sabato, 11 Aprile 2026

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Fabrizio Frizzi è morto: tv in lutto

Fabrizio Frizzi è morto

Fabrizio Frizzi è morto. Alla fine il male è tornato e se l’è portato via.

Tutti lo ricorderemo sempre per il suo sorriso e la sua simpatia. Aveva compiuto da poco 60 anni.

Fabrizio Frizzi ci lascia dopo una ricca carriera

Esordì in Rai con la tv dei ragazzi nella trasmissione a 20 anni con ‘Il barattolo‘ nel 1980. Da ‘Scommettiamo che‘ a ‘Europa Europa’, dal preserale ‘Luna park’ alla maratona benefica ‘Telethon’ ha fatto anche lui, nel suo piccolo, la storia della Rai.

Per 15 anni lo abbiamo visto condurre Miss Italia dove conobbe sua moglie, sposata dopo il divorzio con Rita Dalla Chiesa.

Si era messo in gioco come concorrente di ‘Tale e quale show’ condotto da Carlo Conti che ha sostituito nella conduzione dell’Eredità. E po ha partecipato anche a Ballando con le stelle.

Lo ricordiamo anche come doppiatore dei film d’animazione, in Toy Story ad esempio.

Fabrizio Frizzi ci lascia dopo il secondo malore

E’ morto la notte scorsa a Roma, si è spento all’ospedale Sant’Andrea di Roma, l’ultima fatale emorragia celebrale ce lo ha strappato via.

La famiglia ha detto: “Grazie Fabrizio per tutto l’amore che ci hai donato”.

Vi ricorderete che il 23 ottobre scorso Fabrizio Frizzi venne colto da un malore, una ischemia, durante la registrazione di una puntata del programma “L’Eredità”. Fu ricoverato al Policlinico Umberto I di Roma e poi dimesso. Si era ripreso discretamente bene.

La Rai ha così commentato: “Con Fabrizio se ne va un pezzo di noi, della nostra storia, del nostro quotidiano. Non scompare solo un grande artista e uomo di spettacolo, con Fabrizio se ne va un caro amico, una persona che ci ha insegnato l’amore per il lavoro e per l’essere squadra, sempre attento e rispettoso verso il pubblico. Se ne va l’uomo dei sorrisi e degli abbracci per tutti. L’interprete straordinario del coraggio e della voglia di vivere. E’ impossibile in questo momento esprimere tutto quello che la scomparsa di Fabrizio suscita in ognuno di noi. Così la Rai tutta, con la presidente Monica Maggioni e il direttore generale Mario Orfeo, può solo stringersi attorno a Carlotta e alla sua famiglia in questo momento di immenso dolore”.

Ci uniamo al cordoglio della televisione, del mondo dello spettacolo e della famiglia.

Ciao Fabrizio, ci mancherai.

Ready Player One: recensione in anteprima

Ready Player One

Ready Player One, finalmente una bella anteprima! Uscirà nelle sale il 28 di marzo.

Devo ammettere che ero decisamente incuriosita e ben disposta verso questo film, primo perché comunque parliamo di Steven Spielberg e secondo perché il trailer non era niente male.

Ready Player One, il futuro distopico

Siamo nel 2045 e troppe cose hanno rovinato la Terra: guerre, povertà, inquinamento etc.

Per fuggire dalla decadente vita, le persone si rifugiano nel mondo virtuale di OASIS creato da James Halliday. Quest’ultimo prima di morire ha creato una gara per cercare delle chiavi, per ottenere l’easter egg che permetterà a chi lo trova di ereditare OASIS.

Wade Watts è un ragazzo di Colombus che decide di provarci. Partecipa regolarmente alla gara insieme ad alcuni amici e ad un tratto viene folgorato dalla bella ed intraprendente Artemis.

I due si alleano per vincere ma ben preso Wade scopre che lo scopo di Artemis va ben oltre che trovare l’easter egg…

Ready Player One: recensione in anteprima

Ok, perché guardare questo film? Bella domanda!

Primo motivo: se vi piacciono i giochi virtuali questo è il film che fa per voi (conoscete Last Chaos?).

Se amate ovviamente Spielberg. E poi la terza ragione sono le citazioni della cultura pop di cui il film è infarcito: dai giochi, ai videogiochi, ai film. C’è davvero di tutto. E gli amanti di Stephen King e di Ritorno al futuro non resteranno delusi!

Belissimo film d’intrattenimento, molto lungo (140 minuti) che però li vale tutti.

E’ una grande scatola delle sorprese: all’interno troviamo: riscatto, rivoluzioni, amicizia, amore e chi più ne ha più ne metta. Sì, molta carne al fuoco.

Mi ha tenuta incollata allo schermo? Sì, appena uscita ho avuto una terribile botta di sonno come se avessi corso per ore di fila e fossi senza più un briciolo di energia.

E’ tratto da un libro che prossimamente leggerò, fra l’altro.

Decisamente vale la pena vederlo.

La scatola dei bottoni di Gwendy di Stephen King e Richard Chizmar

La scatola dei bottoni di Gwendy

La scatola dei bottoni di Gwendy, già il titolo di per sé è affascinante e poi aggiungiamoci che sono sempre stata una fan di Stephen.

E’ iniziato tutto alla fine delle scuole medie con Carrie e da allora va avanti. E’ vero che non tutti i suoi libri mi sono sempre piaciuti ed è anche vero che preferisco i suoi vecchi romanzi.

Sarà per questo che mi sono sentita attratta dal nuovo libro?

Ok, bando alle ciance.

La scatola dei bottoni di Gwendy di Stephen King e Richard Chizmar

La città è Caste Rock (oh sì gente è tornata!) tranquilla e anonima. Gwendy Peterson, dodici anni, presa di mira da un bullo perché cicciottella come ogni giorno corre la Scala del Suicidio.

Un giorno si accorge di un uomo che la guarda: tutto vestito di nero, alto, con gli occhi azzurri. Le chiede di avvicinarsi e Gwendy coscienziosamente diffida perché lui è un estraneo. Allora Mr Farris si presenta e le annuncia che la tiene d’occhio da un bel po’. Ha un regalo per lei.

Gwendy è decisamente più titubante che mai, quando però lui le mette in mano l’oggetto non vede l’ora di portarselo a casa.

La scatola dei bottoni: un dono che esaudisce molti desideri.

Farris sparisce e Gwendy va avanti, ben presto si renderà conto che il dono non è un semplice oggetto ed è un pesante fardello da portare.

La scatola dei bottoni di Gwendy di Stephen King e Richard Chizmar

Solitamente non amo le collaborazioni di King, quando scrive con altri autori perde gran parte del suo fascino. Questa è una delle rare eccezioni. Non c’è tutto il background di King, è vero, ma ve ne è molto.

Ho appena finito di leggere il libro e quindi posso dire due cose a fresco:

  1. è carino ma non bellissimo

  2. non vale il prezzo di copertina 17,90

Non è un romanzo è una storiella, che parte in modo promettente ma pare un po’ monca sul finale. Sì, manca qualcosa. E come Gwendy restiamo con un sacco di dubbi e domande.

Si apprezza la citazione iniziale di IT che stavolta non è un clown ma un uomo in nero (la Torre Nera?) e il ritorno a Caste Rock che per molti di noi ha un significato particolare (Stand by me).

C’è una costante tensione, una costante idea che verrà il peggio, che non viene, e che alla fine scopriremo anche noi cosa sarebbe successo sé…

Invece il racconto procede velocemente e finisce come tutti, compresa Gwendy, avevamo inizialmente sospettato.

Poteva essere migliore, peccato.

Ricomincio da noi: trama e recensione

Ricomincio da noi

Ricomincio da noi: non è mai troppo tardi per imparare a vivere.

Serata di relax: una delle mie preferite è al cinema. Sono riuscita a mettere insieme i codici Kinder e con i sudati biglietti, io e mio marito, ci siamo recati in un piccolissimo cinema.

Devo ammettere che il trailer non mi aveva fatto chissà quale impressione, un po’ noioso, una minestra riscaldata.

E invece?

Ricomincio da noi: la vita è un’arte

Vera Drake è una vera lady, paffutella, ricca e circondata dalla società per bene. Al cumine del trionfo del marito fa una scoperta scioccante.

Bif è una donna solare, disordinata, che va a ballare e passa da un flirt ad un altro.

Un giorno Vera piomba in casa di Bif e le due sorelle si ritrovano unite dopo tanti anni. Bif capisce subito che Vera ha perso la sua strada mentre Vera giudica decisamente troppo libertina ed inconcludente la vita della sorella.

Attorno a Bif gravitano diversi personaggi, fra cui Charlie che prende subito in antipatia Vera.

Charlie ha anche lui sulle spalle le sue dosi di lacrime e dolori ma a differenza di Vera riesce comunque ad andare avanti.

Chi sta vivendo davvero la vita? E’ Vera ad un certo punto a domandarselo. E’ davvero troppo tardi? Bif pensa di no e trascina la sua riottosa sorellina fra nuotate gelate, balli sfrenati ed amicizie inaspettate.

Ricomincio da noi: tipica commedia inglese

Decisamente è una tipica commedia dolce amara inglese e c’è davvero di tutto dentro.

Da un lato dolce perché attraversiamo bei rapporti, amicizie e amori inaspettati, rapporti che sembravano appassiti e poi in un attimo si riprendono. Ma anche amara perché la vita non riserva solo belle sorprese ma anche dolori e lacrime, solitudine ed incertezze.

Sì mi è piaciuto, forse un po’ troppo lungo.

Finding your feet” è il titolo originale che significa “rimettersi in piedi” e che è quello che in effetti ogni singolo personaggio deve fare.

Bravissimi Timothy Spall e Imelda Staunton che abbiamo già conosciuto in Harry Potter e fantastica Celia Imrie.

Decisamente consigliato!