giovedì, 27 Agosto 2026

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Come sopravvivere al gruppo “Famiglia” su Whatsapp

Whatsapp 2.0: gioie e dolori di adolescenti incalliti, giovani-adulti interconnessi con il mondo intero e, ebbene sì, 50enni che, all’alba del mezzo secolo d’età, si mischiano con la giovane folla di smanettoni tecnologici per dire “Sì, ci siamo anche noi”.

E lo sappiamo, non sempre va tutto a buon fine. Soprattutto se da “Ho scaricato Whatsapp per rimanere più facilmente in contatto con i colleghi e il mio capo, così da organizzarci meglio per i turni a lavoro” si passa a mega gruppi non meglio identificati, composti da 20/30 utenti in preda al panico di emoji, messaggi vocali e notifiche che “Ma hanno suonato al citofono?”, e invece è la suoneria del tuo Whatsapp.

Ecco cosa avviene, nella maggior parte dei casi, quando si creano i gruppi “Famiglia”.

Nomi improbabili

Dal classico “Family” al “Big Family”, passando per i più nostalgici “La bella famigliola” e quelli che, per marcare il territorio, usano il cognome simbolo della dinastia. E come dimenticare i gruppi “Tutti insieme” e “La nostra family”, con un perfetto mix italo-inglese?

Viva la tecnologia

Ma prima di arrivare al vero e proprio gruppo Whatsapp, il primo passo è spiegare COME si usi Whatsapp. “Allora mamma, così mandi un messaggio, così una foto, così invece una faccina, tutto chiaro?”. Mi sembra proprio di no, a vedere come cerca il cuoricino rosa tra le lettere russe.

Tempismo e connessioni

Ok, ha imparato a mandare messaggi. Ma papà proprio non capisce che prima deve attivare la connessione internet, o al massimo il Wi-Fi, ma questo è un passo troppo grande. E quindi cosa resta? Affidarsi ancora alle vecchie e care telefonate.

Screenshot come se piovesse

Vuoi salvare una foto? Vuoi mandare una foto? Vuoi fare una foto? Ecco, la risposta a tutto è lo screenshot.

Immagini pseudo-divertenti (ma che non fanno ridere nessuno)

Si trovano dovunque: su internet, su Facebook, girano sulla rete o direttamente su Whatsapp. E arrivano – purtroppo – fino a noi. Commenti, frecciatine, battute e barzellette (e giù a ridere da una città all’altra).

Da una stanza all’altra

Mai sottovalutare il potere di Whatsapp: può mettere in contatto parenti anche in varie stanze della stessa casa. E basta un “driin” per correre a vedere: “Ah, ma sei tu”.

Ma quanto ci metti?

Sul gruppo Whatsapp appare “Sto scrivendo…”, per 5 minuti. Chissà che sta scrivendo papà? E invece no, solo un “OK”. Magari anche in maiuscolo, perchè non ci vede molto.

Foto del profilo e stato personale

Non tutti hanno capito che la foto del profilo è proprio una foto del profilo. E quindi una foto di se stessi. No. Tutti con foto della Tour Eiffel, del cane della vicina, del tramonto in barca.
E gli stati? “Vivi e lascia vivere”, tra i più gettonati.

Buon compleanno

Ormai non si chiama neanche più per fare gli auguri di compleanno: basta mandare una di quelle foto con glitter e torta in primo piano per togliersi da ogni impiccio.

Foto e video delle vacanze

Un weekend in montagna? Una gita a Siena per il palio? Una settimana in vacanza al mare? Ecco, saremo aggiornati minuto per minuto con foto del paesaggio, del cibo al ristorante, dei fuochi d’artificio per la festa patronale e le solite, immancabili frecce tricolori. Ah, manca l’acquagym e il risveglio muscolare in spiaggia.

Futuro

Ma non possiamo negare che Whatsapp abbia davvero rivoluzionato le nostre vite. Soprattutto quando i nonni ci superano e ci spiegano come mandare una registrazione vocale a più contatti. Lì abbiamo toccato il fondo.

Dopo il viaggio, il selfie della vittoria (FOTO)

Un selfie di gruppo dai mille significati: gioia, speranza, rivincita, dolore per le perdite e la lunga traversata verso una terra promessa arida e intollerante. Sono questi i pensieri di tutti quei migranti che, una volta raggiunte le coste della salvezza, dopo il viaggio, decidono di immortalare il fatidico momento con una foto di gruppo, mostrando un timido sorriso, il mare sullo sfondo, cercando l’angolazione migliore per riprendere tutto il gruppo, stanco ma felice.

Si sa, perchè le foto da sempre hanno quel magico potere di immortalare i momenti, di racchiudere in un nano secondo il tempo e consegnarlo alla memoria, come il regalo più grande e prezioso che si potesse mai fare. E anche per questi profughi fotografare vuol dire ricordare: lasciare ufficialmente alle spalle un passato di guerra, morte, dolori e sangue, per sperare in un futuro migliore, soprattutto per i propri figli.

Non c’è solo l’Italia tra le mete più richieste, anzi. Dalla Turchia fino a Kos, Lesbo, Chios, Samos, tutti luoghi in cui ci andremmo volentieri, in estate, per una bella vacanza tra sole e mare. Ma che adesso, per i profughi, diventano luoghi di salvezza e rinascita.

Ecco i selfie più belli, ecco la gioia dei volti sofferenti.

CD e DVD: 5 originali usi alternativi

Nell’era degli MP3 e di Spotify, dello streaming online e di Youtube, i CD e DVD ormai sembrano supporti risalenti quasi alla preistoria: a migliaia si sono accatastati nel corso degli anni sui nostri scaffali e spesso siamo state pervase dal raptus di buttarli via tutti, invece di lasciali lì a prendere polvere. Ma, prima di consegnarli a un triste destino di sacchetti e discariche, ricordiamoci che esistono degli usi alternativi e anche molto creativi che possiamo fare di questi oggetti che, adesso come adesso, sembrano aver perso tutta la loro utilità. Qualche idea? Blogdilifestyle ve ne lascia cinque qui di seguito.

Sottobicchieri

Quelli graffiati o bruciati, insomma completamente irrecuperabili, potrebbero tranquillamente trasformarsi in sottobicchieri: basterà procurarsi due cartoncini o due pezzi di feltro su cui ritagliare i cerchi che andranno a foderare i due lati del disco. Una volta incollati i cartoncini, starà a voi la scelta del tipo di stoffa con cui rivestire i vostri futuri sottobicchieri, se a tinta unita o a fantasie tutte diverse, per ottenere un effetto ancora più originale.

Mosaici

Tutti i CD e DVD inutilizzati possono essere spezzettati e riconvertiti in funzione decorativa: per rendere i vostri oggetti o i vostri regali più scintillanti, tagliate a pezzetti i dischi e, con l’aiuto della colla vinilica, create dei mosaici intorno alle vostre cornici fotografiche, ai bordi dei vostri vasi o al perimetro del vostro specchio. Il risultato sarà scintillante, garantito.

Gioielli

E cimentarsi con qualche eco-bijou? Basta munirsi di un pezzo di fimo da posizionare sulla base del gioiello, stenderlo, creando la forma che si preferisce, per poi mettere tutto in forno a 110° per una trentina di minuti. Adesso, occorre semplicemente spezzettare i CD e ricoprire il fimo di colla, e accostare a uno a uno i pezzetti di CD in maniera tale che possano combaciare in maniera coerente.

Stand porta orecchini

Con un contenitore per CD e un solo disco, sarà possibile realizzare un un porta-orecchini circolare su cui esporre i nostri gingilli. Il CD andrà posizionato orizzontalmente sul supporto e andrà bucherellato lungo tutto il suo perimetro, per ottenere i fori in cui si inseriranno i gancetti degli orecchini.

Orologi con CD

Si comincia con lo stampare un’immagine a proprio piacimento scelta su carta fotografica, ritagliare un cartoncino a forma circolare e un foglio trasparente a metà. Poi, si incollano metà cartoncino e metà foglio trasparente su una faccia del cd (il retro dell’orologio). Ancora, occorre incollare metà cartoncino, l’immagine scelta per lo sfondo e metà foglio trasparente sull’altro risvolto del disco (il fronte). Una volta che la colla si sarà asciugata, basterà forare e ritagliare il tutto seguendo la forma del disco, per poi inserire il meccanismo con le lancette proprio nel buco centrale.

I giovani preferiscono le email ai messaggi vocali

www.ilcorriere.it

Siamo tutti abituati a comunicare tramite il web e i suoi nuovi strumenti: Facebook, Twitter e Instagram occupano gran parte delle nostre giornate e sono la base delle nostre relazioni sociali. Quante volte telefonavamo alla nostra migliore amica per sapere come se la passasse? O per conoscere l’orario dell’uscita serale? Vi ricordate com’era bello attendere l’invito per un appuntamento attraverso l’uso della semplice voce?
Oggi tutto si muove online, al punto che ci siamo abituati a comunicare attraverso un semplice strumento moderno.

Alan R. Dennis, un professore di business alla Kelley School of Business di UI, con la collaborazione di Taylor M. Wells e la California State University di Sacramento, ha esaminato 72 individui in età universitaria per scoprire quali siano i mezzi di comunicazione più comuni. La scoperta conferma che lo strumento prediletto siano le e-mail, e che i compositori di posta elettronica si sentano più emotivamente coinvolti nello scrivere piuttosto che nel lasciare un messaggio vocale.

Lo studio conferma dunque una tendenza di sempre maggiore rilievo, ovvero quella di affidare i propri sentimenti ed emozioni ai nuovi mezzi di comunicazione rispetto al più immediato contatto umano. Una cosa che pare stimolare maggiormente l’emotività, in un periodo in cui tutto passa per il web.