giovedì, 9 Luglio 2026

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L’uomo che ha il mondo tatuato sulla schiena

Una volta il miglior modo per rendere indimenticabile la visita in un paese erano le cartoline. Oggi è colorare la mappa del mondo tatuata sulla schiena.

Bill Passman è un avvocato 60enne originario della Luisiana. Dal 2006 ha scoperto la sua passione per i viaggi e dal 2010, anno del suo pensionamento, passa nove mesi l’anno a gironzolare per il globo, tornando a casa solo per rivedere la sua famiglia e per far colorare il suo tatuaggio.

L’idea è nata al Pirate Bar in Utila, Honduras, durante la coppa del mondo. Bill, che cercava ispirazione per il suo “travel tattoo”, guardando il tatuaggio di un altro cliente ha pensato bene di farsi tatuare i confini del mondo sulla sua schiena, compresi tutti i diversi paesi in modo da lasciare una traccia incancellabile del luoghi visitati.

dailymail.co.uk
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Il 15 Febraio Bill è riuscito a raggiungere il suo obiettivo di visitare almeno 100 paesi diversi. Ancora però non è riuscire a colorare tutto il mondo tatuato sulla schiena. Ad oggi infatti ha raggiunto il 60% di completamento. Mancano la parte centrale dell’Africa e parte del Medio Oriente.

tatoodo.com
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Bill ha affermato:“Mi sono fatto questo tatuaggio per far vedere a tutte le persone la mia passione per i viaggi. È una maniera per ricordarmi di tutti i posti fantastici che ho visitato nel mondo. Ho venduto tutto e da allora viaggio continuamente.”
Sicuramente l’idea è molto originale, e ad alcuni potrebbe sembrare anche esagerata ma sicuramente è un modo unico per rendere indimenticabile ogni viaggio.
Posso solo augurargli di riuscire a realizzare il suo sogno e colorare ogni singola parte del suo unico tatuaggio ma voglio anche esprimergli i miei complimenti, sia per tutti i paesi che ha visitato in così poco tempo ma anche, e sopratutto per il coraggio che dimostra ogni volta dal tatuatore. Io non riesco a tatuarmi nemmeno una piccola coccinella.

Europa, in quale nazione si vive più a lungo? (FOTO)

Credits: wakeupnews

Dove si vive meglio e più a lungo in Europa? In quale paese, quindi, la popolazione è più longeva? Il Nordest dell’Italia, il nord della Spagna, e la Francia occidentale e meridionale, Andorra: sono questi i luoghi del vecchio continente in cui si vive di più, grazie anche alla dieta mediterranea, al clima favorevole e a uno stile di vita più sano.

La “mappa della longevità in Europa” è stata realizzata grazie ad uno studio dell’Università di Porto, pubblicato sul britannico Journal of epidemiology and community health. La ricerca dell’università ha analizzato la percentuale di uomini e donne che nel 2001 avevano tra i 75 e gli 84 anni e che, nel 2011, erano ancora vivi, arrivando quindi all’età di 85 e 94 anni. Le aree più scure nella mappa indicano proprio le zone in cui quella percentuale di “anzianità” è maggiore: i Paesi della Loira, Ile de France e Provenza sono quelli con i tassi più alti.

Europa, in quale nazione si vive più a lungo? (FOTO)
Allo stesso modo questa ricerca ha analizzato anche quelle zone in cui la percentuale si abbassa: tra queste regioni abbiamo le aree industriali del Nord Europa, in particolare in Gran Bretagna, Olanda, Danimarca e Svezia ma anche nel Sud della Spagna.

Europa, in quale nazione si vive più a lungo? (FOTO)E l’Italia? In Italia il Veneto e la Romagna sono le aree in cui si vive di più, la zona attorno a Napoli in Campania e tra Bari e Foggia in Puglia invece quelle in cui la percentuale analizzata precedentemente è più bassa.

[Fonte e Credits: Repubblica]

Vent’anni: 15 consigli per viverli al meglio

Credits: youngstershub.com

Avere vent’anni significa essere consapevoli del fatto che, in un modo o nell’altro, si potrà riparare agli inevitabili errori che tutti finiamo col fare prima di capire come funziona davvero il mondo.

Detto ciò, da alcune cattive scelte derivano talvolta delle conseguenze infelici: basti pensare al non saper mettere i soldi da parte o a quanto si trascuri oggigiorno la salute, fisica e psicologica.

Niente paura, però, perché si tratta di scelte facilmente evitabili: abbiamo raccolto, proprio per questo motivo, una serie di consigli che imprenditori e scrittori hanno pubblicato sul social network Quora. Facciamone tesoro.

1. Non credere che l’educazione e il talento siano sufficienti a riuscire nella vita.

Grande intelligenza, talento naturale e lauree conseguite presso università esclusive sono tutti ottimi assi nella manica, ma ci non garantiscono affatto un posto di lavoro una volta portato a termine il nostro percorso accademico.
Ho passato i miei vent’anni in ambienti d’azienda: ricordo perfettamente che lavoravo la notte e anche nel weekend – dice Sylvie di Giusto, fondatrice di Executive Image Consulting. “Sudore, paura, ma anche diligenza, perseveranza e tantissimo sacrificio: di questo è stata fatta ed è tuttora fatta la mia carriera. Non ci sono mezzi termini quando si tratta di far carriera: il successo non arriva improvvisamente, ce lo costruiamo noi”.

2. Non trascurare la salute.

Man mano che si diventa più grandi, ci si rende conto che non si può continuare a fare bagordi come quando si stava al primo anno dell’università. “Le sbornie a 28 anni saranno sempre più difficili da affrontare: così, l’idea di bere tutta la nottata non ti sembrerà più una genialata come un tempo”, scrive Meggie Sutherland Cutter su Quora.

E cosa dire, poi, di tutto il fumo e le terribili abitudini alimentari che si sedimentano proprio durante quegli anni? Il professore di Comunicazione
Michael Weston dice, peraltro, che i ventenni dovrebbero fare molta attenzione anche alla salute mentale, poiché tutte le potenziali problematiche psicologiche che ci portiamo dietro sorgono proprio a vent’anni.

3. Non spendere tutti i propri averi.

Per quanto la pensione ci sembri lontana, non c’è nulla di male a riconoscere l’importanza dell’incominciare mettere da parte dei soldi quanto prima. Del resto, come ricorda l’imprenditrice Aditya Rathnam, se non si hanno dei fondi da cui partire per i propri investimenti, non si avrà mai neanche la possibilità di un rientro economico per la propria compagnia.

4. I soldi non fanno la felicità.

Prestigio e libretto di assegni possono renderci persone più felici, ma esistono cose molto più efficaci, secondo il parere di Joe Choi. Il rischio è quello di rimpiangere poi il fatto di aver inseguito tutta la vita il denaro, invece della propria autentica passione.

5. Non mollare, anche nelle difficoltà.

Mettere fine a una relazione importante, essere licenziati, assistere al fallimento della propria startup possono sembrare tutte cose devastanti, quando ti succedono per la prima volta.
Ma invece di arrendersi o puntare più in basso la prossima volta, bisogna usare i fallimenti come delle opportunità per imparare e per migliorare. L’editor di Vogue Anna Wintour, per esempio, ha affermato che essere stata licenziata verso la metà degli anni ’70 è stata uno dei più importanti momenti della sua carriera.

6. Non lasciar decidere agli altri.

Quando si inizia una nuova avventura lavorativa si è sempre tentati di avere l’appoggio di qualcuno che sappia indicare la via migliore. Eppure, anche secondo la businesswoman Lori Greiner, non bisogna mai lasciarsi influenzare dalle opinioni altrui al livello personale: “il successo ha a che fare con il modo in cui ci concepiamo: è il modo in cui concepiamo noi stessi a determinare il modo in cui ci concepiscono gli altri”.

7. Non lasciarsi prendere dall’impazienza.

Non c’è necessariamente bisogno di ritrovarsi sposati, proprietari di casa, e con dieci anni di esperienza lavorativa alle spalle entro i trent’anni: bisogna essere pazienti e concentrarsi sul presente. Questa sensazione di dover a tutti costi raggiungere tutti i propri obiettivi il prima possibile è solo una controproducente fonte di stress.

8. Non voler piacere per forza a tutti.

Sulle prime che si inizia a lavorare, si vuole essere sempre in buoni rapporti col proprio capo, coi propri colleghi e coi proi clienti. Ma, una volta che ci siamo resi conto che non gli piacciamo, facciamocene una ragione e andiamo avanti. È inevitabile.

9. Le amicizie non durano per sempre.

I nostri amici del liceo pensavano che il nostro rapporto sarebbe rimasto invariato per sempre. Alcune amicizie, in effetti, restano vive fino ai quarant’anni. Ma la maggior parte della gente, da un certo punto in poi, pensa giustamente ai propri affari”, scrive Sutherland Cutter su Quora.

10. Trasferirsi altrove non risolve nessun problema.

Viaggiare e vivere in altri luoghi può rappresentare un arricchimento culturale, ma non bisogna credere che trasferirsi dall’altro lato del mondo significhi necessariamente che tutta la propria vita acquisisca improvvisamente più senso.

11. Non isolarsi.

Importante è crearsi delle relazioni solide con i propri colleghi, ma se ci si isola si cominciano a guardare le cose da un’ottica miope. “Le persone che ci stanno intorno hanno un’influenza diretta sulla nostra vita lavorativa– dice Jon Levy, fondatore dell’ Influencers network – da quanto esercizio fisico facciamo fino al tipo di abiti che indossiamo. Se perciò vogliamo vivere una vita felice e soddisfacente bisogna diventare bravi a costruire delle relazioni con le persone che stimiamo, lasciando perdere quelle che invece riteniamo negative”.

12. Niente “o bianco o nero”.

Lo scrittore James Altucher è dell’opinione che molti ventenni ragionano secondo termini assoluti. Per esempio, alcuni di loro sentono come se dovessero scegliere tra un percorso lavorativo che privilegia loro stessi e uno che privilegia gli altri, senza rendersi conto che coltivare un proprio interesse non significa per forza il contrario di “fare del bene” al mondo.

13. Nessuna ossessione per l’anima gemella.

Alcuni scelgono vivere i propri vent’anni da single, senza legami. Altri cercano la persona giusta da sposare. Proprio questi ultimi possono restare intrappolati nella fantasia di trovare qualcuno con cui l’amore scatta all’improvviso, senza alcuno sforzo. Ma nella vita vera, il requisito più significativo ed effettivo in una relazione a due è proprio l’impegno, così come la dedizione.

14. Non pianificare gli anni in anticipo.

Cerchiamo sempre di non perdere la testa facendo programmi con cinque anni di anticipo: teniamoci concentrati sugli obiettivi più prossimi.

15. Capire che non si è soli.

Diventare adulti e intraprendere una nuova strada lavorativa ci fanno pensare di essere gli unici ad affrontare certe difficoltà? Sbagliato. I nostri colleghi e nostri amici non se la vedono meglio di certo.

McDonald’s, paese che vai menu che trovi (FOTO)

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Chi non ha desiderato almeno una volta nella vita di concedersi una serata a base di panino e patatine acquistate da McDonald’s? La catena di fast food americana più famosa del mondo è certamente una icona per quelli che amano i cibi easy e pieni di calorie, nonché un rifugio per chi si trova in un paese straniero e non sa cosa mangiare e dove consumare un pasto veloce.
La verità è che i menu del McDonald’s non sono perfettamente uguali in tutti i paesi del globo; la catena tiene ovviamente conto delle tradizioni culinarie di tutti i paesi in cui si insedia, operando delle modifiche ai piatti da proporre ai suoi avventori.

James McGowan, nato in Ontario (Canada) e ora residente a Bangkok, ha raccolto le immagini dei vari ‘pasti’ firmati McDonald’s acquistati in giro per il mondo.
Gli scatti dimostrano quanto affermato sopra e cioè il fatto che la catena proponga pietanze cucinate in maniera diversa a seconda del paese in cui si trova. È molto divertente osservare i menu disponibili nei paesi asiatici, dove le spezie la fanno da padrone. McGowan ha affermato di avere visitato i McDonald’s di tutto il mondo, avendo così la possibilità di creare una piccola classifica dei menu che ha maggiormente apprezzato durante il suo tour culinario.

1. Tailandia

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2. Hong Kong

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3. Sri Lanka

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4. Giappone

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