mercoledì, 27 Gennaio 2021

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I viaggi culturali da non perdere nel 2016 (FOTO)

Credits: it.wikipedia.org

Quando viaggiamo, il più delle volte, vogliamo anche conoscere, scoprire, apprendere, imparare. Viaggi nei musei a cielo aperto, nei siti archeologici, nei templi, nelle moschee e nei mausolei. Quali sono le mete più ambite per i viaggi culturali in questo nuovo anno?

Siberia del Sud

Credits: www.chinatopix.com
Credits: www.chinatopix.com

La Khakassia, Repubblica della Federazione Russa situata a sud del Paese, è una regione dal turismo pari a zero, ma il tour per visitarla è spettacolare. La capitale è Abakan, dove c’è un museo archeologico, poi ci sono le valli del fiume Yenissey, le aree a incisione rupestre e le case dei nomadi dal nome “yurte”.

Uzbekistan, Kirghizistan e Kazakistan

Credits: www.panoramio.com
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I posti da visitare sono numerosissimi, a partire da Tashkent, capitale uzbeka e città più complessa dell’Asia centrale. Ci sono poi Khiva e Bukhara – città museo con moschee, mausolei e fortezze – i monumenti di Samarcanda, sulla Via della Seta e gite in riserve naturali.

Inghilterra

Credits: it.wikipedia.org
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Il Regno Unito è perfetto per scoprire tutto su Re Artù. Si comincia da Londra, poi si passa a Bath, Bristol, Wells, Glastonbury, Plymouth e Stonehenge. Per scoprire la famosa “tavola rotonda” di re Artù bisogna però recarsi a Winchester.

Laos e Cambogia

Credits: www.laostourism.org
Credits: www.laostourism.org

La capitale del Laos è Vientiane e le città più belle della Cambogia sono Vang Vieng, Luang Prabang e Siem Reap: in queste non mancano templi – buddisti e non – cascate e siti architettonici.

Bulgaria

Credits: www.thousandwonders.net
Credits: www.thousandwonders.net

Quello della Bulgaria è un Paese che ha legami con tantissime altre culture. Il viaggio culturale inizia da Sofia, capitale bulgara, e continua in centri cittadini pieni di chiese medievali, villaggi-musei all’aperto ed edifici barocchi.

Iran

Credits: www.irantravelingcenter.com
Credits: www.irantravelingcenter.com

Il giro della Persia è un viaggio indietro nel tempo: Shiraz, la necropoli Naghsh-e-Rostam, il mausoleo di Shah-e Cherag, il patrimonio Unesco Pasargade, il sito archeologico di Persepoli, l’oasi desertica di Yadz e la bella Teheran.

Perù

Credits: www.sinergias.eu
Credits: www.sinergias.eu

Si parte da Arequipa e si arriva a Machu Picchu: il viaggio in Perù è diviso tra natura e cultura, con visite alle città e alle riserve naturali. Lima, la piramide Wari di Huaca Pucllana, il Monastero di Santa Catalina e i siti Inca della città di Cusco sono solo alcuni dei luoghi si maggior attrazione.

Grecia

Credits: www.trend-online.com
Credits: www.trend-online.com

In Grecia il viaggio culturale è quasi d’obbligo, anche perché le mete sono numerosissime. Si parte da Atene e si continua a Coritno, Epidauro, Micene e Olympia, visitando la tomba di Agamennone, il tempio di Apollo e il santuario di Zeus Olimpio.

Georgia

Credits: jackandjilltravel.com
Credits: jackandjilltravel.com

Il viaggio in Georgia è un viaggio fra centri rupestri fondati in ben tre epoche differenti: la città di Uplistsikhe, quella di David Gareja e Vardzia. La prima è una fortezza, la seconda un complesso monastico e la terza un monastero roccioso.

Israele

Credits: pearlsofpromiseministries.com
Credits: pearlsofpromiseministries.com

Il tour in Israele inizia da Tel Aviv, prosegue per Jaffa, passando per Cesarea ed il Monte Carmelo. Altre città importantissime del viaggio sono Nazaret, città della cristianità, Gerusalemme e Betlemme.

La magia delle foto del Pieniny Nationl Park

Credits: Anita Demianowicz

La fotografa nonchè giornalista Anita Demianowicz originaria della Polonia ci mostra, attraverso delle suggestive foto, il Parco Nazionale della Polonia Pieniny in tutta la sua magia invernale. Il cambio di atmosfera e colori derivante dal mutare delle stagioni, dalla più calda alla più fredda, sono in grando di rapire l’osservatore trasportandolo in un altro pianeta.

Le fotografie sono cariche di emozioni e come diceva Roland Barthes: “Ciò che la fotografia riproduce all’infinito ha avuto luogo una sola volta essa ripete meccanicamente ciò che non potrà mai più ripetersi esistenzialmente.”

Questo è senz’altro vero e per chi ama ed è in sintonia con la natura, sarà doveroso fare una visita al Parco una volta giunti in Polonia.

Apprezzare gli scatti di Anita è piuttosto semplice poichè hanno molto da raccontare. La raccomandazione della giovave fotografa va senza dubbio tenuta in considerazione proprio a causa del suo mestiere che l’ha spinta a visitare molti luoghi nel mondo. Anita consiglia vivamente di andar a fare una vistita a questo parco in quanto lei ha avuto la fortuna di andarci più volte durante le diverse stagioni dell’anno, riuscendo in questo modo a cogliere le eterogenee emozioni che lo stesso luogo è stato in grado di trasmetterle.

Anita sostiene che in autunno il parco è molto colorato, in estate è affollato dai turisti e perciò un po’ caotico mentre durante il periodo invernale è quasi deserto. La stagione che più suggerisce è proprio quella invernale in quanto per un amante di fotografia camminare e scattare foto senza fretta e senza persone attorno, è indubbiamente il massimo. Riuscendo ad assaporare in questo modo il momento “giusto” per scattare attendendo le sfumature dei colori migliori.

Probabilmente molti di noi avranno la fortuna di visitare il Parco Pieniny anche se non tutte le volte che lo ha potuto visitare Anita, magari per ovvi motivi geografici, dunque perchè sprecate i consigli appena letti? Riepilogando partire durante l’inverno e prediligere la sera per trovare i momenti migliori per effettuare gli scatti, quando le stelle brillano più intensamente.

Di seguito le foto del parco:

Airbnb: affitta alloggi da host locali (FOTO)

Credits photo: youtube.com

Airbnb è come una scuola divertente, dove per di più ti pagano: è quanto ha affermato Joe Gebbia, uno dei 3 fondatori della società Airbnb, che permette a viaggiatori e proprietari di loft, case private, alloggi vacanze, barche etc. di entrare in contatto tra loro. I privati possono affittare posti extra e, allo stesso tempo, i turisti hanno la possibilità di alloggiare con la popolazione locale. Ecco come funziona.

Nato nel 2007 col nome airbedandbreakfast, il portale, che ha accorciato il nome in Airbnb successivamente, porta le firme di Joe Gebbia, Brian Chescky e Nathan Blecharczyk: l’idea iniziale si deve a Joe e Brian che, non avendo più alcun soldo per pagare l’affitto del loro loft a San Francisco, hanno deciso di mettere a disposizione alcune stanze in cambio di una piccola somma in denaro.

Così, la loro capacità di problem solving (trovare soluzioni ai loro problemi) li ha portati a creare un’azienda sorretta da un sito in cui tutti potessero iscriversi da host e dare la possibilità agli ospiti di stare presso le loro case piuttosto che nei soliti alberghi. Non solo. La loro filosofia, basata su un forte senso di ospitalità, rispetta appieno i principi della sharing economy.

Gli stessi ideatori, forti del successo ottenuto, hanno trasformato il loro loft nell’ufficio dell’azienda, in modo che anche a lavoro si sentissero come a casa.

Credits photo: metropolismag.com
Credits photo: metropolismag.com

Col tempo si è passati da piccoli spazi a vere e proprie case vacanze, barche etc, tutti luoghi in cui i benefici dei viaggiatori stanno soprattutto nella faciilità di incontro con popolazioni della cultura locale, ma che spesso e volentieri tradiscono la filosofia iniziale di condivisione.

Pare infatti che molte aziende ma soprattutto privati utilizzino questa attivatà secondaria come fonte primaria di guadagno. Lo rivela un’inchiesta condotta sul giornale francese “Le temps”, che individua le insidie di questo business. Si tratta soprattutto di aziende immobiliari che si spacciano per privati e che sperano probabilmente in questo modo di abbattere la concorrenza.

Ma tra i più di 800.000 alloggi in 190 paesi c’è anche chi opera nel rispetto della sharing economy, dimostrando apertura mentale, curiosità e interesse nei confronti del diverso e garantendo ai viaggiatori in vacanza per brevi periodi il vantaggio di sentirsi a casa anche in una città in una parte remota del mondo.

Copenhagen attraverso Hans Christian Andersen e Karen Blixen

Visitare Copenhagen sulle tracce di due grandi scrittori di cui sicuramente conoscerai le opere, è un modo diverso di conoscere questa splendida città elegante, romantica e piena di vita. Credo proprio che così l’avrebbe definita Hans Christian Andersen il giorno in cui vi approdò quattordicenne quando ancora non era uno scrittore di fiabe ma soltanto un ragazzo che amava il teatro.

Copenhagen attraverso Hans Christian Andersen

Il destino di Andersen era quello di diventare uno degli scrittori di fiabe più noti nel mondo rendendo celebre di conseguenza Copenhagen che l’ha ricordato in tantissimi modi fra cui le statue, le più famose sono: la Sirenetta situata nel porto ispirata all’omonima fiaba, la statua nel Parco Reale di Rosemborg realizzata da August Saabyes e la statua situata nella piazza del Municipio. Se però vuoi avere un’idea dei luoghi dove trascorreva il tempo il celebre narratore dovrai recarti al museo, al n.57 di Rådhuspladsen dove si trova lo studio e le gallerie dedicate ai suoi personaggi più celebri.

Fra gli appartamenti abitati da Hans Christian Andersen che puoi vedere citiamo: il numero 17 di Tordenskjoldsgade, il numero 1 di Lille Kongensgade sopra il Café a’Porta, il quartiere di Nyhavn, che oggi è una zona molto turistica dove lo scrittore prese una casa in affitto. Mentre fra i luoghi che lo ispirarono ti suggeriamo di visitare i Giardini di Tivoli con il parco divertimento che gli ispirò la fiaba l’Usignolo ed il Teatro Reale di cui fece i provini da ragazzo ed in cui studiò per diverso tempo prima di dedicarsi alla scrittura.

Copenhagen attraverso Karen Blixen

Un’altra scrittrice divenuta molto famosa è Karen Blixen nota soprattutto per il meraviglioso romanzo La mia Africa, possiamo visitare e scoprire Copenhagen ricostruendo la sua vita attraverso i luoghi che frequentava come l’Odd Fellow Palæet la scuola d’arte al 28 di Bredgade, la Biblioteca Reale dove sono raccolte alcune sue opere e a Rungstedlund dov’è nata e dove si trova il museo che le è stato intitolato.