sabato, 29 Agosto 2026

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Le 10 cose che fa un vero milanese (FOTO)

Credit photo: www.aicef.pro

Milano quando sono lontano voglio tornare, Milano quando ci sono voglio scappare“. L’avete mai sentita la canzone di J-Ax? Un milanese doc la conosce molto bene perché descrive al meglio i sentimenti che prova per la sua città, di odio e d’amore allo stesso tempo. Perché il vero milanese non smette mai di lamentarsi e criticare tutte le cose negative di Milano, ma quando non è nella sua città si sente come un pesce fuor d’acqua.

Ma quando è a Milano Milano cosa fa il vero milanese? Ecco i 10 comportamenti più comuni, anche se – diciamocela tutta – sono veramente pochi: ci sarebbe da fare un elenco infinito.

Esselunga

Credit photo: faremilano.wordpress.com
Credit photo: faremilano.wordpress.com

Il milanese doc non conosce altri supermercati all’infuori dell’Esselunga. Lì c’è sempre tutto ciò di cui ha bisogno e anche ciò che mai avrebbe immaginato potesse servirgli. E grazie alla carta Fidaty può collezionare oggetti inutili, ma anche andare al cinema gratis e a Gardaland pagando meno.

ATM

Credit photo: it.wikipedia.org
Credit photo: it.wikipedia.org

Il vero milanese è abbonato all’ATM (Azienda Trasporti Milanese) e per questo non sopporta scioperi dei mezzi, guasti in metro e soprattutto chi cammina nei binari del metrò fermando o rallentando i vari treni. Se siete in giro con un milanese a Milano non servono cartine o mappe: conosce perfettamente tutti i percorsi dei mezzi e, nel caso di una dimenticanza, usa l’app sullo smartphone.

Autobus e tram

Credit photo: www.clubtrenibrianza.it
Credit photo: www.clubtrenibrianza.it

Non sei un milanese con la M maiuscola se non chiami gli autobus al femminile ed i tram al maschile. Perché per andare in Duomo da Lambrate devi prendere per forza la 54 e per arrivare all’Arco, scendi a Cadorna e sali sull’1.

Sharing

Credit photo: www.clubmilano.net
Credit photo: www.clubmilano.net

Con tutte queste ZTL e l’Area C, l’unica soluzione – comoda e conveniente – è quella dello “sharing”: bike sharing, car sharing, car2go, enjoy e chi più ne ha più ne metta. Con questi “nuovi” mezzi si può arrivare dove una macchina normale non può entrare – a costo di pagare alte multe – e per questo, in giro per la città meneghina ne vedrete delle belle, soprattutto bei parcheggi creativi – perché tanto “la macchina non è mia“.

Panzerotto da Luini

Credit photo: manoxmano.it
Credit photo: manoxmano.it

Dove si va a pranzo?” Il vero milanese non sa rinunciare al favoloso panzerotto di Luini, soprattutto quando si trova in zona Duomo. E così, tutte le volte che un amico – che non è di Milano – lo viene a trovare la tappa per mangiare il panzerotto è fissa.

Ape(ritivo)

Credit photo: www.vitalowcost.it
Credit photo: www.vitalowcost.it

Prima di cena o al posto della cena, con uno spritz o un analcolico, con cibo più salutare oppure con i dolci, con la famiglia, con gli amici o con il fidanzato. Insomma, l’aperitivo – più comunemente chiamato “ape” – è adatto a tutti e, ormai, un vero milanese non può più farne a meno.

Curma e Cortina

Credit photo: blog.in-bedandbreakfast.com
Credit photo: blog.in-bedandbreakfast.com

Per la settimana bianca, le vacanze di Natale e Capodanno o semplicemente per passare qualche giornata diversa, il milanese non rinuncia alla sua vacanza sulla neve. Le sue mete preferite sono due: Courmayeur e Cortina. E guai a chi va a “sbocciare” da un’altra parte.

Sempre in sbatti

Credit photo: www.blomming.com
Credit photo: www.blomming.com

Tra smartphone sempre in mano, mille mail da leggere ed impegni vari, il milanese è costantemente in “sbatti”, che è anche uno dei suoi innumerevoli modi di dire. Il vero milanese, infatti, usa l’espressione “ma anche no” al posto di “anche no”, dice “l‘altro giorno” anche quando parla di un mese fa e per introdurre un nuovo discorso inizia con “e comunque“. E non dice “perfetto”, dice “top“.

Giargiana

Credit photo: www.thegamesmachine.it
Credit photo: www.thegamesmachine.it

Il vero milanese non sopporta i Giargiana, ovvero tutti quelli che abitano fuori Milano. Li riconosce subito: si piazzano a sinistra sulle scale mobili e non fanno passare chi è di fretta. Come non detestarli? Ma anche quando è in vacanza i Giargiana sono facilmente riconoscibili perché quando il milanese gli dice che abita a Milano, loro subito chiedono “ma Milano Milano?“. E, soprattutto, non sopporta i Giargiana che si credono milanesi: ” Abito a Busto Arsizio, in provincia di Milano“. Ma stiamo veramente scherzando?

Milano

Credit photo: www.aicef.pro
Credit photo: www.aicef.pro

Quando è a Milano si lamenta, ma quando non c’è vorrebbe esserci – in vacanza non mancano mai i paragoni con la sua città. Una città bellissima, capace di offrire tanto. Il vero milanese, infatti, è anche quello che quando esce dalla metro in Duomo si incanta davanti al suo splendore, senza però palesarlo troppo perché altrimenti sembrerebbe un tenerone.

Estate 2015, la nuova depilazione intima

Quale tipo di depilazione migliore per l’Estate 2015? Negli ultimi dici anni, la più richiesta è stata la “Brazilian Wax”, depilazione alla brasiliana: quasi integrale con l’eccezione di una parte sul davanti, diversa a seconda di forma e quantità. Ma tra le più amate dalle donne troviamo anche la versione “Hollywood”, totale, e, meraviglia delle meraviglie, anche la “natural”, per rimanere più “naturale” possibili, in pieno stile selvaggio anni ’70.

La boutique milanese Benefit (all’interno del Sephora di corso Vittorio Emanuele) ha proposto recentemente dei nuovi servizi di epilazione corpo, ottenendo grandissimo successo, e la manager della boutique e brow expert Alessandra De Feudis ha raccontato a Vanity Fair: “La più richiesta è la cera Hollywood, cioè totale, insieme a quella che noi chiamiamo ‘Copacabana’, cioè una cera alla brasiliana che lascia solo una striscetta, un triangolino più o meno ampio o magari anche un disegno sul davanti, nella parte alta, rimuovendo tutti gli altri peli”.

Ma quale tipo di depilazione intima preferiscono le star internazionali? Cameron Diaz, Lady Gaga e Gwyneth Paltrow preferiscono la total, sempre perfettamente lisce, anche per servizi fotografici, set di scena e pubblicità. Ma negli ultimi tempi è stata rilanciata la famosa moda anni ’70, quando il “look naturale” lasciava le donne di tutte le età più “libere” di sfoggiare il proprio fisico senza l’ossessione della ceretta.

In arrivo dall’America la Full Bush Brazilian, una depilazione definita dal blog The Cut del New York Magazine, “da porno star dietro e da hippie davanti”

Una stanza d’albergo, due mondi (FOTO)

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Ogni volta che partiamo per un week-end o una lunga vacanza, il primo pensiero appena si arriva in albergo è per tutti: “Chissà come sarà la stanza”. Al 99% la delusione si presenta puntuale appena apriamo la porta: moquette scolorita, mobili tristi, pareti tinteggiate con colori smorti o troppo forti. Nella più fortunata e costosa delle ipotesi, invece, una jacuzzi e qualche ghirigoro a cinque stelle vi allieterà portando con se una vena creativa pari allo zero.
Qualcosa però, sta cambiando: l’artista ucraino Pavel Vetrov, ha dato libero sfogo alla sua creatività ed ispirandosi ad un collega francese ha tirato fuori un capolavoro per occhi ed anima.

Pavel, che ha un debole per il design, ha progettato uno stile particolare e dualistico per le stanze d’albergo. Le stanze di Pavel sono praticamente divise a metà: una parte richiama la purezza e la pulizia del bianco candido e minimale, l’altra metà è un tripudio di colori e graffiti.

Tutto ciò ha un’armonia perfetta, nonostante la diversità dei due generi. Questa tecnica, richiama moltissimo le rappresentazioni di emisfero destro e sinistro del nostro cervello.
Il primo emisfero è creativo, emotivo, intuitivo, come i colori e i graffiti vivaci dell’artista ucraino.
L’emisfero sinistro, invece, è: pratico, lineare, analitico e ordinato, come la sensazione che trasmette la parte totalmente bianca della stanza.

Oltre alle pareti, anche i mobili e gli accessori vengono coordinati in maniera impeccabile. Le tende, il televisore, le mensole riprendono i motivi dei graffiti o si vestono di bianco candido.
Tutto è perfettamente diviso a metà, come le nostre personalità. Perché siamo tutti fatti a metà.
Deliziate i vostri occhi con queste bellissime immagini.

Dopo gli hipster, arrivano gli yuccies. Ecco chi sono

Credits photo: cnn.com

Barba curata, camicia ben abbottonata, pantaloni col risvoltino e iphone: da quando questo tipo di persona è diventata la normalità, la definizione di hipster che lo caratterizzava è morta insieme alla sua unicità. Ma per ogni specie che se ne va, ce n’è una nuova che arriva: parliamo degli yuccies, young urban creatives, così come li ha chiamati il suo ideatore David Infante in un articolo apparso su Marshbale. Ecco chi sono.

Se cercate informazioni su particolari tipi di giovani con la propensione per il successo e la creatività, d’ora in poi vi basterà digitare yuccies. Sono loro i sostituti degli hipster che, a differenza di questi ultimi, non hanno tratti fisici particolari e nemmeno tatuaggi ben visibili ma sono caratterizzati dall’amore per le proprie opinioni e dall’alta considerazione della soddisfazione personale. Perché lavorare come social media manager in un’azienda farmaceutica ed essere ben pagato quando si può lasciare la propria posizione per cominciare un’attività da giornalista freelance e scrittore?

È ciò che ha fatto il primo yuccie e ideatore stesso del termine, David Infante, un ragazzo di 26 anni residente in America che anche se ha visto diminuire le sue entrate ora è nettamente più felice di quanto lo fosse prima. Segue i sogni, ama ciò che fa e viene pagato per le sue opinioni e il suo pensiero. Che si può voler di più?

Accordo tra successo e creatività: ecco cosa desiderano e riescono ad ottenere gli yuccies.
La loro è una vera e propria vocazione, che li porta ad inglobarsi nelle aeree metropolitane, dove hanno più possibilità di far fruttare le loro passioni.
Ma non tutti riescono a ricavare il denaro sufficiente per vivere dalle loro idee, molti sono costretti a praticare un altro mestiere. Ebbene questi ultimi non possono entrare a far parte della categoria degli yuccies. Scrivere, dipingire, disegnare per hobby, è una cosa che possono fare tutti soprattutto grazie ad internet, riuscire a sostenere spese e a vivere bene grazie al proprio spirito creativo è una prerogativa degli yuccies.
Ma quando sono nati e come hanno vissuto sin’ora?

Gli yuccies fanno parte di quella generazione anni ’80-90 che ha conosciuto social media come my space e col tempo si sono adeguati alle nuove tecnologie, iscrivendosi prima su Facebook e poi su Istangram. Gli yuccies sono così nati dalla sintesi di hippies e yuppies. I primi infatti si distinguevano per la creatività, mentre i secondi volevano ottenere il successo. Per ricordare questo bisogno di libertà, gli yuccies girano con una copia di Freedom di Jonathan Franzen e comprano sempre il New York weekend edition anche se non sempre leggono le news.

Come si sarà ben capito, gli yuccies sono nati in America e bisognerà aspettare tempo prima che questa creatura si radichi anche in Europa. Qui è molto più difficile riuscire ad essere indipendenti e guadagnarsi da vivere allo stesso tempo, ma questo non è un alibi. La società si sta evolvendo velocemente e molti giovani si danno da fare e pongono le basi per il successo con le starts up. Chi lo sa, magari proprio tra questi appassionati c’è qualcuno che già si riconosce come uno yuccie. Non bisognerà aspettare tanto per scoprirlo.