martedì, 7 Luglio 2026

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I bonsai più belli del mondo (FOTO)

I bonsai più belli del mondo
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L’arte del bonsai, perché non c’è dubbio si tratti di una meravigliosa forma d’arte, ha origine in Cina ma ha trovato la sua esplosione in Giappone. La traduzione letterale dal giapponese del termine “bonsai” è “piantare in bacinella“; questa non è una solo una semplice parola ma racchiude in sé tanti concetti. Coltivazione, cura ed educazione verso la Natura uniti dalla filosofia e dall’arte.
E’ un miracolo di tecnica e di pazienza in cui i giapponesi sono veri maestri da millenni, non c’è da stupirsi dunque se la quasi totalità di questa selezione dei bonsai più belli del mondo è stata creata proprio da giapponesi.

Bonsai acero rosso in Autunno

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Il bonsai acero rosso grazie ai suo colori sgargianti, che lo rendono molto decorativo, è apprezzato dai collezionisti. Questo è proprio un albero in miniatura in quanto l’acero, in natura, può raggiungere anche i 20 metri; quello della foto non supera il metro e cinquanta.

Dragone

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Guardatelo bene. Il tronco, le parti verdi, nell’insieme sembra proprio un dragone ad ali spiegate. Questo bonsai sopravvive da oltre 850 anni, regalando a chi lo guarda un senso di libertà.

Stile foresta

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L’unico stile che permette di unire più piante all’interno di un unico vaso è lo stile foresta. Sono state ricreate delle vere e proprie foreste in miniatura che permettono di modellare anche un paesaggio completo di casette.

I bonsai più belli del mondoI bonsai più belli del mondo
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Sappiamo che gli Hobbit sono piccoli ma riusciranno a passare da quella porta?

Bonsai scampato ad Hiroshima

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Questo bonsai, la cui “nascita” è stata stimata intorno al 1625, è stato donato dal suo ultimo proprietario Masaru Yamaki all’Arboretum’s National Bonsai and Penjing Museum di Washington per celebrare il bicentenario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti. Solo nel 2001, grazie ai nipoti di Yamaki si è scoperto il valore particolarmente simbolico del gesto. Oltre ad aver superato indenne guerre e terremoti il pino bianco è sopravvissuto anche alla bomba atomica lanciata dagli Usa a Hiroshima durante la Seconda Guerra Mondiale grazie alla serra che lo proteggeva.

Apple bonsai

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Non parliamo di un nuovo prodotto tecnologico della Apple ma di un vero e proprio bonsai di un melo, che riesce a dare anche i frutti. Di solito i bonsai da frutto consigliati sono quelli che producono frutta piccola a causa del peso eccessivo che non può sostenere la pianta e dei valori estetici collegati alla filosofia Zen; ma non sempre accade questo.

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Azalea

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L’”Albero delle rose” è il nome in latino di questo bonsai dal portamento elegante e dalla fioritura spettacolare. Proprio queste due caratteristiche lo rendono perfetto per l’arte del bonsai.

Coltivare un bonsai non è affatto semplice perché vanno seguite alla lettera delle regole non solo botaniche ma anche estetiche. Questo però non deve spaventarci ma anzi deve essere il punto di partenza, lo sprone, che potrebbe avvicinarci a questa forma d’arte millenaria. Che lo facciate perché amate le piante o per rilassarvi dopo una lunga giornata di studio o di lavoro iniziare a prendersi cura di una piccola pianta potrebbe proprio fare al caso vostro. E poi può darsi che tra un paio di anni scriverò un articolo che parlerà proprio di voi e del vostro piccolo bonsai.

Quando baciare il partner (sul set) diventa una cosa odiosa (FOTO)

Baciare è sempre un toccasana e produce effetti positivi per il nostro corpo: è meno faticoso e più piacevole di una seduta in palestra, combatte lo stress, e ci fa sentire vivi perché rilassiamo i muscoli del nostro corpo. Questo almeno è ciò che succede nella realtà, perché nei set dei film, dove ci si bacia “per finta”, le cose sono ben diverse e non sempre va come le vediamo sullo schermo. Al cinema siamo abituati ad assistere ad effusioni appassionanti, baci rubati e romantici, ma alcune volte gli attori che hanno dovuto farlo “per lavoro” non si sono trovati così coinvolti.

Ecco i retroscena di alcuni dei baci più odiosi condivisi sul set di questi film, e i casi in cui le effusioni possono davvero essere un problema.

Spider-Man

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Se sognate un bacio romantico come quello iconico tra Spider-Man e Mary Jane, scordatevelo. Secondo l’attore che ha interpretato l’Uomo Ragno, Tobey Maguire, essere baciati sotto la pioggia e a testa in giù è stata una pessima idea anche perché per poco rimase senza aria a causa della maschera che indossava.

How I Met Your Mother

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Cosa fare quando il tuo partner fuma e tu rischi di sentirti soffocare? Questo è accaduto agli interpreti di Lily e Marshall, Alyson Hannigan e Jason Segel. L’attore fumava e le scene d’amore non erano il massimo. La cosa positiva è che lui ha dovuto smettere di fumare, guadagnandoci in salute.

Intervista col Vampiro

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Baciare Brad Pitt? Il sogno di tutte. Un po’ meno lo è stato per una giovanissima Kirsten Dunst che aveva 11 anni all’epoca del film e ha definito il bacio col sex symbol “pidocchioso e freddo”. A quanto pare questa è la sensazione che si prova quando si bacia un uomo con i capelli lunghi.

A qualcuno piace caldo

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Come fare se invece non sopporti il tuo partner? Marilyn Monroe e Tony Curtis non si sono mai piaciuti, tanto che lui avrebbe dichiarato che baciare la donna più desiderata d’America era stato come “baciare Hitler”. Paragone tremendo.

Harry Potter e il principe mezzosangue

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E poi ci sono quei baci che attendi da tempo, ma ti rendi conto che non c’è passione tra voi. Può succedere ed è accaduto a Emma Watson e Rupert Grint. L’atteso bacio tra Hermione e Ron è stato strano. Probabilmente i due attori sono troppo amici per poter recitare la parte degli innamorati. Capita.

La ragazza del mio migliore amico

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Prima di baciare qualcuno assicuratevi di avere un alito fresco che non sappia di cipolla, ad esempio. Per questo la scena d’amore tra Dane Cook e Kate Hudson è stata pessima: lei aveva un alito troppo pesante.

Il lato positivo

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Si è discusso più volte sui baci di Jennifer Lawrence con i suoi partner. Quello tra lei e Bradley Cooper ne “Il lato positivo” lo ha definito “bagnato”. Un complimento per niente carino per il bell’attore, ma certamente nessun uomo vorrebbe sentirsi dire una cosa del genere. Perciò attente donne!

Hunger Games

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Come ha definito Josh Hutcherson i suoi baci con la Lawrence? Decisamente “bavosi”. A questo punto ci chiediamo: che sia lei il problema? Ragazze, usate poca saliva in ogni caso. Anche se davanti avete Bradley Cooper.

The beach

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Infine, parliamo di quei baci dove l’alchimia è veramente zero. Come quella tra Virginie Leydoyen e il suo bacio acquatico con Leonardo Di Caprio in “The beach”. Se tu, ragazza, speri solo di non morire annegata durante una scena passionale con un attore così, allora non c’è proprio feeling.

Photos credit: grazia.it

Hilde Kate Lysiak, dalla bambina-reporter al dibattito sulle nuove generazioni (VIDEO)

Credit: facebook

Questa è la storia di Hilde Kate Lysiak, una bambina di 9 anni che vive a Selinsgrove, America.
“Nulla di interessante” penserete, ma le apparenze a volte ingannano.

Così, nel sentir parlare di Hilde, minuta, biondina e con un bel sorriso, non penserete mai che qualche giorno fa ha bruciato tutti i media professionali della Pennsylvania raccontando in anteprima un omicidio avvenuto nella città in cui vive. No, non si tratta di caso fortuito e neanche di coincidenze, era tutto voluto, perché Hilde lavora come una vera report, a 9 anni.
Passione profonda per il giornalismo e per le storie di cronaca, forse ereditata dal padre ex cronista, Hilde dirige ed edita il suo giornale Orange Street News – che ha versione sia cartacea che online. Ed è proprio sulla pagina Facebook del giornale che è stato lanciato per la prima volta lo scoop, arrivato sabato 2 aprile, con un titolo che ha atterrito tutti: “Exclusive: Murder on Ninth Street!”.

Quel giorno Hilde era uscita a caccia di qualche notizia da raccontare, ma mai avrebbe pensato di trovarsi difronte a un vero e proprio omicidio. Arrivata sulla scena del crimine, la giornalista che è in lei è uscita allo scoperto: ha intervistato i vicini, fatto foto e video, e poi pubblicato un pezzo in cui non tralascia nessun dettaglio: “Un uomo è sospettato di aver ucciso sua moglie con un martello”, e ancora “I vicini riferiscono di aver visto una persona portata fuori in barella, ma la polizia non vuole parlare coi media”.

Quando l’articolo venne pubblicato sulla pagina Facebook di Orange Street News non mancarono le polemiche, ma nessuna che avesse a che vedere con l’omicidio appena avvenuto. Dopo lo scoop, infatti, tutti si concentrarono su Hilde e piovvero critiche e commenti pungenti, a volte anche irrispettosi.
Possiamo leggere appunto frasi tipo: “I’m disgusted this cute little girls thinks she is a real journalist. What happens to tea parties?”, “9 years old should be play with dolls, not trying to be reporters”, e anche “Sensationalist trash”. Come succede spesso in rete, il venticello si è trasformato in uragano violento, e oltre ad esserci chi la invita a giocare con le bambole, c’è anche chi accusa i genitori della bambina di autorizzare un gioco molto pericoloso, che può mettere a repentaglio anche la stessa vita di Hilde. Così, la giornalista in erba si è trasformata in un mostro, che ha fatto più scalpore dell’omicidio stesso.

C’è da dire che verrebbe quasi spontaneo crede che questo fenomeno della giornalista-bambina sia costruito ad arte da genitori col pallino dei figli-prodigio, soprattutto dal padre, ex cronista per il Daily News di New York. Ma nel quartiere in cui vive, tutti conoscono Hilde Kate Lysiak, e tutti sanno che la sua passione per il giornalismo è autentica. Nessuna costrizione, nessuna forzatura.
Ed è forse per questa sua purezza d’animo – quella che oggi, purtroppo, possono avere solo i bambini – che Hilde si è messa davanti ad una telecamera per rispondere alle accuse e alle critiche mosse nei suoi confronti, dicendo: “Anche se ho solo nove anni non significa che non possa scrivere una grossa storia. So che questo mette qualcuno di voi a disagio e che volete vedermi seduta e tranquilla perché ho solo nove anni. Ma se volete che smetta di seguire le notizie, abbandonate il vostro computer e fatelo voi!”.

Insomma, 9 anni, ma solo anagraficamente. Hilde per il suo modo di lavorare e di comportarsi sembra molto più di una bambina che non ha ancora cambiato tutti i denti da latte; sembra sapere già chi è chi vuole essere. A conferma di quanto appena detto, il fatto che Hilde ha recentemente affermato: “Vedo un Pulitzer nel mio futuro”.

Ma c’è una domanda che continua a rimbalzare da una parte all’altra della nostra testa: com’è possibile che una bambina di 9 anni non solo abbia già le idee così chiare del suo futuro ma abbia già trovato il modo per andare oltre all’astrazione del suo sogno e realizzare passo dopo passo il suo obiettivo di vita?
La mia risposta è che i tempi sono cambiati, e con essi le persone. Sembrerà una banalità, una frase fatta, ma è la verità delle cose. Tutti quelli che hanno invitato Hilde a dedicarsi alle bambole hanno sbagliato in principio perché ormai quasi nessuna bambina di 9 anni gioca più con le bambole. Ormai non si gioca più come si giocava prima, ormai le bambole e le macchinine sono state rimpiazzate da smartphone e tablet, da app da scaricare e social network in cui iscriversi.

Gli anni non vengono vissuti normalmente e con i giusti tempi, ormai si ha subito fretta di crescere e diventare grandi. Il narcisismo e la voglia di popolarità sono ormai l’unico pensiero fisso di tantissimi ragazzini. Ma vale la pena accelerare così? Sarebbe sbagliato fare di tutta l’erba un fascio, rilasciando giudizi che vanno oltre le nostre competenze, ma il caso di Hilde, soprannominata bambina-reporter, fa sicuramente riflettere, e apre un dibattito che non vedrà mai né vincitori né vinti.

Smart home: le case del futuro

www.samsung.co

La casa del futuro? È smart. Vi siete accorti che il modo di viaggiare è cambiato? Che sempre più spesso le persone preferiscono alloggiare in case abitate piuttosto che in hotel?
Con il passare del tempo il turismo è diventato sempre più casalingo e questa tendenza imporrà, in futuro, un cambiamento delle abitazioni, la cui parola d’ordine sarà sharing.

Joe Gebbia, cofondatore di Airbnb ritiene che, in particolare nelle metropoli, gli spazi abitativi saranno orientati alla condivisione.
Quando parliamo di smart home non ci riferiamo all’ecosistema domotico bensì
a una nuova concezione architettonica che cambierà radicalmente il concetto e le funzioni dell’abitazione e dei suoi spazi. In altre parole ci saranno spazi flessibili e concepiti per la condivisione, senza trascurare ovviamente l’intimità dell’individuo.

Tralasciando il discorso delle abitazioni e alzando un po’ lo sguardo all’intero condominio, si ritiene che esso scomparirà lentamente in favore del residence. In altre parole si tratterà di strutture realizzate per intere comunità, con una funzione spiccatamente turistica.
Gli appartamenti saranno ovviamente separati ma con ampie aree comuni, fatte di giardini e luoghi per mangiare, così come spazi ricreativi per il relax.
La casa condominiale 3.0. sarà dunque diversa da come la intendiamo oggi, ovvero molto più condivisibile ma senza trascurare le esigenze di riservatezza.