è la prima volta che la coppia reale cerca di viaggiare al riapro dai riflettori utilizzando un nome comune inglese. Nel 2009, per esempio, i due hanno usato lo pseudonimo di Mr e Mrs Smith al momento della prenotazione in una casa vacanza in Cornovaglia per festeggiare il 27esimo compleanno di William.

Una fonte ha dichiarato al Sun “it was funny that they used such common British names. Even Prince George was Baby Jones. But it did seem a bit daft as everyone knew it was them”.

I reali inglesi non sono le uniche persone di alto profilo che cercano di viaggiare in incognito, utilizzando un nome falso. Durante un controllo in un albergo, la cantante Fergie utilizza riferito il famoso Penny titolo canzone dei Beatles Lane, mentre Kate Beckinsale aveva fatto un gioco di parole con Sigourney Beaver, e Lyndsay Lohan era passata inosservato lasciando il nome di Bella Lovelace. Per non parlare di alcune star che usano nomi Disney per non farsi riconoscere, come Kim Kardashian che di solito sceglie lo pseudonimo di Principessa Jasmine, e Paris Hilton che fa spesso il check-in come Tinkerbell.
Un po’ di privacy è legittima, per tutti.

[Credit: DailyMail]

Il selfie perfetto

Credit Photo: raffaelepizzari.com

Di selfie ne è pieno lo smartphone.
Quello di tutti. Perché se in un primo momento si è ipotizzato che a cadere nella morsa dei selfie fossero gli eccentrici e i vanitosi, ormai si fa fatica a distinguere quale sia la causa e quale, invece, la conseguenza.

“Ti fai i selfie perché sei vanitoso, o i tuoi selfie ti hanno reso vanitoso?

L’enigma del secolo.
È l’epoca in cui la speranza che accomuna uomini e donne del pianta è quella di non essere davvero come si appare dalla camera frontale del nostro smartphone. E se così non fosse siamo addirittura disposti a rivolgerci alla chirurgia.
Secondo uno studio della American Academy of Facial Plastic and Reconstructive Surgery (AAFPRS) infatti, le richieste di interventi di chirurgia estetica sono aumentati del 10%.

Questa eccessiva esposizione della nostra immagine sui vari social network ci ha resi estremamente autocritici.
Pretendiamo di apparire perfetti sempre. Impeccabili alla luce del giorno, o al bagliore della notte. Esigiamo dalla nostra pelle che sia radiosa ogni mattina, quando appena svegli intendiamo augurare un buongiorno al mondo social, ancora avvolti nelle lenzuola.

Qualche consiglio

– Soprattutto se appena sveglie tendete a non abbassare il viso: questa posa metterà in risalto le occhiaie e donerà un effetto doppio mento terrificante.
– Quello che viene postato sul web è per sempre. Scegliete di postare foto che vi ritraggono sorridenti, a nessuno piace ricordarvi tristi.
– Gli occhi sono lo specchio dell’anima.
In questo caso dei selfie: pensare a qualcosa di piacevole renderà magico il vostro sguardo.
– Non dimenticare mai che far parte del web significa far parte di una vetrina sulla società, dunque: selfie sì, ma composti e vestiti.
– Tra mille selfie, perché proprio il tuo?
Seleziona. Perfino le grandi star si sottopongono a diversi scatti prima di trovare quello giusto.
– Il selfie altro non è una piatta rappresentazione di sé.
Utilizza illuminanti sugli zigomi, scegli rossetti luminosi e chiari, non raccogliere i capelli, scegli angolazioni a 45 gradi: la parola d’ordine è volume.

Facciamo parte di una società devota all’immagine.
Ma armatevi di una buona dose di rassegnazione: l’unico selfie perfetto è quello che passa per photoshop.

Una foto su Instagram e il pranzo è gratis. L’iniziativa a Londra

Credit photo urban post

Al ristorante Bird Eye basta scattare una foto ad un piatto, postarla prontamente su Instagram con l’hashtag #BirdEyeInspiration per avere il pranzo gratis. Arriva da Londra la nuova tendenza che coniuga il mondo social e quello del marketing.

Il noto ristorante londinese, che produce cibi surgelati con lo stesso marchio, è impegnato infatti in una campagna pubblicitaria per lanciare nuove pietanze e indubbiamente ha individuato una strategia molto efficace e già di grande successo.

Bird Eye non è il primo ad aver seguito questa strada: in precedenza anche la Kellogg’s a Stoccolma realizzò una social strategy per farsi pubblicità. Si cavalca quindi una pratica consolidata: quella che vede spesso gli utenti fotografare ciò che mangiano e condividere sui propri canali social.
Inquietante, però, pensare che attraverso un’azione del tutto personale e che riguarda la propria sfera social passi un messaggio di promozione pubblicitaria.

L’iniziativa di #BirdEyeInspiration parte da Londra, ma è destinata a diffondersi anche in altre città, iniziando da Manchester e, a giugno, da Leeds.

Cosa ne pensano gli utenti? Stando alle oltre 400 foto pubblicate, dai piatti a base di pesce fino ad arrivare al dolce, non c’è dubbio: è già un successo.

Abbiamo voluto intercettare la tendenza del momento degli scatti social e unirla alla possibilità di fare pubblicità ai nostri piatti” dicono i proprietari.

Madri cattive e padri buoni

Sono milioni le madri che lamentano il fatto che gli unici a essere accolti come eroi al proprio rientro sono i padri: mentre le mamme trascorrono intere giornate a prendersi cura dei propri figli, i papà appena rincasati dal lavoro – per contro – diventano il centro della loro attenzione. Vista come una specie di “supervisore” addetto ai rimproveri, costretta a ricoprire il ruolo di “poliziotto cattivo”, la madre lascia così che, nell’immaginario del bambino, il padre venga a identificarsi con l’idea stessa di divertimento: una percezione distorta che in realtà sono spesso le donne per prime a trasmettere ai propri figli nel crescerli, e che crea non poche tensioni nel rapporto di coppia.

Una condizione che genera frustrazione, agitazione, ma anche la preoccupazione costante dell’esser troppo autoritarie. Convinte del fatto che i propri figli le associno ai compiti, alle pulizie casalinghe e alla routine quotidiana – mentre i padri sono comunemente associati ai giochi e ai divertimenti – le madri riescono però a mostrare il proprio lato positivo quando scelgono di trascorrere del tempo con i propri figli al di fuori della noia dell’ordinarietà: gite al mare, giochi in giardino e andare a nuotare sono tra le attività di famiglia che le mamme amano di più.

Purtroppo, il fatto che le madri costituiscano il motore di una famiglia fa sì che loro stesse si trasformino nella “voce della ragione” che ricorda ai bambini cosa va fatto, senza poter lasciar spazio al proprio lato divertente: ecco perché è davvero facile che le madri siano viste come le figure più rigorose, come madri cattive. Importante sarebbe, allora, che entrambi i genitori si assicurassero di agire come un team – e non come singoli – al momento di prendere decisioni in merito ai propri figli.