mercoledì, 17 Dicembre 2025

Costume & Società

Home Costume & Società Pagina 351
Notizie e tendenze sulla società, sul costume, sull’opinione pubblica e sul cambiamento generazionale

Cosa pensano gli stranieri dell’Italia? (FOTO)

Vi è mai capitato di essere all’estero e alla frase “sono italiano” sentirvi rispondere “pasta, pizza e mafia”. Ecco, ormai è di prassi per ogni viaggio che intraprendiamo, perché, nella maggior parte degli stati esteri, noi italiani veniamo associati a questo. Non si scappa.

A testimonianza di ciò, Buzzfeed ha realizzato un esperimento per documentare la scarsa conoscenza che gli stranieri hanno dell’Italia, della nostra cultura, del nostro cibo e anche dei nostri modi di dire. Hanno inviato ai loro uffici in America, Inghilterra e Canada delle immagini tipicamente “italiane” chiedendo ai vari dipartimenti di commentare le foto con la prima cosa che gli passasse per la testa.
Vediamo i risultati.

Caffè


Grace (New York): Questo è fango.

Ben (Londra): Spero di non dover pagare per quel bicchierino.

Hayes (Washington): Come diavolo fanno gli italiani ad avere così tanta energia bevendo quei minuscoli caffè? Hanno la densità di un buco nero o qualcosa del genere?

Gregory (New York): Sicuramente meglio di Starbucks.

Berlusconi


Jessica (New York): Non ho idea di chi sia. Forse un politico? Il primo ministro? Sembra così scontroso…credo che avrebbe bisogno di un po’ di Nutella.

Jon Michael (New York): Un tizio che ha fatto un provino per recitare ne Il Padrino ed è stato scartato.

Hayes (Washington): Bunga Bunga.

Vespa


Daniela (New York): Un incidente in attesa di avvenire.

Hayes (Washington): È così che tutti gli italiani vanno in giro.

Rebecca (New York): Questo è ciò di cui sono fatti i sogni.

Mi fai cagare! Ma che significa?


Rebecca (New York): Nella mia testa fa rima con “è la mia Ferrari”, quindi credo voglia dire questo.

Sarah (Toronto): Voglio della carne

Daniela (New York): Qualcosa a che fare con la cacca?

Grace (New York): Il mio garage

Grillo


Rebecca (New York): Una persona famosa che è diventata famosa grazie ai suoi capelli. Seriamente, che prodotti usa?

Grace (New York): Il cugino buffo di Steven Spielberg.

Conz (New York): Steven Spielberg dopo una lunga vacanza in Sicilia.

Daniela (New York): Il Babbo Natale italiano.

Lasagne


Ben (Londra): Questo è ciò per cui è morto Gesù.

Jessica (New York): Devo trasferirmi in Italia e mangiare tutto ciò che vedo. Il prima possibile.

Jon Michael (New York): Entra nella mia pancia. Ora.

Che palle! Ma che significa?


Ben (Londra): Dov’è la paella?

Candice (Los Angeles): Ciao bellezza!

Gregory (New York): Sei stato tu!!!

Rebecca (New York): Facciamo festa!

Tiramisù


Sami (New York): Per favore, seppellitemi nel tiramisù. Letteralmente, è tutto ciò che voglio!

Sarah (Toronto): Farei cose indicibili per mangiarlo.

Nutella


Hayes (Washington): Voglio un cucchiaio e la privacy della mia stanza, dove nessuno può vedere in che condizioni mi sto per ridurre.

Jon Michael (New York): Il picco della civilizzazione

Balotelli


Sarah (Toronto): È un atleta in pensione che ora fa il modello o la rockstar.

Chris (New York): Deduco che sia un calciatore. E probabilmente si è appena ricordato di dover giocare.

Eppure il nostro Paese è così bello.

Merita decisamente più attenzioni (nazionali e) internazionali.

Tu pensi all’Italia e pensi a quanto è buono il suo cibo, a tutte le eccellenze culinarie. Pensi alla lingua, e personalmente ritengo la nostra una delle più belle e musicali del mondo. Pensi al Made in Italy di tutti i settori. Pensi al nostro modo di goderci la vita. Pensi al nostro gesticolare e alla nostra loquacità. Pensi a quanto dannatamente è bella l’italia, ai suoi paesaggi, alla sua storia, alla sua cultura.

L’Italia è tutto questo, è un museo a cielo aperto, e merita di più del semplice “pasta, pizza e mafia”.

Selfie: quando i genitori copiano i figli (FOTO)

credits photo: thenextweb.com

L’accostamento smartphone più connessione a internet più o meno illimitata ha portato alla luce la mania del selfie, rinforzata dal famoso scatto fatto da Ellen DeGeneres agli Oscar 2015. Un non calcolabile numero di persone, quindi, ha iniziato a postare foto su foto su tutti i tipi di social. E a farlo sono stati soprattutto i più giovani, incompresi dai loro genitori.

Inizialmente le reazioni di mamma e papà davanti ad un selfie variavano da una faccia confusa ai rimproveri: ‘sempre a farti foto con questo cellulare’. Poi, dei genitori molto divertenti e ironici, hanno intuito che il miglior modo per capire un ragazzo è mettersi nei suoi panni. E hanno iniziato a riprodurre gli scatti della propria figlia, mettendola in imbarazzo.

L’idea è venuta a due signori di New York, Nancy Musson e il marito, dopo aver visto le foto e i collage che la figlia Emily, una ragazza adolescente, faceva con il proprio fidanzato e postava poi su Facebook. Hanno così pubblicato immagini che li ritraevano nelle stesse pose dei piccioncini, utilizzando anche gli stessi filtri.

Qual è stata la reazione della ragazza? Tra l’imbarazzo e il divertimento ha commentato con un tweet e ri-postando le foto. ‘I miei genitori devono essere sotto l’effetto di droga o qualcosa del genere”. Inutile dire che ha immediatamente attirato l’attenzione del web: oltre 46 mila retweet e più di 62 mila utenti che hanno aggiunto il post tra i preferiti.

credits photo:  twitter.com/emilymusson
credits photo: twitter.com/emilymusson

Emily è stata, di conseguenza, contatta da molti media che le chiedevano interviste su interviste. Parlando con Cosmopolitan ha dichiarato che mamma Nancy trova tutto questo molto divertente e che spera, un giorno, di essere chiamata a ‘Ballando con le stelle’. Nonostante questo la signora Musson ha preferito non rilasciare dichiarazioni ma solo un appello per i genitori che temono di mettere in imbarazzo i propri figli: ‘chi se ne frega!

La musica è lo specchio dell’anima

Abbiamo sempre avuto l’impressione che tra i gusti musicali e la personalità di qualcuno ci sia un qualche legame. Essere affascinato da diversi generi di musica è un po’ come essere affascinato dalla pluralità degli aspetti della vita. Viceversa, quelli che prediligono canzoni più “deprimenti” affrontano anche la propria vita con uno spirito meno entusiastico.

In uno dei suoi primi studi, Hunter S. Thompson richiamava spesso l’attenzione sull’importanza delle parole delle canzoni rock: in uno dei suoi saggi, infatti, scriveva che “la letteratura più significativa in America è all’oggi riscontrabile non tra le pagine dei libri, ma tra le parole decantate durante i reading poetici o gridate a squarciagola durante i concerti rock o le manifestazioni di protesta, in situazioni cioè in cui a prevalere è il contatto diretto con il pubblico“.

Ed è proprio così, la musica crea un rapporto privilegiato con l’audience. In più, l’ascoltatore che nel corso degli anni ha sviluppato un gusto più complesso e variegato in termini musicali avrà, al contempo, creato “relazioni musicali” più numerose ancora.

Senz’altro, la musica significa qualcosa di diverso per ciascuno di noi, ognuno tende ad ascoltare ciò che gli risuona meglio dentro. E questa preferenza musicale di certo non si manifesta casualmente: è un crescendo che riflette quanto si stia affrontando in un dato momento o quanto si è affrontato in passato.

Dalla prospettiva di chi la musica la fa, questo è piuttosto scontato. I migliori cantautori sono, in genere, anche dei grandi narratori: gente del calibro di Billy Joel, Bob Dylan o Bruce Springsteen non sono soltanto quelle voci che mettiamo su in macchina: spesso abbiamo proprio l’impressione di conoscerli personalmente. Ed è questo un tipo di relazione che finisce con l’influenzarci.

Anche quando usciamo con uno stesso gruppo di amici per parecchio tempo, non ci vuole molto prima che iniziamo, in maniera probabilmente involontaria, a interiorizzare i loro stessi atteggiamenti. Stando al parere del ricercatore di Psychology Today Tomas Chamorro-Premuzic, la stretta relazione tra la preferenza musicale di qualcuno e la sua personalità sarebbe deducibile da tre fattori:

1. la musica migliora le nostre performance negli ambiti più svariati. Basti pensare a quanto preferiamo ascoltare un pezzo deep tech mentre siamo in palestra o della bossa nova per distenderci in serata, dopo il lavoro.

2. la musica porta a sviluppare la propria curiosità intellettuale. Quando, per esempio, ci annotiamo le parole di una canzone per cercarle successivamente, stiamo facendo un esercizio mentale.

3. la musica può manipolare o influenzare lo stato emotivo di una persona, portandola a raggiungere l’umore che desidera.

Ed è per questo che ognuno di noi ha la sua playlist speciale, per i momenti buoni, ma anche per quelli più neri. Come dice Chamorro-Premuzic, “posto che gli stati d’animo sono strettamente legati alla nostra personalità, e che le persone usano la musica per regolare la propria emotività, una comprensione scientifica delle preferenze musicali di un soggetto rappresenta una finestra sulla sua anima“.

Un altro studio, condotto dal ricercatore dell’Università di Cambridge David Greenberg, analizza proprio il nesso tra le preferenze musicali e 5 diversi tratti caratteriali: criticismo, estroversione, apertura alle esperienze, disponibilità e coscienziosità. I collegamenti emersi sono impeccabili: i soggetti apparsi più empatici sono risultati quelli che ascoltavano musica più commuovente, mentre quelli più “semplici” erano gli appassionati di musica country, folk e jazz.

E, per quanto possano essere importanti per le industrie discografiche, certe scoperte ci aiutano anche a capire più a fondo le persone intorno a noi: non serve guardare così in profondità una persona per capire chi è in realtà, a volte potrebbe bastare la sua playlist su iTunes.

La donna ideale? Castana e con gli occhi chiari

donna ideale

Crolla un altro tabù in fatto di canoni estetici femminili. Sembra proprio che “gli uomini preferiscono le bionde” debba rimanere solo il titolo di un famoso film piuttosto che una verità accertata. La donna ideale che gli uomini desiderano incontrare, almeno secondo quanto raccontato da un sito di incontri molto famoso nel Regno Unito, non è bionda ma ha i capelli castani, gli occhi chiari e possibilmente un tatuaggio in un punto strategico del corpo.

La domanda che match.com ha rivolto ai propri utenti è stata: cosa trovate più attraente in una donna? Gli uomini hanno abbandonato lo stereotipo della donna ideale dai connotati scandinavi, mantenendo solo gli occhi chiari, tipico del nord Europa. Per il resto sono attratti da lunghi capelli castani, possibilmente ondulati. Ma c’è di più, oltre all’aspetto fisico gli uomini sembrano interessati anche al cervello delle donne, un vero colpo di scena. Le donne medico sono le più ambite dal genere maschile. Oltre alla professioni la donna ideale deve anche tenerci molto alla propria forma fisica praticando sport, meglio se nuoto.

La stessa domanda è stata rivolta anche alle donne, ma qui non si hanno grosse sorprese. Anche le donne preferiscono occhi blu e capelli castani, ma questi devono essere corti, addio quindi alle ciocche fluenti. L’indagine però non ha specificato nulla riguardo la barba, che sappiamo essere molto di moda e anche apprezzata dalle donne. L’uomo ideale è poi naturalmente in carriera ed amante dei cani.

donna ideale