mercoledì, 15 Luglio 2026

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Diesel: il cane poliziotto morto da eroe

credits: http://www.corriere.it/

Sono tante le notizie che stanno sconvolgendo il mondo intero, a seguito dei dolorosi eventi degli ultimi giorni. Tante sono anche le persone che si sono distinte per il loro coraggio. Questa volta però la notizia non riguarda un uomo, ma un cane.
Si tratta di Diesel, una cane pastore belga di sette anni, specializzato nell’assalto e nella ricerca di esplosivi, ucciso durante il blitz condotto dalla polizia francese a Saint Denis.

Diesel sarebbe stato il primo ad entrare nell’appartamento a nord di Parigi, dove erano asserragliati i terroristi, durante il bliz di questa mattina.
L’animale è stato subito ucciso da una delle persone armate che si trovavano nel covo. Secondo alcune fonti sarebbe stato colpito dall’esplosione provocata da una donna kamikaze, che si è fatta esplodere appena ha capito ciò che stava per accadere.

Durante l’operazione sono state arrestate cinque persone: tre uomini, di cui non si conosce ancora l’identità, che si trovavano nell’appartamento, e un uomo e una donna, che si trovavano nelle vicinanze. Inoltre, cinque poliziotti sono rimasti feriti.
Continua la ricerca di Abdelhamid Abaaoud, considerato la “mente” degli attacchi di Parigi del 13 novembre e obiettivo della polizia.

La notizia è stata data dalla Polizia Nazionale, attraverso il suo account di Twitter e spiega quanto i cani siano importanti per il loro lavoro.
Si è poi diffusa rapidamente sui social, nei quali già si stanno diffondendo gli hastag #jesuischien, #RIPDiesel, #prayfordog, in onore del cane che è morto salvando la vita ai suoi compagni.
A generare ancora più commozione è stata la testimonianza di uno dei presenti: “È tornato indietro, per morire ai piedi del suo padrone. Anzi, del compagno“.

Inside Out: la chiave del successo è la sensibilità

Credit:www.fashiontimes.it

La recente uscita del film Disney “Inside out” sottolinea una vera e propria rivoluzione che sta avvenendo sotto i nostri occhi: la rivincita delle persone sensibili.

Secondo recenti studi, infatti il successo nella vita, più che dal famoso “QI”, cioè quoziente intellettivo, dipende dal “IE” ovvero Emotional Intelligence. L’intelligenza emotiva.
Per il Canergie Institute of Technology, l’85% del successo economico di una persona è basato più che sulla sua preparazione accademica,sulle sue capacità relazionali, sull’empatia e sulla capacità di capire i bisogni dell’altro.

Si delinea così una nuova figura di leader che, avendo una chiara cognizione di sé e del proprio stato d’animo è in grado di orientare le proprie capacità e i propri comportamenti verso obbiettivi comuni o individuali.
Un concetto elaborato per la prima volta dallo psicologo David Goleman quasi vent’anni fa, nel libro “Emotional Intelligence, e che continua a far parlare di sé sempre più insistentemente. Lo scienziato afferma che questa qualità è una delle più importanti per formare una società moderna ed evoluta; la chiave del progresso sarebbe quindi la maturità e l’intelligenza nelle emozioni.

Goleman esprime inoltre le cinque caratteristiche essenziali per avere un “IE” alto:

1. Consapevolezza di sé

La capacità di produrre risultati riconoscendo le proprie emozioni. Quindi ad esempio, riconoscere che un determinato comportamento mi dà fastidio, non richiudersi davanti a questo sentimento, ma al contrario agire per superare questa sensazione.

2. Dominio di sé

La capacità di utilizzare i propri sentimenti per un fine. Provo rabbia? Bene, non mi abbandono ad essa ma uso questa energia per portare a termine il mio lavoro.

3. Motivazione

La capacità di scoprire il vero e profondo motivo che spinge all’azione. L’importanza di capire se abbiamo davvero la vocazione per ciò che facciamo è proprio dare il tutto per tutto per raggiungere l’obbiettivo.

4. Empatia

La capacità di sentire gli altri entrando in un flusso di contatto. Una delle caratteristiche più importanti. Se gli altri si fidano di noi possiamo tranquillamente ricambiare.

5. Abilità sociale

La capacità di stare insieme agli altri cercando di capire i movimenti che accadono tra le persone. Avere sempre l’occhio indagatore nelle dinamiche che si svolgono intorno a noi per poter anticipare, a volte, le mosse dell’altro.

I “Boss” che siamo abituati a vedere nei film, tirannici e intransigenti scompariranno sempre più velocemente?
Per rispondere a questa domanda basta rifarsi al recente “scandalo Amazon”, e ai suoi dipendenti sfruttati fino all’esaurimento, a donne che poche ore aver subito un’aborto spontaneo erano costrette a tornare sul posto di lavoro pena il licenziamento.
Insomma proprio il contrario di ciò che Goleman aveva teorizzato.

Credit: buzzland.it
Credit: buzzland.it

Ma il tentativo mediatico dell’ultimo periodo compiuto anche dall’animation movie della Disney è proprio quello di porre accento sui sentimenti e di mettere sul piedistallo la sensibilità, a lungo trascurata dal consumismo e dalla mania di produttività degli ultimi anni.
Un cartone animato anche, e soprattutto, per adulti,e ricco di insegnamenti per la vita quotidiana in società, che vuole ricordare che piangere è umano e che “è possibile provare vera gioia solo dopo aver provato vero dolore” che siamo umani in un mondo di umani e non di macchine senza sentimenti.
La società, o almeno una parte di essa, si sta muovendo verso questa direzione, valutando quindi, in ogni ambito della vita, oltre che le competenze pratiche anche le “competenze emotive”; cioè coloro che hanno elevate capacità di favorire il lavoro di gruppo, capacità di problem-solving e pensiero costruttivo e collettivo.

Credit: webwebweb.it
Credit: webwebweb.it

Una bella soddisfazione per chi si è sempre sentito messo da parte perché dotato di particolare sensibilità e empatia. Il prossimo decennio potrebbe essere proprio guidato da questi individui.
Inoltre l’intelligenza emotiva, al contrario del quoziente intellettivo, che è fisso, può essere sviluppata e rafforzata nel tempo e muta grazie alle esperienze di vita che si compiono ogni giorno.
Non resta che dire: largo ai sentimenti.

Se i francesi reagiscono e gli italiani restano reazionari (FOTO)

Gli attentati a Parigi hanno sollevato un’ondata di indignazione che ha travolto tanto la stampa internazionale quanto i comuni internauti, che da ogni angolo del globo hanno dato libero sfogo ai loro pensieri sui propri profili Facebook: in Italia, è stato tutto un susseguirsi di tricolori francesi, status provocatori e xenofobi, piccole (e grandi) dosi di razzismo benpensante. Ma molte altre voci nel mondo, da Beirut a Mosca, hanno dimostrato tutt’altro tipo di solidarietà.

Il 12 novembre, alle 18.00, un doppio attentato ha colpito Bourj El-Barajneh, nella periferia meridionale di Beirut, facendo 44 vittime, e non una parola è stata spesa al riguardo. L’indomani sera, a Parigi, 7 attacchi e 129 morti sconvolgono l’opinione pubblica mondiale: la piattaforma Facebook reagisce con prontezza incredibile al dramma accaduto nella capitale francese e mette al servizio dei suoi utenti il bottone “safety check”, per far sapere ai propri ‘amici’ che si è sani e salvi.

Eppure, i due episodi terroristici presentano una similarità degna di nota: entrambi sono stati rivendicati dai gruppi fondamentalisti dello Stato Islamico. Di fronte a tutto ciò, l’impressione dei libanesi è che le vite arabe contino meno di quelle degli altri o che il loro Paese sia concepito come un posto dove il massacro corrisponde a normalità.

Di certo – ci viene spiegato sulle colonne del New York Times – i due attacchi non avevano la stessa portata simbolica. Parigi l’ha vissuto come un attacco improvviso, il peggiore che sia mai stato scagliato contro la città da decenni. A Beirut, invece, non si tratta che della conferma di una paura latente, quella che la violenza si scateni“.

I siriani, a loro volta, saranno rimasti colpiti dalla differenza di compassione tra ciò che loro stessi vivono sulla propria pelle da quattro anni e la tragedia che ha travolto Parigi. La morte di 129 persone è, nei periodi peggiori, una realtà quotidiana in Siria.

I filtri tricolori francesi applicati alle foto profilo hanno suscitato non poche polemiche: si è creata una situazione grottesca, quasi concorrenziale in relazione alle vittime delle guerre nel mondo e la questione dei colori del profilo è diventata quasi più importante della tragedia avvenuta.

È questo il triste scenario che si è dischiuso un po’ dappertutto, tranne forse che dagli stessi francesi, la cui voce – benché affranta – si pronuncia fermamente in solidarietà non solo alle vittime di Parigi, ma anche a quelle che i francesi hanno fatto altrove. Cuore e spirito critico, due aspetti fondamentali dell’essere umano che forse qui da noi sono a rischio di estinzione.

“Non so voi, ma io i dettagli me li risparmierei…”

“Lo Stato Islamico cerca di scatenare una guerra”

“Allora hanno un punto in comune con l’estrema destra.”

“Dovremmo innanzitutto porci la domanda: perché Daech (l’ISIS, ndr) ha come obiettivo la Francia? Sono i nostri politici ad aver portato delle guerre là dove noi non c’entravamo niente, a cominciare dalla Libia, passando per il sostegno ai ribelli in Siria che fanno a loro volta parte del Daech, fino al sostegno a Israele che bombarda bambini e donne innocenti. Noi, il popolo, non siamo mai protetti come i politici e le loro famiglie, e i nostri figli disgraziatamente pagano per quest’ingerenza e per gli errori dei benpensanti e dei politici.”

“Sostegno ai nostri amici libanesi e siriani che sono le prime vittime della barbarie islamista.”

“Come si può prendere un aereo, quando si è schedato, questo bisognerebbe proprio che qualcuno me lo spiegasse. Quando io prendo l’aereo, vengo controllata da capo a piedi eppure non ho una faccia da terrorista.”

“VERGOGNA al presidente francese che decide di intensificare i bombardamenti in Siria! VERGOGNA a coloro che sostengono questa politica totalmente controproducente, che disonora la Francia e mette in pericolo i francesi. Ricordatevi sempre il discorso della Francia nel febbraio 2003 contro l’intervento militare degli occidentali in Medio Oriente, onde evitare potenziali future minacce. Sarkozy e Hollande sono la VERGOGNA della Francia! NO alla politica ‘vattene in guerra’ dei politici che non preservano il bene della Francia e dei francesi!”

“François Hollande, o l’arte di fornire risposte sbagliate a problemi veri”.

“Ma non fatemi ridere!!! Hollande la fa da padrone da che è stato eletto… Quando penso che ci siamo rifiutati di vendere le navi Mistral ai sovietici, che abbiamo pagato a caro prezzo la rottura di questo accordo… Che oggi chiediamo a Putin di fare fronte comune con noi in Siria… Deve davvero divertirsi Putin nel trovarsi di fronte a dei personaggi ridicoli… Hollande è il peggior presidente che la Francia abbia mai eletto durante la Quinta Repubblica!!!”

“Sono contenta e fiera che i parigini reagiscano così. Di fronte al terrorismo, il cittadino comune e la cittadina comune non hanno altre armi, se non vivere la propria vita ed essere felici.”

“Se si guarda su Google Earth, si possono vedere cose veramente bizzarre in Siria. Persino delle costruzioni che riportano dei segni della massoneria francese. Molti sono i massoni nella politica francese… Perché ci mentono fino a questo punto? Cosa sta accadendo? Perché non abbiamo diritto alla verità, noi gente del popolo?”

“Quasi per caso l’auto è stata ritrovata parcheggiata male su delle strisce pedonali: una cosa che la municipale scopre in due ore, non certo dopo cinque giorni! #SmettetelaDiPrenderciPerDeiCoglioni !!!”

“Potreste denunciare i veri mandanti di tutti questi terroristi, per favore? Perché loro sono ampiamente conosciuti e sfortunatamente legati alla Francia per via del commercio d’armi e il loro conseguente utilizzo nel corso di tutti questi conflitti/attentati. Grazie di non nascondere ai francesi chi sono i veri burattinai di tutti questi folli furiosi. Il mondo comincia a capire chi tira le fila, abbiate il coraggio di denunciare i colpevoli, fossero anche alleati della Francia. Un soldato/terrorista risponde sempre a degli ordini impartiti dall’alto. Qualcuno sa perfettamente da chi sono partiti, il popolo non è tanto deficiente quanto vorreste che fosse. Statemi bene.”

“Per fortuna che i 3 o 4 che commentano non hanno alcun potere, perché andrebbero linciati senza appello. Tutti esprimono il proprio giudizio su questo e quello, ma si è innocenti fino a prova contraria, finché una colpevolezza non viene dimostrata. Perché una famiglia intera dovrebbe pagare per il male che uno dei suoi componenti ha fatto? Immaginate di svegliarvi una mattina, con la polizia e compagnia cantante alla porta perché vostro fratello, vostro zio, vostra zia, sono pedofili, banditi o chissà cos’altro da punire secondo la legge. Sarebbe tutta la vostra famiglia a dover pagare? Vi si chiede di essere solidali, uniti, pieni delle parole più gentili della lingua francese. Ma ciò non viene applicato in nessun caso. Siamo una nazione di ipocriti individualisti.”

“Che intelligenza pubblicare cose del genere. Complimenti. Far aumentare la paura e l’odio. Vi faccio un applauso. Complimenti.”

“È tempo di pronunciarci tutti, cittadini, di dire che noi non vogliamo questa guerra. Che è l’insieme delle guerre portate avanti da Sarkozy e da Hollande che ci ha portati fin qui. La Libia si trova nel caos più totale, idem dicasi per la Siria. Ecco la conseguenza delle loro azioni: le loro guerre, i nostri morti. Il prossimo corteo sarà l’occasione di farci sentire, uniti contro il nostro governo.”

“Il sangue dei bianchi ha sempre avuto più valore nel mondo rispetto al sangue degli africani, dei siriani, dei palestinesi, degli yemeniti, dei rohingya, e delle altre vittime del terrorismo e della colonizzazione… Un pensiero a tutte queste vittime che muoiono nel silenzio totale da parte dei media e a causa della grande ipocrisia dei politici.”

“Anche le famiglie sono vittime collaterali, quando non hanno niente a che vedere con quello che è successo.”

“Riduciamo ancora di più le libertà dei francesi e aumentiamo la capacità di controllo sulla popolazione. Tutte le volte leggiamo ‘blablabla già noto alle autorità’. Perciò, questa gente è già qui, è già nota, è sorvegliata e loro aspettano solo che si commetta un attentato per fermarla… Basta vedere tutto quello che hanno trovato durante le decine di perquisizioni effettuate… E chissà quante altre ce ne saranno… Invece di occuparsi di loro e di quelli che gli fanno detestare gli Occidentali, il governo preferisce sorvegliare 65.000.000 di persone… Delle quali giusto qualche centinaia sono davvero pericolose. Ma che logica è?
E le autorità sono pagate tramite le nostre tasse, no? A che pro pagarle se non fanno neanche la metà del proprio lavoro? Ancora uno spreco di soldi mentre ci bombardano di aumenti e di tasse per riassestare il debito…”

“È semplice: vogliono che i francesi non musulmani se la prendano con i musulmani affinché questi si rivolgano all’ISIS. Ma la maggioranza dei musulmani non ha un’ideologia radicale e terrorista… Sta a noi francesi essere intelligenti e non fare di tutta l’erba un fascio, ché non serve a niente… Può essere che ci abbiano messo in ginocchio, ma ci rialzeremo e la vita continuerà per noi, senza dimenticare le vittime, e sperando che i politici facciano in modo da mettere in sicurezza il Paese prima di bombardare magari dei civili presenti tra i terroristi… Pace!”

Chiara Biasi, ennesimo sfogo

Ancora polemiche e litigate in diretta social per Chiara Biasi: la fashion blogger al centro delle discussioni sul web a causa del suo peso è tornata a parlare, questa volta rispondendo – o meglio, insultando – ad uno dei tantissimi commenti Instagram postati dagli utenti sotto le sue foto.

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Il post, in questo caso, è di Emanuele Cimenti e cita: “Sembri la mi pora nonna, magna che fai schifo così”. Insulti e cattiverie alle quali Chiara Biasi ha riposto immediatamente: “AVETE ROTTO, SARETE BELLE/I VOI. BEATI VOI CHE SIETE SANI. METTETE IN PRATICA L’EDUCAZIONE CHE I VOSTRI GENITORI SICURAMENTE VI HANNO IMPARTITO. IO ME NE FREGO, QUINDI PERDETE SOLO TEMPO. IMPARATE A NON GIUDICARE IL PROSSIMO, SORRIDETE, FATEVI TANTI ESAMI DI COSCIENZA, GUARDATEVI ALLO SPECCHIO”, e termina con degli hashtag: #PEACE #LIVEYOURLIFE & #BEFREE.

La blogger non ci sta, ancora, e per l’ennesima volta. E pubblica su Facebook lo screenshot del commento. Tantissimi, d’altro canto, i commenti da parte degli utenti in merito a questo suo nuovo sfogo. Non tutti, infatti, sono dalla sua parte e, al contrario, appoggiano Emanuele per le sue parole: “Te ne freghi così tanto che dedichi addirittura un post a questa cosa. Classico atteggiamento di chi se ne sbatte”, oppure ancora “Sei un personaggio “pubblico” per modo di dire e hai deciso tu di esserlo pubblicando foto quindi, ti ripeto, dato che per questo tipo di commento mi hai bloccata su Instagram (e ora quasi non mangio e non dormo più), devi aspettarti tutti i tipi di commenti del mondo e, che tu voglia o no, non condividerli ma accettarli! Pensa a mangiare cucciola”.