sabato, 11 Aprile 2026

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Re Balbuziente, 92 anni dopo auguri alla regina

Re Balbuziente

Re balbuziente, l’avete conosciuto anche voi, non di persona ma attraverso il film Il discorso del re.

92 anni dopo auguriamo lunga vita alla regina Elisabetta, sua figlia.

Ebbene sì, Queen B. non demorde e festeggia con il regno quella che è stata una vita segnata da grandi eventi: il dramma personale del padre, la guerra, la corona, e poi scandali familiari, la morte di Lady D. e i nipoti che crescono (e sposano donne borghesi e divorziate pure!).

Elisabetta si è dovuta piegare ma non si è spezzata e se è dove sta ora lo deve anche a quel padre, balbuziente ed insicuro che però l’ha fatta arrivare alla corona.

Re Balbuziente: chi era

Giorgio VI nato a Sandringham il 14 dicembre 1895 e ricordato per sempre come il re balbuziente.

Suo padre, re Giorgio V, morì lasciando il regno al primogenito Edoardo che però non era minimamente interessato a regnare. A seguito della sua abdicazione, salì al trono Alberto, ovvero il secondogenito.

Alla sua morte nel 1952 è salita al trono la figlia Elisabetta II.

Re Giorgio VI era balbuziente ed il più di non l’ha scoperto guardando il film Il discorso del re diretto da Tom Hooper, dove uno spettacolare Colin Firth veste i panni di Alberto.

Lui così fermo e così fiero diventa insicuro davanti ad un microfono, ad una folla, per via del suo problema e si sente pertanto inadatto ad occupare il ruolo del padre.

La moglie decide di cercare discretamente aiuto e lo trova in Logue, un logopedista molto particolare. Il suo compito è preparare il re per il grande discorso.

Re Balbuziente, 92 anni dopo auguri alla regina

I colpi di cannone salutano il novantaduesimo compleanno della figlia di Giorgio VI. Parate e grandi festeggiamenti ma la regina è un po’ triste per la perdita di Willow, uno dei suoi amati cani.

Il nipote Harry fa un discorso toccante ed il figlio, Carlo, fa uno strappo all’etichetta reale ed addirittura la chiama “mamma”.

Una curiosità: la regina ha due compleanni: questo, il giorno in cui è nata ed uno ufficiale il secondo sabato di giugno che è il compleanno “ufficiale”.

Good save the queen!

Auguri!

Ricomincio da noi: trama e recensione

Costumi Belen Rodriguez: trend estivo 2018

Costumi Belen Rodriguez

Costumi Belen Rodriguez: trend estivo 2018 lanciato da lei e dalla sorella Cecilia.

Come già sappiamo le sorelle Rodriguez hanno lanciato la nuova collezione di costumi targati “Me fui”. Ha spopolato nel 2017 ed ora torna con una nuova collezione che detterà la moda mare 2018.

Vari indizi sui social, foto ammiccanti et voilà sono pronte a dettare il nuovo trend.

Costumi Belen Rodriguez: la linea Me Fui

Particolare il nome del bran vero? Me fui, spagnolo, tradotto in italiano significa me ne sono andata.

Le sorelline Rodriguez dicono di aver scelto questa frase perché fa pensare alle vacanze, alla voglia di viaggiare e di evadere.

Una meta lontana, esotica, il bacio del sole sulla pelle, un bikini sempre a portata di mano ed una lunga distesa di sabbia e mare fin dove lo sguardo si posa.

L’idea nasce durante un viaggio in Patagonia, passeggiando fra i negozi ed ammirando le stoffe. Lo scopo era ricostruire l’atmosfera di quel luogo: caldo, raggiante, bello e sensuale.

Largo quindi ai bikini, tanto adorati da Belen, ma anche costumi interi, i colori preferiti sono: il turchese, il blu, il rosso, il verde e il nero.

Costumi Belen Rodriguez: trend estivo 2018

E allora vediamolo questo trend 2018:

  • costume intero, torna in auge, sgambato stile anni ’90 da usare eventualmente anche body;
  • sportivo, da usare anche come top per quanto riguarda il pezzo di sopra, molto bene il top con fasce da allacciare sula schiena (occhio all’abbronzatura zebrata però);
  • bikini a triangolo, anche lui torna di moda, bene i drappeggi stile vintage o anche con i ruches. Spopolerò il velluto. Al mare? Così dicono;
  • con cintura stile Ursula Andress in Agente 007. Top a fascia e slip brasiliano per le vere bond girl;

Bene le fantasie a fiori e frutta, anche conchiglie, ma miscelati a pos e righe. Molto di tendenza il cachemire. Il nero non crolla mai ovviamente.

Su quale costume punterete questa estate?

Istagram Belen: incontro segreto con Fabrizio Corona

 

Che cosa mangiare sul lago di Como

Una gita sul lago di Como può rappresentare una occasione da non perdere per scoprire i sapori e i profumi del posto: quando si parla del Lario raramente si fa riferimento alla cucina locale, vista la quantità di attrazioni e di siti turistici di cui si può beneficiare, ma vale la pena di entrare in contatto con le delizie e con le tradizioni gastronomiche lombarde. Per una volta, si può osare e cominciare dai dolci: è difficile, infatti, resistere alla miascia, una torta che ricorda la pappina della Brianza e che si prepara con il latte, il pane raffermo, il burro, lo zucchero, le uova, le pere (o in alternativa le mele), i pinoli e l’uva passa. A volte è possibile individuare anche delle varianti più golose, arricchite con le scorze di limone, con il cioccolato amaro o con gli amaretti sbriciolati. Decisamente invitante è anche il masigott, in cui la presenza di grano saraceno è sinonimo di friabilità e croccantezza: in questo impasto rustico, che ha la forma di una sfera a metà, ci sono anche i pinoli, le uvette e le arance candite, insieme – ovviamente – a zucchero, uova, burro e farina raffinata.

Quella del lago di Como non può che essere una cucina lacustre: ecco, allora, il pesce in carpione, che dopo essere stato fritto viene immerso in una marinatura a base di aceto, alloro e cipolla. Ma è una squisitezza speciale anche il fritto misto di lago, a base di bottatrice, di agoni, di alborelle, di lavarello e di filetti di persico: la frittura deve essere realizzata rigorosamente nel burro. I missoltini, o misultin che dir si voglia, sono i pesciolini tipici della cucina lariana: si tratta degli agoni che vengono pescati in primavera e che poi vengono lasciati essiccare al sole prima di essere messi in un recipiente, la missolta, e conservati con foglie di alloro.

Chi vive negli immobili di prestigio Como Lake Luxury, così come chi frequenta Como per una gita più breve, non può fare a meno di provare la polenta uncia, erede della tradizione contadina del posto: è condita con l’aglio, il burro e i formaggi, ed è ideale per accompagnare i missoltini cotti alla griglia e bagnati con aceto e olio di oliva. Sapori genuini e antichi, testimoni di un passato che ritorna in eterno.

Blue Whale vs La balena felice

Blue Whale

Blue Whale, due tragiche parole molto note. Un gioco terribile che porta al suicidio.

Se ne son dette tante, le Iene hanno fatto un servizio, rivelatosi poi mezzo fasullo e per un po’ si è scatenata l’isteria.

Tutto è già finito nel dimenticatoio. O quasi.

Si sta indagando sul fatto che fosse più o meno una bufala: nel senso che sì è forse esistito ma non è detto che dei ragazzi si siano effettivamente uccisi per questo, non ci sono le prove.

Ci sono stati casi di suicidi inspiegabili e si è diffusa la voce di un possibile gioco mortale. Di cui però nessuno ha effettivamente trovato traccia.

In ogni caso, il Blue Whale può essere una leggenda metropolitana, può essere vero ma resta il fatto che è terribile.

Poi ho scoperto questo.

Blue Whale vs La balena felice

Stavo navigando su Lovby per cercare missioni, come sempre, e m’imbatto in una missione fotografica particolare: la balena felice.

Che cos’è? Leggo che è nata in contrapposizione al Blue Whale e decido di approfondire.

La balena felice è un gioco ideato da Gio Evan, poeta e performer contemporaneo, per diffondere positività.

Le regole del gioco sono 21 e sono un inno alla vita, alla felicità, alla gioia di vivere e alla condivisione.

Ecco le regole del #labalenafelice:

1) sorridi allo specchio, dì a te stesso che ti vuoi bene, che oggi sarà un giorno speciale, perché sei vivo.

2) lascia un caffè sospeso al bar dicendo che lo offre la balena felice.

3) guarda un tramonto con la persona che ami o con un tuo amico/a. Resta in silenzio almeno 5 minuti.

4) chiama tua madre, dille grazie per tutto quello che fa ogni giorno.

5) sorridi ad almeno 7 sconosciuti.

6) scrivi una poesia d’amore di almeno 30 parole e lasciala dentro la cassetta della posta di uno sconosciuto.

7) ascolta “la cura” di Battiato e “redemption song” di Bob Marley e leggi la traduzione.

8) fai una passeggiata senza telefono, pensa a te. Prenditi un appuntamento con te stesso di almeno un’ora.

9) chiama tuo padre, fagli uno scherzo simpatico, che lo faccia ridere, poi digli che gli vuoi bene.

10) stampa una foto dove sei con la tua famiglia e regalagliela.

11) ridi senza motivo almeno 7 minuti

12) trova un albero che ti piaccia e abbraccialo. Da oggi questo albero è tuo amico, torna a trovarlo ogni tanto.

13) scrivi su un foglio 10 cose per cui sei profondamente grato e usalo come segnalibro.

14) compra un fiore e regalalo a chi vuoi.

15) inizia a parlare con un bambino. Ascoltalo.

16) balla per almeno 10 minuti

17) invita a cena i tuoi amici. Non bevete alcolici e non usate il cellulare (ma prima scattatevi una foto)

18) dì grazie almeno 100 volte ad alta voce come un mantra.

19) canta la tua canzone preferita vicino a un fiume o al mare.

20) chiedi scusa a chi hai fatto un torto.

21) sii felice oggi, sii felice sempre. La vita è bellissima.

Cosa ne pensate?