mercoledì, 26 Agosto 2026

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Cromoterapia, tutti i benefici del colore sulla salute

cromoterapia

Il mondo che ci circonda è pieno di colori e questo influenza notevolmente sia la nostra salute che il nostro stato d’animo. Gli abiti che indossiamo, il colore delle pareti e la natura che ci circonda contribuiscono in qualche modo al miglioramento del nostro umore. Pensiamo ad una bella giornata di sole che illumina tutto ciò che ci circonda o all’azzurro del mare.

Numerosi studi hanno dimostrato la connessione tra stati depressivi e assenza di luce, come chi è costretto per lavoro a trascorrere parecchio tempo al buio. Qui interviene la cromoterapia, come ha dichiarato ad Adnkronos Sara Cicolani, esperta di cromoterapia emozionale, “tutto intorno a noi è colore ed influenza i nostri stati emotivi […] basterebbe veramente poco per essere sempre con una giusta dose di buon umore nonostante le mille peripezie che la vita quotidiana ci impone”.

Tutto questo può essere molto semplice se si sfruttano gli effetti positivi che alcuni colori hanno naturalmente sul nostro umore. I colori caldi, come giallo, oro e arancio, hanno notoriamente questo effetto. Altre tonalità ci aiutano a superare le piccole discordanze emotive che viviamo nella quotidianità. La paura di non essere amati può essere superata con il colore rosa o cristallo, il senso di inadeguatezza con il porpora e la mancanza di energia con il verde. L’ansia e le mille paure, tipiche della vita frenetica dei nostri giorni, posiamo combatterle con il turchese e il celeste acqua.

Se siamo predisposti a rimandare sempre le incombenze che si presentano allora il nostro colore e il rosso ambrato. Per gli attacchi di panico possono aiutarci il viola scuro, il celeste, il turchese e l’azzurro. Attenzione alle tonalità del blu però, perché troppo scure possono deprimere. Per rilassarci e aiutare tutte le nostre attività meditative i colori ideali sono l’oro e tutte le tonalità del viola.

Se i personaggi Disney andassero a Hogwarts (FOTO)

Li abbiamo visti in milioni di modi differenti, i personaggi Disney: in versione omosessuale, mentre postano i selfie su Instagram, con i sintomi post sbornia e nelle vesti di Christian e Anastasia di “50 sfumature di grigio”.
L’ultima idea riguardo agli eroi dei film d’animazione è venuta a Isaiah Stephens, artista, animatore, illustratore e scrittore del Massachusetts che, sotto richiesta di Cosmopolitan, ha disegnato i personaggi Disney nei luoghi della saga di Harry Potter.

Vi siete mai immaginati un incontro tra l’amatissimo mondo della Disney e l’altrettanto amato del maghetto più famoso del mondo?

Iniziamo il nostro virtuale viaggio nel mondo Disney-Potteriano proprio dal famoso Espresso per Hogwarts. Belle, insieme ad Aurora, parte dalla stazione di King’s Cross per arrivare nella scuola di Magia e Stregoneria: mentre la prima assomiglia un po’ ad Hermione, molto presa dalla lettura del suo libro, la seconda sembra Ron, intenta a provare nuovi incantesimi.

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Una volta arrivati ad Hogwarts arriva il momento dello smistamento nelle varie casate: ecco Elsa – un po’ spaventata – alle prese con il Cappello Parlante. Dove andrà a finire l’eroina di Frozen?

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Una volta saputi i propri colori, iniziano le lezioni. Belle e Megara – la compagna di Hercules – osservano la Bestia mentre compie uno strano esperimento, mentre Tiana e Naveen de “La Principessa e il Ranocchio” sono alle prese con la trasfigurazione di una rana, ovviamente. Non manca, però, anche chi si cimenta nell’Expecto Patronum: Mulan e Ariel provano a difendersi dai Dissennatori con l’aiuto dei loro compagni di viaggio, Mushu e Flounder.

Ma ad Hogwarts non esiste solo la scuola: anche il tempo per il divertimento occupa un grande spazio nella giornata dei maghetti. E quale miglior gioco nel tempo libero se non il Quidditch? Aladdin di Grifondoro prova per la prima volta a volare sulla desideratissima Nimbus 2000; Jasmine e Naveen, invece, sfidano Pocahontas e Shang sul campo di gioco.

C’è anche chi non si attiene alle regole, come Biancaneve che, non rispettando le regole del coprifuoco, si rimira nello Specchio delle Brame insieme a tutta la sua famiglia. Milo, Tarzan, Eric, Ariel e Pocahontas girano per la scuola con la Mappa del Malandrino: chissà che scherzi combineranno.

Chi non rispetta la legge, si sa, incorre in brutte punizioni, finendo nell’ufficio della professoressa Dolores Ursula Umbridge. C’è da aver paura?

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Perchè dopo una separazione si perde l’appetito?

Credit by: elitedaily.com

La separazione o la perdita di una persona amata può rappresentare una delle esperienze più dolorose della vita. Chiunque si sia trovato almeno una volta in questa situazione può confermarlo. Ma, mentre alcuni riescono a riprendersi in fretta, altri entrano in una vera e propria depressione. Ed ecco che queste persone non riescono neppure più a svolgere azioni normalissime e quotidiane, come mangiare e dormire.

Ma come mai succede? Cosa avviene dentro di noi?

Molte ricerche hanno confermato l’esistenza di un legame inscindibile tra cuore e stomaco. Le emozioni che proviamo, dallo stress al dolore, possono avere conseguenze anche sul nostro stato di salute.
Uno studio condotto dalla Rutgers University sostiene addirittura che una persona con il cuore spezzato abbia la stessa attività cerebrale di una persona che fa uso di cocaina.

Marina Pearson, esperta del settore relazioni, ci spiega cosa succede al corpo in seguito ad un dramma come quello della separazione. Il corpo comincia a creare più adrenalina, che aumenta il nostro livello di cortisolo; questo causa non pochi problemi, come la perdita di calcio nelle ossa, la pressione alta e la perdita di alcune funzioni cognitive.
Inoltre rallenterebbe anche i nostri processi digestivi, facendoci sentire così meno fame.

Il modo di reagire non è uguale per tutti. C’è chi dopo una separazione passa ore e ore sul divano a divorare barattoli di Nutella, magari in compagnia di uno di quei film strappalacrime, che di certo non aiutano a stare meglio. Altri invece perdono di colpo l’appetito e, come spiega la ricercatrice Debra Smouse, deglutire qualcosa diventa un vero e proprio dolore fisico.

Riflettiamo su questi rischi e chiediamoci: siamo sicuri che vale la pena soffrire in questo modo? Anche se non è affatto semplice, cerchiamo di non smettere mai di prenderci cura di noi stesse perché gli incontri sono sempre dietro l’angolo e una perdita spesso può anche rivelarsi una (nuova) conquista.

#HarryPotterIsBack: la gioia e le critiche dei fan italiani (FOTO)

credits photo: flotaconunlibro.blogspot.com

Quasi non ci speravamo più, ci eravamo arresi all’idea che ‘La cicatrice non gli faceva male da 19 anni. Andava tutto bene’ sarebbe stata la frase che avrebbe chiuso definitivamente un periodo della nostra infanzia. Invece la Rowling è tornata a sorprenderci attraverso un tweet in cui ha annunciato un altro capitolo sulle avventure di Harry Potter e il figlio Albus. E il web è andato in visibilio.

credits photo: moviepilot.com
credits photo: moviepilot.com

Precisamente si tratta di un sequel dal titolo ‘Harry Potter and the Cursed Child’ che sarà diviso in due parti. Ciò che lascia di stucco è che non sarà nè un libro nè un film bensì uno spettacolo teatrale allestito nel West End di Londra. Inoltre tutti si aspettavano un prequel ed invece, altra sorpresa, sarà un sequel.

Così, con l’hashtag #HarryPotterisBack gli utenti di twitter, e di tutti i social network possibili e immaginabili, si sono scatenati arrivando subito in cima alle tendenze. C’è chi virtualmente urla di gioia, chi, sempre virtualmente, piange emozionato, chi non riesce a proprio a crederci, chi ringrazia la Rowling.

Ma tra le tante manifestazioni di gioia infinita non è mancata qualche critica derivante proprio dalla natura del nuovo lavoro della Rowling. Il fatto che si tratti di un’opera teatrale e non di un libro, o al massimo un di film, ha lasciato perplessi molti fan, soprattutto quelli impossibilitati a recarsi a Londra per vederlo o che masticano poco l’inglese. Altri avrebbero invece preferito che la saga finisse con “I doni della morte”, evitando il rischio di rovinarla con qualcosa di mediocre.

C’è chi poi non è così entusiasta all’idea di uno spettacolo teatrale ma si rimette nelle mani della Rowling: se la scrittrice ha deciso di andare avanti in questo modo non resta che fidarci. E voi da che parte state? Siete dei fan gioiosi o dei fan criticoni?