giovedì, 9 Aprile 2026

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La città della gioia di Dominique Lapierre

La città della gioia

La città della gioia di Dominique Lapierre, romanzo del 1985.

Devo dire che per anni ho visto questo libro negli scaffali ma non mi ci sono mai avvicinata.

Pensavo fosse una storia noiosa di un dottore europeo che si reca in India per studiare.

Mi sbagliavo di grosso.

Dominique Lapierre racconta la città della gioia

Calcutta è un intreccio di suoni, colori, di caos e di caste sociali.

E’ famosa la bidonville Anand Nagar, che per l’appunto da il nome al libro, per essere uno dei luoghi più poveri in assoluto.

Tutto inizia con un viaggio: il contadino Hasari Pal e la sua famiglia attendono il monsone. Dopo questa lunga e terribile attesa, rendendosi conto che sarà un altro anno di carestia partono per la città.

E’ decisamente diversa da come la immaginavano, ma soprattutto Hasari credeva che trovare lavoro sarebbe stato abbastanza facile.

Il “miracolo” per Hasari si presenta sotto due forme: un risciò e Anand Nagar.

Paul Lambert è un missionario francese che ha deciso di vivere la sua vocazione tra i più poveri dei poveri e quale miglior luogo di una bidonville per imparare cosa vuol dire davvero amare il prossimo?

La città della gioia

Anand Nagar: la città della gioia

Quello che colpisce Paul all’arrivo nella bidonville è la gioia: sono tutti amici, fratelli, si preoccupano l’uno dell’altro, si aiutano a vicenda, dividono quel poco che hanno. “Solo un povero può aver bisogno di un altro povero”.

La fede è incredibile: sono tutti sicurissimi che i loro dei li aiuteranno, che non li abbandoneranno mai ed ogni occasione è buona per festeggiare anche se la miseria è assoluta.

La gratitudine: tutti coloro che si recano in India per aiutare i poveri sono emissari degli dei, sono benedetti e profondamente rispettati perché se c’è una cosa sacra in India è proprio l’aiuto ai poveri.

Penso di aver detto abbastanza e di non aver detto nulla su questo libro che è universo parallelo, soprattutto per noi e la nostra società.

Lasciate perdere il film, non c’entra nulla. Leggete il libro, vi aprirà gli occhi su tante cose.

http://116.203.40.97/viaggio-in-giappone-attraverso-la-lettura-90653.html

Viaggio in Giappone attraverso la lettura

Viaggio in Giappone, chi di voi lo sogna? Io sempre, vorrei visitare Okinawa!

E nell’attesa che un giorno io possa davvero andarci viaggio con i libri.

Amo viaggiare attraverso la lettura: mondi diversi, culture, cibo, usanze e luoghi.

Mi seguite?

I libri per un viaggio in Giappone

Ne abbiamo per tutti i gusti: italiani in Giappone, giapponesi che insegnano la felicità, che insegnano a vivere bene e a lungo e via dicendo.

Marie Kondo: l’arte di essere felici ed ordinati

Sono ormai famosissime le sue opere: “96 lezioni di felicità” ed “Il magico potere del riordino”.

Tantissime persone hanno provato i suoi metodi e ne sono rimasti entusiasti.

Avete casa in disordine? Siete accumulatori compulsivi? Leggete i suoi libri che vi passa.

Lo Zen e l’arte di mangiar bene di Seigaku

Ecco un bel libro sul rapporto fra giapponesi e cibo. La dieta giapponese, al pari della mediterranea è considerata una delle migliori del mondo. Fa restare giovani ed in salute. Provare per credere.

Fai spazio nella tua vita di Sasaki

Conoscete il minimalismo? Io lo amo, mi ci sono convertita tempo fa e vorrei averlo fatto prima. Poche cose, di qualità, meno spazi ingombri e meno tempo passato in ordine ed a pulire. Quindi anche meno accumulo e nevrosi.

Si può essere ricchi e felici senza avere nulla? Certo che sì!

Ikigai. Il metodo giapponese. Trovare il senso della vita per essere felici

Conoscete l’ikigai? Ne parliamo qui.

Dopo l’hygge, ovvero l’arte danese della felicità, scopriamo la filosofia di vita dei giapponesi.

Nel Giappone di Antonietta Pastore

Il nostro viaggio in Giappone prosegue con i libri di Antonietta, autrice italiana. Nel libro “Nel Giappone delle donne” l’autrice analizza l’universo femminile giapponese attraverso figure di donne conosciute durante sedici anni vissuti in questa nazione. Gli argomenti ruotano attorno all’obbedienza delle donne, al servilismo dei giapponesi, l’istruzione, il lavoro salariato, il divorzio e la ricerca di un impiego.

In “Leggero il passo sui tatami” scopriamo la cultura giapponese e situazioni particolari: soffiarsi il naso in pubblico è maleducazione, una gita alle terme con gli studenti, una disavventura al parcheggio, un timido studente attempato che s’innamora di un’americana e via dicenso

Il mondo dei fiori e dei salici di Sayo Masuda

Chiudiamo con le geishe. Autobiografia di una ragazza venduta dalla madre alla “Takenoya”, una casa di geisha dove viene maltrattata e umiliata, diventerà una donna forte ed indipendente. Buona lettura!

http://116.203.40.97/parole-giapponesi-nella-lingua-italiana-bellissime-ma-intraducibili-89977.html

Nati per leggere: Vox di Christina Dalcher

Nati per leggere

Nati per leggere: Vox di Christina Dalcher debutta nelle librerie.

I futuri distopici ormai sono il nostro pane quotidiano, a dare via al filone è stato Hunger Games.

Questo libro è davvero particolare, esplora un possibile futuro molto inquietante, per le donne soprattutto ma non solo per loro.

Mi fa pensare un po’ al Racconto dell’ancella da cui è stata tratta la famosa serie tv “The handmaid’s tale”. Solo che questa versione pare pure peggio.

Vox di Christina Dalcher, nati per leggere e riflettere

Jean McClellan ha dovuto lasciare il suo lavoro, dedica il tempo ai figli ed alla casa. Parla poco. Non può superare le 100 parole al giorno.

Questo è ciò che è stato imposto dal nuovo regime della Purezza, che nel nome del Dio cattolico, ha costretto le donne a privarsi di tutto.

Il regime ha anche concepito un “braccialetto” ovvero un contattore di parole, tarato sulla voce della proprietaria. A cento parole o la proprietaria smette di parlare o avviene qualcosa di terribile.

Tutto filava liscio negli anni ’50, viene detto a Jean, le mogli erano a casa, facevano figli, cucinavano, tutti avevano un auto ed erano felici, non c’erano imprevisti sul lavoro. Tutto andava alla grande. Ecco perché l’ordine della Purezza cerca di far tornare indietro il calendario.

Poi accade l’imprevisto: i membri dell’ordine della Purezza hanno improvvisamente bisogno che Jean torni a lavoro, e lei scende a patti, ma quello che scoprirà potrebbe non restituirle mai più né la libertà né la sua famiglia.

Nati per leggere

Nati per leggere: acquistate Vox

Ogni volta che una donna viene lapidata, ogni volta che qualcuno dice che l’omosessualità è una malattia ma soprattutto ogni volta che un uomo dice ad una donna “Stai zitta”, ripenserò a questo libro.

In Vox si parla anche del “prima” quando nel prima il movimento della Purezza era solo un branco di cialtroni a cui nessuno dava retta. Cos’è accaduto? Perchè sono arrivati al potere?

L’uomo si sentiva troppo minacciato dalla donna?

Non è un romanzo femminista, intendiamoci, ma ci pone una grossa domanda: come sarebbe il mondo se le donne perdessero di colpo tutti i diritti e le libertà? Sarebbe davvero un mondo più ordinato e felice? E perché mai?

Interessante lo spunto sui regimi totalitari, visto che si parla di nuovo di nazismo e fascismo, in questo caso la trafila è la stessa.

Attenti a ciò che desiderate perché potrebbe avverarsi.

http://116.203.40.97/ibs-libri-figlie-del-mare-e-la-treccia-90482.html

Outlet orologi: come scegliere accessori economici e di qualità

La realtà ormai è ricca di outlet, luoghi in cui è possibile acquistare prodotti dei migliori brand a prezzi vantaggiosi. Se questo fenomeno ha iniziato a prendere piede nelle città e prima era legato al settore degli abiti, oggi qualcosa è cambiato ed è possibile trovare outlet di molti altri settori come quello degli accessori.

L’outlet orologi è uno di quelli che i consumatori preferiscono perché si tratta di accessori spesso non così economici.

Trovare il miglior outlet di orologi è sicuramente più semplice se si cerca online, dove sono presenti diverse possibilità di scelta tra modelli e siti che propongono prezzi vantaggiosi. Chi non conosce la forza di internet? Riuscire a scovare modelli di orologi e brand di qualità a prezzi scontati. Senza contare la comodità di ricevere direttamente la merce a casa.

Per questi motivi le vendite nei negozi tradizionali sono scese drasticamente nel giro di pochi anni, da quando internet ha fatto ingresso ufficialmente nella nostra società cambiando totalmente abitudini e modalità di acquisto.

Outlet orologi Vs negozi tradizionali

I dati parlano chiaro: nel 2017 le gioiellerie hanno perso terreno con il 43,4% delle vendite a quantità e il 49,6% a valore, quasi il 50% in meno rispetto all’anno precedente, quando erano rispettivamente il 53% e il 56%. Terreno recuperato dalla modalità online che invece può festeggiare i suoi risultati che si confermano un successo.

La vittoria a mani basse degli outlet orologi rispetto ai negozi tradizionali è evidente, scontata si potrebbe definire. I prezzi concorrenziali che la rete propone sono reali e concreti, non si possono mettere in discussione, probabilmente è questo il primo motivo (quello più importante!) che fa sì che gli utenti la scelgano come mezzo preferito per il loro shopping che non si limita soltanto al settore degli orologi.

Senza contare la rapidità e la comodità. La merce arriva direttamente a domicilio in un tempo che può variare da 1 a 3 giorni (lavorativi) spesso senza spese aggiuntive. Una forza che i negozi difficilmente riusciranno a contrastare e di questo la rete ne è consapevole, ecco perché continua a ottimizzare i suoi servizi.

Come scegliere gli orologi in outlet

Anche in outlet come in negozio ci sono alcuni criteri da seguire prima di acquistare gli orologi, sia quelli da donna che quelli da uomo. Considerato che un orologio è un oggetto che parla della personalità di chi lo indossa è necessario non sbagliare nella scelta.

Il primo elemento è lo stile. Personalità casual e sportive dovranno scegliere orologi digitali e più moderni che non contrastino con il loro stile, proprio come personalità più eleganti e classiche dovranno scegliere orologi analogici. Non è una regola, ma è consigliato seguire questo criterio.

Un elemento prezioso è quello legato al tempo che si passa con l’orologio al polso, quindi se lo portiamo sia al lavoro che durante il tempo libero. Da questo dipenderà la scelta del modello, la sua leggerezza e il suo prezzo.

Atri elementi utili sono il quadrante e il cinturino.