mercoledì, 23 Settembre 2026

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In Austria tatuaggi gratuiti contro il razzismo (FOTO)

Ci sono tanti modi per dichiarare il proprio dissenso nei confronti di razzismo e xenofobia, per Alex Smoltschnik, tatuatore austriaco residente a Graz, la forma più diretta di comunicazione è il tatuaggio. Per questo, ha pubblicato un post su facebook invitando chiunque avesse voglia di incidere sulla propria pelle messaggi antirazzisti a prenotare una seduta gratuita presso il suo Pride and Glory studio. Ecco perché.

È facile credere che la discriminazione razziale sia nascosta nei capitoli più bui della nostra storia e che non ci appartenga. Noi facciamo parte di una società più evoluta in cui la mancanza di solidarietà non corrisponde ad un sentimento di intolleranza – le solite favole che ci raccontiamo per privarci dei sensi di colpa.

D’altra parte però, i climi culturali che ci circondano dissentono con le convinzioni che maturiamo: se, infatti, i campi di concentramento sono stati riconosciuti come le forme più crudeli e disumane di odio e razzismo, sul genocidio di Sbrebrenica si spalanca ancora una grande diatriba e, sempre più sulle bocche di tutti per ignoranza o mancanza di rispetto, l’omofobia rimane costante anche in una società che si considera aperta e tollerante.

Tutte realtà di cui Alex Smoltschnik è a conoscenza anche dai racconti del padre che in passato ha lasciato la Slovenia per sfuggire ai sentimenti di discriminazione ed esclusione. Ma non è solo per questo che il tatuatore ha deciso di mettere la sua arte al servizio gratuito di chi avesse prenotato un tatuaggio con un simbolo contro il razzismo entro la data ultima del 18 luglio.

Dietro la sua iniziativa c’è un avvenimento che ha scombussolato la storica Vienna all’incirca un mese fa: un uomo austriaco di origine bosniaca si è lanciato con la macchina verso la folla uccidendo 3 persone. Escluso il movente terroristico, si avverte chiaro come sottofondo il senso di discriminazione.

Ed ecco che Alex ha lanciato il suo campanello d’allarme: Volevo solo che la gente si rendesse conto di quali contraddizioni esistano nella nostra società. E allora ho pensato che un tatuaggio poteva essere un buon simbolo per dimostrare in pubblico cosa si pensa e cosa si prova.

A quanto pare il suo intento è stato recepito dai 500 clienti che lo hanno subito contattato, superando persino le stesse aspettative del tatuatore: “ora ho davvero molto lavoro da fare, ma sono molto felice di questo. Devo lavorare molto senza essere pagato ma mi rende soddisfatto perché vedo che in Austria ci sono molte persone che si oppongono alla discriminazione.”

I tatuaggi scelti dai richiedenti sono i più diversi: dal disegno di un pugno sferrato contro una svastica, all’immagine di due bambini di etnie differenti che si tengono per mano. Come afferma uno dei suoi clienti, Nick, il disegno è semplice, infantile e comprensibile persino da un bambino ma dal significato infinitamente profondo.

Non tutti però sono in grado o amano recepire questo tipo di messaggi: il forum di Kleine Zeitung dedicato all’iniziativa è stato chiuso a causa dei continui commenti di odio, ma per Alex Smoltschnick, questo è il simbolo che si sta facendo qualcosa di buono.

Matrimonio: quando la nonna diventa damigella (FOTO)

credits photo: nbcphiladelphia.com

Quando si organizza un matrimonio un momento importante è quello della scelta degli invitati, dei testimoni e della damigella o damigelle. Quest’ultime vengono spesso scelte tra le cugine, nipotine o amiche della sposa. Ma cosa succede quando ad essere scelta è la nonna?

Questa decisione molto dolce e originale è stata presa da Christine Quinn. La sposina per il giorno del suo matrimonio, che si è tenuto a Plymouth Meeting in Pennsylvania, ha deciso di volere al suo fianco come damigelle la sua nonna insieme ad altre amiche.

credits photo: sunnyskyz.com
credits photo: sunnyskyz.com

Quinn ha preso questa decisione perchè ritiene nonna Betty una delle sue migliori amiche in assoluto. Perchè, quindi, non coinvolgerla attivamente nel matrimonio? La sposa ha affermato che la scelta è stata molto facile da fare.

Nonna Betty, che ora ha 89 anni, non si è tirata indietro davanti ad una simile richiesta. Ha indossato gli stessi abiti delle altre damigelle, ha guidato l’auto della sposa, ha ballato incessantemente tutta la notte e ha animato la festa con perle di saggezza e commenti estremamente divertenti.

credits photo: hellogiggles.com
credits photo: hellogiggles.com

Quinn è molto orgogliosa di sua nonna e la stima al punto da prenderla come punto di riferimento. Di lei ha detto: ‘Ha un incredibile senso dell’umorismo e una visione della vita che mi sforzo di emulare ogni giorno. Tutti la amano“.

Ed effettivamente, come si può non amarla? Nonna e nipote, purtroppo, non vivono più vicine ma quando il legame è forte la distanza non è un problema. Le due si sono promesse di passare del tempo insieme ogni volta che sarà possibile.

credits photo: nbcphiladelphia.com
credits photo: nbcphiladelphia.com

Il risultato è stato un matrimonio originale e pieno d’amore. Gli sposi sono stati felicissimi e ricorderanno questo giorno con tanta gioia e tanto affetto. La nonna poi ha aggiunto una delle sue perle di saggezza:

‘sei vecchio solo se ti senti tale, e io mi sento giovane’.

In Bolivia si cammina sull’acqua (FOTO)

Di recente, in Bolivia è stato avvistato un uomo che camminava sull’acqua: sembra un’immagine reale, finché non la si guarda meglio e ci si rende conto che si tratta di un’illusione ottica.

A catturare l’immagine, Hideki Mizuta, ragazzo giapponese di 29 anni, che ha immortalato un turista in galosce, rivolto in direzione del sole, mentre si trovava nel Salar de Uyuni, il deserto di sale della Bolivia.

Tra i luoghi più ‘piatti’ al mondo, il Salar de Uyuni viene ricoperto di un sottile strato d’acqua durante la stagione delle piogge: è per questo motivo che si verifica il particolare effetto ottico che dà l’impressione che esso sia un immenso specchio in cui si riflette il cielo.

In un altro scatto, sembra che un gruppo di uomini abbiano parcheggiato le proprie macchine sulle nuvole: il riflesso del cielo annuvolato è così nitido che pare quasi siano in viaggio su di una strada eterea. “Quando ci sono andato per la prima volta – ha dichiarato Hideki – ho avuto il piacere di ammirare, in macchina, il cielo ricolmo di stelle in attesa dell’alba. Di primo mattino, lo scenario era talmente incredibile che non potrei trovare parole per descrivere quello che ho visto apparire attraverso il mio finestrino“.

Così mi sono allontanato dagli altri presenti e sono andato a fare una serie di foto, nel silenzio assoluto. Era uno spettacolo da mozzare il fiato. Il Salar de Uyuni è uno dei più bei posti che esistano al mondo – prosegue Hideki – soprattutto durante la stagione delle piogge, quando diventa un immenso specchio che riflette qualsiasi cosa al di sopra di esso. Era quasi come se stessi sognando. Se il Paradiso esiste, spero tanto che sia così.

Perché ci vediamo diversi da come siamo?

Credits photo: wellnessoggi.it

Quante volte ci capita di inorridire dinnanzi alle foto che ci vengono fatte da altri? Di sicuro almeno un milione di volte. Il problema è che pare che quello lì sia il nostro vero aspetto, senza dubbio molto diverso da quello che vediamo noi quando ci guardiamo allo specchio.
Alcuni ricercatori hanno chiesto a 130 studenti di scegliere 10 foto di sé stessi dal proprio profilo Facebook e di metterle in ordine di ‘somiglianza’ con il proprio aspetto attuale.

In un secondo momento i volontari hanno partecipato a un breve video fatto con la webcam e dal quale sono state tratte due foto del loro viso (una col sorriso e l’altra seria).
Le foto della webcam e dei profili sono state mostrate a 16 completi estranei che le hanno messe in ordine di somiglianza. Gli sconosciuti hanno completato il test scegliendo un ordine di foto somiglianti completamente diverso da quello dei diretti interessati, questo a testimonianza del fatto che l’idea della propria immagine non sempre si coniuga con quella avuta dagli altri.

Il senso di smarrimento che proviamo quando guardiamo le nostre foto sarebbe dovuto all’immagine che abbiamo del nostro viso (ovvero quella di quando ci specchiamo).
La grande familiarità con questa immagine finisce col renderci piacevole il suo ricordo e sgradevole ogni scatto che non lo rispecchi fedelmente.
Gli psicologi parlano di ‘effetto esposizione‘, fattore che spesso interessa anche a nostra voce.