martedì, 22 Settembre 2026

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Triste dopo il sesso? Soffri di PCD

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Avete presente il momento in cui siete a letto con la vostra donna e lei ha la faccia derelitta dopo avere fatto l’amore? Ecco, in questo (triste) caso due possono essere le motivazioni: o siete totalmente negati sotto le lenzuola, al punto da smontare completamente ogni istinto sessuale, oppure la vostra lei soffre di di PCD, ovvero di ‘post-coital dysphoria‘.
Detta così è orribile, e forse nella realtà dei fatti lo è anche di più perché si tratta di uno stato psicologico decisamente critico, fatto di malinconia, tristezza e a volte pianto. Il tutto dopo l’atto sessuale, che diciamocelo, dovrebbe solo mettere di buonumore.

Intorno al 150 d.C. il grande medico Galeno scriveva:
Ogni animale è triste dopo il coito, tranne la femmina umana e il gallo.’
Orbene, nulla togliendo al bagaglio culturale di questo uomo così popolare e eminente, la scienza moderna afferma proprio il contrario e ritiene che stati depressivi di questo tipo non siano nelle donne così rari.
Secondo un articolo pubblicato sul Journal of Sexual Medicine pare che ben il 46 % degli studenti universitari di sesso femminile abbia riportato, almeno una volta nella vita, i tragici sintomi da PCD.

Le motivazioni? Forse un brusco cambiamento della situazione ormonale.
I ricercatori dell’Istituto di Tecnologia del Queensland hanno teorizzato che le mutazioni ormonali repentine che si verificano dopo l’orgasmo possono scatenare fenomeni di questo tipo, incluso il mal di testa post-coito.
La disforia post-coitale è caratterizzata da pianto, ansia, agitazione, malinconia, depressione e addirittura aggressività.
Le emozioni negative post sesso sono dunque davvero frequenti tra le donne, ma è bene che i maschi continuino a mantenere un livello di impegno dignitosi laggiù.

Le protesi per bambini ispirate al mondo Disney

protesi per bambini

Regalare un sorriso ad un bambino malato è quanto di meglio si possa fare. E anche se spesso non è facile alleviare le sofferenza di bambini affetti da tantissime malattie alcune volte può bastare davvero poco per aiutarli a sentirsi almeno un po sereni. A questo deve aver pensato una start up inglese, la Open Bionics, che ha avviato una collaborazione con la Disney per la realizzazione di protesi per bambini ispirate ai personaggi della famosa casa di animazione americana.

Le protesi robotiche per le mani saranno decorate con i disegni dei personaggi di Iron Man, Frozen e Star Wars. La società inglese, che ha sede a Bristol, è specializzata nella progettazione e stampa rapida in 3D di protesi per mano. Le nuove protesi, che ricorderanno il possente braccio di Iron Man i gioielli dell Principessa Elsa ed una vera e propria spada laser futuristica come nella saga di Star Wars, saranno probabilmente in vendita dall’anno prossimo e costeranno circa 500 dollari.

“Il potere di queste protesi è che la percezione pubblica cambia completamente” ha dichiarato la Open Bionics all’Indipendent. “Non viene più chiesto ai bambini come hanno perso la mano, ma dove hanno preso la mano da robot e come funziona. Ciò che poteva essere visto come una debolezza, diventa invece un loro grande punto di forza.”

Una mappa celebra il cosmopolitismo di Londra (FOTO)

Credits photo: tagfinearts.com

“Ispirare speranza e unità”: è lo scopo che ha spinto Yanko Tihov, artista bulgaro residente in Inghilterra, a creare una mappa della capitale dell’Inghilterra, Londra, un po’ particolare: per ogni quartiere della città ha disegnato i passaporti degli Stati maggiormente rappresentati dai residenti. Ma per quale motivo ha deciso di realizzare questa mappa?

“Ho due passaporti e ho avuto l’idea quando ho ricevuto il il secondo, quello di cittadinanza inglese” – sono le parole di Yanko Tihov secondo quanto riportato dal quotidiano londinese, Evening Standard. Il 38enne ha frequentato l’Accademia Nazionale delle Arti dal 1997 al 2001 a Sofia, capitale della Bulgaria, prima di trasferirsi a Londra nel quartiere di Notting Hill.

Qui, dopo diversi anni, ha ottenuto la cittadinanza inglese che lo ha fatto sentire talmente onorato da voler celebrare il cosmopolitismo della città con una mappa. Grazie all’aiuto di diversi amici ha rintracciato le 3-4 nazionalità più rappresentate in ogni quartiere per un totale di 32 passaporti che hanno dipinto Londra di diversi colori: nero, bordeaux, blu scuro e verde.

Tra gli Stati rappresentati possiamo vedere il Ghana, l’India, la Jamaica, il Sud Africa, l’Irlanda, il Pakistan e tanti altri. Lo stesso artista ha rivelato di aver scoperto popolazioni che non si sarebbe mai aspettato.

Nel corso della preparazione dell’opera si è spostato da Notting Hill a Muswell Hill, quartiere della Greater London: in quel momento ha sentito come se stesse passando da un continente all’altro per via delle nazionalità diverse che vi risiedono.

Quella per i passaporti e le mappe è infatti per Tihov una vera e propria passione. Australia, Nord America, Asia, Africa e diverse mappe storiche: l’artista bulgaro ha già rapppresentato diversi continenti.

Finora però “Londra è l’unica città in cui è stato possibile una mappa del genere” – ha aggiunto. Ovviamente dopo New York. Yanko Tihov sta infatti lavorando a qualcosa di simile anche per la Grande Mela, ma quest’opera non poteva arrivare prima di quella realizzata per Londra.

Dopotutto Yanko Tihov è un cittadino a tutti gli effetti della grande metropoli londinese e a dimostrarlo non è solo il suo documento: 15 anni vissuti in questa meravigliosa località hanno messo Londra nel suo cuore. Il suo desiderio ora è semplicemente che tutti gli artisti, che hanno la possibilità di viaggiare come lui, portino speranza ed unità ad un mondo che ha decisamente bisogno di una visione più aperta.

[Credits photos: tagfinearts.com]

È fedele o longevo? Ce lo dicono i piedi

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Avreste mai pensato al fatto che il livello di fedeltà del vostro Lui potesse essere collegato alla grandezza dei suo piedi? Beh, pare che siano state fatte parecchie riflessioni a riguardo, spesso e volentieri supportate da eminenti ricerche universitarie (riportate in questo caso dal The Telegraph).
Ci sarebbe dunque un legame che unisce, naturalmente su un piano meramente teorico, la grandezza del piede di un maschio con alcuni aspetti della sua vita, come lo stato di salute (e la conseguente aspettativa di vita) e il suo atteggiamento nei rapporti di coppia. Insomma se ha i piedi di Polifemo si comporterà nel modo X, mentre se li ha come Tom Cruise si comporterà nel modo Y.

Ma voi ci credete alla storia dei piedi? Io sono scettica, e in quanto non scienziata il mio parere vale quanto un pacchetto di gomme all’eucalipto.
Lo studio più preoccupante è stato condotto nel 2009 da un team di epidemiologi svedesi; all’epoca fu stabilito un collegamento tra il numero delle scarpe e l’aspettativa di vita: i più longevi sarebbero quelli con una misura media, a discapito di quelli superdotati e degli gli Hobbit (che vivrebbero di meno).
L’uomo che calza il numero 5, ovvero il 38, avrebbe un’aspettativa di 63-66 anni, mentre chi porta il numero 11 (45 europeo) pare possa vivere fino agli 82. Adesso sto pensando a tutti gli amici che hanno un numero superiore al 45: ragazzi, godetevi la vita, perché secondo la scienza al massimo potete tirare fino ai 69 anni.

Illicit Encounters, il più grande sito di incontri britannico, ha condotto un sondaggio che ha registrato numeri decisamente interessanti: pare che quelli con il piede più grande siano maggiormente inclini al tradimento, mentre chi calza scarpe dal 40 al 43 sia molto più serio e affidabile.
Adesso mi sorge un dubbio: il mio ragazzo porta il 43 e 1/3 e qualche volta il 44, questo vuol dire che sono mediamente cornuta?