lunedì, 21 Settembre 2026

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Grazie, la parola giusta per salvare una relazione

salvare una relazione

Grazie. Una parola semplice spesso scontata, che dovremmo imparare ad usare di più nella vita di tutti i giorni, ma soprattutto con le persone che ci sono più vicine, quelle che diamo per scontate. Come il nostro ragazzo. Dire grazie, infatti, può contribuire a salvare una relazione magari un po’ in crisi.

Quello che può sembrare ovvio è il risultato di uno studio realizzato dall’University of Georgia che ha scoperto come sentimenti di gratitudine possono combattere conflitti e negatività presenti nella coppia ed essere un rimedio efficace per salvare una relazione.

“Questo dimostra la potenza del grazie”, secondo Allen Barton, autore della ricerca che spiega come “anche se una coppia sta vivendo disagio e difficoltà in altri settori, la gratitudine nella relazione può contribuire a promuovere risultati coniugali positivi”.

Lo studio è stato condotto su 468 persone a cui sono state rivolte domande circa la loro relazione di coppia e il loro benessere inteso anche dal punto di vista finanziario. La gratitudine si è rivelata essere il fattore predittivo più importante per il miglioramento del rapporto tra i coniugi. Dire “grazie” ed essere riconoscente può anche interrompere un ciclo di comunicazione scadente nei periodi in cui i partner sono stressati e sotto pressione.

I risultati dello studio potrebbero quindi aiutare molte persone a salvare una relazione affrontando i conflitti e le negatività della vita quotidiana semplicemente imparando ad essere riconoscente con le persone che ci sono affianco.

Essere produttivi di mattina si può. Ecco come fare

credits photo: betraining.it

Ogni mattina, alzarsi dal letto è un vero e proprio supplizio. La sveglia suona una, due, tre, anche quattro volte ma niente, la tentazione di reimpostarla di nuovo per farla suonare solo 5 minuti dopo è altissima. E quando ci alziamo è difficilissimo essere produttivi. Anzi, è meglio evitare ogni contatto sociale per almeno mezz’ora e buttarsi subito sul caffè. Come si può evitare tutto questo?

Attraverso la tecnica del page-turner, che consiste, in poche parole, in una precisa scaletta da seguire per attivare il cervello e sintonizzarci sulla voglia di lavorare. Da cosa si inizia?

Dopo la doccia, la colazione e tutti i riti a cui non sappiamo rinunciare, si inizia a lavorare. Si parte con tre gesti molto semplici. Innanzitutto si controllano le e-mail, e questo può considerarsi un mezzo lavoro. Poi un po’ di divertimento: l’ideale sarebbe un video virale che riesca a strapparci qualche risata. In questo modo la voglia di lavorare dovrebbe già iniziare a farsi sentire. Infine, è un’ottima idea quella di socializzare con il prossimo. Via quel broncio.

A questo punto la tecnica del page-turner entra nel pieno della sua attività. Se siete impegnati in un progetto, prima di terminare la sessione di lavoro scrivete e programmate, in modo approssimativo, quelli che saranno i prossimi passi da compiere.

Insomma, il segreto è scrivere, o comunque pianificare, prima della fine della giornata, quello che si farà la prossima volta. Ad esempio, se dovete studiare un libro in una settimana potete pianificare quante pagine affrontare ogni specifico giorno. Inizierete con meno pagine il primo, per poi aumentare gradualmente andando avanti.

Per rendere pienamente efficace questa regola è importante avere chiaro in mente un obiettivo da raggiungere, creare dei buoni incentivi per se stessi e affrontare tutto in maniera graduale, senza grandi shock. Siete ancora perplessi? Provare per credere.

#repealthe8th: la campagna irlandese pro aborto

Credits photo: news.you-ng.it

In Irlanda, considerato stato democratico per eccellenza, dal 1983 è illegale abortire salvo rischi concreti per la mamma del nascituro: è qui che si inserisce #repealthe8th, la campagna sociale, partita da Twitter il 2 novembre, che si oppone a questo divieto con lo scopo di sensibilizzare cittadini e governo per l’abrogazione o modifica di questa misura.

«Lo Stato afferma il diritto alla vita del nascituro e, tenuto conto dell’eguale diritto alla vita della madre, garantisce nella propria legislazione il riconoscimento e, per quanto possibile, l’esercizio effettivo e la tutela di tale diritto, attraverso idonee disposizioni normative» – è quanto viene sancito nell’8^ emendamento della Costituzione irlandese richiesto e ottenuto proprio dai cittadini poco più di 20 anni fa per tutelare il diritto alla vita.

Oggi, invece, la situazione è ben diversa. Numerose mamme o future tali digitano su Twitter l’hastag #repealthe8th inserendo a fianco dettagli sul proprio ciclo mestruale. L’idea, di cui l’attrice comica Grainne Maguire è pioniera, ha preso forma il 2 novembre con il primo tweet della stessa e intende ribadire il diritto delle donne di avere il controllo sul proprio corpo. Questo implica anche che gli sia consentito abortire senza dover ricorrere a sotterfugi quali il viaggio nella vicina Inghilterra.

Sono, infatti, circa 10 al giono le donne che si recano nell’isola vicina per abortire: scelta che comporta anche dei rischi sopratutto salutari. Ancora di più sono quelli che si corrono in sala parto in caso di mancato aborto “forzato”: nel 2012, Savita Halappanavar è morta dissanguata a Galway dopo un aborto spontaneo. C’è ancora un’inchiesta sul se un aborto avrebbe potuto salvarle la vita.

Per interrompere dunque un circolo vizioso che potrebbe davvero mettere a rischio le donne irlandesi, sulla scia di Graine Maguire, proprio le soggette più a rischio hanno condiviso on line il loro ciclo mestruale.

“Women of Ireland! Your vagina is their business! Tweet @EndaKennyTD your menstrual cycle #repealthe8th” : è la provocazione lanciata al primo ministro, taoiseach, Enda Kenny, cui sono seguiti una serie di altri tweet:

L’obiettivo è quello di infondere la consapevolezza che l’aborto è un diritto, così come la vita e la libertà d’espressione o ancora il matrimonio sia tra etero che tra gay. In uno stato all’avanguardia anche su quest’ultima questione, le donne, rischiano ancora di essere carcerate se scelgono l’aborto: da cane da guardia dei diritti, Amnesty International si schiera dalla parte delle donne raccogliendo le firme utili per indire un referendum e ottenere l’abolizione dell’8° emendamento e dunque l’incostituzionalità dell’aborto. #Repealthe8th è solo il primo passo di una lunga battaglia, cui anche le donne italiane stanno mostrando solidarietà.

Le celebrità che amano Harry Potter (FOTO)

photo credits: adventuresbydaddy

La saga di Harry Potter ha avuto un successo planetario ed in questo vortice fatto di Patronus, libri di magia e partite a Quiddich sono stati risucchiati anche molti personaggi famosi.
Non solo hanno letto i sette libri della saga più volte e guardato i film fino a conoscere a memoria le battute, sono anche fieri sostenitori di club e ne parlano abitualmente. Insomma, scopriamo quali sono questi celebri potterhead.

Jennifer Lawrence

photo credits: primissima
photo credits: primissima

Fa parte dell’Harry Potter Club, conosce a memoria ogni incatesimo o fattura e utilizza i termini che riconducono alla saga ogni giorno, inserendoli in discorsi normali. Una vera appassionata.

La famiglia Obama

photo credits: redflagnews
photo credits: redflagnews

Il Presidente degli Stati Uniti d’America, ha dichiarato in un’intervista che Harry Potter occupa un posto davvero speciale all’interno della sua famiglia. A quanto pare, sono state le figlie, Malia e Sasha, a contagiare lui e la moglie Michelle.

Ariana Grande

photo credits: andpop
photo credits: andpop

Ariana Grande è appassionata della saga al tal punto, che ha deciso di chiamare uno dei suoi cani Sirius Black. Che sia una mangiamorte?

Nina Dobrev

Credit: lagazzettadellospettacolo.it
Credit: lagazzettadellospettacolo.it

L’attrice conosciuta per aver recitato nella serie The Vampire Diaries è molto affezionata al personaggio di Hermione Granger e per Halloween ha scelto di vestire i panni della grifondoro più intelligente di tutti i tempi.

Ginnifer Goodwin

photo credits: adventuresbydaddy
photo credits: adventuresbydaddy

L’attrice che si è distinta per “La verità è che non gli piaci abbastanza” è un’agguerrita grifondoro. Ha visitato il parco a tema Harry Potter ad Orlando e non perde occasione per indossare la divisa e la sciarpa della sua casa preferita.