venerdì, 28 Agosto 2026

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The way we met, il primo incontro non si scorda mai (FOTO)

Credit photo: Instagram

Una giovane attrice californiana, Brooklyn Sherman, ha iniziato a collezionare racconti, storie, fotografie ed immagini di persone comuni per un suo progetto social. Quest’idea iniziale si è poi estesa ad un qualcosa di più grande: un account Instagram che in 3 settimane ha ottenuto più di 80 mila followers. Si tratta di The way we met – come ci siamo conosciuti – che propone foto ed episodi riguardanti il primo incontro di un’attuale coppia.

Attraverso The way we met si narrano storie di coppie normali, si descrivono i particolari del primo incontro e del primo appuntamento e, a volte, si finisce con il raccontare com’è andata avanti la love story. Volete sentirne alcune?

Una delle coppie che si mostrano sul social si è conosciuta in un bar, durante il karaoke, quando cantano uno davanti all’altra. Sono proprio le rispettive canzoni che li fanno innamorare: lei canta “Let it go” di Frozen e lui interpreta a suo modo “Mr Roboto” degli Styx.

Credit photo: www.corriere.it
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Un’altra love story inizia sul posto di lavoro, anche se lui – al suo primo giorno finito il college – non pensava di voler iniziare una relazione, soprattutto con una collega. La scintilla, però, è scoppiata e i due stanno insieme già da due anni.

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Questa storia d’amore, invece, sembra tratta da un film romantico: lei è triste per una storia andata male e, per consolarla, un’amica la invita ad una partita. Sugli spalti, si innamora di un ragazzo, lo stesso che, 4 anni dopo, le chiede la mano. E sapete dove? Proprio sugli spalti.

Credit photo: www.corriere.it
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Il caffè è il modo per arrivare al cuore di molte persone“. È grazie ad un caffè che due ragazzi si innamorano: entrambi lavorano per Starbucks e, fortuna vuole, che li mandano a servire proprio nella stesso locale.

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Un amore iniziato nella caffetteria dell’azienda per cui entrambi lavoravano e che dura da 58 anni. Un giorno, infatti, la donna invita l’uomo a pranzo che, però, non ha i soldi per pagare: lei è costretta a pagare anche per lui. Grazie a questo, però, i due iniziano una storia a tutti gli effetti.

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C’è, poi, chi si è conosciuto durante uno stage a Disney World, in biblioteca e ad una serata di beneficienza. Non servono grandi dichiarazioni, ma piccole cose che possono diventare qualcosa di veramente importante, come insegnano queste storie. The way we met è la dimostrazione che l’amore può superare tutto, anche i migliori film romantici: perché la realtà è mille volte meglio della finzione.

@KeepingUpWithMina, il progetto più esilarante del web (FOTO)

Si chiama Mina Gerges, e il suo potere magico è quello di far ridere le persone. No, niente freddure o barzellette di dubbia ilarità, bensì foto. Foto uniche nel loro genere.

Il suo progetto si chiama @KeepingUpWithMina, ed è nato su Instagram qualche tempo fa con l’obiettivo di ribaltare le aspettative che la società ha nei nostri confronti in quanto individui che dovrebbero agire un certo modo, vestire in un certo modo, atteggiarsi in un certo modo. Il @KeepingUpWithMina consiste in foto di Mina Gerges che imita in tutto e per tutto le foto più cliccate di tutte le celebrità internazionali.

Il tutto era iniziato semplicemente come un hobby un po’ bizzarro, e Mina Gerges ha raccontato che era solito usare i trucchi della sorella per conciarsi come le star, mentre si vestiva di asciugamani, tappeti e addirittura tendine per la doccia. Poi le sue foto hanno iniziato a essere molto seguite sul web, e ad oggi il suo profilo Instagram ha più di 130 mila seguaci.
Da un semplice e divertente hobby, è diventato un lavoro vero e proprio.

“In doing these pictures – dice l’ideatore del progetto – I found freedom from restricting gender binaries and learned to celebrate something I love doing”.

Ecco le foto più divertenti.

E quando sono gli italiani a emigrare all’estero?

Italiani all’estero, una storia lunga più di un secolo. L’Europa è diventata la nuova “terra promessa” che fino a qualche anno fa era l’incubo da cui scappare. Dal 1945 al 1955 dal Vecchio Continente scapparono oltre 15 milioni di persone. Nel 2010/15 ne ha accolte 2 milioni. E tra gli europei, sembra strano, ma ci siamo anche noi. Tra il 1876 e il 1973, infatti, circa 27 milioni di italiani abbandonarono il nostro Paese: partivano soprattutto da Genova e Napoli per raggiungere New York, San Paolo, Santos.

Oggi la situazione, in fin dei conti, non è molto diversa.
In Gran Bretagna è boom di immigrati italiani: 57mila in un anno, +37%. I dati, diffusi precisamente dall’Istituto di Statistica britannico, tengono in considerazione tutti quelli che hanno ottenuto il “National insurance number”, un documento senza il quale non si potrebbe lavorare. E non parliamo di qualche centinaia. Gli italiani emigrati in Gran Bretagna in cerca di lavoro tra il 2014 ed il 2015 sono stati 57.600 contro i 42.000 dell’anno scorso [Repubblica]. Londra potrebbe essere considerata la tredicesima città in Italia per numero di abitanti: sono, infatti, 250mila gli italiani residenti nella città inglese, tanto quanto la popolazione di Verona.

E cosa dire di tedeschi e italiani che colonizzarono il Sud del Brasile, dove oggi si festeggia addirittura l’Oktoberfest – tipica tradizione germanica – e spuntano come funghi piccoli paesi chiamati nuova Brescia o nuova Padova?

Nel 2014 gli italiani all’estero sono aumentati più degli immigrati residenti in Italia. Eppure oggi gridiamo allo scandalo, alla mafia e alla corruzione, al finto buonismo e alle frontiere da chiudere. Ma, se ci riflettiamo bene, lo scenario non è molto diverso rispetto al secolo scorso, quando a scappare da fame, povertà, guerra e sottosviluppo eravamo noi. Alla ricerca di una nuova vita, una rinnovata identità, un lavoro, una famiglia e un po’ di felicità. E, se continuiamo ancora a pensare, la storia è identica anche adesso. Le condizioni di vita sono cambiate, questo è certo, ma, dati alla mano, sono sempre di più quelli che scappano dallo Stivale che non promette più un futuro degno di nota.

Il The Post Internazionale ha pubblicato qualche statistica in merito

Cambiano i tempi, cambiano gli anni e le abitudini, ma la storia è sempre la stessa.

Quindi, perché gridiamo allo scandalo?

Donne in carriera: il segreto è viaggiare

credits photo: mitindo.it

Purtroppo, nonostante i grandi passi fatti verso l’uguaglianza, per noi donne avere una carriera lavorativa è molto più difficile che per un uomo. E anche quando raggiungiamo lo stesso livello il nostro stipendio sarà probabilmente più basso.

Sulla nostra strada ci saranno sempre numerosi ostacoli, ma anche alcuni trucchetti che possono aiutare ad intraprendere una carriera grandiosa e invidiabile. Il nostro primo alleato sarà il passaporto. Infatti una donna che viaggia ha maggiori possibilità di ottenere promozioni e successi. E più si va lontano, meglio è.

A confermarlo è un sondaggio condotto da The Global Professionals On The Move. Il 100% delle donne intervistate ha suggerito un viaggio all’estero per consolidare e migliorare la propria carriera. Secondo AOL Jobs, inoltre, la maggiorparte degli intervistati, attraverso un viaggio, ha migliorato le proprie prospettive di salario, carriera e condizioni di vita.

Emma Hall, direttore di Hydrogen ANZ ha affermato che un’esperienza all’estero migliora il curriculum poiché fornisce esperienza e una migliore preparazione sulla cultura dei clienti. Insomma, ci rende più attraenti in campo lavorativo.

Secondo i ricercatori della Harvard Business Review, poi, le persone con una esperienza internazionale e che si identificano con più di una cittadinanza sono più bravi a risolvere problemi e mostrano una grande creatività.

Anche John Haltiwanger, editore dell’Elite Daily, conferma questo pensiero. Ciò che rende un lavoratore interessante è la capacità di adattarsi, la versatilità. Un viaggio per un periodo più o meno lungo non può far altro che potenziare queste qualità.

Un’esperienza fuori il proprio paese, lontano dai luoghi che conosciamo e dalla propria zona comfort è, quindi, un’ottima formazione e preparazione personale. Certamente, allontanarsi dalla famiglia e opporsi ad una tradizione che, in certi casi, ci vede ancora esclusivamente come angeli del focolare, non è per nulla facile.

Le donne devono combattere contro mentalità retrograde, discriminazioni e pregiudizi che, presenti sul luogo di lavoro, ostacolano una carriera. Ma, trovare il coraggio per compiere un passo del genere potrebbe rappresentare una svolta e cambiarvi la vita, non solo lavorativamente parlando. Preparate le valigie e salutate amici e parenti, signore. Il successo ci aspetta all’estero.