martedì, 3 Febbraio 2026

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La vedova Winchester: trama tra finzione e realtà

La vedova Winchester

La vedova Winchester è un nuovo horror tratto ovviamente da una storia vera. Stavolta davvero vera.

Uscito quest’anno, scritto e diretto da Michael e Peter Spierig, con protagonista Helen Mirren nei panni dell’ereditiera Sarah Pardee Winchester.

Dei fucili sicuramente ne avrete sentito parlare, sono i più famosi del mondo, ma sono davvero in pochi a conoscere la storia della famiglia Winchester. O meglio di ciò che fu dopo la morte di William.

La vedova Winchester: trama

1906: Sarah Winchester è la vedova di William, l’uomo che diventò famoso per i fucili di sua invenzione. La coppia ebbe una figlia che morì giovane ed altri da cui Sarah non si riprese più.

Morto il marito, Sarah si convince di essere maledetta dalle anime di tutte le persone morte proprio a causa del fucile. Una medium le suggerisce di costruire un’enorme casa per ospitare le anime e placarle.

Sarah dunque acquista una proprietà a San Jose in California dove fa costruire una gigantesca magione, la Winchester House. Per suo volere vi si lavora ininterrottamente 365 su 365 giorni all’anno, 24 ore su 24.

Ma la società Winchester inizia a dubitare della sua sanità mentale, perciò viene convocato il dottor Eric Prince che deve valutarla.

Eric fa la conoscenza di Marion Marriot, una nipote, e suo figlio Henry che vivono nella casa con la vedova.

Eric ha un segreto, anche la casa ha un segreto e tutti sono coinvolti, Henry compreso.

La vedova Winchester: tra finzione è realtà

Film interessante, quanto meno si distacca abbastanza dall’ormai consolidato genere horror moderno di effetti triti e ritriti. Non so perché m’ha fatto pensare all’esorcista.

Parlavamo giustappunto di horror qualche giorno fa, fra amici, notando come ormai questo genere stia collassando. Trame tutte uguali, effetti prevedibili, finali prevedibili. Fatti in serie insomma. Su questo La vedova Winchester prende un po’ le distanze, forse perché c’era poco da inventarsi.

Come ogni volta vien sa chiedersi: quanto c’è di vero?

La casa è vera, le situazioni raccontate nel film sono per lo più vere. Ovviamente la parte di fantasmi e possessioni non si sa se sia vera oppure no.

Sarah era davvero convinta di essere perseguitata dai fantasmi e perciò ha realmente costruito una casa con tante stanze, bagni, scale che non portano da nessuna parte,porte che si aprono sui muri e via dicendo.

Una curiosità? La vedova Winchester era ossessionata dal numero 13.

Bon ton 2018: la gentilezza è ancora di moda?

Bon ton 2018

Bon ton 2018: è di moda essere gentili? Guardatevi intorno: quanto siamo presi dalla nostra vita, dal nostro stress e dai nostri telefoni? C’è ancora spazio per il bon ton?

Bon ton 2018: la gentilezza è ancora di moda?

Mi verrebbe da dire no.

Non sto parlando della forchetta che va a destra o a sinistra del piatto o di come piegare il tovagliolo e via dicendo. Parlo di gentilezza.

Se siete su un mezzo pubblico e sale una persona anziana le cedette il posto? Se a qualcuno cade qualcosa lo aiutate? Se una donna in attesa entra dopo di voi le cedete il posto in fila?

In generale sembriamo molto più frettolosi, più scocciati e meno amabili e gentili.

Sarà capitato anche a voi di perdere la pazienza per sciocchezze.

Va di moda essere cool, essere attivi sui social, essere ognuno sulle sue perché gli altri sono invasori da tenere lontani.

Bon ton 2018: cos’è la gentilezza?

A volte vorrei tornare ad un’altra epoca, quella in cui si era più onesti, più gentili ma soprattutto più rispettosi ed educati.

Basta guardare i ragazzini: bestemmiano, urlano, offendono, ovunque senza ritegno. Che fine ha fatto l’educazione?

Gli adulti non sono da meno: tutti passano davanti alla donna seduta sul marciapiede con la faccia disperata, tutti ignorano la commessa che si china a raccogliere i prodotti caduti dallo scaffale…ma questi sono solo due esempi. Se vi guardate attorno ne vedrete altri.

Eppure basterebbe poco: essere meno arrabbiati, meno frettolosi, meno presi da noi stessi.

Un gesto di gentilezza possiamo farlo tutti, sempre, di occasioni non ne mancheranno certo.

Potremmo prenderlo come un impegno: aiutare qualcuno in difficoltà, dire prego e grazie, chiedere scusa o permesso, non alzare la voce (non urlare al telefono), non tenere le suonerie a tutto volume.

Un comico diceva: basta poco che ce vo’?

Metti la nonna in freezer: recensione in anteprima

metti la nonna in freezer

Metti la nonna in freezer, direi che il titolo è abbastanza esplicativo. C’è un freezer e c’è una nonna, lei ovviamente sarà morta e qualcuno ce l’avrà messa dentro. Perchè?

Metti la nonna in freezer, in anteprima

Questo martedì ci ha portato pioggia, vento ed una simpatica anteprima. Come mio solito ho dato un’occhiata al trailer e devo dire che li per lì non mi ha fatto una cattiva impressione. Film tragicomico con scene equivoche simpatiche.

E’ la storia di Claudia giovane restauratrice che con due colleghe tiene aperta una bottega di restauro. Il guaio è che la sovrintendenza le deve molti soldi e senza di questi la bottega di restauro dovrà chiudere. Per ora lei e le sue colleghe vanno avanti con la pensione della nonna di Claudia.

Simone Recchia è un incorruttibile ma maldestro finanziere, dedica anima e corpo al suo lavoro per non pensare al divorzio ed ai suoi problemi, costringendo i colleghi a giornate estenuanti di lavoro.

I colleghi di Simone hanno un piano: farlo innamorare.

Simone ha un piano: sfinirsi di lavoro.

Anche Claudia sarà costretta ad elaborare un piano quando un evento imprevisto le sconvolge la vita. Ma il destino sembra contro di lei ed un giorno la finanza suona alla sua porta…

Metti la nonna in freezer: recensione

La trama di Metti la nonna in freezer è molto semplice ed è anche un fatto di cronaca ben noto purtroppo.

Il film è sotto le aspettative: c’è un lato comico poco graffiante, che non cattura, sì qualche battuta fa ridere ma il tutto è abbastanza prevedibile, equivoci compresi.

A metà fra favola e verosimile, i due registi, Giancarlo Fontana e Giuseppe G.Stasi, cercano di mettere insieme una commedia romantica su un fatto tragico. Ma manca il collante, il feeling. De Luigi ce la mette tutta ma onestamente mi ha fatto ridere solo sulla battuta finale. Miriam Leone c’è ma a volte è fuori concerto o troppo artificiosa.

Nel complesso poteva venire meglio, raccontata con più arguzia, meno ansia e più humor.

Le due colleghe? Meglio non parlarne, una classico stereotipo bionda e scema e l’altra…beh di lei non dirò nulla, troppo spoiler.

Esce il 15 marzo. Gli do una sufficienza giusto perché non ho sbadigliato né guardato l’ora.

Fatemi sapere se andrete a vederlo.


Giornalismo italiano: come interpretare un tg

Giornalismo italiano

Giornalismo italiano: come interpretare un tg nell’era della formazione di parte.

Come dovrebbe essere l’informazione: neutrale, libera, ovvero dovrebbe raccontare i fatti così come sono successi. E invece?

In Italia questo tipo di informazione è decisamente utopica. Basta guardare i tg per capirlo e oggi vi s’insegna ad interpretarli.

Giornalismo italiano: come si scelgono le notizie

Qual è la differenza fra un tg ed giornale? Il tg da un numero ristretto di notizie per cui deve fare una scelta mentre il giornale ne da svariate.

Mettiamo che la notizia più in rilievo sia l’omicidio di due ragazze italiane: una ad opera di un immigrato ed una ad opera di un italiano, il tg può dare scegliere di dare più rilievo ad una piuttosto che all’altra e questo determina una scala di valori negli spettatori. Se ad esempio si da maggiore rilievo all’omicidio compiuto dall’immigrato, lo spettatore non lo recepirà alo stesso livello di quello da parte dell’italiano.

O mettiamo un furto in una villa ed il furto in un condominio, se la seconda viene scartata in favore della prima, lo spettatore sarà portato a pensare che abbia più importanza.

Le notizie vanno poi raggruppate: politica, cronaca, cultura e via dicendo. Qual è l’ordine? Quali domande si vogliono far sorgere nello spettatore? Quali argomenti si vuol far intendere come prioritari? Più cronaca nera uguale a maggiore domanda di sicurezza ed ordine. Molta cronaca rosa? Un espediente per distrarre i cittadini dai problemi del Paese.

Giornalismo italiano: l’ordine e la durata

L’ordine con cui vi vengono proposte le notizie non è casuale, la prima notizia è quella che deve essere percepita come più importante, quindi magari una dichiarazione politica a scapito di un omicidio o di una guerra.

Se la notizia dura poco ha un breve impatto e se invece viene trascinata per le lunghe può voler rafforzare un determinato sentimento o mettere in difficoltà una certa parte politica.

Giornalismo italiano di parte

Come capiamo se un tg propende per un partito piuttosto che per un altro?

Ecco i punti chiave per capirlo:

  1. quanto spazio è dedicato al partito?
  2. La notizia è presentata positivamente o negativamente?
  3. Parla solo lo speaker o ci sono anche immagini, filmati ed interviste? Più la notizia è veloce e scarna e minore è la buona impressione che si vuol dare di essa.

Quindi in pratica quando guardate un tg non limitatevi ad ascoltarlo ma analizzate il modo in cui vi vengono presentate le notizie, capirete così come il tg cerca d’influenzare le vostre idee.