mercoledì, 26 Agosto 2026

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Star Wars, tutti i gossip sui protagonisti (FOTO)

Credits: larepubblica.it

Sono passati più di trent’anni dall’ultimo episodio di Star Wars e i fan della celebre saga fantascientifica sono in trepidante attesa per il settimo film, Star Wars – Il Risveglio della Forza, che uscirà a dicembre 2015. Nel frattempo, i protagonisti principali sono invecchiati, chi bene e chi male, poiché il tempo passa anche per i Jedi. In attesa di rivedere i personaggi creati da George Lucas nelle sale scopriamo che fine hanno fatto gli attori Star Wars.

Mark Hamill (Luke Skywalker)

Mark-Hamill-Luke-Skywalker-62-anni

Decisamente molto lontano dal Luke Skywalker che interpretò negli episodi IV, V e VI di Star Wars. Terminata la saga, l’attore decise di dedicarsi con successo al doppiaggio (è stato la voce di Joker dei fumetti DC). Oggi Mark Hamill ha 64 anni, è ingrassato e ultimamente lo abbiamo visto al cinema in Kingsman. Lui si è detto preoccupato del suo peso perché teme che il mondo di Internet ne potrebbe sparlare. Pensate che sarà in grado di rivestire i panni dello Jedi nel nuovo capitolo di Star Wars?

Harrison Ford (Han Solo)

Harrison-Ford-Han-Solo-72-anni

C’è chi invece col tempo continua a migliorare. Harrison Ford, 73 anni portati bene, nonostante la chioma bianca, ha ancora il fascino inconfondibile di un tempo. Con Han Solo aveva conquistato i cuori delle donne e in breve tempo, grazie anche a Indiana Jones, era diventato l’uomo più amato di tutte. Tuttavia a volte l’età si fa sentire e sul set di Star Wars – Il Risveglio della Forza si era fratturato una caviglia la scorsa estate.

Carrie Fisher (Principessa Leila)

Carrie-Fisher-Principessa-Leyla-57-anni

Solo lo scorso anno durante il Comic Con di San Diego, Carrie Fisher aveva scambiato un bacio col collega Harrison Ford in occasione della presentazione del settimo film della saga, a dimostrazione dell’alchimia che c’è ancora tra i due dopo più di trent’anni. All’epoca dei film, l’attrice riscosse grande successo anche fuori dal set, purtroppo per i suoi problemi di alcol e droga. Oggi Carrie, 59 anni, è lontana dalla forma fisica della sua minuta Principessa Leila, ma il suo cuore batte ancora per Han Solo da come abbiamo potuto vedere nell’attesissimo trailer del film.

James Earl Jones (Darth Vader)

James-Earl-Jones-Darth-Vader-83-anni

Una voce inconfondibile per la sua celebre frase: “Luke, io sono tuo padre”. James Earl Jones, 84 anni, è stato l’antagonista della saga, Darth Vader, prestandone quella voce che tanto ci aveva fatto rabbrividire sullo schermo. Per anni l’attore è stato di grande ispirazione per i suoi colleghi.

Kenny Baker (R2D2)

Kenny-Baker-R2D2-79-anni

Il simpatico androide R2D2 accompagna i personaggi di Star Wars per tutti i film della saga. Doppiato da Kenny Baker, 80 anni, non poteva non comparire anche nel settimo episodio. Rumors confermano che per anni che tra lui e il suo collega Daniels non scorresse buon sangue. Secondo Baker, il collega non amava stare a contatto con gli altri membri del cast, e si comportava da rude e snob nei suoi confronti (probabilmente a causa della sua altezza).

Anthony Daniels (C-3PO)

Anthony-Daniels-C-3PO-68-anni

C-3PO fa coppia fissa con R2D2 in tutti i film. Anche qui troviamo un attore dietro il suo personaggio, che è Anthony Daniels, 69 anni. Per molto tempo, l’attore non si è fatto vedere al pubblico e ha glissato qualunque reunion col cast di Star Wars, forse per non incontrare il collega Baker, al quale tempo prima si era riferito a lui chiamandolo “piccolo uomo”.

Peter Mayhem (Chewbecca)

Peter-Mayhew-Chewbacca-70-anni

E alla fine arriva Chewbecca, l’amico e alleato fedele di Han Solo. Grande, grosso e peloso, è stato interpretato da Peter Mayhem, 71 anni, che è un gigante di natura: l’attore è infatti alto 2 metri e 18 cm, un’altezza dovuta alla sindrome di Marfan, da cui è affetto da anni. Al fine di ridurre qualche centimetro, nel 2013 si è sottoposto a un intervento di chirurgia al ginocchio.

Chi siete curiosi di rivedere presto sullo schermo?

Credit photos: http://riccardoperilli.blogspot.it/

Harry Potter, arriva il pub “Binario 9¾”

Harry Potter arriva a Bergamo, precisamente a Mapello, con il nuovo pub-birreria dal titolo emblematico: “Binario 9¾”, quello dove gli studenti si recano per prendere il treno Espresso di Hogwarts dalla stazione di King’s Cross a Londra.

Sarà proprio “Binario 9¾” il nome del nuovo locale di Mapello: si trova in via Sarpi 7 e aprirà ufficialmente a fine mese. Data da tenere bene a mente per l’inaugurazione ufficiale: Giovedì 29 ottobre, dalle ore 18. Sicuramente un evento molto seguito e di grande successo, vista la tematica del pub e i tantissimi fan della saga sparsi in giro per la provincia, e non solo.

“Sì, avete capito bene! Bé? Perché non vi vedo saltare di gioia? Io sto volando sulla mia personalissima Nimbus 2010 lanciando coriandoli e brillantini…”, si legge su Lumos.it. Il pub sarà tutto a tema Harry Potter, ovviamente: troverete un perfetto “parcheggio” per le vostre scope, un menù ricco di cibo e tantissimi cocktail ispirati al maghetto, senza contare l’atmosfera, la musica, i colori, l’arredamento e i gadget all’interno del salone.

Attivissimi sulla loro pagina Facebook, il bar non vede l’ora di aprire ufficialmente i battenti e ospitare tutti i fan di Harry Potter che non aspettano altro che gustare una deliziosa Burrobirra a pochi passi da casa.

Se ‘lavoro’ è un concetto relativo a Expo Milano

Expo Milano, l’evento di respiro internazionale su cui l’Italia aveva puntato per rifarsi una reputazione al livello mondiale, volge quasi al termine: il 31 ottobre, infatti, i capannoni di Rho chiuderanno i battenti lasciando in uno spiacevole limbo quei 15.000 lavoratori che, per questi sei mesi, sono riusciti ad adeguarsi alle condizioni e alle tempistiche lavorative richieste dai dirigenti della grande Esposizione Universale.

Già lo scorso anno, le associazioni sindacali e l’amministrazione regionale avevano avanzato la proposta di reinserire, una volta conclusosi il grande evento, le risorse di Expo in altre iniziative: a due settimane dalla fine, perciò, la problematica ritorna, e lo fa in una veste ancora più urgente. Del resto, molti di quanti hanno lavorato per Expo in questi sei mesi si sono praticamente trasferiti a Rho, a prescindere da quale fosse la loro provenienza.

In tutto, poi, tra voucher, contratti a tempo determinato e a chiamata, ad aver prestato servizio presso le strutture di Expo Milano sembrerebbero essere state 30.000 persone. Ma questo concetto di ‘lavoro’ è stato più che mai frainteso nell’arco di questi mesi, data la quantità di denunce per mancati pagamenti, per mobbing e per licenziamenti inaspettati che si è registrata. Come dimenticare, poi, lo scandalo sollevatosi non appena emersero le reali condizioni lavorative proposte ai giovani: turni assurdi e privi di logica, lunghi anche fino a 12 ore, posizioni non retribuite, comunicazioni di assunzione a 3-4 giorni dall’inizio, nessuna convenzione con i mezzi pubblici da utilizzare per raggiungere la sede di lavoro, nessuna agevolazione per l’affitto (che nel milanese, si sa, non è di certo regalato) né per il parcheggio.

Nel frattempo, la Manpower, la società che ha appaltato il reclutamento del personale per Expo Milano, annuncia di aver siglato con le organizzazioni sindacali un accordo per ricollocare oltre 3.000 lavoratori interinali: a partire da novembre, la Manpower se ne prenderà carico, pare, con corsi di formazione di almeno 40 ore di corsi per favorire la ricollocazione di quante più risorse possibile o, in ogni caso, renderle ‘più appetibili’ sul mercato del lavoro. Ma le agenzie del lavoro di questo millennio fanno davvero gli interessi dei lavoratori? O, piuttosto, li convincono della necessità di acquisire competenze sempre nuove pur di imbandire i propri corsi? L’esperienza, così tanto ricercata dai datori di lavoro, si fa dando alle persone la possibilità di mettersi alla prova lavorando, non rimettendole a sedere dietro a un banco.

Triste dopo il sesso? Soffri di PCD

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Avete presente il momento in cui siete a letto con la vostra donna e lei ha la faccia derelitta dopo avere fatto l’amore? Ecco, in questo (triste) caso due possono essere le motivazioni: o siete totalmente negati sotto le lenzuola, al punto da smontare completamente ogni istinto sessuale, oppure la vostra lei soffre di di PCD, ovvero di ‘post-coital dysphoria‘.
Detta così è orribile, e forse nella realtà dei fatti lo è anche di più perché si tratta di uno stato psicologico decisamente critico, fatto di malinconia, tristezza e a volte pianto. Il tutto dopo l’atto sessuale, che diciamocelo, dovrebbe solo mettere di buonumore.

Intorno al 150 d.C. il grande medico Galeno scriveva:
Ogni animale è triste dopo il coito, tranne la femmina umana e il gallo.’
Orbene, nulla togliendo al bagaglio culturale di questo uomo così popolare e eminente, la scienza moderna afferma proprio il contrario e ritiene che stati depressivi di questo tipo non siano nelle donne così rari.
Secondo un articolo pubblicato sul Journal of Sexual Medicine pare che ben il 46 % degli studenti universitari di sesso femminile abbia riportato, almeno una volta nella vita, i tragici sintomi da PCD.

Le motivazioni? Forse un brusco cambiamento della situazione ormonale.
I ricercatori dell’Istituto di Tecnologia del Queensland hanno teorizzato che le mutazioni ormonali repentine che si verificano dopo l’orgasmo possono scatenare fenomeni di questo tipo, incluso il mal di testa post-coito.
La disforia post-coitale è caratterizzata da pianto, ansia, agitazione, malinconia, depressione e addirittura aggressività.
Le emozioni negative post sesso sono dunque davvero frequenti tra le donne, ma è bene che i maschi continuino a mantenere un livello di impegno dignitosi laggiù.