martedì, 7 Luglio 2026

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Digital Detox: prenditi una pausa dalla tecnologia

Credit: jitu5.com

Quando la tecnologia diventa una vera e propria ossessione è il momento di staccare la spina e riprendere in mano la propria vita, quella reale. Siamo circondati da oggetti tecnologici di ultima generazione: orologi che funzionano come cellulari, telefoni che funzionano come computer e quant’altro. Ma arriva un certo punti in cui bisogna pensare se è veramente necessario avere tutta questa tecnologia a portata di mano e se gli oggetti che usiamo maggiormente sono davvero indispensabili nella nostra quotidianità o in determinate occasioni – quante volte ci capita, durante un pranzo o una cena con gli amici, di prendere il telefono in mano e scorrere lo schermo senza fare, realmente, niente. In questo modo ci isoliamo, facendo anche una pessima figura.

Non si parla di coloro che lavorano utilizzando questi oggetti, ma più in generale di noi comuni mortali che non facciamo altro che controllare, ogni 5 minuti, la email oppure i social network, come Facebook o Instagram; fotografare i cibi prima di mangiarli per postarli su Internet; far sapere a tutti, stando connessi molte ore al giorno, cosa ne pensiamo di quel film piuttosto che di quel libro; dormire con lo smartphone vicino. Oppure, per esempio, la prima cosa che facciamo, appena ci svegliamo la mattina, è controllare il telefono o i messaggi di posta elettronica: sbagliamo, perché tutto questo è una vera e propria dipendenza.

La digital detox nasce dal bisogno di liberarsi nel vero senso della parola da queste ossessioni tecnologiche e dall’uso sproporzionato dei social network e, più in generale, di Internet. I metodi sono quelli che, quasi sicuramente, erano soliti utilizzare, durante il tempo libero, i nostri genitori quando ancora tutta questa tecnologia non esisteva: leggere, fare attività fisica, guardare il panorama, meditare. Insomma, fare ciò che ci piace a patto che non si usi il telefono o il computer. Un consiglio per riposare meglio la notte è spegnere il PC un’ora prima di coricarsi.

Non si deve, ovviamente, non avere più niente a che a fare con la tecnologia, ma, magari usarla solamnete per due ore al giorno, in modo da non eccedere.
Un’altra idea davvero originale è stata portata avanti da Ted Wiles, designer inglese, il quale ha progettato un fazzoletto di seta, chiamato Shield, che messo intorno al cellulare riesce a disconnetterlo da tutte le comunicazioni di rete. Questo grandioso oggetto, tanto semplice quanto utile, è stato presentato in occasione del Design Week, a Milano.

A Londra anche i cani potranno fare il brunch

credits: www.amoreaquattrozampe.it

Se dopo tutti questi anni di stramberie avete pensato che Londra, sogno di milioni di persone in tutto il Mondo, avesse staccato la linea del traguardo finale dell’inventiva umana possibile, la notizia è che vi stavate sbagliando. Quando tutti gli altri Paesi osservano le manie avanguardiste londinesi dal binocolo, oltre il canale della manica non si smette mai di sorprendere.

È proprio nella capitale britannica che nasce il primo café da brunch per i nostri amici a quattro zampe. Eppure nella capitale se ne sono viste di tutti i colori, dai campi picnic per i maialini fino ai bar fatti per le civette. Ma un café per i cani ancora non si era mai visto e, a dire la verità, nemmeno mai pensato. Perché solo alle menti eccelse dei perfetti inglesi poteva sfiorare il pensiero di creare un posto dove far ristorare i nostri cani dopo una passeggiata al parco.

Il ristorante, è strano anche solo a dirlo, prenderà il nome di “Bites and Bones” e i cani potranno mangiare di tutto e di più. Scegliendo tre portate diverse, il loro stomaco affamato sarà preso dall’imbarazzo della scelta tra salsicce con riso nero, bistecca di maiale o costine di agnello, patate dolci e biscotti di burro d’arachidi accompagnati da del gelato. Insomma, un ristorante a tutti gli effetti. A sostenere ciò, la compagnia che si occuperà di tutta la gestione ha ideato anche una sorta di birra “dog-friendly” che disseterà le lingue lunghe dei cani.

Certo ci saranno dei casi in cui tre portate saranno troppo poche per i cani più ingordi ma i padroni provvederanno a comprare loro delle crocchette, che sarà possibile trovare anche nel café. La verità è che noi, da questi inglesi, non possiamo che imparare.

5 motivi per cui un uomo non vi risponde ai messaggi

helloqueenadele.tumblr.com

Il mondo in cui viviamo è una vera e propria giungla e spesso noi ragazze single veniamo ferite mortalmente da eventi e persone. Cattive, davvero molto cattive.
Vi siete mai sentite felici ed entusiaste dopo avere conosciuto qualcuno di veramente fantastico? Vi è mai capitato, in seguito, di perdere completamente il contatto con chi si era mostrato interessato a voi come Sandro Mayer al suo parrucchino?
Bene, benvenute nel club delle misteriosamente scaricate; delle ragazze abbandonate dopo un cortometraggio a base di stelle e tappeti volanti, dimenticate dopo un’esperienza così esaltante da farvi provare i brividi anche il giorno seguente.

La cosa peggiore è poi subire la santa inquisizione che la nostra mente compie interrogando il cuore, come a dire: ‘Ma ti sei forse rimbambito? Dopo tutti questi anni di esperienza e Sex and the city come hai potuto non riconoscere un bugiardo?’
Nei giorni seguenti resta l’interrogativo: perché non ha chiamato? Cosa ho fatto di male per meritarmi il suo silenzio? Sono io quella sbagliata?
Il mio consiglio è di non torturarsi, possono esserci delle validissime ragioni logiche per scomparire nell’etere.

Rapimento degli alieni

Avete mai sentito parlare di area 51? Degli alieni avvistati qualche anno fa in Nevada? Di esperienze extra sensoriali? Orbene, può essere che il vostro scapolone sia finito in un centro di sperimentazione extraterrestre, non a caso moltissimi programmi tv dicono che ciò è possibile. Il fatto è che non si sa se gli alieni lo riporteranno mai sulla Terra: perché perdere tempo ad aspettare? Ormai è volato via (letteralmente parlando).

È fidanzato

Ecco, siete incappate nel cliché del tipo represso che quando ha una serata libera comincia a flirtare già dal pianerottolo di casa, per poi finire in un bar alla ricerca di una come voi. Maledettamente ingenua ed emotivamente esposta.
Eppure oggi non è semplice nascondere un fidanzamento a causa dei social network, ma vi assicuro che esistono soggetti fidanzati (o addirittura sposati) in grado di omettere qualsiasi verità pur di vivere una nottata di evasione. Si tratta delle bestie peggiori che possiate incontrare, di persone che si impegnano sentimentalmente per ragioni sociali, come il dovere di essere in coppia a tutti i costi, pur non essendo pronti a prendere impegni. Gli uomini di questo tipo sono capaci persino di andare all’altare e di sorridere in coppia al fotografo nonostante cornini fulltime. Non è difficile cadere nella loro trappola perché costoro si travestono bene, promettendovi la luna quando invece hanno una casa, una donna, un figlio e un grazioso cagnolino.

Siete invadenti

Ricordate il film ‘La verità è che non gli piaci abbastanza‘? Beh, se non lo avete mai visto vi chiedo di farlo e di osservare la protagonista: lei è tutto ciò che dovete diventare mai. La prima regola da rispettare è questa: mai lasciar trapelare la vostra disperazione, mai far capire di essere assatanate e di volersi impegnare a tutti i costi. Anche se tutto ciò dovesse essere vero, non fateglielo mai capire: lo mettereste in fuga.

Vi vede come un’amica

Molte donne corteggiando cavalcando la via della comprensione e dell’intelligenza: sbagliato. Certo, se lui non è un cretino certamente non sarà attratto da un’oca senza cervello, ma voi dovete mettervi in testa che per tenervi un uomo dovete rendervi un oggetto sessuale. Come potrà essere incuriosito da voi se vi rapportate e lui amichevolmente? Come potete anche solo pensare di ottenere qualcosa senza essere un po’ intriganti? Gli uomini, che siano premi Nobel o di umili condizioni, vogliono qualcuno che sia capace di stuzzicare i loro istinti. Non siate loro amiche, loro non vogliono l’amicizia. Mai.

Non vuole impegnarsi

Lui non vuole un impegno fisso, preferisce uscire tutte le sere con una diversa. È un suo diritto? La risposta è: si.
Magari viene da una rottura traumatica oppure semplicemente ha l’esigenza di vivere le avventure di una sera senza troppe implicazioni. Se vi ha fatto credere il contrario si tratta di un vero bastardo, diversamente le cretine, ingenue e disperate, siete voi. Accettatelo.

Giovani d’oggi: meglio il divano delle discoteche

credits photo: dailybest.it

Qualcuno direbbe che non esistono più i giovani di una volta, che quelli di oggi sono tutti pigri e svogliati. La realtà non è proprio questa, anche se effettivamente preferiscono il divano alla discoteca. I sabati sera per la maggior parte sono molto tranquilli e magari vengono passati in casa guardando la tv. Ma un motivo c’è.

Un’inchiesta dell’Economist ha rivelato come le discoteche stiano affrontando un periodo nero. La crisi, i prezzi troppo alti e i problemi di sicurezza hanno portato alla chiusura di numerosi locali. In Olanda tra il 2001 e il 2011 ha chiuso il 38% dei locali, in Gran Bretagna sono rimaste 1733 sale rispetto alle oltre 3000 del 2005 e anche in Italia, a Rimini e Riccione, nell’arco di poco più di 10 anni le discoteche si sono dimezzate.

Il Guardian ha poi pubblicato un’indagine sul rapporto tra giovani e discoteche. Non sono solo prezzi alti e sicurezza a frapporsi tra le sale e i ragazzi. In alcuni giovanissimi è presenta anche la paura di uscire e una vera e propria ossessione per i social network. I locali e le uscite del sabato sera vengono sostituiti da Tinder, Facebook, Skype che possono venire controllati dagli adolescenti più facilmente e li mettono a riparo da situazioni imbarazzanti. Molta ansia è provocata proprio dal timore di essere fotografati e di essere postati online rovinando la propria reputazione social.

Anche la musica che viene proposta nelle discoteche viene fortemente criticata. I dj, secondo quanto risultato dalle ricerche, preferiscono uno stile che piace a loro piuttosto che accontentare i clienti. Meglio un concerto o un festival live.

Ma è la sicurezza a preoccupare di più i possibili clienti di una discoteca. “Fare lo slalom tra ubriachi che ti mettono le mani addosso non è il mio ideale di sabato sera. A casa non devo preoccuparmi che mi versino nel drink la droga dello stupro“. L’alcol risulta quindi un grande problema per i giovani, che preferiscono uno stile di vita più sano.

Ma siamo sicuri che restare in casa ed evitare ogni tipo di contatto sociale che vada oltre i social network sia considerabile uno stile di vita sano?