mercoledì, 22 Luglio 2026

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Instagram disabilita l’hashtag #curvy

Instagram hashtag #curvy

Instagram, il popolare social network usato per pubblicare foto e video, ha deciso di censurare alcuni hashtag che potrebbero essere ricondotti ad immagini offensive per i propri utenti. Tante le parole messe al bando, sempre precedute dal famoso #. Naturalmente l’eliminazioni di alcuni termini trova tutti d’accordo, come #naked, #sex o #weed. Ma l’epurazione sembrerebbe coinvolgere anche l’hashtag #curvy, termine utilizzato per descrivere corpi formosi, quasi sempre di donne, ma con un’accezione del tutto positiva. Spesso infatti l’hashtag #curvy viene usato contro le discriminazioni di tipo fisico.

Questo tipo di azione ha lasciato qualche dubbio in molti utenti e addetti ai lavori, perché Instagram non ha utilizzato la stessa politica per altri termini dal significato opposto. Hashtag come #skinny o #thin che rappresentano invece fisici molto gracili anche al limite della malattia non rientrano tra quelli censurati. L’unica accortezza usata dal social network quando si cerca uno di questi termini è la comparsa di una scritta “Ti avvisiamo che queste foto possono contenere immagini forti” e un link ad una pagina web dedicata a fornire supporto contro i disturbi dell’alimentazione.

Ci si chiede quindi quale sia il motivo reale che ha portato a questa scelta, tra l’altro facilmente aggirabile utilizzando hashtag simili come #curvygirl, #curvyfit, #curvyfashion. Un portavoce di Instagram ha dichiarato al sito Buzzfeed che in passato l’hashtag #curvy era stato utilizzato per condividere immagini e video in violazione con le linee guida del social network in termini di nudità. Resta il fatto che ad oggi molte immagini riportanti l’hashtag #skinny riproducono ragazze al limite dell’anoressia in costume o abbigliamento intimo.

Mamme che allattano senza veli (FOTO)

‘Women in The Wild’: questo il nome del progetto della fotografa americana Erin White, che vuole calorosamente incoraggiare le mamme di tutto il mondo a partire dalla loro stessa fisicità e sensibilizzare l’opinione pubblica all’allattamento in pubblico.

Molte sono le madri che scelgono di stare dalla parte dell’allattamento e dell’ottimismo ‘fisico’: ci vuole molto coraggio per prendere la decisione di mostrarsi vulnerabili e di far fronte comune con altre per una giusta causa. È un progetto sicuramente volto ad attirare l’attenzione, ma a giusta ragione: non è inusuale, infatti, che a neo-mamme capiti di incappare in reazioni negative mentre allattano in pubblico. La sfida, perciò, è quella di fare dell’arte un mezzo per esprimere piena solidarietà alle madri di tutto il mondo.

Lo Stato della Virginia, di cui l’autrice del progetto è originaria, è intervenuto in questo senso soltanto nel 2015, emanando una legge con cui si fa divieto assoluto di chiedere alle madri che allattano in pubblico di allontanarsi. Perché mai tutta questa suscettibilità per qualcosa che rappresenta un atto del tutto naturale?

Si potrebbe scegliere di sposare gli standard estetici imposti dalla società o piuttosto di lottare insieme ad altre donne e mamme, per realizzare quanto magnifico in realtà sia questo momento della vita femminile. Non è certo cosa facile, eppure cercare di incoraggiare le mamme a vincere le proprie insicurezze, a darsi da fare per unirsi, invece di giudicarsi male le une con le altre. La speranza è quella di creare un vero e proprio movimento a cui aderiscano tutte le madri, per renderle coscienti della loro bellezza e restituire loro sicurezza nell’allattare in pubblico.

Chi viaggia on the road è ottimista di natura

credits photo: youtube.com

Viaggiare è un bisogno che molti sentono e non c’è niente di meglio di un viaggio on the road per soddisfarlo. Immaginate l’estrema sensazione di libertà che si prova a salire in macchina e andare dove ci porta la strada. Non tutti però riescono a fare un viaggio così poco organizzato.

Chi ama questo tipo di viaggio è una persona ottimista, positiva e avventuriera. Vive alla giornata, affrontando ciò che gli si pone davanti giorno per giorno senza arrendersi davanti alle difficoltà. Maltempo, traffico e prenotazioni non rientrano nei loro pensieri.

Ma quali sono i vantaggi di partire all’avventura? Per molte persone sarebbe una cosa impossibile da fare, ma i pregi superano di gran lunga i difetti. Abbandonare la routine quotidiana e lasciar perdere lo stress da organizzazione sono solo due tra i tanti pro di viaggiare all’ultimo minuto.

Come affermato da Douwe Osinga, fondatore dell’applicazione per viaggi Triposo, ci sono molti luoghi da visitare e stilarne una lista non sarà difficile. Molte delle migliori esperienze però, nascono quando si smette di concentrarsi su i luoghi più famosi per lasciarsi andare alla spontaneità di un viaggio non programmato.

Quando si viaggia on the road l’importante non è la destinazione ma la strada. Durante tutto il tragitto si potranno vedere cose che non si erano immaginate alla partenza. Se nella vita quotidiana è bene pensare prima di agire, in queste fughe dalla realtà è consigliato fare il contrario.

Paul Nussbaum, neuropsicologo clinico e professore presso l’Università di Pittsburgh, ha inoltre aggiunto che viaggiare è un’ottima medicina per noi. Farlo con un viaggio on the road stimola ulteriormente il nostro cervello perchè gli permette di trovare stimoli in ogni angolo della strada. Poi basta fermare la macchina ed esplorare dove l’istinto ci ha portato.

Secondo un rapporto della Global Coalition on Aging poi, gli Americani che viaggiano sono di gran lunga più positivi, rilassati e ottimisti di quelli che non lo fanno. I viaggi su strada intensificano questi risultati e permettono di conoscere in maniera più profonda i nostri pensieri.

A questo punto non rimane altro da fare che prendersi una pausa, saltare in macchina e andare alla scoperta di nuovi orizzonti.

Come riconoscere un amante?

Ecco l’identikit del perfetto amante: i traditori sono ricchi, intelligenti e molto acculturati, e raggiungono gli “anta”. Insomma, ecco le regole chiave per fiutare gli infedeli.

L’infedeltà è un problema con il quale dobbiamo fare i conti quotidianamente. E finché esisteranno le relazioni, ci sarà l’infedeltà. È questo il punto di partenza dell’analisi di Kali Holloway, svolta per AlterNet. La sua ricerca, dopo accurate analisi sui casi presi in esame, ha svelato le “caratteristiche” di un vero amante: chi tradisce è più ricco, altolocato e di buona famiglia, magari un imprenditore o un magnate dell’economia, è più istruito e più “maturo”.

Le donne hanno più probabilità di tradire quando sono nella fase ovulatoria: gli studi, infatti, confermano che in questa fase le donne si curano di più, si dedicano maggior tempo e attenzioni, si scoprono e camminano con più spavalderia, mostrando tutta la loro eleganza e sensualità. E gli uomini non possono resistere, percependo anche, in questa fase, un pi intenso “profumo di donna”. Le donne, inoltre, sarebbero più brave a nascondere il tradimento. Mentre gli uomini sono vittime del testosterone.

Anche vivere in una città aumenta le probabilità di diventare un perfetto amante, così come la cultura – istruzione, intelligenza, studi – e l’avanzare dell’età: questo, perché, sentendosi più “grandi” e maturi si ha più paura di invecchiare e perdere fascino.