sabato, 7 Febbraio 2026

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Notizie e tendenze sulla società, sul costume, sull’opinione pubblica e sul cambiamento generazionale

Zach Miko: il modello curvy che cambierà la società (FOTO)

credits photo: newnownext.com

Nell’universo della moda, e più in generale nel mondo, sta avvenendo una rivoluzione e questo è ormai palese. Le passerelle si popolano di modelle curvy e plus-size e, finalmente, nell’immaginario di chiunque viene meno la predominanza di modelli eccessivamente magri per lasciare spazio a figure di tutti i tipi: dalle donne alla Twiggy, passando per quelli più formose alla Sophia Loren o altre dalle curve più morbide. C’è spazio per tutti e il bello non è più appannaggio di una sola categoria. Se ciò è vero per le donne, per gli uomini c’è invece ancora molto da fare.

Gli uomini magri e muscolosi sono ancora visti come i più belli (sempre che la bellezza possa considerarsi oggettiva), ma il primo passo è stato fatto. Ci penserà Zach Miko ad aprire la strada ai modelli over-size e agli uomini dalle taglie forti nell’immaginario femminile.

credits photo: teenvogue.com
credits photo: teenvogue.com

Non che il compito sarà difficile per lui. Basta guardarlo: barbetta, occhi chiari, fisico statuario che infonde senso di protezione. Zach Miko ha 26 anni, è alto quasi due metri e pesa 110 kg di fascino. Non solo bello, ma anche simpatico. Il modello, infatti, è anche attore e comico. Quando ha firmato il contratto per diventare modello si è posto come obiettivo quello di cambiare la società. In una intervista a ‘Teen Vogue’ ha infatti dichiarato: ‘Sono entusiasta di mostrare al mondo che la bellezza è disponibile in tutte le forme e taglie’.

I suoi profili social, ovviamente, sono super seguiti già da prima che venisse notato dalla prestigiosa agenzia americana, la Igm Models, che l’ha notato e voluto fortemente. Il suo account su Instagram, dove spesso sottolinea la sua felicità nel vivere in un corpo senza addominali e imperfetto per quelli che sono gli standard della moda, ad esempio conta circa 55 mila seguaci. Numeri che promettono di lievitare a breve.

Toilette: i simboli più simpatici per uomini e donne (FOTO)

photo credits: Bored Panda

L’arredamento e l’originalità di un locale, sono un aspetto importante e da non sottovalutare per una buona impressione sulla clientela.

La toilette poi, come spesso si dice, è lo specchio della cucina e dell’igiene del locale in generale. Tralasciando il punto di vista della pulizia però, è ormai diventata abitudine nei locali al passo con i tempi, rimodernare continuamente gli arredi e dare un tocco di originalità e freschezza anche ai simboli sulle porte delle toilette.

Banditi omini in pantalone o gonnella, si lascia spazio alla creatività ed al divertimento per quanto riguarda la distinzione tra le toilette di uomini e donne.
C’è chi ironizza con frasi e stereotipi, chi azzarda allusioni poco carine e chi non bada alle differenze di genere e fa disegnare sulla porta animali ed oggetti neutri.

Bisogna riconoscere, infatti, che nel 2016 non dovrebbe essere un problema per una donna usufruire di un bagno per soli uomini e viceversa.
I proprietari di locali più creativi ed attenti allo stile del loro pub, bar o ristorante si lasciano contagiare da ironia e simpatia e giocano con i simboli più disparati che riescano far sorridere il cliente, anche durante una lunga attesa in coda per usufruire delle toilette.

Tra le immagini più divertenti: un galletto ed una gattina, scarpe da uomo e da donna incollate sulla porta, unicorni asessuati e tavolette che non ne vogliono sapere di essere abbassate. Senza tralasciare nuvolette che innaffiano alcune piantine in maniera precisa o “fuori dai bordi”.
Non sappiamo se questo sia il segno di un abbandono definitivo ai tristissimi omini stilizzati, ma speriamo che questa nuova tendenza contagi tutti.

Sorry for you too, da Bruxelles arriva la risposta al migrante di Idomeni

Credits: repubblica.it

Il giorno degli attentanti di Bruxelles tutto il mondo si è mostrato vicino alle vittime, ai feriti e ai sopravvissuti che avranno sempre nella mente quelle brutte immagini legate agli attacchi dell’aeroporto e delle stazioni metropolitane.

In un giorno così tragico per la città belga, un piccolo migrante di Idomeni, che vive in un campo profughi al confine tra la Macedonia e la Grecia, ha voluto far sentire tutta la sua sofferenza e tutto il suo cordoglio a chi quella giornata la stava passando tra ansie e paure. Il suo messaggio, scritto su un foglio bianco e mostrato al cielo, ha fatto il giro del mondo.

E da Bruxelles la risposta al piccolo bambino non si è fatta attendere. Un papà, mentre tiene la mano alla figlioletta, stringe un foglio con una scritta molto chiara: “Sorry for you too. From Brussels“. Mi dispiace anche per te è il messaggio che un papà della capitale del Beglio ha voluto far recapitare al piccolo bambino, per fargli capire che ora, dopo che quello che è successo nella sua città, riesce a capire veramente che cosa vuol dire vivere per lui. Per un bambino che ha conosciuto troppo presto le ingiustizie, il male e la guerra.

Credits: repubblica.it
Credits: repubblica.it

Attentati in Pakistan: la Tour Eiffel non si illumina ed è subito polemica

Credits: repubblica.it

Lo scorso 22 marzo sarà per sempre ricordato come il giorno degli attentati di Bruxelles, durante i quali sono stati colpiti sia l’aeroporto della città che diverse stazioni metro, causando numerosi morti e feriti. Una giornata che ha riaperto le ferite degli attacchi terroristici avvenuti l’anno scorso a Parigi, a gennaio e novembre, ma anche quelli di Ankara, di Madrid, delle Torri Gemelle e di tutti quei Paesi che ogni giorno devono lottare per sopravvivere.

Martedì scorso siamo stati tutti Bruxelles, come siamo stati tutti Parigi. Ma perché Ankara non ha avuto la stessa considerazione? Perché ieri, durante la giornata di Pasqua, il mondo non si è spento a causa della strage avvenuta in Pakistan? A Lahore sono morte 72 persone, la maggior parte delle quali erano donne e bambini. Ancora una volta indifesi ed innocenti hanno perso la vita in nome di chissà quale strana ragione.

Questa volta, infatti, a differenza di Bruxelles, la Tour Eiffel – che si era illuminata con il tricolore del Belgio per commemorare le vittime e per far sentire a chi aveva perso tutto la vicinanza – non si è accesa.

Gli utenti di Twitter, però, non ci stanno e si fanno sentire con tweet che esprimono tutto il loro dolore: non è giusto stare vicino a Bruxelles e non al Pakistan. “Il dolore di una madre è lo stesso in Belgio, a Parigi, o in Pakistan” è uno dei messaggi più forti, tutti indirizzati al sindaco di Parigi, Anne Hidalgo. Quale sarà veramente il motivo per cui la Tour Eiffel non si è accesa?

Ci sono attacchi in tutto il mondo e rendiamo omaggio in modo diverso. Gli attentati di Bruxelles hanno un significato particolare perché con il Belgio abbiamo un rapporto speciale” ha spiegato il sindaco alla radio Europe 1.

Cos’altro si può dire dopo una risposta del genere? Solo che se, in giro per il web vedete una foto della torre illuminata non credete che sia per il Pakistan: quell’immagine, pubblicata su Twitter dalla giornalista Mehereen Zahra-Malik, di Reuters, risale al 2007, quando il monumento si era colorato in occasione del campionato mondiale di rugby.

Credits: repubblica.it
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