sabato, 7 Febbraio 2026

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‘Strong is the new pretty’, la forza è la nuova bellezza (FOTO)

CREDIT: Kate T. Parker Photography

Fin dall’antichità la bellezza femminile è stata valutata e misurata sulla base di un modello estetico di riferimento, riconosciuto dalla società in un determinato contesto storico e culturale.
Dal modello ideale discendono i canoni estetici, ovvero le caratteristiche tipiche della bellezza che hanno privato di fatto i giovani di un pezzo di libertà, forzandoli ad aderire a ciò che la società, più o meno esplicitamente, impone a un vero uomo e a una vera donna. In tal senso, maggiore è la somiglianza di una donna rispetto ai parametri definiti, maggiormente essa è considerata bella. Così fin dalla tenera età siamo bombardati da immagini che ci mostrano un modello di perfezione femminile: principesse, barbie perfette, bambine dal comportamento aggraziato e diligenti.

Ma Kate Parker, giovane fotografa e mamma, con i suoi scatti ci dimostra il contrario: oggi la vera bellezza è data dal coraggio, dalla forza e dalla capacità di reggere le sfide. Orgogliosa delle sue due figlie (Ella, 9, e Alice, 6) mostra le loro foto, descrivendole come delle belle guerriere. Il nome della sua serie di foto è: “La forza è la nuova bellezza“, che si manifesta quando si guarda all’età della prima adolescenza delle bambine lontano dagli stereotipi che le vogliono fragili e indifese.
“Ho voluto questa serie di immagini per mostrare il loro coraggio, la loro forza e la bellezza in loro, così come sono – Parker scrive sul suo sito web. “Le mie ragazze sanno che chi sono è semplicemente perfetto. Non hanno bisogno di avere i capelli fatti, vestiti firmati, o anche di essere pulite per essere amato o accettata. Loro sono avventurose, frustrate, felici, forti, atletiche, divertenti, e per me la loro essenza è la cosa che conta davvero”.

La fotografa non aveva in mente quale fosse l’argomento del suo progetto, quando ha iniziato a scattare e a fare ritratti delle sue figlie e dei suoi amici. Voleva solo documentare la loro infanzia e fare pratica con la macchina fotografica. Ma ben presto si è resa conto le sue immagini mostravano qualcosa in più di cosa significhi essere davvero una ragazza. “Dopo circa un anno, il mio progetto si è trasformato in qualcosa di diverso” racconta. “Ho iniziato a guardare i ritratti e mi sono accorta che le immagini in cui le ragazze erano autenticamente fotografate erano le più forti“. Così è nato “Strong Is The New Pretty“: “C’è un sacco di pressione intorno alle donne, affinché assomiglino agli standard che la società ci impone”, spiega Parker. “Il mio obiettivo è far capire alle giovani donne che basta essere se stessi, perchè la vera bellezza è dentro ognuno di noi”.

“Volevo fare in modo che le mie figlie sapessero che quello che sono, naturalmente, è abbastanza”

“Forti, atletiche, coraggiose, disordinate, gioiose e frustrate: Ho voluto celebrare queste ragazze così come sono, non come le donne che dovrebbero essere”

“Non c’è bisogno di essere belle e perfette per essere amate”

“Essere belle e perfette non è importante. Essere se stesse è il segreto”

“Coraggio, forza e capacità di reggere le sfide: queste le qualità che contano nella vita”

“Sii forte, sii te stesso e onesto, e celebra sempre chi sei”

CREDIT: Kate T. Parker Photography
CREDIT: Kate T. Parker Photography

Dear Photography: gli scatti che hanno fatto emozionare il web (FOTO)

credits photo: ciubuxabinaphoto.wordpress.com

Siete mai rimasti a fissare una fotografia ripensando al momento che vi è racchiuso? Taylor Jones, fondatore del blog di Instagram ‘Dear Photography’ deve averlo fatto. Nel suo blog, a sottolineare il tempo che passa, posta scatti di momenti passati sovrapponendoli al presente. Guardare come i luoghi e le persone cambiano durante gli anni è impressionante ed emozionante al tempo stesso. E non sentir affiorare un sentimento di malinconia è difficile.

Ma come è venuta a Taylor Jones questa fantastica idea? Il suo blog è il frutto di un caso. Taylor stava osservando una vecchia foto che ritraeva lui e suo fratello seduti ad un tavolo. In un istante si è reso conto che entrambi erano, proprio in quel momento, nella stessa posizione di tanti anni prima. I ricordi si sono sovrapposti al presente e il resto lo conosciamo: Taylor ha aperto il suo blog.

In breve tempo le persone si sono accorte di questo spazio virtuale in cui Taylor Jones postava le sue foto e hanno cominciato a condividere il loro ricordi. Il blog è diventato così un mosaico di emozioni, memorie, flashback di utenti che insieme alle immagini condividevano anche le loro storie, alcune anche molto toccanti. Inoltre, anche sui social network si è diffusa la voglia di postare foto dello stesso genere.

Case dei nonni, animali domestici, vecchi amori, feste di compleanno, matrimoni e vacanze passate sono solo alcuni dei protagonisti delle foto postate sul blog. Nessuno scatto è uguale all’altro e dietro ad ognuno c’è una storia che vale la pena conoscere.

Dear Photograph, For one brief moment, this murky little duck pond became the most beautiful place on earth. -Greg

A photo posted by Dear Photograph (@dearphotograph) on

Appunti: a penna è meglio

photo credits: Seventeen

Per un appassionato della penna, dei fogli di carta bianchi, dei quaderni e dell’inchiostro impresso su carta, non c’è dispositivo elettronico che tenga per trascrivere appunti di vario genere.

Gli amanuensi, sono una razza in via d’estinzione che sopravvive ostinata nelle aule universitarie e negli ambienti di lavoro. Li riconosci subito: hanno il callo dello scrivano e guardano con aria di sdegno tutti i colleghi che prendono appunti a lezione armati di tablet e computer portatili. Non hanno alcun promemoria salvato sul loro smartphone e sono sempre dotati di una miriade di penne a sfera e gel.
La loro agenda è un oggetto sacro su cui scrivono ed appuntano ogni momento della giornata in maniera soddisfatta e se qualcuno prova a suggerirgli metodi per prendere appunti più moderni e tecnologici: riceverà solamente svariati no.

A proposito di questo argomento, nell‘Università di Princeton è stata effettuata una ricerca con lo scopo di testare una teoria secondo la quale: chi prende appunti a mano produce risultati migliori nello studio e nell’apprendimento.

A capo della ricerca, la psicologa Pam Muller ha diviso una classe di studenti in due gruppi distinti, dotando un gruppo di carta e penna e un altro di computer portatile. Subito dopo, li ha invitati a seguire una conferenza prendendo appunti.
Gli alunni dotati di computer, hanno preso appunti in maniera precisa ed hanno registrato molte informazioni. Al contrario, gli studenti armati di carta e penna, hanno trascritto meno informazioni rispetto ai colleghi muniti di pc.

Dopo la conferenza, la psicologa ha interrogato gli studenti ed ha constatato che: nonostante la mole di informazioni minore, gli studenti amanuensi hanno ottenuto risultati migliori. Essi, infatti, sono stati in grado di spiegare collegamenti tra le informazioni e le nozioni di cui disponevano.

Dalla ricerca è inoltre emersa una metabolizzazione dei concetti più profonda da parte degli studenti che hanno utilizzato carta e penna.
Pam Muller spiega, infatti, che per immagazzinare dati in maniera profonda è necessario scrivere a penna, mentre i dispositivi elettronici sono più adatti per trattenere un grande numero di dati e trascrivere liste.

La ricercatrice, consiglia di usare penna o computer secondo l’esigenza che ci si presenta in un determinato momento. Inoltre, una buona soluzione per i tecnologici più incalliti consisterebbe nell’uso di dispositivi dotati di tecnologia stilo,così da esercitare la memoria e l’apprendimento di concetti base.
E voi, di che appunti siete?

Sushi, 7 consigli per mangiarlo correttamente

www.j-japaneserestaurant.com

Se chiudessimo gli occhi e provassimo ad immaginare la tendenza più forte in fatto di food, la prima cosa che ci verrebbe in mente sarebbe senz’altro il sushi. Chi di voi ragazze non lo ama pazzamente? Ma vera la domanda da fare sarebbe un’altra: sapete come si mangia i sushi oppure state soltanto improvvisando? Eccovi servita una piccola guida per mangiare giapponese senza sbagliare una virgola.

Ordine

Che cosa credete, anche per mangiare ci vuole criterio e il sushi certo non fa eccezione. Dinnanzi a set di sushi completo esiste un ordine da rispettare: prima il sashimi, poi i nigiri e solo alla fine i maki. Gonfiarvi subito con il riso non vi farà assaporare il pesce come si conviene, per cui siate estremamente ordinati.

Le bacchette come si deve

Se decidete di sedervi al tavolo di un ristorante giapponese sappiate che dovrete utilizzare le bacchette per consumare il vostro pasto. Ricordate di impugnarle correttamente di non passare il pesce da bacchetta in bacchetta: questa azione ricorda ai giapponesi usanze funebri e offerte di cibo ai defunti. Ah, non azzardatevi a prendere il sushi infilzando le bacchette nel riso: non si fa. Se siete completamente negati usate le mani: secondo la tradizione il sushi si mangia proprio così.

Piano con la soia

Un’abitudine diffusa è proprio quella di fare il bagno al sushi nella salsa di soia: errore tremendo. Non bisogna appesantire il sapore del sushi con troppa soia: ne basta un pizzico dalla parte del pesce. Vi hanno mai detto che riso e soia non dovrebbero mai incontrarsi?

Wasabi con moderazione

Non miscelate il wasabi nella salsa di soia: in una preparazione tradizionale lo chef ha già applicato la giusta dose di wasabi tra il riso e il pesce. Se volete aumentare la piccantezza della portata prendete con le bacchette il wasabi e spalmatelo sulla parte superiore del pesce, ma senza combinare schifezze.

Rigore

Prima parlavamo di ordine e gli imperativi non sono certo finiti: prima di mangiare posizionate il sushi sulla lingua a testa in giù. Vi do questo consiglio perché solo in questo modo potrete sentire meglio il sapore e la freschezza del pesce. Non dividete mai il pezzo a metà ma mangiate tutto in un boccone: tagliare in due il sushi è un gesto estremamente scortese nei confronti dello chef che ha preparato con estrema cura per voi un pezzo unico e perfetto.

Tempo

Non ingozzatevi come se non mangiaste dal Capodanno del 2000, ma non siate nemmeno lenti come un bradipo. Il sushi è un prodotto che va mangiato fresco, al momento, e tempi di attesa prolungati possono danneggiare la qualità del prodotto.

Zenzero

Lo zenzero si trova nel vostro piatto per essere consumato tra una portata e l’altra: non abbuffatevi come se fosse parte della vostra cena. La sua funzione è di pulire la bocca dai sapori, trattatelo come si conviene.