giovedì, 16 Luglio 2026

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Gli attentati in Libano e a Parigi (non) sono diversi

REUTERS/Hasan Shaaban (LEBANON - Tags: POLITICS CIVIL UNREST MILITARY TPX IMAGES OF THE DAY)

Gli attentati (non) sono tutti uguali. Ce l’ha insegnato Facebook, il social network che tutti osannano quando serve per comunicare, condividere, discutere, ricordare e rendere omaggio. Ma che tutti dovrebbero imparare a conoscere davvero. Perché Facebook non ha dato la possibilità di impostare come foto profilo una bandiera libanese dopo l’attentato a Beirut, così come ha fatto con Parigi?

Tantissimi di noi (se non noi stessi) hanno amici che, in ricordo delle vittime del 13 novembre, hanno cambiato la propria foto con quella della bandiera francese e quelli chi, sfruttando una funzionalità del social, hanno messo quel tricolore come sfondo del proprio scatto. Iniziativa meravigliosa, nulla da dire. Ma perché non è stata fatta la stessa cosa per tutti gli attentati in giro per il mondo, ad esempio in sostegno delle 43 persone uccise dal doppio attacco suicida compiuto a Beirut, in Libano, il 12 novembre?

Purtroppo continuiamo a dividere l’umanità in ranghi, in categorie, in aree e zone geografiche più o meno meritevoli di attenzione. Si tratta di una vera e propria “discriminazione” che usa due pesi e due misure. E lo stesso discorso si potrebbe fare con la funzione “Safety Check”.

La risposta, a dire il vero, continuiamo ancora a cercarla.

12 regole per prevenire il cancro

www.qualitaaccessibile.it

Il cancro è una delle malattie più diffuse al mondo e per combatterlo (o prevenirlo) bisogna osservare alcune regole fondamentali. Sono anni che se ne parla in varie sedi e la Commissione Europea ha finalmente stilato la nuova edizione del Codice europeo contro il cancro, diviso in 12 regole di base. Si stima che oltre il 30% dei tumori in Europa potrebbe essere evitato se tutti seguissero questi pochi semplici precetti.
La prima edizione fu pubblicata nel 1987; le raccomandazioni da seguire vengono riviste periodicamente alla luce delle scoperte scientifiche moderne da un gruppo di medici, scienziati e altri esperti provenienti da tutta l’Unione Europa selezionati dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC).
Ma veniamo a noi: cosa bisogna fare per ridurre il rischio di tumore?

Non fumare

Questa è la regola di base, quella che spesso dimentichiamo quando ci rechiamo dal tabaccaio e quando siamo a cena con amici, situazione nella quale il fumo è quasi sempre presente.

Non fumare in casa o sul luogo di lavoro

I luoghi in cui passiamo il nostro tempo finiscono con l’impregnarsi di nicotina e di esporci ancora di più al rischio di cancro. Senza considerare gli effetti drammatici che può avere il fumo passivo, dalle potenzialità ugualmente letali.

Rimani normopeso

Seguire una dieta equilibrata e un regime di attività fisica regolare previene alcuni tipi di tumore, ma anche problemi cardiaci e il diabete.

Non stare seduto a lungo

Cosa molto difficile per chi svolge un lavoro d’ufficio o un impiego decisamente sedentario; bisogna diminuire i tempi di ‘stazionamento’ per ridurre il rischio di ammalarsi di tumore al colon-retto, alla mammella e all’endometrio.

Mangia cereali integrali, legumi, verdura e frutta

Dimenticatevi gli eccessi, il fritto, il sale, la carne rossa e i dolci come se non ci fosse un domani. Preferite verdure, legumi e cereali.

Stop agli alcolici

Non c’è bisogno di ripetere quanto gli alcolici facciano male al fisico e quanto sia nocivo un abuso di alcol, soprattutto se frequente. Prediligere succhi di frutta o semplicemente acqua.

Evitare lunghe esposizioni al sole

I danni dei raggi UV possono provocare tumore e altri problemi fisici; per questa ragione non bisogna mai esporsi senza la crema protettiva e per troppe ore consecutive. Sarebbe buona abitudine evitare la fascia oraria che va dalle 12 alle 16, ma per i ragazzi è quasi impossibile.

Seguire le norme di sicurezza

Sul posto di lavoro e in qualunque altro luogo bisogna rispettare le norme di sicurezza per non incappare in infortuni e malattie eventuali, che diversamente potrebbero essere scongiurate.

Evita l’esposizione al radon

In casa, a lavoro, in tutti i luoghi nei quali si trascorre molto tempo.

Allattare

Diversi studi hanno confermato che l’allattamento riduce la possibilità che il bambino possa ammalarsi. Per scongiurare malattie è preferibile farlo fino al sesto mese di vita.

Vaccina i bimbi

Bisogna vaccinare le bambine per il papilloma e i maschietti per l’epatite B in modo da scongiurare malattie degenerative in futuro.

Partecipa a programmi di screening

Bisogna fare regolarmente gli esami di controllo per la cervice e il seno nel caso della donna e per l’intestino nel caso di entrambi i sessi.

Adel Termos, l’eroe di Beirut (FOTO)

Credits: huffingtonpost.it

Gli occhi sono ancora puntati sugli attentati di Parigi dello scorso venerdì sera e spesso ci si dimentica di ciò che accade nel resto del mondo. Come nel Medio Oriente, precisamente a Beirut, una città già stanca del terrorismo e delle sue vittime. Tra queste, spunta il nome di Adel Termos, l’uomo che è diventato l’eroe della capitale libanese perché grazie al suo tempestivo intervento ha placato la furia di uno dei kamikaze, uno dei responsabili dell’attacco nel distretto della capitale libanese di Burj al-Barajneh di giovedì scorso.

Adel Termos stava camminando con sua figlia, quando ha sentito la prima esplosione causata dall’attacco del primo attentatore suicida. Nella confusione, l’uomo, che è membro di Hezbollah (letteralmente “il partito di Dio”, un partito politico sciita del Libano), ha notato il secondo attentatore mentre cominciava ad avanzare verso il numeroso gruppo di persone, forse incuriosite o spaventate, che circondavano la moschea presa di mira dal primo kamikaze.

In quella frazione di secondo, Adel Termos non ha avuto il tempo di pensare e ha agito d’istinto: doveva fermare l’attentatore. Così si è lanciato contro di lui, causando in questo modo la detonazione anticipata dell’ordigno ed evitando una seconda strage. Elie Fares, blogger e medico di Beirut, ha raccontato la scena: “L’ha placcato, facendolo cadere a terra. Poi c’è stata l’esplosione”. Molte famiglie sono vive grazie al suo sacrificio, e ringraziano ancora Termos per il gesto eroico. In un primo momento si era sparsa la voce che anche la piccola figlia di Adel fosse rimasta vittima dell’esplosione. Le voci sono state smentite da foto sui social network in cui si vede la bimba che stringe in mano la foto del padre.

Venerdì, il giorno stesso dell’attacco a Parigi, si sono tenuti i funerali di Adel nel villaggio di Tallusa, a sud del Libano. Alla cerimonia erano presenti parenti, amici e centinaia di persone scampate all’attacco che ha provocato 45 morti e circa 200 feriti. Per fortuna esistono ancora eroi come Adel Termos che non hanno bisogno di superpoteri per compiere grandi gesti.

Studenti: la vita ai tempi del liceo (FOTO)

credits: https://univrtellers.wordpress.com/

Basta, io mi ritiro“, “preferirei andare a lavorare“, “non ho più voglia di andare a scuola“. Sono queste le frasi che sentiamo ripetere da molti studenti di oggi.
Spesso, vengono accusati dagli adulti, di essere troppo svogliati e di non comprendere l’importanza dello studio e della cultura. Essi, dimenticano però, che la vita degli studenti non è affatto tra le più semplici.
Al contrario, può rivelarsi davvero stressante, a causa di diversi fattori:

La sveglia

credits: http://www.zeusnews.it/
credits: http://www.zeusnews.it/

Ecco il nemico comune di tutti gli studenti: il rumore incessante e fastidioso della sveglia di prima mattina.
È lì, sul tuo comodino, che sembra non vedere l’ora di squillare per buttarti giù dal letto e interrompere il tuo sonno tranquillo. E tu provi a spegnerla o a rimandarla, ma sai che lei tornerà subito a ricordarti i tuoi doveri da studente.

E allora non puoi fare altro che strascinarti verso la cucina, sperando che un caffè sia sufficiente a svegliarti, per poi correre a vestirti. Hai giusto il tempo di nascondere quelle brutte occhiaie da zombie, infilarti qualcosa di decente e già devi precipitarti giù dalle scale di casa.

I mezzi pubblici

credits: https://commons.wikimedia.org/
credits: https://commons.wikimedia.org/

Non tutti hanno la fortuna di avere la scuola vicino casa. Sono tanti infatti gli studenti a cui tocca una vita da pendolari e che si devono recare a scuola con la metro o con l’autobus.
Si riconoscono subito: cuffiette e telefonino sempre a portata di mano, in modo da isolarsi completamente dal caos e dal frastuono tipico di qualsiasi mattinata cittadina, e di restare per qualche momento ancora nel loro mondo parallelo.
I più sfortunati devono affrontare un lungo tragitto e questo implica il fatto di doversi svegliare ancora prima dei loro compagni e di tornare a casa più tardi, con lo stomaco che brontola e la stanchezza accumulata.

I professori

credits: http://www.supertv.it/
credits: http://www.supertv.it/

Gli insegnanti, si sa, non stanno molto simpatici agli studenti. Tra le tipologie più detestate c’è senza dubbio quello super puntuale, che arriva ancora prima del suono della campanella, come se avesse fretta di interrogarti e di coglierti impreparato per l’ennesima volta. Poi c’è quello che perde subito la pazienza e urla per qualsiasi cosa tu gli chieda, o quello le cui spiegazioni sembrano incomprensibili.
Alcuni professori però sono buoni e comprensivi nei confronti dei loro studenti e fanno di tutto per cercare di aiutarli.

I compagni

credits: http://catania.liveuniversity.it/
credits: http://catania.liveuniversity.it/

Sono innumerevoli le categorie di compagni che puoi trovare in una classe. Quello che sicuramente non manca mai è il secchione. Seduto sempre in prima fila e con la faccia super sorridente, sembra che per lui studiare sia davvero un piacere. Al tempo stesso c’è sempre anche il suo opposto, quello svogliato, che ha sempre sonno e che talvolta si addormenta sul banco. Non ci si deve meravigliare se, ogni tanto, lo si sente russare.
Un’altra categoria è quella del popolare. Non si sa come ma conosce qualsiasi persona, che tu magari nemmeno hai mai visto e, al suo fianco, non puoi non sentirti uno sfigato.
Infine troviamo sempre quello super ansioso, che va nel panico ad ogni interrogazione o quello che sembra sempre non sapere nulla ma poi, chissà come mai, prende sempre ottimi voti.

I compiti a casa e le verifiche

credits: http://etnicomix.altervista.org/
credits: http://etnicomix.altervista.org/

Sicuramente la parte peggiore della scuola è l’ansia che ogni giorno si prova a causa delle verifiche e delle interrogazioni.
Come se non bastasse, tornati a casa, non si ha nemmeno il tempo di riposare perchè bisogna subito studiare per il giorno seguente.
I compiti sono sempre troppi e tanti studenti non riescono a dedicarsi ad attività extrascolastiche, come lo sport e devono anche rinunciare alle uscite con gli amici.
I sacrifici che giornalmente lo studente si trova ad affrontare, sono decisamente tanti.

credits: http://www.comprensivocursi.gov.it/
credits: http://www.comprensivocursi.gov.it/

Nonostante i numerosi lati negativi, però, non c’è dubbio che gli anni della scuola resteranno per sempre nel cuore di tutti come il periodo più bello della propria vita. Questo perchè, oltre ai ritmi pesanti e all’ansia delle interrogazioni, sono anche gli anni delle stupidate che puoi ancora permetterti di fare, delle gioie e delle delusioni, degli amori nati tra i banchi di scuola e delle amicizie che ti porterai dentro.
Sono gli anni in cui puoi ancora sperare di realizzare i tuoi sogni, con l’ingenua certezza di poter riuscirci davvero.