venerdì, 25 Settembre 2026

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La coppia che vende tutto e gira il mondo (FOTO)

Photo credits: Pinterest

Quante volte nella vita abbiamo sognato di abbandonare tutto per andare a vivere in un posto da sogno, lontano da tutto e tutti? Una coppia americana l’ha fatto davvero e sta vivendo una favola.

Era il 12 agosto 2011 quando Matt e Jessica Johnson hanno dato una vera svolta alle loro rispettive vite.
Entrambi trentenni, hanno deciso di lasciare il lavoro per girare il mondo e vedere paesi nuovi e meraviglie della natura.
I Johnsons spiegano che la loro vita prima di quell’agosto del 2011 rispecchiava pienamente il sogno americano: diplomarsi, sposarsi, comprare una casa, fare carriera. Probabilmente i due avevano solo tralasciato il fatto di avere da 2 a 5 bambini.
“Passavamo le giornate davanti la tv e non combinavamo nulla di produttivo– spiega Matt- abbiamo deciso quindi che tutto questo doveva cambiare“.
Tutto è iniziato alla fine dell’estate del 2007, i due si trovavano nei pressi del lago Michigan e sono rimasti affascinati dalle barche a vela.
Ci hanno pensato qualche tempo su e alla fine, nel giugno del 2011 hanno venduto la loro casa e deciso di passare 4-5 anni lontani da tutto.
A luglio dello stesso anno hanno lasciato le rispettive occupazioni, venduto le loro automobili e dato inizio alla loro nuova vita.
Nel 2012 hanno adottato un gatto, Georgie, che ha imparato a nuotare e vive felice insieme a loro.

Jessica e Matt hanno capito che la loro vita di coppia aveva bisogno di un cambiamento e hanno trovato il modo giusto per stare insieme. La vita in barca a vela richiede un continuo lavoro di squadra affinché riesca ad essere un vero sogno.
Queste immagini lo dimostrano.

#ToyLikeMe, anche le bambole diventano disabili (FOTO)

L’idea nasce da tre mamme, britanniche, Melissa Mostyn una giornalista non udente, che ha una figlia in sedia a rotelle, Rebecca Atkinson giornalista non udente e ipovedente e Karen Newell consulente esperta in giocattoli che ha un figlio non vedente, con un unico obiettivo: rendere la disabilità non più solo un motivo di discriminazione.

Un bambino disabile vive il suo problema come un muro che lo allontana dei suoi amici “normali”. Questa sensazione, si rispecchia anche nei giochi, quando non ci si rivede in quelle bambole, così belle e perfette, senza difetti. Ecco perchè tre mamme hanno deciso di dar vita a questo progetto che aiuterà i loro figli, e tanti altri bambini, a sentirsi più vicini, compresi.
Le prime bambole le hanno fatte da sole, poi hanno creato un gruppo Facebook che invitava i genitori di figli disabili a postare idee per giochi e giocattoli e soprattutto le case produttrici di giochi a creare personaggi con diverse disabilità fisiche. La prima è stata la bambola di Trilli con l’apparecchio acustico. La sua foto ha fatto il giro del web e subito sono arrivati contributi di 50 mila persone interessate. Ora la campagna delle mamme prosegue, con richiami alle tradizionali case produttrici e petizioni su Change.org.

“Quando ero piccola, non ho mai visto una bambola come me”, racconta Rebecca Atkinson. “Avevo due apparecchi acustici. Nel mondo reale c’erano persone come me. Nel mondo delle bambole, era come se io non esistessi. Cosa diciamo ai sordi e ai bambini disabili? Che non ne vale la pena? Che sono invisibili nella società?”.
Meno di una settimana dopo, la casa produttrice di giocattoli britannica MakieLab ha contattato le tre mamme. Le bambole sono prodotte con la tecnologia della stampante 3D, che permette di rispondere a tutte le esigenze in maniera quasi istantanea.

Sul sito web della Makies si legge: “È fantastico che il nostro processo di progettazione e produzione ha risposto a un bisogno che non è stato soddisfatto dalle tradizionali aziende di giocattoli. Speriamo di rendere i bambini – e i loro genitori – davvero felici con questi accessori inclusi”.

Dan Bilzerian, tra armi poker e donne sexy (FOTO)

Ma se dico armi, macchine, poker e donne davvero poco vestite cosa vi viene in mente?
Dan Bilzerian, colui che tutti gli uomini sognano di diventare nella vita.

Nato in Florida nel 1980, la sua fortuna arriva dall’eredità genetica lasciatagli dal padre, Paul Bilzerian, un ex soldato del Vietnam che, dopo studi prestigiosi alla Standford University con master ad Harvard, diventa un mago di Wall Street (ma non senza pesanti scandali finanziari con tanto di arresti) e permette alla sua famiglia di crescere in una splendida villa a Tampa senza preoccuparsi troppo della vita.

Questa immensa disponibilità economica ha permesso e permette tutt’ora a Blitz (questo il nomignolo che gli hanno affibbiato nella marina statunitense) tutto quello che fa quotidianamente. In pochi anni diventa una vera star del poker, ed è proprio al tavolo verde che si guadagna il suo stipendio. Il suo biglietto da visita, alias la sua pagina Instagram con 10 milioni e 200 mila seguaci recita: “Attore, astronauta, cazzone. E talvolta gioco a poker”.

Bilzerian alterna al tavolo verde altre sue sfrenate passioni: corse in auto con modelli esclusivi, collezioni di armi, e donne. Ma non donne qualunque, centinaia di modelle super sexy davvero poco (ma poco poco) vestite.

Insomma, il Bill Gates del poker (soprannome che si è autodato dopo aver vinto 50 milioni di dollari al tavolo verde) si toglie proprio ogni sfizio; compreso quello di recitare in un film. Ha infatti pagato un milione di dollari per farsi riprendere nel film per otto minuti, anche se, quando il film è stato montato nella sua versione definitiva la sua scena è stata tagliata riducendo la sua partecipazione a pochi attimi. Poco male, tanto per lui un milione di dollari sono solo soldi spicci da tenere nel portafoglio per emergenze di questo genere.

Ma la sua vita non è stata solo eccessi e sfizi: ha subito anche due infarti e un’embolia polmonare a causa dei suoi continui bagordi e ha passato dei guai con la giustizia per aver abusato della sua passione per le armi.

Oggi, a detta della stampa inglese, il suo patrimonio personale si aggira sui 100 milioni di dollari. Un gruzzoletto niente male che permetterà al noto playboy di continuare a restare al centro della scena. Una scena che Dan non vuole proprio abbandonare, ma anche anzi ostenta (eccessivamente) sul suo profilo Instagram, estremamente invidiato dai maschietti, che gli ha regalato un nuovo epiteto da primato, quello di re dei playboy su Instagram.

Vita e morte di un iPhone (VIDEO)

iPhone

Non possiamo più vivere senza smartphone, ormai è diventato parte integrante delle nostre abitudini. Ma vi siete mai chieste invece com’è la vita di un iPhone? Paul Trillo, un regista newyorkese, ha voluto provare a vedere come ci si sente nei panni di un iPhone ed ha realizzato un cortometraggio “The Life and Death of An iPhone” in cui racconta la storia della nascita, della vita e della morte del famoso smartphone.

Naturalmente il video è stato interamente girato con un iPhone e racconta i momenti di vita quotidiana che tutti noi viviamo, visti dalla prospettiva del nostro inseparabile compagno e testimone, il telefonino. Dalla noia dell’attesa del’autobus in cui lo sfruttiamo per distrarci un pò, alla solitudine a cui è costretto durante momenti magari un pò più intimi. I primi giorni dopo l’acquisto non abbiamo occhi che per lui, è bello, nuovo, accattivante, ha mille funzioni. Poi il tempo passa, e come spesso ci capita anche con le persone, subentra l’abitudine, e il nostro iPhone comincia a sentirsi abbandonato, non è più speciale come prima. Fino al momento dell’inevitabile separazione. Non ci soddisfa più, ormai è superato. Siamo pronti per il nuovo modello.

http://youtu.be/4jToUsID9Yk