È possibile vivere senza smartphone? Tutti quelli che in continuazione ci dicono ‘smettila con questo cellulare’ probabilmente risponderanno che sì, è possibile. Ma noi conosciamo la verità. Senza smartphone non si vive, al massimo si sopravvive.
È vero, forse se staccassimo un po’ la spina saremmo delle persone più socievoli. È vero, forse esageriamo. Però è vero anche che senza il nostro caro telefono non potremmo risolvere alcune situazioni. Volete degli esempi? Eccovi serviti.
Avete mai fatto la tinta dal parrucchiere? Se sì, allora saprete bene che dopo un po’ non è possibile riempire il tempo di attesa della posa con le chiacchiere e le domande imbarazzanti. È in quel momento che lo smartphone viene in nostro aiuto.
È un alleato anche durante le feste. Esatto, quelle in cui si dovrebbe socializzare ma poi capita sempre di ritrovarvi vicino al vostro ex in atteggiamenti romantici con la sua bellissima nuova fidanzata. Vi fa compagnia quando, non conoscendo nessuno, da timidoni quali siete non riuscite ad integrarvi o quando aspettate qualcuno prima di un appuntamento, chiedendovi se siete vestiti bene o no. Lo smartphone è lì che vi supporta. Vi viene incontro anche quando siete il bersaglio di avances indesiderate.
Quando siamo in metro, in tram, in pullman o in treno e il nostro vicino parla senza fermarsi, lo smartphone ci aiuta a passare il tempo. Quando non troviamo la strada, quando cerchiamo un posto dove mangiare bene ma a prezzi economici, con una semplice connessione possiamo risolvere il problema. Quando vediamo qualcosa di talmente assurdo che a raccontarlo nessuno ci crederebbe, basta una foto condivisa immediatamente per coinvolgere tutti gli amici.
Infine alcune situazioni in cui tutti, anche chi lo odia, usa lo smartphone: in fila per il bagno, in bagno e per evitare di salutare qualcuno senza far capire che lo stiamo evitando. Siete ancora sicuri che non vi stia migliorando la vita?
Sono gli uomini più sexy dell’anno, non c’è storia: i più amati da tutti i fan, i più seguiti, paparazzati e condivisi sui social. Sono i protagonisti del nostro 2015: bellezza, fascino, sorriso mozzafiato e sguardo romantico. Non possiamo, però, fare una vera e propria classifica di queste bellezze per decretare un vincitore, un secondo classificato e così via fino ad arrivare all’ultima posizione.
Perché, secondo noi e forse secondo tutto il mondo femminile che ha almeno qualche decimo buono di vist, sarebbe davvero impossibile decidere chi sia davvero il numero uno tra gli uomini più sexy del 2015. Per noi, infatti, dovrebbero essere tutti al primo posto. Ma che dire, anche molto di più. Tutti promossi a pieni voti, tutti numeri uno. Un vincitore, però, la rivista People l’ha decretato: si tratta di David Beckham. Il calciatore, che ha compiuto qualche mese fa 40 anni, succede a Chris Hemsworth, numero uno nel 2014.
Tra attori, cantanti, star del palcoscenico italiane e internazionali, questi ragazzotti si sono distinti per bellezza, classe, eleganza, sguardo, sorriso, stile, portamento e, sicuramente, barba. Già, la barba. Dettaglio imprescindibile per essere etichettato come “sexy”. E loro, chi più chi meno, ce l’hanno.
Ecco gli uomini più sexy di quest’anno: tra loro Jamie Dornan, Scamarcio, Jude Law, Brad Pitt e tanti altri ancora. Vedere per credere.
“Diffidate dalle persone che non arrossiscono”, “I ritardatari sono efficienti e ottimisti”, “Bisogna essere intelligenti per essere pigri“. L’incipit di questi studi sull’argomento parano chiaro: la scienza ha iniziato a trovare spiegazioni empiriche che giustifichino comportamenti universalmente riconosciuti come “sbagliati”.
Quindi provare imbarazzo e preoccuparsi, secondo i ricercatori del Journal of Personality and Social Psychologist, sarebbe un segno di affidabilità e di interesse per chi si ha intorno, un segno di non egoismo. Essere costantemente in ritardo, invece, non comunicherebbe al mondo la nostra scarsa affidabilità, secondo il professor Salvatore Di Salvo, psichiatra e presidente dell’Associazione per la ricerca sulla depressione di Torino, ma al contrario rivelerebbe ottimismo ed efficienza grazie alla calma e alla pacatezza che avrebbero tali individui. Anche la pigrizia sarebbe da non stigmatizzare ma, invece, sarebbe un rivelatore di buon senso dimostrando, secondo i dati del Current Biology, che il cervello è programmato per ridurre al minimo il consumo di energia. E che quindi essere pigri sarebbe un istinto naturale dei più furbi.
Tutte queste ricerche sembrano voler ribadire con forza che ciò che ai più sembra sbagliato può essere invece una scelta furba o un comportamento più naturale di un altro. La scienza riscopre il suo lato umano, e trova una maniera differente per essere vicina alle persone, ricordandoci che ,comunque, così come esistono le regole, ci sono anche le eccezioni e che ad essere tutti uguali non c’è gusto.
Quindi si, la scienza trova giustificazioni, ma solo per chi non ricorda che siamo tutti umani: volubili, complicati, ritardatari, puntuali, in imbarazzo, sicuri di sè, pigri e super attivi, tutte queste cose e nessuna. Unici.
L’alcolismo è una dipendenza che colpisce non solo lo stato fisico del dipendente, ma anche il suo stato mentale, conducendolo a una condizione di rottura nella sua vita sociale e familiare. Solitamente questa dipendenza porta una persona verso il fallimento sul lavoro e nelle sue responsabilità, poiché l’alcol domina ogni aspetto della sua vita, incluse le sue relazioni con gli altri. Sappiamo che tutte le celebrità hanno i loro vizi, tra manie e pazzie, ormai il pubblico si è abituato al fatto che il mondo patinato di Hollywood non è poi così brillante.
Quando l’alcolismo colpisce queste star, lo fa in modo completamente diverso, rovinando la loro vita e la loro carriera, dato che le persone famose sono costantemente sotto i riflettori. Ecco alcune celebrità che hanno avuto problemi con l’alcolismo e come sono riuscite a superarlo.
Mel Gibson
Credits: www.nydailynews.com
Mel Gibson è attore, regista e sceneggiatore. Nella sua carriera ha avuto molti alti e bassi, costellati da problemi di alcol. Nel 2006 è stato arrestato per guida in stato di ebbrezza e come conseguenza ha visto crollare la sua vita pubblica e personale. Nonostante ciò, l’attore è riuscito a uscirne fuori e a tener sotto controllo la sua dipendenza, tornando a brillare nel mondo del cinema.
Lindsay Lohan
Credits: www.ibtimes.com
Lindsay Lohan è stata così tante volte in rehab da considerarsi un’esperta. Da adolescente l’attrice era una giovane responsabile che non beveva e non andava alle feste studentesche. La prima volta che si ubriacò fu all’età di 17 anni. La situazione continuò a sfuggirle di mano e nel 2010 entrò in un centro per disintossicarsi. Ammise anche di essere una dipendente dall’alcol e certamente il suo problema non sarebbe svanito in una volta sola.
Jamie Lee Curtis
Credits: http://mariashriver.com/
Anche l’attrice di “Una poltrona per due” è stata vittima dell’alcolismo. Tutto è iniziato dopo il suo intervento estetico per il quale prese molti antidolorifici tanto che diventò un’abitudine. La sua ricerca della perfezione la portò anche a problemi di alcolismo. Quando ammise la sua dipendenza, Jamie Lee Curtis diventò anche più sicura del suo aspetto fisico.
Johnny Depp
Credits: Bigstock
Spesso non si può dire se Johnny Depp stia recitando o no, dato il suo passato come alcolista, che però è riuscito brillantemente a superare. L’attore è uno dei più grandi degli ultimi anni, e fortunatamente la sua dipendenza non ha influenzato la sua carriera, restando così molto amato da tanti.
Robert Downey Jr.
Credits: Paul Drinkwater/NBC
Tra tutte queste celebrità, Robert Downey Jr. ha avuto i problemi più gravi con una sorprendente ripresa dall’alcolismo. L’attore aveva infatti il vizio di bere regolarmente, giorno e notte, mescolando anche alcol con droghe. Il suo comportamento fuori controllo lo portarono all’arresto nel 1996, nel 1997, nel ’99 e nel 2001, rinchiuso in una prigione per recupero da tossicodipendenza. Quando ne uscì nel 2003, Robert Downey Jr. era un uomo nuovo: riprese a vivere con sua moglie Susan, che lui ancora ringrazia per averlo salvato, e oggi l’attore è una delle star più amate e più pagate del pianeta.
Ewan McGregor
Credits: bigstock
Come Robert Downey Jr. anche Ewan mcGregor ha avuto problemi di alcolismo che però non hanno influenzato negativamente la sua carriera. Al contrario della sua vita privata. Come il personaggio interpretato nel ’96 nel film “Trainspotting”, l’attore beveva e perdeva il controllo di se stesso, trasformandosi da un felice alcolista a una persona miserabile. Decidendo di non voler perdere la sua vita, smise di bere e si diede da fare per superare la sua dipendenza.
Ben Affleck
Credits: vitadaricchi.it
Ben Affleck entrò in rehab per disintossicarsi nel 2001, anche se furono le sue relazioni ad aver influenzato la sua carriera molto più dell’alcol. Vinse la sua battaglia contro la dipendenza con successo e oggi lo si consacra finalmente come attore e regista di talento.
Daniel Radcliffe
Credits: mentalfloss.com
Anche Harry Potter ha avuto a che fare con l’alcol. Daniel Radcliffe affrontò le pressioni del diventare famoso troppo giovane (aveva solo 11 anni) e cercò conforto nell’alcol durante la sua adolescenza. La sua dipendenza divenne talmente una costante nella sua vita che a stento Daniel riusciva a stare in piedi durante le riprese di Harry Potter. L’attore realizzò che l’alcolismo era un problema per la sua carriera e per chi gli stava intorno, così decise di tornare sobrio nel 2010.