lunedì, 21 Settembre 2026

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Allarme dell’Oms: la carne è cancerogena (FOTO)

credits photo: blog.edoapp.it

Dall’International Agency for Research on Cancer (IARC) dell’Organizzazione mondiale della sanità giunge la conferma di qualcosa di cui si parlava da tempo. La carne, soprattutto quella lavorata, è altamente cancerogena, quanto il fumo.

Si tratta quindi di salsicce, wurstel, hot dogs, carni in scatola, prosciutto e tutte quelle che hanno subito processi di salatura, polimerizzazione, fermentazione, affumicatura, o sottoposte ad altre trasformazioni. Da oggi rientrano tutte nel gruppo 1 delle sostanze che causano il cancro.

credits photo: ansa.it
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Il gruppo di lavoro ha classificato il consumo di carne lavorata nel gruppo 1 in base a una evidenza sufficiente per il tumore colorettale. Inoltre è stata trovata una associazione tra consumo e tumore allo stomaco. La possibilità di errore non può invece essere esclusa con lo stesso grado di confidenza per il consumo di carne rossa“. Questo è quanto si legge nel documento elaborato dall’Oms.

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Meno pericolose, quindi, le carni rosse non lavorate come manzo, vitello, maiale, agnello, montone, cavallo e capra, che vengono considerate ‘probabilmente cancerogene‘.

Non si è fatto attendere il commento di Carmine Pinto, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM): “La decisione della International Agency for Research on Cancer (IARC) dell’Oms di inserire carni lavorate e carni rosse nella lista delle sostanze cancerogene è un invito a tornare alla dieta mediterranea. La Iarc conferma dati che conoscevamo da tempo, ovvero che la presenza di conservanti o di prodotti di combustione in questi alimenti è legata ad alcuni tipi di tumore. Per quanto riguarda le carni rosse è una questione di modalità e di quantità, non esiste una ‘soglia di esposizione’ oltre la quale ci si ammala sicuramente. Il messaggio che dobbiamo dare è che la carne rossa va consumata nella dovuta modalità, una o due volte a settimana al massimo.

Cromoterapia, tutti i benefici del colore sulla salute

cromoterapia

Il mondo che ci circonda è pieno di colori e questo influenza notevolmente sia la nostra salute che il nostro stato d’animo. Gli abiti che indossiamo, il colore delle pareti e la natura che ci circonda contribuiscono in qualche modo al miglioramento del nostro umore. Pensiamo ad una bella giornata di sole che illumina tutto ciò che ci circonda o all’azzurro del mare.

Numerosi studi hanno dimostrato la connessione tra stati depressivi e assenza di luce, come chi è costretto per lavoro a trascorrere parecchio tempo al buio. Qui interviene la cromoterapia, come ha dichiarato ad Adnkronos Sara Cicolani, esperta di cromoterapia emozionale, “tutto intorno a noi è colore ed influenza i nostri stati emotivi […] basterebbe veramente poco per essere sempre con una giusta dose di buon umore nonostante le mille peripezie che la vita quotidiana ci impone”.

Tutto questo può essere molto semplice se si sfruttano gli effetti positivi che alcuni colori hanno naturalmente sul nostro umore. I colori caldi, come giallo, oro e arancio, hanno notoriamente questo effetto. Altre tonalità ci aiutano a superare le piccole discordanze emotive che viviamo nella quotidianità. La paura di non essere amati può essere superata con il colore rosa o cristallo, il senso di inadeguatezza con il porpora e la mancanza di energia con il verde. L’ansia e le mille paure, tipiche della vita frenetica dei nostri giorni, posiamo combatterle con il turchese e il celeste acqua.

Se siamo predisposti a rimandare sempre le incombenze che si presentano allora il nostro colore e il rosso ambrato. Per gli attacchi di panico possono aiutarci il viola scuro, il celeste, il turchese e l’azzurro. Attenzione alle tonalità del blu però, perché troppo scure possono deprimere. Per rilassarci e aiutare tutte le nostre attività meditative i colori ideali sono l’oro e tutte le tonalità del viola.

Se i personaggi Disney andassero a Hogwarts (FOTO)

Li abbiamo visti in milioni di modi differenti, i personaggi Disney: in versione omosessuale, mentre postano i selfie su Instagram, con i sintomi post sbornia e nelle vesti di Christian e Anastasia di “50 sfumature di grigio”.
L’ultima idea riguardo agli eroi dei film d’animazione è venuta a Isaiah Stephens, artista, animatore, illustratore e scrittore del Massachusetts che, sotto richiesta di Cosmopolitan, ha disegnato i personaggi Disney nei luoghi della saga di Harry Potter.

Vi siete mai immaginati un incontro tra l’amatissimo mondo della Disney e l’altrettanto amato del maghetto più famoso del mondo?

Iniziamo il nostro virtuale viaggio nel mondo Disney-Potteriano proprio dal famoso Espresso per Hogwarts. Belle, insieme ad Aurora, parte dalla stazione di King’s Cross per arrivare nella scuola di Magia e Stregoneria: mentre la prima assomiglia un po’ ad Hermione, molto presa dalla lettura del suo libro, la seconda sembra Ron, intenta a provare nuovi incantesimi.

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Una volta arrivati ad Hogwarts arriva il momento dello smistamento nelle varie casate: ecco Elsa – un po’ spaventata – alle prese con il Cappello Parlante. Dove andrà a finire l’eroina di Frozen?

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Una volta saputi i propri colori, iniziano le lezioni. Belle e Megara – la compagna di Hercules – osservano la Bestia mentre compie uno strano esperimento, mentre Tiana e Naveen de “La Principessa e il Ranocchio” sono alle prese con la trasfigurazione di una rana, ovviamente. Non manca, però, anche chi si cimenta nell’Expecto Patronum: Mulan e Ariel provano a difendersi dai Dissennatori con l’aiuto dei loro compagni di viaggio, Mushu e Flounder.

Ma ad Hogwarts non esiste solo la scuola: anche il tempo per il divertimento occupa un grande spazio nella giornata dei maghetti. E quale miglior gioco nel tempo libero se non il Quidditch? Aladdin di Grifondoro prova per la prima volta a volare sulla desideratissima Nimbus 2000; Jasmine e Naveen, invece, sfidano Pocahontas e Shang sul campo di gioco.

C’è anche chi non si attiene alle regole, come Biancaneve che, non rispettando le regole del coprifuoco, si rimira nello Specchio delle Brame insieme a tutta la sua famiglia. Milo, Tarzan, Eric, Ariel e Pocahontas girano per la scuola con la Mappa del Malandrino: chissà che scherzi combineranno.

Chi non rispetta la legge, si sa, incorre in brutte punizioni, finendo nell’ufficio della professoressa Dolores Ursula Umbridge. C’è da aver paura?

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Perchè dopo una separazione si perde l’appetito?

Credit by: elitedaily.com

La separazione o la perdita di una persona amata può rappresentare una delle esperienze più dolorose della vita. Chiunque si sia trovato almeno una volta in questa situazione può confermarlo. Ma, mentre alcuni riescono a riprendersi in fretta, altri entrano in una vera e propria depressione. Ed ecco che queste persone non riescono neppure più a svolgere azioni normalissime e quotidiane, come mangiare e dormire.

Ma come mai succede? Cosa avviene dentro di noi?

Molte ricerche hanno confermato l’esistenza di un legame inscindibile tra cuore e stomaco. Le emozioni che proviamo, dallo stress al dolore, possono avere conseguenze anche sul nostro stato di salute.
Uno studio condotto dalla Rutgers University sostiene addirittura che una persona con il cuore spezzato abbia la stessa attività cerebrale di una persona che fa uso di cocaina.

Marina Pearson, esperta del settore relazioni, ci spiega cosa succede al corpo in seguito ad un dramma come quello della separazione. Il corpo comincia a creare più adrenalina, che aumenta il nostro livello di cortisolo; questo causa non pochi problemi, come la perdita di calcio nelle ossa, la pressione alta e la perdita di alcune funzioni cognitive.
Inoltre rallenterebbe anche i nostri processi digestivi, facendoci sentire così meno fame.

Il modo di reagire non è uguale per tutti. C’è chi dopo una separazione passa ore e ore sul divano a divorare barattoli di Nutella, magari in compagnia di uno di quei film strappalacrime, che di certo non aiutano a stare meglio. Altri invece perdono di colpo l’appetito e, come spiega la ricercatrice Debra Smouse, deglutire qualcosa diventa un vero e proprio dolore fisico.

Riflettiamo su questi rischi e chiediamoci: siamo sicuri che vale la pena soffrire in questo modo? Anche se non è affatto semplice, cerchiamo di non smettere mai di prenderci cura di noi stesse perché gli incontri sono sempre dietro l’angolo e una perdita spesso può anche rivelarsi una (nuova) conquista.