martedì, 3 Febbraio 2026

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Costumi Belen Rodriguez: trend estivo 2018

Costumi Belen Rodriguez

Costumi Belen Rodriguez: trend estivo 2018 lanciato da lei e dalla sorella Cecilia.

Come già sappiamo le sorelle Rodriguez hanno lanciato la nuova collezione di costumi targati “Me fui”. Ha spopolato nel 2017 ed ora torna con una nuova collezione che detterà la moda mare 2018.

Vari indizi sui social, foto ammiccanti et voilà sono pronte a dettare il nuovo trend.

Costumi Belen Rodriguez: la linea Me Fui

Particolare il nome del bran vero? Me fui, spagnolo, tradotto in italiano significa me ne sono andata.

Le sorelline Rodriguez dicono di aver scelto questa frase perché fa pensare alle vacanze, alla voglia di viaggiare e di evadere.

Una meta lontana, esotica, il bacio del sole sulla pelle, un bikini sempre a portata di mano ed una lunga distesa di sabbia e mare fin dove lo sguardo si posa.

L’idea nasce durante un viaggio in Patagonia, passeggiando fra i negozi ed ammirando le stoffe. Lo scopo era ricostruire l’atmosfera di quel luogo: caldo, raggiante, bello e sensuale.

Largo quindi ai bikini, tanto adorati da Belen, ma anche costumi interi, i colori preferiti sono: il turchese, il blu, il rosso, il verde e il nero.

Costumi Belen Rodriguez: trend estivo 2018

E allora vediamolo questo trend 2018:

  • costume intero, torna in auge, sgambato stile anni ’90 da usare eventualmente anche body;
  • sportivo, da usare anche come top per quanto riguarda il pezzo di sopra, molto bene il top con fasce da allacciare sula schiena (occhio all’abbronzatura zebrata però);
  • bikini a triangolo, anche lui torna di moda, bene i drappeggi stile vintage o anche con i ruches. Spopolerò il velluto. Al mare? Così dicono;
  • con cintura stile Ursula Andress in Agente 007. Top a fascia e slip brasiliano per le vere bond girl;

Bene le fantasie a fiori e frutta, anche conchiglie, ma miscelati a pos e righe. Molto di tendenza il cachemire. Il nero non crolla mai ovviamente.

Su quale costume punterete questa estate?

Istagram Belen: incontro segreto con Fabrizio Corona

 

Che cosa mangiare sul lago di Como

Una gita sul lago di Como può rappresentare una occasione da non perdere per scoprire i sapori e i profumi del posto: quando si parla del Lario raramente si fa riferimento alla cucina locale, vista la quantità di attrazioni e di siti turistici di cui si può beneficiare, ma vale la pena di entrare in contatto con le delizie e con le tradizioni gastronomiche lombarde. Per una volta, si può osare e cominciare dai dolci: è difficile, infatti, resistere alla miascia, una torta che ricorda la pappina della Brianza e che si prepara con il latte, il pane raffermo, il burro, lo zucchero, le uova, le pere (o in alternativa le mele), i pinoli e l’uva passa. A volte è possibile individuare anche delle varianti più golose, arricchite con le scorze di limone, con il cioccolato amaro o con gli amaretti sbriciolati. Decisamente invitante è anche il masigott, in cui la presenza di grano saraceno è sinonimo di friabilità e croccantezza: in questo impasto rustico, che ha la forma di una sfera a metà, ci sono anche i pinoli, le uvette e le arance candite, insieme – ovviamente – a zucchero, uova, burro e farina raffinata.

Quella del lago di Como non può che essere una cucina lacustre: ecco, allora, il pesce in carpione, che dopo essere stato fritto viene immerso in una marinatura a base di aceto, alloro e cipolla. Ma è una squisitezza speciale anche il fritto misto di lago, a base di bottatrice, di agoni, di alborelle, di lavarello e di filetti di persico: la frittura deve essere realizzata rigorosamente nel burro. I missoltini, o misultin che dir si voglia, sono i pesciolini tipici della cucina lariana: si tratta degli agoni che vengono pescati in primavera e che poi vengono lasciati essiccare al sole prima di essere messi in un recipiente, la missolta, e conservati con foglie di alloro.

Chi vive negli immobili di prestigio Como Lake Luxury, così come chi frequenta Como per una gita più breve, non può fare a meno di provare la polenta uncia, erede della tradizione contadina del posto: è condita con l’aglio, il burro e i formaggi, ed è ideale per accompagnare i missoltini cotti alla griglia e bagnati con aceto e olio di oliva. Sapori genuini e antichi, testimoni di un passato che ritorna in eterno.

Blue Whale vs La balena felice

Blue Whale

Blue Whale, due tragiche parole molto note. Un gioco terribile che porta al suicidio.

Se ne son dette tante, le Iene hanno fatto un servizio, rivelatosi poi mezzo fasullo e per un po’ si è scatenata l’isteria.

Tutto è già finito nel dimenticatoio. O quasi.

Si sta indagando sul fatto che fosse più o meno una bufala: nel senso che sì è forse esistito ma non è detto che dei ragazzi si siano effettivamente uccisi per questo, non ci sono le prove.

Ci sono stati casi di suicidi inspiegabili e si è diffusa la voce di un possibile gioco mortale. Di cui però nessuno ha effettivamente trovato traccia.

In ogni caso, il Blue Whale può essere una leggenda metropolitana, può essere vero ma resta il fatto che è terribile.

Poi ho scoperto questo.

Blue Whale vs La balena felice

Stavo navigando su Lovby per cercare missioni, come sempre, e m’imbatto in una missione fotografica particolare: la balena felice.

Che cos’è? Leggo che è nata in contrapposizione al Blue Whale e decido di approfondire.

La balena felice è un gioco ideato da Gio Evan, poeta e performer contemporaneo, per diffondere positività.

Le regole del gioco sono 21 e sono un inno alla vita, alla felicità, alla gioia di vivere e alla condivisione.

Ecco le regole del #labalenafelice:

1) sorridi allo specchio, dì a te stesso che ti vuoi bene, che oggi sarà un giorno speciale, perché sei vivo.

2) lascia un caffè sospeso al bar dicendo che lo offre la balena felice.

3) guarda un tramonto con la persona che ami o con un tuo amico/a. Resta in silenzio almeno 5 minuti.

4) chiama tua madre, dille grazie per tutto quello che fa ogni giorno.

5) sorridi ad almeno 7 sconosciuti.

6) scrivi una poesia d’amore di almeno 30 parole e lasciala dentro la cassetta della posta di uno sconosciuto.

7) ascolta “la cura” di Battiato e “redemption song” di Bob Marley e leggi la traduzione.

8) fai una passeggiata senza telefono, pensa a te. Prenditi un appuntamento con te stesso di almeno un’ora.

9) chiama tuo padre, fagli uno scherzo simpatico, che lo faccia ridere, poi digli che gli vuoi bene.

10) stampa una foto dove sei con la tua famiglia e regalagliela.

11) ridi senza motivo almeno 7 minuti

12) trova un albero che ti piaccia e abbraccialo. Da oggi questo albero è tuo amico, torna a trovarlo ogni tanto.

13) scrivi su un foglio 10 cose per cui sei profondamente grato e usalo come segnalibro.

14) compra un fiore e regalalo a chi vuoi.

15) inizia a parlare con un bambino. Ascoltalo.

16) balla per almeno 10 minuti

17) invita a cena i tuoi amici. Non bevete alcolici e non usate il cellulare (ma prima scattatevi una foto)

18) dì grazie almeno 100 volte ad alta voce come un mantra.

19) canta la tua canzone preferita vicino a un fiume o al mare.

20) chiedi scusa a chi hai fatto un torto.

21) sii felice oggi, sii felice sempre. La vita è bellissima.

Cosa ne pensate?

Fabrizio Frizzi è morto: tv in lutto

Fabrizio Frizzi è morto

Fabrizio Frizzi è morto. Alla fine il male è tornato e se l’è portato via.

Tutti lo ricorderemo sempre per il suo sorriso e la sua simpatia. Aveva compiuto da poco 60 anni.

Fabrizio Frizzi ci lascia dopo una ricca carriera

Esordì in Rai con la tv dei ragazzi nella trasmissione a 20 anni con ‘Il barattolo‘ nel 1980. Da ‘Scommettiamo che‘ a ‘Europa Europa’, dal preserale ‘Luna park’ alla maratona benefica ‘Telethon’ ha fatto anche lui, nel suo piccolo, la storia della Rai.

Per 15 anni lo abbiamo visto condurre Miss Italia dove conobbe sua moglie, sposata dopo il divorzio con Rita Dalla Chiesa.

Si era messo in gioco come concorrente di ‘Tale e quale show’ condotto da Carlo Conti che ha sostituito nella conduzione dell’Eredità. E po ha partecipato anche a Ballando con le stelle.

Lo ricordiamo anche come doppiatore dei film d’animazione, in Toy Story ad esempio.

Fabrizio Frizzi ci lascia dopo il secondo malore

E’ morto la notte scorsa a Roma, si è spento all’ospedale Sant’Andrea di Roma, l’ultima fatale emorragia celebrale ce lo ha strappato via.

La famiglia ha detto: “Grazie Fabrizio per tutto l’amore che ci hai donato”.

Vi ricorderete che il 23 ottobre scorso Fabrizio Frizzi venne colto da un malore, una ischemia, durante la registrazione di una puntata del programma “L’Eredità”. Fu ricoverato al Policlinico Umberto I di Roma e poi dimesso. Si era ripreso discretamente bene.

La Rai ha così commentato: “Con Fabrizio se ne va un pezzo di noi, della nostra storia, del nostro quotidiano. Non scompare solo un grande artista e uomo di spettacolo, con Fabrizio se ne va un caro amico, una persona che ci ha insegnato l’amore per il lavoro e per l’essere squadra, sempre attento e rispettoso verso il pubblico. Se ne va l’uomo dei sorrisi e degli abbracci per tutti. L’interprete straordinario del coraggio e della voglia di vivere. E’ impossibile in questo momento esprimere tutto quello che la scomparsa di Fabrizio suscita in ognuno di noi. Così la Rai tutta, con la presidente Monica Maggioni e il direttore generale Mario Orfeo, può solo stringersi attorno a Carlotta e alla sua famiglia in questo momento di immenso dolore”.

Ci uniamo al cordoglio della televisione, del mondo dello spettacolo e della famiglia.

Ciao Fabrizio, ci mancherai.