giovedì, 9 Luglio 2026

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#IostoconDiCaprio: il web supporta l’attore per gli Oscar 2016 (FOTO)

credits photo: deewaneaam.com

Mancano poche ore alla notte degli Oscar e ormai tutto il web è in fermento. Ciò che più attendiamo, inutile negarlo, è il momento in cui sapremo se finalmente il bel Leonardo DiCaprio avrà finalmente la sua rivincita, o se anche quest’anno tornerà a casa un po’ amareggiato fornendo materiale per il web, che, non ci sono dubbi, si divertirà per giorni e giorni.

In ogni parte del mondo gli occhi saranno, quindi, tutti puntati sul piccolo schermo per sapere a chi verranno assegnate le bellissime statuette da quattro kili e placcate in oro 24 carati. A quanto pare un premio che vale, di base, 295 dollari ma che i proprietari non possono vendere senza andare contro un contratto che devono firmare. Il massimo che possono fare è offrirla agli Academy Awards per un dollaro.

Non che Leonardo DiCaprio, in caso di vittoria, abbia intenzione di vendere la statuetta. Il web, che lo sta supportando con l’hashtag #IostoconDiCaprio, è ormai in ansia e non glielo perdonerebbe mai. Tra ironia pungente e post appassionati il messaggio è chiaro, per noi DiCaprio ha già vinto.

Leonardo DiCaprio, è vero, ha sfiorato il premio molte volte. Basti pensare che ‘Titanic‘ detiene il record di Oscar vinti nella stessa edizione contendendoselo solo con ‘Ben Hur‘ e ‘Il signore degli anelli‘. Ma se pensate che sia l’artista che ha ricevuto più delusioni dagli Academy Awards, vi sbagliate. Questo non felicissimo record spetta, infatti, ad altri. Precisamente Kevin O’Connell, tecnico del suono, ha ricevuto ben 20 nomination senza mai ottenere il premio. Invece, i film ‘Due vite, una svolta‘ e ‘Il colore viola‘ sono stati nominati per 11 Oscar ma non hanno mai ottenuto la statuetta.

Insomma, DiCaprio non sarà l’artista più giovane ad aver vinto l’Oscar, quel posto è di Tatum O’Neal, 10 anni, ma noi siamo fiduciosi: non ruberà il record Christopher Plummer, che detiene quello di anzianità per aver stretto la statuetta ad 82 anni, dopo aver ottenuto il premio nella categoria ‘miglior attore non protagonista‘.

Tatuaggi da donna: dove farli per essere femminili e glamour?

Credit: beauty.pianetadonna.it

Il tatuaggio sul corpo femminile è un tema ancora molto dibattuto.
Quali sono le zone più indicate per apparire seducenti e femminili? Ci sono dei posti da evitare assolutamente? Altri su cui farlo subito?

È luogo comune pensare che sia il braccio il posto meno femminile da tatuare per una donna. Non sono d’accordo – forse perché ho entrambe le braccia tatuate – ma so che per molti fa ancora effetto “camionista”.
Certo, io me la sono andata a cercare: ho inciso due belle figure femminili, ingombranti e fiere che occupano gran parte del braccio superiore, rendendomi la persona più orgogliosa durante la stagione estiva e non.

Credit: www.unadonna.it
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Ma non escludiamolo del tutto dalla lista delle parti migliori da decorare. Se ci si limita ad un disegno floreale, a una bella frase o a degli esotici mandala, ecco che anche il braccio diventa la tela perfetta per chi desidera colorarsi la pelle senza rinunciare al suo lato “rosa”.

Credit: tatuaggi.zonster.com
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tatuaggi.zonster.com

Il vedo-non vedo rimane comunque l’effetto più ricercato. Non senza un buon motivo: è sexy.
Il lato seminascosto di un corpo femminile suscita sempre l’interesse maggiore da parte del parterre maschile. Quindi via ai tatuaggi delicati sulla nuca, sulle cosce, sulla schiena, sul costato o appena sopra il lato B.
È innegabile che la voglia di guardare meglio ciò che risiede in particolari zone del corpo, susciti una scarica erotica non indifferente per chi le guarda.

Se, invece, vogliamo soffermarci sulle zone off-limits, che non andrebbero tatuate nemmeno sotto i brutti effetti dei fumi alcolici, possiamo consigliare con certezza di escludere il collo sia sui lati, che sul fronte ovviamente.
Il collo è la zona meno femminile in assoluto da tatuare. No, non ci sono ragioni, non ci sono giustificazioni.

Credit: www.varjokuva.com
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www.varjokuva.com

Passiamo al polpaccio. Personalmente, in veste di partecipante al settore, non sarebbe la mia prima scelta. Anzi, lo trovo piuttosto rischioso. Certo che se parliamo di polpacci mastodontici, particolarmente muscolosi, da campionessa nazionale di calcetto a 5, lo escluderei senza pensarci due volte.
Ma anche in questo caso, come per il resto in realtà, dipende tutto dal disegno.

Non si sbaglia mai quando si sceglie il piede. Sensuale, elegante, facile da coprire o scoprire in base alle necessità e adatto a diverse forme e dimensioni. Un biglietto da visita da presentare ai feticisti più incalliti.
Con una bella decoltè, è la morte dell’outfit perfetto.

Credit: www.donnaclick.it
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www.donnaclick.it

Comunque ragazze, nel dubbio, basti pensare che i tatuaggi sono come le minigonne, bisogna saperli portare.

Come i ristoranti raccontano chi siamo

drfitwood-terrace

I ristoranti, si sa, non sono fatti solo per mangiare. Sono per quando siamo stanchi e non ci va di cucinare; tipo quando torniamo a casa la sera dopo una giornata mostruosa, di quelle che ti fanno desiderare il letto comodo e caldo più o meno quanto il nostro stomaco desidera una fetta di pane e nutella nei momenti di più fame. Oppure quando siamo in compagnia e no, non sappiamo cucinare e andiamo al ristorante. O anche quando vogliamo chiacchierare e stare sereni perché qualcuno cucinerà al posto nostro.

Ecco, per questi motivi i ristoranti non sono fatti solo per mangiare. Ricerchiamo in quelle sale una tranquillità persa, e cerchiamo di ritrovarla anche solo per un’ora. Perché no, noi non andiamo al ristorante solo perché abbiamo fame.

Ci andiamo perché amiamo la compagnia e tutto il rumore dell’amicizia o degli amori che ci girano intorno tra tavoli e camerieri di corsa. Amiamo i ristoranti in spiaggia con il mare che ci culla e il vento tra i capelli. Ci piacciono le baite in montagna, riscaldate dai nostri cuori. Andiamo nei ristoranti per sentire l’orchestra delle posate, per ridere e scherzare, per amare la compagnia.

Quindi, la verità è che andiamo nei ristoranti perché abbiamo fame, sì, di posti belli e rilassanti. Poi, se il cibo è anche buono allora siamo proprio al settimo cielo. I ristoranti raccontano una storia, con tutti gli stili di vita che ci suggeriscono.

Quando siamo fuori casa, lontani parecchi fusi orari dai nostri tempi e dalle nostre ore, l’unico orologio che ci rimane è il nostro stomaco. E quindi la colazione, il pranzo e la cena sono gli step fondamentali di una giornata, ma sì, diciamo pure di una vita.

Il Driftwood di Miami ha saputo conciliare bene le emozioni e le sensazioni con il cibo. Non è solo un posto dove puoi ordinare un sandwich, dove puoi trovare piatti mediterranei combinati con ingredienti della cucina di Miami. No, è molto di più. É un’esperienza di vita, con la piscina che sta sotto ai nostri capelli sparsi al vento.

La Betty’s Tea Room ad Harrogate rima molto con innovazione e diversi tipi di stile di vita. Tra il polpo veneziano e il fritto misto, insomma, noi ci sentiamo proprio cullati.

Certi ristoranti ci offrono un’immagine di noi stessi che ci fa capire come in certi momenti vogliamo essere in determinati luoghi. Che il non inferno delle città invisibili e sottili e nascoste, noi, a volte, lo troviamo in quelli che, comunemente, sono chiamati “ristoranti” ma che per noi sono molto di più.

10 loghi famosi trasformati in base ai loro prodotti (FOTO)

credits photo: tpi.it

La maggior parte delle volte ci è sufficiente vedere un logo per riconoscere all’istante il prodotto ad esso collegato.
Ma cosa accadrebbe se i loghi più celebri rispecchiassero, anche graficamente, i prodotti che rappresentano? Il designer italiano Marco Schembri, ha avuto la simpatica idea di rendere ‘più reali‘ le grafiche di 10 famosi brand, facendogli rispecchiare fedelmente le caratteristiche dei prodotti che producono e vendono.

Da questa idea è nata la serie Logos affected by their products, che mette a confronto i brand originali e i loro alter ego, modificati in base alle caratteristiche della merce venduta.

McDonald’s

credits photo: tpi.it
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Il logo del McDonald’s, amata catena americana di fast-food, è ‘ingrassato‘ a forza di hamburger e patatine fritte.

Vodka Absolut

credits photo: tpi.it
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Il logo della vodka Absolut ci apparirebbe così dopo aver bevuto qualche bicchiere in più di superalcolici.

Starbucks

credits photo: tpi.it
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La sirenetta di Starbucks diventerebbe così dopo aver bevuto qualche caffè di troppo.

Gillette

credits photo: tpi.it
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Il logo della Gillette apparirebbe tagliato a metà da un rasoio affilato.

Braun

credits photo: tpi.it
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Il logo della Braun mostra l’efficacia dei suoi prodotti: risulta infatti ‘depilato‘.

Durex

credits photo: tpi.it
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Questa trasformazione della Durex è talmente inequivocabile da non aver bisogno di ulteriori chiarimenti.

Nutella

credits photo: tpi.it
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Una delle colazioni più gustose: pane e Nutella. In questa trasformazione sono stati rappresentati i prevedibili effetti collaterali, che si presentano quando si esagera con la gustosa crema alle nocciole.

Red Bull

credits photo: keblog.it
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Un energy drink bevuto al momento giusto potrebbe fare davvero la differenza.

Zippo

credits photo: tpi.it
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Il logo del popolare marchio di accendini Zippo è interamente ‘andato a fuoco‘.

Nestlè

credits photo: tpi.it
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Il logo della Nestlé rispecchia lo stretto legame tra l’ingerimento di grassi, zuccheri e cioccolato, e la conseguente comparsa di brufoli.

Schembri, l’ideatore, attualmente lavora a Malta nel campo del design industriale, ma ha annunciato che sta lavorando al progetto per ampliare la serie. Infatti, dopo l’impatto positivo che hanno avuto i 10 loghi modificati, presto potrebbero arrivarne di nuovi.
Nei casi in cui i loghi modificati provino l’efficacia del prodotto in questione, questi potrebbero addirittura ispirare qualche campagna pubblicitaria.