domenica, 8 Febbraio 2026

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8 marzo: storie di donne (stra)ordinarie (FOTO)

credits photo: popoffquotidiano.it

Come ogni 8 marzo anche quest’anno è giunta la Festa delle Donna. Una giornata per celebrare e onorare la forza femminile, che fin dai tempi più remoti ha dovuto combattere contro discriminazioni. Sono passati anni, secoli, millenni. Sono cambiati i modi, ma ancora oggi noi donne dobbiamo lottare il doppio di un uomo per ottenere il rispetto che meritiamo. In questo giorno però, mettiamo da parte la frustrazione che sentiamo quando scopriamo che a parità di ruolo un uomo prende uno stipendio maggiore del nostro o quando, ad un colloquio di lavoro, ci chiedono se vogliamo avere figli. Dedichiamo questa giornata a Donne con la D maiuscola, quelle da prendere ad esempio, che, in un modo o nell’altro, non si sono lasciate scoraggiare da un mondo al maschile e hanno inseguito sogni ed obiettivi o che hanno dedicato il loro tempo ad aiutare altre donne.

Maria Montessori

credits photo: tallpinesschool.com
credits photo: tallpinesschool.com

Maria Montessori è stata tra le prime donne, la terza precisamente, a laurearsi in medicina in Italia, ma oggi è maggiormente conosciuta per il metodo pedagogico da lei ideato e che prende il suo nome. Sin dalla giovane età la Montessori ha dimostrato un carattere forte, optando per stili di vita ‘alternativi’ rispetto a quelli predominanti nei primi anni del ‘900. Il papà, infatti, la voleva insegnante, ma Maria mostrò una passione per le materie scientifiche.

Malala Yousafzai

credits photo: STAN HONDA/AFP/Getty Images
credits photo: STAN HONDA/AFP/Getty Images

Premio Nobel per la Pace, Malala è un’attivista pakistana. Giovanissima (è nata nel 1997) ha già dimostrato tantissima forza lottando per il diritto all’istruzione delle donne della città di Mingora. A soli undici anni ha curato un Blog per la BBC in cui documentava il regime dei talebani pakistani. Si tratta, chiaramante, di un’attività rischiosa che le stava per costare la vita. Infatti, Malala è sopravvissuta ad un agguato.

Samantha Cristoforetti

credits photo: it.wikipedia.org
credits photo: it.wikipedia.org

Samantha Cistoforetti è un nome noto a tutti. Austronauta italiana, ha conseguito il record femminile di permanenza nello spazio. Un esempio che ci invita ad inseguire i nostri sogni senza farci ostacolare dai limiti che poniamo a noi stesse.

Rita-Levi Montalcini

credits photo: lavocedellisola.it
credits photo: lavocedellisola.it

La Montalcini è stata la prima donna ad essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze. Ha vinto il premio Nobel per la medicina nel 1986 e, come lei stessa ha affermato, ha realizzato i suoi progetti grazie alla tenancia e alla noncuranza delle difficoltà, che non sono state di certo poche.

Oriana Fallaci

credits photo: blog.vanityfair.it
credits photo: blog.vanityfair.it

Straordinaria giornalista, la Fallaci è riuscita a prevalere in un mondo dominato da uomini. ‘Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai‘, è così che la scrittrice descrive le donne. Non possiamo che essere d’accordo.

5 sostanze che creano dipendenza e i loro effetti sul cervello

Credit: http://www.independent.co.uk/

Quali sono le droghe che creano più dipendenza?
La risposta cambia a seconda della persona a cui si chiede, perché per molti la soluzione risiede dietro ai termini di malessere fisico che la stessa può provocare, mentre per altri dipende dai sintomi di astinenza o di quanto facilmente una persona ne cada in trappola.

Ci sono, ovviamente, altre sfaccettature per arrivare al punto del problema, tanto da poter dimostrare addirittura che alcune di quelle che per noi vengono etichettate come droghe – con l’impiccio gravoso della dipendenza, quindi – in realtà non lo siano.
Una su tutte la marijuana, che non crea dipendenza né crisi di astinenza.

Passiamo ora alle cinque sostanze che, invece, provocano effetti più devastanti e al loro livello di dopamina sulla materia cerebrale.

1. Eroina

Gli esperti la considerano la droga peggiore, tanto da totalizzare un punteggio di 2.5 su un massimo di 3 sulla scala da loro prestabilita. L’eroina fa parte della famiglia degli oppiacei e causa un aumento del livello di dopamina nel cervello pari al 200% in più su gli animali da laboratorio.
Oltre ad essere la droga più forte, vince anche il titolo di più pericolosa a causa della dosatura che deve essere sempre controllata, poiché può essere letale. Non se ne può prendere, infatti, cinque volte il dosaggio richiesto per una dose.
Si guadagna poi il secondo posto come droga più dannosa sia per i dipendenti che per la società, con un traffico legato agli oppiacei pari a circa 68 miliardi di dollari.

2. Alcol

Nonostante sia legale, l’alcol occupa il secondo posto nella top 5 delle droghe che creano più dipendenza.
Le povere cavie ne hanno sorbito gli effetti, per un aumento della dopamina che andava dal 40% al 360% a seconda dell’aumento della sostanza, con una crescita costante proporzionalmente al suo aumento.
Il 22% delle persone che hanno cominciato con un drink, hanno riscontrato ad un certo punto della loro vita di averne dipendenza.
È una delle sostanze peggiori anche in termini di cause di morte.

3. Cocaina

La cocaina fa in modo che il segnale della dopamina non si spenga mai a livello neuronale con la ormai conosciutissima conseguenza di un’iperattività legata a un’assurda attività del cervello.
In laboratorio è stato dimostrato, infatti, che può aumentare il livello di dopamina fino a tre volte il normale quantitativo. Il suo mercato si aggira intorno ai 75 miliardi di dollari, per uso mondiale davvero esteso.
Tanto quanto le metanfetamine e le anfetamine – additivi stimolanti a questa simili – si sta diffondendo a macchia d’olio e impossessarsene sta diventano sempre più facile.

4. Barbiturici

Usati fino a un po’ di tempo fa per contrastare ansie e insonnie, il loro principio consiste nell’assopire alcune regioni del cervello.
A dosi ridotte è possibile farsi prendere da semplice euforia, ma a dosi elevate può risultare letale per via della soppressione del respiro. Una volta venivano assunti con semplicità a causa della possibilità di prescrizione, ora invece sono stati sostituiti da altre sostanze che li hanno fatti resi un po’ vintage, con il vantaggio di fargli provocare danni ridotti. In virtù di questo si aggiudicano il quarto posto.

5. Nicotina

È la nicotina l’ingrediente più dannoso all’interno del tabacco. All’accendersi di una sigaretta la nicotina viene subito assorbita dai polmoni e poi spedita al cervello. Per quanto possa essere comune e scontata, esperti affermano di avere tutte le ragioni di temerla non meno delle altre droghe presenti nella classifica.
Il livello di dopamina è ridotto ad un aumento che va dal 25% al 40%, ma le cause di morte non sono da sottovalutare, anche se spesso così è.

Il partner ideale? Ha i tuoi stessi valori

www.donna.fanpage.it

Dura la vita della donna single, continuamente proiettata alla ricerca dell’amore vero: quello sincero, appassionato e affidabile, con cui trascorrere i resto della vita mano nella mano.
Anche se veniamo attratti da soggetti molto diversi tra di loro ma che in qualche modo ci trasmettono qualcosa, definire qual è il nostro modello di partner perfetto è pressoché impossibile.
Per quanto possiamo andare a letto con Tizio o con Caio, sempre ovviamente per una questione di piacere e di chimica sessuale, quel brivido provato nel primo periodo di relazione è destinato a scomparire con il tempo.

Si tratta infatti di fenomeni ben spiegati da scienze come la chimica e la fisica e destinati, pertanto, ad avere una fine.
Ma cosa ci lega all’altra persona nel profondo? Cosa ci spinge a scegliere tra decine (o centinaia) di persone diverse quella più giusta? Lo psicologo Peter Pearson, considerato nell’ambiente un guru in fatto di relazioni, ha dichiarato che ciò che tiene legate due persone altro non è che la stessa visione del mondo e delle cose. Insomma l’assonanza di ciò che comunemente chiamiamo ‘valori‘.

Questi ultimi sono una cosa ben diversa dagli interessi, i quali potrebbero essere, non senza le dovute difficoltà, la base di eventuali (e fisiologiche) negoziazioni tra i due partner. Adorare la stessa tipologia di film non significa condividere dei valori di vita bensì avere semplicemente gli stessi gusti. Il che aiuta sicuramente le coppie ma non rappresenta una garanzia per la durata del legame.
Un esempio molto semplice: se il vostro partner avesse come unico obbiettivo quello di fare soldi e voi foste del tutto disinteressati a una vita fatta di lusso, quale compromesso potreste mai riuscire a trovare? Oppure: se il vostro Lui non ama stare con gli altri, condividere esperienze con il prossimo e confrontarsi con il mondo come potreste voi, anima socievole, riuscire ad andarci d’accordo?

Rifletteteci: quanto vi costa continuare a stare in un rapporto che è spacciato sin dalla nascita? Ogni essere umano dovrebbe selezionare le proprie frequentazioni sin dal principio: solo così si possono evitare rotture e sofferenze inutili.

Neonati su Instagram: le regole da rispettare

credits photo: mashable.com

Cosa succede quando nasce un bambino? Sono passati 9 lunghi mesi di attesa e, finalmente, genitori, amici e parenti possono osservare quel fagottino di gioia. La tentazione a cui non si saprà resistere sarà quella di prendere il cellulare e iniziare a scattare foto e dare la lieta notizia al mondo intero. Ma prima di postare le immagini dei neonati su Instagram, o su qualsiasi altro social, aspettate. Ci sono 5 regole da rispettare:

1. Non postare niente se non l’hanno fatto i genitori

I primi a dare la notizia e a postare la foto del neonato, se vogliono, devono essere i genitori. Evitate quindi di fare annunci, anche se si tratta di parenti stretti o dei vostri migliori amici. Se proprio non resistete chiedete prima il loro permesso.

2. Sì ai like e commenti, no alle foto di famiglia

Sì ai like, sì ai commenti ma no alla condivisione della foto della nuova famiglia. Probabilmente, infatti, i genitori hanno voluto condividere la gioia con i loro amici, ma ciò non significa che vogliano farlo anche con i vostri contatti.

3. Congratulatevi in privato

Siete pieni di gioia e morite dalla voglia di fare le congratulazioni ai neo-genitori. Il consiglio, però, è quello di evitare la pubblicazione di post eclatanti. Meglio un sms, un messaggio privato o una telefonata. Anche in questo caso, però, tenete conto che nelle prime ore dopo la nascita i genitori saranno un po’ frastornati. Lasciategli il tempo di metabolizzare e non inondateli di chiamate.

4. Chiedete il permesso

Anche se sono passati ormai giorni e mesi, prima di pubblicare l’immagine di un bambino dovete chiedere il permesso ai genitori. Anche se si tratta di chat private.

5. Pianificate

Se invece siete voi i genitori e ci tenete a dare l’annuncio sui social, mettetevi d’accordo e pianificate in anticipo come fare. Nelle ore che precedono il travaglio e in quelle successive non avrete assolutamente modo di pensare a queste cose. Chiedetevi se volete postare la foto del bimbo o semplicemente far sapere ad amici e parenti che è venuto al mondo, chiedendo riservatezza.