lunedì, 6 Luglio 2026

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Malia Obama studierà ad Harvard, ma prima si prenderà un anno di pausa (FOTO)

Credits: politico.com

Piccole first daughters crescono: Malia Obama, 18 anni il 4 luglio, seguirà le orme del padre e andrà all’università di Harvard, uno degli otto più prestigiosi ed elitari atenei privati degli Usa. Prima di compiere il grande passo, però, la Casa Bianca rivela che Malia Obama si prenderà un anno sabbatico che, molto probabilmente, passerà viaggiando per il mondo. Magari aspettando la scadenza del secondo mandato presidenziale del papà. La scelta di Harvard non è casuale: anche mamma Michelle come papà Barack hanno studiato lì, laureandosi in legge.

A giugno si terrà l’attesissisma graduation day, ovvero la cerimonia del diploma alla Sidwell Friends School, un liceo esclusivo di Washington, dove studiò anche una giovane Chelsea Clinton negli anni Novanta. Barack ha annunciato che non terrà il discorso in tale occasione, spiegando che “Starò lì seduto con gli occhiali scuri, a singhiozzare, emozionato.” Il 2017 sarà un anno ricco di cambiamenti per la famiglia Obama e non solo per Malia che entrerà ad Harvard: Barack lascerà la Casa Bianca e la sua famiglia potrà tornare ad avere una vita ordinaria, o quasi. Anche se il Presidente ha fatto sapere che lascerà Washington D.C. dopo qualche anno, per permettere a Sasha, che ha 14 anni, di terminare la scuola.

Il futuro di Malia Obama potrebbe essere nel mondo della regia, come ha fatto intendere in un’intervista Michelle. Lo scorso anno, la first daughter ha fatto uno stage sul set della serie tv “Girls”, girata a New York. Un’esperienza unica che le ha fatto riflettere sulla sua carriera e sul suo futuro. E papà Obama cosa ne pensa? “Entrambe le mie figlie sono stupende”, ha dichiarato. “Malia è prontissima a spiccare il volo, sono io che non sono affatto pronto a vederla andare via. Lei è una delle mie migliori amiche . Sarà duro non averla più intorno”. Cuore di papà!

Web 0.0: new project che ironizza le funzioni sociali del web firmato Biancoshock (FOTO)

Credits:biancoshock.com

Durante l’ultima edizione del Festival CVTà Street Fest tenutosi nel caratteristico borgo di Civitacampomarano erano presenti artisti di fama internazionale come Biancoshock, il quale ha realizzato Web 0.0, un progetto di attivismo urbano in cui le funzioni di internet e di app del web vengono contestualizzate nella vita reale di tutti i giorni.

Civitacampomarano si trova in provincia di Campobasso esso conta poco più di 400 anime di cui prevalentemente anziani. In questo paesino ricco di tradizioni popolari internet è un mondo parzialmente sconosciuto: i telefoni hanno difficoltà a prendere la rete e la connessione dati. Una parte del paese è disabitata e molte case sono sfortunatamente crollate e da questo spunto è nato WEB 0.0, una serie di opere che mischiano tradizioni e tecnologia.

Il progetto ha l’obiettivo di dimostrare come tutte le funzioni virtuali che permettono l’interazione tra utenti e siti web come google, facebook, youtube ecc., non sono poi così necessarie per vivere bene in quanto esistevano già nella vita reale ovvero prima che internet si inserisse nella nostra quotidianità.

Per cui nelle strade di Civitacampomarano troviamo una la cabina telefonica che simboleggia la app WhatsApp, oggi mezzo principale della comunicazione tra le persone, la bacheca del comune diventa la bacheca di Facebook, la panchina dove ci si siede a scambiare due chiacchiere veloci rappresenta Twitter e la casella delle lettere è giustamente la casella di posta elettronica di Gmail.

Ecco le foto del progetto:

Il progetto di Biancoshock ha messo a nudo come la tecnologia ha invaso tutti gli aspetti della nostra vita sottraendoci abitudini e modificando le relazioni con il prossimo. In passato, quando la giornata aveva ritmi diversi tutto ciò era inimmaginabile. La bravura di Biancoshock è stata nel fondere in modo sinergico gli aspetti attivi e passivi di questo cambiamento, guardando la città di Civitacampomarano non più in modo passivo bensì attivo.

Facebook: 10 cose che nessuno sa (FOTO)

credits photo: tpi.it

Sono molte, moltissime, le persone che ogni giorno, almeno una volta, entrano su Facebook. Il social network è infatti entrato nel quotidiano di tutti noi e, anche se non ci pensiamo mai, immaginare una vita senza è difficile. Chi ci ricorderebbe i compleanni degli amici? Chi ci permetterebbe di controllare il fidanzato? Chi di criticare le persone che ci stanno antipatiche? O di condividere pensieri e notizie? Proprio a causa di questa familiarità che abbiamo acquisito abbiamo la percezione di conoscere Facebook in ogni suo aspetto. Eppure non è così: ci sono 10 curiosità che probabilmente ignorate.

credits photo: tpi.it
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Sapevate, ad esempio, che potete bloccare chiunque tranne il creatore di Facebook? Mark Zuckerberg è imbloccabile.

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Certe volte i social network possono diventare pericolosi. Diverse persone, infatti, sono state uccise solo per aver eliminato qualcuno dai propri amici.

credits photo: tpi.it
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Facebook, inoltre, per personalizzare al massimo il servizio che offre, continua a seguirvi anche dopo il log out e traccia i siti web che visitate.

Quando ci si iscrive sui social network non si pensa mai a che fine farà il nostro profilo quando non potremo più controllarlo. Facebook ci da la possibilità di lasciare il nostro profilo a qualcuno che potrà gestirlo (con funzioni ridotte) quando non ci saremo più. Oggi ci sono circa 30’000 profili di persone decedute.

credits photo: tpi.it
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In Cina, il social creato da Zuckerberg, non è accessibile dal 2009. Proprio come Twitter e il New York Times.

credits photo: tpi.it
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Come ogni piattaforma in cui le persone possono esprimersi, è diventato un vero e proprio laboratorio sociale in cui osservare atteggiamenti e tendenze. Ad esempio, si è capito che la settimana che precede Natale è quella più deleteria per le coppie.

credits photo: tpi.it
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Il server di Facebook non permette errori: riceve tutto ciò che scrivete nello spazio dedicato allo status, anche se poi non pubblicate.

credits photo: tpi.it
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Smettere di aggiornare la bacheca è quasi impossibile, ecco perché un blogger ha deciso di assumere qualcuno per farsi schiaffeggiare ogni volta che lo faceva. Potrebbe essere una buona idea anche per alcuni universitari.

credits photo: tpi.it
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Infine, lo sapevate che se in chat inviate @FBCHESS PLAY ad un vostro amico potete iniziare a giocare a scacchi?

Divorzio, nasce la piattaforma di crowdfunding

Credits: www.ilgiornale.it

Plumfund è una piattaforma di raccolta fondi on-line, specializzata in eventi ed anniversari, creata da Sara e Josh Margulis. Recentemente il sito ha fatto parlare di sé in quanto ha aggiunto una nuova sezione, del tutto inattesa, ovvero quella del divorzio. Il motivo è semplice: farsi finanziare, in modo non troppo complicato, una separazione legale.

Recentemente ho aggiunto il divorzio a Plumfund per via di un caro amico che è rimasto finanziariamente impoverito dopo aver attraversato un divorzio amaro e tirato per via di una lunga battaglia per la custodia dei figli. È stato davvero stimolante vedere le persone più vicine al mio amico venire in suo aiuto” ha commentato Sara Margulis, in un’email a Quartz, parlando dell’aggiunta della nuova categoria.

Se prima il crowdfunding era utilizzato solo per nascite, compleanni, lauree e matrimoni, per spese legali e di custodia, ora se ne può fare buon uso anche per il divorzio, un momento difficile nella vita di una persona che, in questa maniera, può solo trovare un grosso sostegno, soprattutto dal punto di vista economico.

Un divorzio – si legge infatti sul sito – è uno dei più grandi cambiamenti di vita che richiede elevato potere di spesa. Poi c’è la creazione di una nuova famiglia, anche costi imprevisti, come quando il divorzio è contestato“. Questo è il motivo principale per cui su Plumfund si può aprire questa nuova campagna per il divorzio: così avere un sostegno economico da amici e parenti sarà decisamente più facile.