martedì, 7 Luglio 2026

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Royal tour in India: il primo giorno di Kate e William (FOTO)

Credits: vanityfair.it

Ci siamo: il royal tour di Kate e William è iniziato. Un viaggio tra India e Bhutan, che si concluderà nel tempio Taj Mahal, mausoleo che Lady Diana visitò 24 anni fa, senza Carlo. Il primo giorno, i duchi di Cambridge sono stati accolti a Mumbai e ospitati del maestoso Taj Mahal Palace Hotel. Le immagini del loro viaggio in Oriente stanno facendo il giro del mondo, e in particolare non si parla d’altro di Kate Middleton e del suo outfit, un abitino che omaggio la cultura locale, fatto di decori e colori vivaci.

Oltre al suo look, la duchessa ha stupito tutti sul campo di cricket. Eccola intenta a giocare una partita, al fianco del marito William, che orgogliosamente la osserva e partecipa alla sfida, e poi è stato beccato mentre “provava” le ultime novità della Formula 1. La sera, i due sono stati ospiti d’onore a una festa in stile Bollywood, dove Kate ha di nuovo conquistato la platea sfoggiando un abito blu klein firmato Jenny Packham, con ricami e tessuti tipici della moda locale. Insomma, sembra proprio che la duchessa di Cambridge non sbagli mai un colpo, sebbene il suo vestito abbia fatto storcere il naso a qualcuno.

L’India è sempre stata una delle destinazioni di Kate Middleton fin da quando ha conosciuto William, il quale ha confessato, nel corso di un’intervista: “Quando Catherine e io ci siamo sposati, lei mi ha rivelato che l’India era il primo Paese che avrebbe voluto visitare. Dopo cinque anni e due bambini finalmente lo abbiamo fatto, e non potremmo essere più onorati di trovarci qui”. E i piccoli George e Charlotte? Come si troveranno a casa da soli senza mamma e papà? La scelta di lasciare i bambini a casa sembrava obbligatoria per Kate e William, dato il lungo viaggio, le ore di volo a cui non sono abituati, e i ritmi serrati delle visite in Oriente. Chissà se George e Charlotte staranno preparando i festeggiamenti per i 90 anni della bisnonna Elisabetta II?

Credits: vanityfair.it

‘Strong is the new pretty’, la forza è la nuova bellezza (FOTO)

CREDIT: Kate T. Parker Photography

Fin dall’antichità la bellezza femminile è stata valutata e misurata sulla base di un modello estetico di riferimento, riconosciuto dalla società in un determinato contesto storico e culturale.
Dal modello ideale discendono i canoni estetici, ovvero le caratteristiche tipiche della bellezza che hanno privato di fatto i giovani di un pezzo di libertà, forzandoli ad aderire a ciò che la società, più o meno esplicitamente, impone a un vero uomo e a una vera donna. In tal senso, maggiore è la somiglianza di una donna rispetto ai parametri definiti, maggiormente essa è considerata bella. Così fin dalla tenera età siamo bombardati da immagini che ci mostrano un modello di perfezione femminile: principesse, barbie perfette, bambine dal comportamento aggraziato e diligenti.

Ma Kate Parker, giovane fotografa e mamma, con i suoi scatti ci dimostra il contrario: oggi la vera bellezza è data dal coraggio, dalla forza e dalla capacità di reggere le sfide. Orgogliosa delle sue due figlie (Ella, 9, e Alice, 6) mostra le loro foto, descrivendole come delle belle guerriere. Il nome della sua serie di foto è: “La forza è la nuova bellezza“, che si manifesta quando si guarda all’età della prima adolescenza delle bambine lontano dagli stereotipi che le vogliono fragili e indifese.
“Ho voluto questa serie di immagini per mostrare il loro coraggio, la loro forza e la bellezza in loro, così come sono – Parker scrive sul suo sito web. “Le mie ragazze sanno che chi sono è semplicemente perfetto. Non hanno bisogno di avere i capelli fatti, vestiti firmati, o anche di essere pulite per essere amato o accettata. Loro sono avventurose, frustrate, felici, forti, atletiche, divertenti, e per me la loro essenza è la cosa che conta davvero”.

La fotografa non aveva in mente quale fosse l’argomento del suo progetto, quando ha iniziato a scattare e a fare ritratti delle sue figlie e dei suoi amici. Voleva solo documentare la loro infanzia e fare pratica con la macchina fotografica. Ma ben presto si è resa conto le sue immagini mostravano qualcosa in più di cosa significhi essere davvero una ragazza. “Dopo circa un anno, il mio progetto si è trasformato in qualcosa di diverso” racconta. “Ho iniziato a guardare i ritratti e mi sono accorta che le immagini in cui le ragazze erano autenticamente fotografate erano le più forti“. Così è nato “Strong Is The New Pretty“: “C’è un sacco di pressione intorno alle donne, affinché assomiglino agli standard che la società ci impone”, spiega Parker. “Il mio obiettivo è far capire alle giovani donne che basta essere se stessi, perchè la vera bellezza è dentro ognuno di noi”.

“Volevo fare in modo che le mie figlie sapessero che quello che sono, naturalmente, è abbastanza”

“Forti, atletiche, coraggiose, disordinate, gioiose e frustrate: Ho voluto celebrare queste ragazze così come sono, non come le donne che dovrebbero essere”

“Non c’è bisogno di essere belle e perfette per essere amate”

“Essere belle e perfette non è importante. Essere se stesse è il segreto”

“Coraggio, forza e capacità di reggere le sfide: queste le qualità che contano nella vita”

“Sii forte, sii te stesso e onesto, e celebra sempre chi sei”

CREDIT: Kate T. Parker Photography
CREDIT: Kate T. Parker Photography

Dear Photography: gli scatti che hanno fatto emozionare il web (FOTO)

credits photo: ciubuxabinaphoto.wordpress.com

Siete mai rimasti a fissare una fotografia ripensando al momento che vi è racchiuso? Taylor Jones, fondatore del blog di Instagram ‘Dear Photography’ deve averlo fatto. Nel suo blog, a sottolineare il tempo che passa, posta scatti di momenti passati sovrapponendoli al presente. Guardare come i luoghi e le persone cambiano durante gli anni è impressionante ed emozionante al tempo stesso. E non sentir affiorare un sentimento di malinconia è difficile.

Ma come è venuta a Taylor Jones questa fantastica idea? Il suo blog è il frutto di un caso. Taylor stava osservando una vecchia foto che ritraeva lui e suo fratello seduti ad un tavolo. In un istante si è reso conto che entrambi erano, proprio in quel momento, nella stessa posizione di tanti anni prima. I ricordi si sono sovrapposti al presente e il resto lo conosciamo: Taylor ha aperto il suo blog.

In breve tempo le persone si sono accorte di questo spazio virtuale in cui Taylor Jones postava le sue foto e hanno cominciato a condividere il loro ricordi. Il blog è diventato così un mosaico di emozioni, memorie, flashback di utenti che insieme alle immagini condividevano anche le loro storie, alcune anche molto toccanti. Inoltre, anche sui social network si è diffusa la voglia di postare foto dello stesso genere.

Case dei nonni, animali domestici, vecchi amori, feste di compleanno, matrimoni e vacanze passate sono solo alcuni dei protagonisti delle foto postate sul blog. Nessuno scatto è uguale all’altro e dietro ad ognuno c’è una storia che vale la pena conoscere.

Dear Photograph, For one brief moment, this murky little duck pond became the most beautiful place on earth. -Greg

A photo posted by Dear Photograph (@dearphotograph) on

Appunti: a penna è meglio

photo credits: Seventeen

Per un appassionato della penna, dei fogli di carta bianchi, dei quaderni e dell’inchiostro impresso su carta, non c’è dispositivo elettronico che tenga per trascrivere appunti di vario genere.

Gli amanuensi, sono una razza in via d’estinzione che sopravvive ostinata nelle aule universitarie e negli ambienti di lavoro. Li riconosci subito: hanno il callo dello scrivano e guardano con aria di sdegno tutti i colleghi che prendono appunti a lezione armati di tablet e computer portatili. Non hanno alcun promemoria salvato sul loro smartphone e sono sempre dotati di una miriade di penne a sfera e gel.
La loro agenda è un oggetto sacro su cui scrivono ed appuntano ogni momento della giornata in maniera soddisfatta e se qualcuno prova a suggerirgli metodi per prendere appunti più moderni e tecnologici: riceverà solamente svariati no.

A proposito di questo argomento, nell‘Università di Princeton è stata effettuata una ricerca con lo scopo di testare una teoria secondo la quale: chi prende appunti a mano produce risultati migliori nello studio e nell’apprendimento.

A capo della ricerca, la psicologa Pam Muller ha diviso una classe di studenti in due gruppi distinti, dotando un gruppo di carta e penna e un altro di computer portatile. Subito dopo, li ha invitati a seguire una conferenza prendendo appunti.
Gli alunni dotati di computer, hanno preso appunti in maniera precisa ed hanno registrato molte informazioni. Al contrario, gli studenti armati di carta e penna, hanno trascritto meno informazioni rispetto ai colleghi muniti di pc.

Dopo la conferenza, la psicologa ha interrogato gli studenti ed ha constatato che: nonostante la mole di informazioni minore, gli studenti amanuensi hanno ottenuto risultati migliori. Essi, infatti, sono stati in grado di spiegare collegamenti tra le informazioni e le nozioni di cui disponevano.

Dalla ricerca è inoltre emersa una metabolizzazione dei concetti più profonda da parte degli studenti che hanno utilizzato carta e penna.
Pam Muller spiega, infatti, che per immagazzinare dati in maniera profonda è necessario scrivere a penna, mentre i dispositivi elettronici sono più adatti per trattenere un grande numero di dati e trascrivere liste.

La ricercatrice, consiglia di usare penna o computer secondo l’esigenza che ci si presenta in un determinato momento. Inoltre, una buona soluzione per i tecnologici più incalliti consisterebbe nell’uso di dispositivi dotati di tecnologia stilo,così da esercitare la memoria e l’apprendimento di concetti base.
E voi, di che appunti siete?