martedì, 10 Febbraio 2026

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Roberto Bolle a Sanremo conquista tutto il pubblico (FOTO)

credits: http://www.giornalettismo.com

La finale del Festival di Sanremo, è iniziata in un modo molto particolare e diverso dal solito. Ad aprire la serata, infatti, è stato Roberto Bolle, il più famoso ballerino italiano di danza classica. L’ètoile del balletto ha voluto stupire gli spettatori con un pezzo decisamente rock, ideato da un importante coreografo apposta per l’occasione.

Il ballerino è apparso, come sempre, in ottima forma e ha danzato sulle note di “We will rock you“, la canzone immortale dei Queen. Roberto Bolle ha mostrato i suoi movimenti armoniosi e le sue perfette linee, lasciando tutti a bocca aperta. Il suo intento, del resto, era proprio questo.

Roberto, infatti, ha pubblicato una foto sul suo account Instagram con scritto: “L’esibizione di stasera è dedicata a tutti quelli che pensano che la danza sia un’arte antica e polverosa.
La danza sa arrivare al cuore, emozionare, coinvolgere, stupire.
Grazie al grande Mauro Bigonzetti per la coreografia rock. E grazie a Carlo Conti per questa meravigliosa opportunità
“.

Dopo aver ballato, Roberto spiega davanti a Carlo Conti, e a tutto il pubblico italiano, che la danza non è qualcosa di distante, ma può anche essere pop, rock e vicina a tutti.
Oltre ad essere bello, sexy e bravissimo, ha dimostrato anche di essere un vero gentiluomo e di possedere una buona dose di simpatia e si è lasciato coinvolgere in una danza divertente e scatenata con Virginia Raffaele. Che dire, un vero e proprio orgoglio per noi italiani.

I commenti che arrivano dai social sono tutti molto positivi, da quelli più simpatici, che apprezzano in particolare il suo notevole aspetto fisico, fino a quelli pieni di ammirazione, postati anche da alcuni critici.

Sanremo 2016: i tweet più divertenti della serata finale (FOTO)

credits photo: hano.it

La 66esima edizione del Festival di Sanremo è giunta alla sua puntata finale e di una cosa possiamo essere certi: i veri protagonisti di queste serate sono stati gli utenti di Twitter che hanno animato le puntate postando delle vere perle. Ad essere colpiti proprio tutti, ma quello più bersagliato è forse stato Gabriel Garko che, ironizzando, ha anche letto qualche tweet a lui diretto sul palco dell’Ariston. Neanche i cantanti in gara sono stati esenti dalle critiche degli spietati twittatori.

Dopo quattro serate di tweet intensi, che hanno portato l’hashtang #Sanremo2016 in cima alla classifica delle tendenze, di certo il divertimento non si poteva fermare ora. Ecco , perciò, una selezione, aggiornata in diretta, dei tweet più pungenti della finale. Perderli non è tra le opzioni.

“La borsa di una donna”: da Noemi alla realtà

La nuova canzone di Noemi, una delle cantanti in gara il questo Festival di Sanremo 2016, ci dipinge bene. “La borsa di una donna pesa come se ci fosse la sua vita dentro” e forse, anche di più. Noemi, a noi piaci perché sei molto donna e la tua ultima canzone racconta una storia, la nostra. Le borse sì, hanno volato mille cieli e camminato per chilometri di autostrada insieme a noi, hanno conosciuto i libri su cui piangiamo e hanno assistito ai nostri esami universitari, ai nostri colloqui di lavoro, ai nostri pranzi in meno di dieci minuti, alle nostre feste.

la borsa di una donna

E sì, scrivere delle borse è come scrivere della storia di miliardi di donne del pianeta. È come scrivere di tutti i segreti racchiusi in pelle, cavallino, pitone, plastica. È esprimere solidarietà a tutti gli oggetti che sono stati risucchiati dai buchi neri di quelle tasche senza fondo, e che stiamo ancora cercando.

La priorità è del telefono: dalla tasca del pantalone alla tasca della borsa alla mano, ecco perché non possiamo proprio dimenticarlo. Poi il portafoglio, che passa da una borsa ad un’altra con la stessa velocità con cui ci alziamo dal letto al suono della settima sveglia rimandata. E poi le chiavi di casa, della macchina, del motorino, che pure quante ne hanno passate, dimenticate in chissà quali tasche chiuse da chissà quali cerniere, e introvabili soprattutto sotto la pioggia. E ancora l’agenda e gli occhiali da sole. Ecco, la borsa di una donna incomincia più o meno da qui.


la borsa di una donna

Un tempo erano i nostri sguardi, le nostre parole, i nostri ritardi, i nostri sorrisi, i nostri amori finiti a fare capire agli altri chi eravamo, come e perché. Un tempo, poi è cambiato tutto. Ora i nostri sguardi sono rivolti all’interno delle nostre borse per trovare l’introvabile. E questo condiziona tutti i ritardi che facciamo, perché sono – il 99% delle volte, ammettiamolo – a causa di oggetti introvabili, come le chiavi della macchina disperse in quell’infinito universo che è la nostra pochette del momento. E voi ancora credete che la borsa di Mary Poppins sia finzione?


la borsa di una donna

Le borse hanno visto decine di rossetti e mascara e matite per le labbra e per gli occhi e boccette di profumo, essere trasportati in tutti i luoghi. Hanno visto fondotinta rompersi brutalmente e rovinarci la giornata – perché è chiaro, a sporcarsi, distruggersi, è sempre la borsa preferita.

Ci hanno visto ridere per strada con gli amici, piangere in macchina sole. Hanno assistito a chiamate strazianti, a pettegolezzi da peggiori bar di Caracas. Hanno sopportato con noi i giorni più stancanti, sono state strattonate e buttate sul divano a fine giornata. Hanno visto le prime rughe comparirci sul viso e noi abbiamo visto i primi graffi del tempo che avanzano su di loro.

Questo, tutto questo, perché siamo donne. Se ci dovessero chiedere di portare una sola cosa con noi in un isola deserta, be, sceglieremmo la borsa e tutta la vita che contiene. Ad occhi chiusi.

Insomma, la borsa è la nostra giungla, e io devo ancora trovare una donna che abbia il coraggio di dire “sì, la mia è una giungla ordinata”.

Tatuaggi brutti: una carrellata di oscenità (FOTO)

Credit: http://www.blitzquotidiano.it/

I tatuaggi stanno spopolando. La media di persone tatuate è in continuo aumento e loro con il numero di tatuaggi inguardabili.
Come vi mostreremo di seguito, su Worst Tattos Ever sono raccolti i peggiori, quelli che fanno tanto male agli occhi quanto il primo vestito della Iurato in concorso a Sanremo.

Da feci tatuate sulla schiena a realizzazioni improbabili e dal dubbio gusto, la galleria vi aprirà le porte a un mondo fatto di opere che non si meriterebbe nemmeno il nostro peggior nemico durante la sbronza più brutta della sua vita.

Da competente nel settore vi ricordo che è necessario firmare il consenso informativo ogni qual volta vi ritroverete in procinto di farvi toccare da una macchinetta e di assicurarvi che il tatuatore sia in grado di fare quanto voi richiedete.

Guardate sempre lo stampo prima di cominciare e cercate di cogliere tutti i particolari, eventualmente chiedete. Il tattoo non comincia prima che voi diciate che siete pronti, quindi non accettate di buon grado solo a causa di un prezzo basso e della fiducia che vi chiede l'”artista”.

Affidatevi a persone competenti e guardate che queste abbiano un portfolio di lavori in linea con lo stile che stanno ricercando.

Detto questo, occhio alla galleria se non volete finirci da protagonisti e in bocca al lupo con la ricerca dell’artista perfetto.