venerdì, 25 Settembre 2026

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‘BOOM. Sei stato Friendzoned.’ La pagina che ti consola dalla Friendzone (INTERVISTA)

credits photo: shin-ai.deviantart.com

‘Scusa ma, ti vedo solo come un amico’. Questa frase è la definizione perfetta di Friendzone, quella che si trova nei migliori vocabolari. Poche parole, ma micidiali quanto un kalashnikov, hanno ridotto in brandelli i cuori di milioni di innamorati di tutto il mondo.

Sempre più persone, infatti, cadono sotto i colpi dei friendzonatori, persone che sembrano l’altra metà della mela ma che come passatempo hanno quello di farsi adulare, corteggiare per poi palesare la vostra ingenuità davanti ad una dichiarazione. Certo, a volte i prosciutti sugli occhi ce li mettiamo da soli vedendo segnali dove non ci sono, ma quasi sempre non va così.

A dimostrare la dura realtà ci pensa ‘BOOM. Sei stato Friendzoned.’, pagina facebook con oltre 600 mila seguaci, che raccoglie le testimonianze di innamorati rifiutati e di qualche friendzonatore pentito. A screen che farebbero piangere anche il più cinico di noi, vengono accostati commenti ed immagini esilaranti.

credits photo: facebook.com/BoomFriendzoned/photos_stream
credits photo: facebook.com/BoomFriendzoned/photos_stream

Noi di Blog di Lifestyle abbiamo intervistato per voi l’admin della pagina.

Ciao, ti presenteresti ai nostri lettori? Chi c’è dietro “BOOM. Sei stato Friendzoned.”?

Ciao. Mi chiamo Enrico e abito a Udine. Non ho mai detto molto su di me perché ho sempre preferito tenere la pagina “anonima”.

Come è nata l’idea di una pagina sulla Friendzone?

Nel 2013 l’argomento Friendzone spopolava in tutto il mondo grazie al programma MTV “amici o fidanzati”, ma in Italia non esisteva ancora una pagina dedicata. Ho colto la palla al balzo e l’ho aperta io. L’obiettivo è stato sin dall’inizio quello di trattare l’argomento in modo ironico, per ridere ed esorcizzare un fenomeno che di per sé è molto triste.

A scrivere alla pagina sono più i friendzonati o i friendzonatori?

Scrivono quasi solo friendzonati alla ricerca di conforto e di consigli utili: la posta interna della pagina è una specie di portale di consulenza e sostegno psicologico. Molti friendzonati ci inviano le loro storie per farle pubblicare e riderci sopra.
Ogni tanto ci scrivono anche alcuni friendzonatori per “auto-denunciarsi” e confessare i propri peccati del passato.

Qualche suggerimento su come uscire vincitori dalla Friendzone?

La Friendzone è come una malattia grave: meglio prevenirla che curarla. Ci sono molti consigli per evitare di entrarci, ma pochi per uscirne una volta che ne sei dentro.
Per evitarla bisogna coglierne i segnali: quando l’altra persona usa parole come “migliore amico”, “fratellino” e “ti amo di bene”, parla continuamente di altre persone come suoi potenziali partner, evita o ignora appositamente i segnali amorosi che le vengono mandati, significa che la Friendzone è in agguato.
Una volta dentro alla Friendzone, il pasticcio è fatto. Non rimane altro che raccogliere le proprie forze e staccarsi da quella persona per un tempo sufficiente a dimenticarla. Uscirne in maniera vittoriosa è quasi impossibile.

credits photo: facebook.com/BoomFriendzoned/photos_stream
credits photo: facebook.com/BoomFriendzoned/photos_stream

C’è qualcosa peggiore della Friendzone?

La tortura e la morte. SCHERZO. Non c’è nulla di peggio della Friendzone

Immaginavi ci fossero così tanti nemici della Friendzone o il grande seguito della pagina ti ha stupito?

Il successo della pagina mi ha stupito enormemente. Quando l’ho aperta pensavo che si sarebbe assestata sui 50.000 fans, ma invece è cresciuta dieci volte tanto. Ho toccato un argomento molto sentito e che, finora, era sempre rimasto latente.

Tra tutte le storie di friendzonati passate dalla pagina, qual è quella che ti è rimasta impressa?

“Ero al concerto di Vasco Rossi a San Siro.
Le coppie che venivano inquadrate sul maxi schermo dovevano baciarsi.
Ad un certo punto inquadrano un tipo e una tipa. Lui si avvicina per baciarla e lei si mette la mano davanti alla bocca.

Ho visto la delusione negli occhi del ragazzo. Un intero stadio ha pianto per lui.”

“BOOM. Sei stato Friendzoned.” ha rilevato più friendzonatori uomini o sono più le donne ad infliggere questa specie di tortura?

Numeri alla mano, le ragazze friendzonano un po’ di più. Scrivono comunque anche molte ragazze friendzonate, più di quel che si possa pensare. Se dovessi stimare un rapporto in percentuale, direi 60% uomini e 40% donne.

credits photo: facebook.com/BoomFriendzoned/photos_stream
credits photo: facebook.com/BoomFriendzoned/photos_stream

Come spiegheresti la friendzone ai nostri genitori?

Tra le cause che scatenano la Friendzone ci sono sicuramente i computer e i cellulari (le chat generano molti equivoci sui rapporti) e la televisione, che ci mostra film e telefilm con dei concetti di amore ed amicizia completamente distorti. Le vecchie generazioni, non avendo avuto a che fare con questi mezzi di (dis)informazione, non hanno conosciuto a fondo il concetto di Friendzone e faticano a capirlo.
Per semplificare il concetto, basta dire che la Friendzone è quando qualcuno è innamorato di un’altra persona, ma viene visto solo come un amico.

Salutaci con un monito per i friendzonatori.

Esistono due tipi di friendzonatori: quelli benigni (in buona fede) e quelli maligni (che illudono appositamente per tornaconto personale).
Ai friendzonatori benigni non si può dire nulla, sta al friendzonato rendersi conto della propria situazione e intraprendere delle azioni.
Ai friendzonatori maligni dico invece: siete dei parassiti per questa società, meritate di restare da soli.

Ringrazio per l’opportunità dell’intervista e saluto chiunque segua la mia pagina. Finché ne avremo la possibilità, continueremo a farvi ridere.

Arriva la #sunburnart, è già mania (FOTO)

photo credits: mirror co

Ogni anno la stagione estiva ci riserva una o più novità. Spesso e volentieri si tratta di frivolezze o mode sciocche e pericolose per la salute.
La stagione più calda del 2015 non smentisce questa tradizione e porta con sè una moda tutta nuova, quella dei tatuaggi da fare con il sole. Vediamo di cosa si tratta.

La #sunburnart è davvero contagiosa ed è considerata la nuova frontiera dei tatuaggi. Non vengono utilizzati aghi e inchiostro, la nuova pratica del tatuarsi, infatti, consiste nell’applicare sulla pelle forme ed adesivi e poi esporsi ai raggi solari per ore ed ore affinché risulti l’effetto desiderato.
La parte della pelle esposta al sole sarà abbronzata, dopo l’esposizione, mentre la parte dove viene applicata la forma risulterà non abbronzata.

La #sunburnart piace a parecchi per vari motivazioni. Si possono creare effetti ottici particolari e ricreare geometrie di ogni tipo, ma è anche la temporaneità di questo tipo di tatuaggio che convince sempre più persone a coprirsi la pelle di stencil e forme.
Questo tipo di tatuaggi, infatti, non ha una durata permanente, il tutto dipende da come la nostra pelle mantiene la tintarella e dalla quantità di tempo in cui si è stati sotto il sole.

Le conseguenze della #sunburnart non sono da ignorare, i medici mettono in guardia sugli effetti negativi che i raggi solari hanno sulla pelle.
Lunghe ore di esposizione al sole, infatti, possono provocare danni come una forte insolazione – con tutte le sue conseguenze, come senso di nausea e forti mal di testa – o favorire i tumori della pelle.
Perché rischiare e mettere in pericolo la nostra salute per qualche stencil e un selfie su Instagram?

Lecce, sacerdote contro le foto arcobaleno su Facebook

Credit photo: www.huffingtonpost.it

Lo scorso venerdì è stata una giornata importantissima per gli Stati Uniti grazie alla legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Non solo negli Usa, ma in tutto il mondo sono state spese belle parole per il raggiungimento di questo traguardo. Un traguardo che però sembra ancora molto distante dal nostro paese, anche perché la Chiesa ha una fortissima incidenza.

Proprio a Spongano, in provincia di Lecce, il vice parroco Emiliano De Mitri è andato contro tutti coloro che “colorano” di arcobaleno i propri profili Facebook, criticando ampiamente questo comportamento che lui non riesce a capire. Purtroppo il sacerdote non si è limitato a condannare, ma a dichiarare di “scomunicare” tutti coloro che non avessero ascoltato il suo ammonimento: come pena vieta di svolgere il ruolo di padrini, madrine o catechisti.

Un post su Facebook molto esplicito quello del vice parroco, che subito dopo si è visto disattivare l’account per le segnalazioni sul contenuto non opportuno del suo messaggio: “Ora basta! Tutti quei parrocchiani che coloreranno le foto arcobaleno a sostegno delle organizzazioni LGBT non sapendo nemmeno cosa sono e quali sono le teorie gender non avranno da me: 1) certificato-nulla osta per fare padrini-madrine; 2) non avranno incarichi come educatore-catechista o responsabile di associazioni ecclesiali con finalità educativa. Perché in netto contrasto con il Santo Vangelo. Qualsiasi replica a questo post verrà cancellata“.

Oltre ad essere criticato dalle sue amicizie sul social, anche Roberto de Mitry, il presidente dell’Arcigay del Salento ha espresso tutta la sua amarezza verso quest’episodio ed in generale verso chi ha una mentalità molto chiusa. Ecco il messaggio su Facebook: “Non è più rabbia o tristezza che proviamo quello che proviamo è tanta pietà mista a ilarità. Annaspate goffamente a spauracchi pensando che la popolazione viva ancora nel Medioevo, che non sia istruita e che non sappia più distinguere tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Ma come si può ‘minacciare’ i fedeli per una foto profilo? Se usi l’arcobaleno allora non ti faccio fare il padrino, o il catechista. Fa ridere“.

Barba colorata, adesso l’uomo va così (FOTO)

Instagram

Barbe lunghe come i capelli di Rapunzel? Ahimé non sono passate di moda, anzi: si sono evolute.
Ho letto decine di articoli a riguardo, per informare i miei amici delle schifezze (germi e batteri di ogni sorta) che si annidano nei peli sul volto, ma niente: nessuno di loro ha voluto radersi. I tipi hipster sembravano essersi estinti come i dinosauri, invece era tutto un bluff: sono ancora tra di noi e hanno cambiato colore. No, non si tratta di un malinteso, le ultime tendenze vogliono gli uomini ‘merman‘, ovvero con barbe lunghe come il papà di Ariel ma colorate nei modi più strani.

Traducibile letteralmente come ‘tritoni’ la nuova moda vorrebbe rendere gli uomini simili a dei fantomatici ‘sirenetti’. E nulla importa se non sono disponibili pinne e corone dorate perché a questi simpatici ometti basta soltanto avere la barba lunga come Mosè.
Siamo davvero dinnanzi a una moda oppure si tratta di una ondata da dimenticare come quella delle zeppe negli anni ’90? Personalmente mi auguro di si.


Le tendenze che interessano il settore maschile sono sempre più strane e discutibili: abbiamo dovuto accettare la morte sociale della camicia su misura in luogo di t-shirt lunghe fino al ginocchio e pantaloni larghi con il risvoltino. Abbiamo sopportato la morte dei capelli in ordine in luogo di ciuffi più aerodinamici dei jet privati di John Travolta e di braccia muscolose e tatuate che prima si vedevano soltanto in scadenti programmi tv.
In poche parole l’eleganza dell’uomo è quasi morta, e la gallery lo conferma.