martedì, 7 Luglio 2026

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Giovane modella vicina alla morte per la pillola anticoncezionale

Fonte foto: mirror.co.uk

La ragazza 19enne Natalie Lovatt, ex modella per Hollister, può ritenersi fortunata per essere ancora viva.

Natalie aveva iniziato da poco ad assumere regolarmente la pillola anticoncezionale, prescritta dal suo medico, ma nel giro di una settimana è dovuta correre all’ospedale per un coagulo sanguigno nel cervello.
Inizialmente Natalie Lovatt si era recata al pronto soccorso per continua e forte emicrania, ma anche dopo la somministrazione di farmaci adeguati contro il mal di testa (ed estrogeni-free) la sua condizione di salute non migliorava.

È stato solo inseguito a una TAC che si sono rivelate le anomalie nella sua attività cerebrale, e una risonanza magnetica ha confermato l’esistenza del coagulo sanguigno. Si tratta – in termini medici – di una trombosi del seno venoso cerebrale.

Dopo il suo calvario, la ragazza ha dichiarato di non essere a conoscenza dei rischi che comporta l’assunzione della pillola anticoncezionale. Non ero a conoscenza dei pericoli della pillola, tante donne la usano e le possibilità di complicazioni sono molto basse – ha detto Natalie – Purtroppo i medici hanno proceduto trattando la mia emicrania non individuando i segni premonitori evidenti. Solo perché provavo troppo dolore per una comune emicrania mi hanno fatto fare degli accertamenti”.
Natalie Lovatt ha anche dichiarato: “Se non fossi stata così insistente con i medici hanno detto non sarei qui adesso. Non ero mai stato in ospedale prima ed è stato un grande shock per la mia famiglia perché sono quasi morta.

Instagram, quanti cambiamenti nel 2016

Adoravo Instagram, ben 5 anni fa era la mia isola felice: un social dove non conoscevo nessuno e dal quale potevo aprire finestre su ogni parte del mondo. Bastava inserire una parola chiave per volare fino alla Tailandia, al Polo Sud o alle Galapagos. Poi le cose sono cambiate notevolmente grazie a Mr. Zuckerberg, il quale non poteva certo rassegnarsi all’idea che ci fosse qualcosa di così tanto figo in giro che non portasse la sua firma. Infatti nel 2012 il signor Facebook ha deciso di comprare il social network più figo del pianeta e di inflazionarlo come tutti gli altri. Il risultato? Resta comunque strafigo, ma ormai lo hanno praticamente tutti. E si è rivelato anche un teatro d’affari perché molte persone lo hanno usato per promuovere la propria attività o la propria immagine.
L’anno 2016 si sta rivelando pieno di novità interessanti per quanto riguarda il mondo di Instagram, proviamo a vedere di che si tratta.

Versione per iPad

Finalmente sta per arrivare la versione per iPad, non se ne poteva più. Di recente infatti Instagram ha annunciato sostanziali novità per l’utilizzo delle API per app di terze parti. Era impensabile escludere dall’universo di Instagram l’utenza tablet. Proprio per questo motivo Instagram rilascerà a breve una versione ottimizzata per iPad.

Multiaccount

Questa è la novità più utile di Instagram: il multiaccount. Pensate a chi utilizzava il social network per lavoro: era scomodissimo dovere uscire e rientrare nei vari profili per condividere i contenuti. Adesso lo stress è finito, si possono memorizzare diversi account e entrare nel loro spazio con un semplice click.

Edge Rank

Secondo una indiscrezione Instagram sarebbe pronta a introdurre nei nostri feed una variante di quello che è l’edge rank su Facebook. Si tratta dell’ algoritmo di Facebook che determina la visibilità di un post, fatto da un utente o una pagina, all’interno dei newsfeed degli amici.

Sempre aggiornata

Instagram durante il 2015 è stata al passo dei tempi perché è riuscita a cogliere le mode del momento realizzando prima Hyperlapse (quando erano di moda i timelapse), Layout (quando erano in voga le foto geometriche) e ora Boomerang.

Commessa di Zara discriminata per i suoi capelli (FOTO)

photo credits: bigodino

In un negozio Zara di Toronto, ha avuto luogo un episodio davvero spiacevole ed al limite del rispetto per lo stile ed il modo di essere di ogni persona.

Cree Ballah, una commessa ventenne di un negozio Zara, si è recata al lavoro durante gli ultimi giorni del mese di marzo con i capelli raccolti in treccine afro.
Uno dei suoi capi, vedendola pettinata in quella maniera, non ha esitato nel chiedere a Ballah di sciogliere immediatamente le sue treccine.

Ballah ha raccontato questa spiacevole esperienza al CBC di Toronto, spiegando come il suo capo l’abbia fatta uscire dal negozio dicendo che la sua pettinatura non era adatta per lavorare da Zara. La strada in cui Ballah è stata ripresa era molto trafficata e piena di clienti.
Successivamente, il suo capo ha aggiunto: ” Non vogliamo offenderti, ma per Zara c’è bisogno di un’acconciatura sobria e professionale”.

L’esperienza di Ballah, ricorda molto quella di Akua Agyemfra: la cameriera di un ristorante di Toronto, mandata a casa perché aveva raccolto i suoi capelli in uno chignon.
In entrambi i casi, queste due donne sono state obbligate ad accantonare le loro tradizioni per abbracciare degli standard di bellezza prettamente occidentali.

Ballah, infatti, ritiene ingiusta questa imposizione in quanto: la sua tipologia di capelli ed il suo modo di acconciarli è collegato alle sue tradizioni ed alla sua persona.
Una discriminazione che colpisce l’etnia di Ballah e gli usi di un particolare popolo.

A riguardo, i responsabili della catena di negozi Zara si sono pronunciati a sfavore della discriminazione di ogni forma. Tuttavia, invitano al rispetto della privacy riguardo questa discussione.
La reazione dei responsabili, quindi, è solamente un bel voltafaccia a quei principi che dovrebbero essere radicati e rispettati in quella parte del mondo che inneggia al rispetto delle tradizioni.
Ci auguriamo almeno che, dopo quanto accaduto, Ballah possa vedere rispettato il suo diritto di pettinarsi come preferisce.

Cambiamenti in Giappone sulle regole legate all’esposizione pubblica dei tatuaggi?

Credit: www.ilpost.it

Se si va in Giappone con l’intenzione di usufruire dei bagni comuni e di quelli termali in alcuni degli alberghi del paese chiamati “ryokan“, bisogna stare attenti a cosa si mostra.
Perché, fino a oggi, il 56% delle strutture citate ha negato l’ingresso ai portatori di tatuaggi, a causa delle connessioni dirette tra questi e la mafia giapponese.
Altri alberghi hanno, invece, adottato contromisure più diplomatiche come la distribuzioni di cerotti coprenti, che andrebbero utilizzati sui tatuaggi prima dell’ingresso ai bagni.

Il tema della “discriminazione” dei visitatori tatuati ha colpito molto non solo gli interessati – che hanno manifestato un serio disappunto – ma anche la stessa Agenzia del turismo giapponese, che sta esortando i proprietari delle locande ad ammorbidire la politica al riguardo.

I tatuaggi sono una questione molto delicata nella terra del sole levante, perché sempre associati alla Yakuza, uno dei gruppi mafiosi più potenti al mondo, che ha fatto dell’inchiostro sottopelle il simbolo indiscusso della sua identità. È proprio per questo motivo che non sono visti di buon occhio e non possono essere mostrati pubblicamente, senza ritorsioni.

Ora però la questiona si sta inasprendo, in vista del crescente numero di consumatori del genere e l’invito a regole meno rigide verrà trasmesso attraverso quanto più canali possibili dalla stessa Agenzia, che almeno momentaneamente consiglia ai futuri visitatori di indossare gli adesivi appositi, di accedere alle strutture termali nelle ore meno frequentate dalle famiglie e di, possibilmente, noleggiare delle cabine private.

Queste regole dovrebbero essere trasmesse anche dalle stesse agenzie di viaggio poiché, come abbiamo già abbozzato, spesso creano disagi per i turisti inconsapevoli.