venerdì, 17 Luglio 2026

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Insegnante ceca proietta 50 sfumature di grigio: licenziata

Credits photo: maxresdefault.com

Ne avevamo parlato già in precedenza e ora a distanza di mesi 50 sfumature di grigio torna al centro dell’attenzione: un’insegnante in Repubblica Ceca ha deciso, infatti, di mostrare alcune delle scene miste tra romanticismo e sadomaso agli studenti poco più che adolescenti durante una lezione di inglese, rischiando così il suo posto di lavoro.

È accaduto il 13 maggio a Hradec Kravlov, una cittadina a pochi km da Praga nella Repubblica Ceca: un’insegnante ceca, dopo aver notato la crescente perdita d’interesse da parte dei suoi allievi, ha pensato di realizzare un programma un po’ più attraente e ha guardato insieme ai ragazzi le scene di 50 sfumature di grigio. La sua decisione avrebbe però preso una piega inaspettata per la donna, che non otterrà sicuramente il rinnovo del contratto per il prossimo anno accademico ed è stata immediatamente sospesa dal servizio a poco più di un mese dal termine prestabilito per le vacanze estive.

“Per grave violazione del codice etico che tutti gli insegnanti devono rispettare perché questi film non sono adatti agli adolescenti”: sono queste le ragioni che hanno spinto il preside della scuola a licenziare definitivamente la donna.

Così si discolpa invece l’insegnante: i ragazzi in questo periodo sono troppo distratti, forse perché si avvicina il periodo delle vacanze, e io non volevo fare altro che rendere l’ora di lezione più attraente, risvegliare l’attenzione della classe – aggiungendo – si tratta di un normale metodo di didattica, che chi insegna deve essere libro di applicare.

Nulla che possa giustificare un atto simile, che compromette certamente la percezione della sessualità da parte dei ragazzi e mette in difficoltà i genitori, sereni sino ad allora proprio grazie al divieto di visione di 50 sfumature di grigio per i minori di 15 anni.

Ci teniamo a ricordare che 50 sfumature di grigio, tratto dal romanzo di E.L.James, non è più provocante di certe scene che si trovano in film d’azione o commedie ma, cercando di riprendere le tematiche trattate nel libro, presenta la donna come sottomessa all’uomo e al suo modo particolare di agire sul suo corpo e non è quindi adatto o educativo per dei ragazzi alle prese con le prime crisi adolescenziali.

D’altro canto anche lo psicologo Jan Lasek ammette che i ragazzi di oggi sono molto più smaliziati di quelli di un tempo e sono così abituati a vedere scene ben più esplicite di quelle proiettate nel film. Ciò non toglie però che pellicole del genere non debbano essere trasmesse in un ambiente scolastico.

Un esempio per tutti quegli insegnanti che prendono sottogamba il proprio lavoro e dimenticano che il fine primo della scuola è l’educazione.
Nel frattempo sembra che una delle copie del quarto manoscritto della saga, intitolato Grey, sia stato rubato. Secondo quanto riportato dalla Bbc la polizia è sulle tracce del libro, mentre la Random House, casa editrice della trilogia, mantiene il silenzio sull’imprevisto.

Si spera in un tale approccio anche da parte dell’ignoto ladro, che potrebbe decidere di spoilerare l’intero romanzo ancora prima dell’uscita attesa, salvo cambi di programma, per il 18 giugno.

Matrimonio, 5 consigli per non stressarsi

La cosa più stressante di un matrimonio è esserne la protagonista (e quando dico ‘protagonista’ non mi mordo la lingua in quanto i maschi se ne fregano altamente del meteo e della perfetta riuscita del grande giorno).
Noi donne siamo apprensive dalla nascita e anche la più strafottente di noi è in preda al panico quando si avvicina la fatidica data. Chiesa, ricevimento, musica, bomboniere, partecipazioni, trucco: sono troppi i pensieri da gestire e da avere sotto controllo. Senza considerare poi il brusio di sottofondo di quando tutti vogliono consigliarti cose e idee per l’evento, e che finiscono con il provocare un esaurimento nervoso.
Come fare per gestire lo stress? E il timore che tutto non sia perfetto come pensavamo?

Assumere una wedding planner

Non c’è cosa più bella che abbandonare tutte le preoccupazioni e donarle allegramente ad un’altra persona; l’assunzione di una wedding planner potrebbe salvarci la vita e evitarci lo stress di occuparci anche delle cose più piccole e insignificanti. Sarà bello essere una di quelle spose con i capelli in ordine e gli occhiali da sole senza la faccia derelitta di chi è in preda all’ansia da prestazione e alla paura che il tipografo non consegni per tempo gli inviti.

Coccolatevi

Siete la sposa? Allora a voi tocca la parte migliore. Prima di tutto verrete giustificate quando sarete isteriche, perché questa è la prassi da seguire, e poi potrete concedervi dei piccoli lussi come farvi belle di continuo.
Questo servirà sia a migliorare la vostra immagine in vista del giorno del si, sia a rassicurare il vostro cervello: vedendovi più belle sarete più serene e sorridenti.

Mettete il pilota automatico

Basta ascoltare consigli di chiunque e pareri superficiali da parte di chi non è nei vostri panni: è facile elargire consigli quando non si è in preda al panico. Fate come su Facebook quando disattivate le notifiche dei giochi: chiudete la porta in faccia a chi vi affolla il cervello con il proprio giudizio. Il matrimonio è il vostro, se avete un parrucchiere e una wedding planner non vi servirà parlare con nessun altro.

Siate decise

Non abbiate paura di scegliere location, vestito e pettinatura: parleranno comunque male di voi per cui rilassatevi e scegliete senza paura tutto ciò vi piace di più. Difficilmente ho partecipato a matrimoni nei quali non ho spettegolato sulla sposa o sugli abiti orrendi delle invitate. E se l’ho fatto io che sono una persona scarsamente interessata al resto del mondo figuratevi gli altri. Siate quindi contente di quello che state facendo e non preoccupatevi, le critiche ci saranno sempre.

Evitate i familiari (anche quelli più stretti)

Lo stress maggiore proviene dai propri familiari o da quelli del proprio futuro marito. Proprio per questo è consigliabile dar loro meno informazioni possibile e tenerli all’oscuro di quanto accade nel vostro piccolo mondo da futura sposina. In questo modo eviterete lo stress di chi è più ansioso di voi e arriverete al matrimonio senza nemmeno una ruga sul viso.

Il profilo migliore? Ecco come trovarlo

profilo

Siamo con gli amici durante una festa di compleanno e arriva il momento della torta, tutti dietro per la foto di rito e nella confusione del momento spesso capita di cambiare posto per lasciare spazio all’amico che arriva all’ultimo momento. Quindi non è sempre facile mostrare il nostro profilo migliore. È anche vero che le foto di gruppo con gli amici magari scattate durante una festa o in vacanza sono anche più spontanee e colgono espressioni naturali ma bellissime come gli sguardi o i sorrisi.

Ma questa, che ci piaccia o no, è l’epoca del selfie, quello che prima si chiamava autoscatto ma che nessuno faceva per paura che venisse male, e quindi con il terrore di aver sprecato una foto del prezioso rullino. Adesso non è più così, con il nostro smartphone possiamo scattare tutti i selfie che vogliamo fino a riempire completamente la memoria del telefono. Naturalmente i migliori scatti saranno pubblicati sui nostri profili social per prendere il maggior numero di like possibile. Ma come fare a scattare la foto che ritrae il nostro profilo migliore?

Il nostro viso non è simmetrico, un occhio è sempre più grande dell’altro e le guance o gli zigomi non sono perfettamente allineati, quindi ci sarà per forza un lato del nostro viso che ci rappresenta meglio e che ci mostra più belle. E poi anche se non è politicamente corretto, sappiamo che molta gente si può formare un opinione su di noi solo dopo aver visto una nostra foto. Quello che dobbiamo cercare di scoprire è molto semplice, capire quale profilo del nostro viso esprime il meglio di noi. Per farlo basta scattarci diversi selfie in diverse posizioni per poi analizzarli attentamente magari con l’aiuto di un fotografo.

Gli esperti del settore infatti tendono a giudicare esteticamente più gradevoli le caratteristiche più forti e definite di un volto, come la mascella definita o gli occhi strutturati, e per evidenziare questi tratti spesso consigliano di spostare il mento verso il basso e mettere in evidenza il collo per sottolineare questi elementi.
Avete scattato mille selfie e ancora non siete sicuri? Uno studio del 2012 afferma che per la maggior parte delle persone è il profilo sinistro quello migliore e più fotogenico, provare per credere.

Nomadi per scelta: il vero significato di casa (FOTO)

Credits photo: holdingoutforsomethingreal.tumblr.com

Vi sarà capitato almeno una volta nella vita di arrivare in una nuova città, qualunque essa fosse e pensare tra voi “sono a casa”. Eppure casa per voi, sino ad allora, era sempre stato un luogo ben identificabile, dove eravate cresciuti, c’erano i vostri genitori, i parenti e gli amici di una vita.
E se non fosse semplicemente quell’edificio in cui siete capitati per caso e per fortuna, ma qualcos’altro?

Molte persone amano stare chiuse nel proprio nido, pensando che uscire da lì non potrebbe cambiare la loro vita e che al di fuori di quello non ci sia posto migliore; altre affrontano paure, perplessità e insicurezze e partono dall’altra parte del mondo, senza alcuna idea di quello che effettivamente accadrà. Sono loro i nomadi, coloro che hanno dato a se stessi l’opportunità di avere più vite e che identificano la loro casa in punti spaziali diversi. Scopriamoli

Casa può essere un letto

Credits photo: gympoint.it
Credits photo: gympoint.it

Esattamente come dicevamo prima, casa per molti di voi è quel letto dove avete speso la maggior parte delle vostre nottate sfogliando le pagine de “La Gabbianella e il Gatto” o “Le avventure di Tom Sayer” o ancora “I viaggi di Gulliver” e avete pianto mentre leggevate la storia di Anna Frank, quella ragazza che come voi amava rifugiarsi in quello stesso letto e costruire un mondo tutto suo che la faceva sentire felice, anche se irreale. Voi, come lei, vi perdevate tra i sogni di un futuro meraviglioso e piangevate per un incubo. Inoltre andavate in panico prima di un interrogazione e aspettavate una telefonata importante che vi faceva andare a dormire col sorriso. Era la vostra casa, la più bella e naturale, ma non poteva essere l’unica.

Casa può essere una città dove avete speso anni

Credits photo: it.forwallpaper.com
Credits photo: it.forwallpaper.com

Casa era anche quella città che potevate scorgere fuori dalla finestra, quella dove avevate passato anni per studio o lavoro o semplicemente perché avevate sempre vissuto lì. Guardando le foto, anche a distanza di anni, c’è una certa nostalgia: questo perché lì vi sembrava che ogni angolo fosse un porto sicuro, dove potevate essere voi stessi. Per quanto amaste girovagare per il mondo, quel posto vi sarebbe sempre rimasto nel cuore.

Casa può essere una città che avete appena incontrato

Credits photo: smartweek.it
Credits photo: smartweek.it

Ma non sempre occorrono anni per sentirsi parte di una città, a volte vi capiterà di avere la sensazione di aver incontrato casa, semplicemente dopo essere scesi dal treno in una stazione che non avete mai visto, con la paura di perdervi che contrasta immediatamente con la sensazione di aver vissuto in quella città da sempre.

Casa può essere un edificio

Credits photo: centrocommercialeciclope.it
Credits photo: centrocommercialeciclope.it

Stessa cosa potrebbe accadere per un edificio, una chiesa, una basilica, una scuola, un ufficio, il negozio del vostro parrucchiere etc. Non ci sono motivazioni particolari, ma ognuno di noi ha un luogo in cui ama rifugiarsi, per pensare, raccogliere le idee e sentirsi in pace con se stesso. C’è chi ama edifici chiassosi come un centro commerciale e chi la pace, la tranquillità e il silenzio di una sala da cinema poco frequentata: la cosa più importante è che li vi sentiate a vostro agio.

Casa può essere una persona

Credits photo: silenzio-in-sala.com
Credits photo: silenzio-in-sala.com

Ed ecco il momento in cui la casa diventa una persona: non parliamo necessariamente dell’amore della vostra vita, poiché in molti casi proprio quella persona sembra destinata a non passare con voi più di qualche giorno o alcuni mesi. Ci riferiamo piuttosto a chi riesce a farvi stare bene con una semplice parola, un gesto o semplicemente uno sguardo, anche se non vivrete mai nello stesso appartamento e sarete destinati a percorrere strade completamente diverse.

Casa è l’appartamento nel quale siete cresciuti

Credits photo: artigianamente.blogspot.com
Credits photo: artigianamente.blogspot.com

Ma se guardate al vostro passato casa è sicuramente quell’edificio nel quale siete cresciuti con i vostri genitori, fratelli o sorelle, avete festeggiato il natale, diversi compleanni, avete avuto dei battibecchi che ora vi sembreranno incomprensibili. Quella casa sarà sempre lì, insieme a tutti i vecchi libri e quaderni.

Casa siete voi

Credits photo: dontoria2000.myblog.it
Credits photo: dontoria2000.myblog.it

Ma lasciate che vi sveliamo un segreto: casa non è solo tutto questo, ma anche molto di più. Siete voi con tutto quello che avete costruito attorno; voi, da soli, come tanti altri, ad affrontare le difficoltà quotidiane, a chiedervi che cosa potreste migliorare, a sorridere per piccole cose e a piangere quando vi sentite impotenti o abbandonati. Casa siete voi col vostro modo di essere con tutti i difetti e pregi che lo rendono unico e speciale, a volte spinoso e paradossale, ma sempre incantevole e incancellabile.

Vi capiterà spesso di vedere persone che cercano casa tra le mura di una nuova città, che l’hanno appena persa, che non sanno se mai l’avranno perché quella realtà e cultura è semplicemente politicamente troppo lontana da loro. Ebbene, tenete a mente tutti questi significati e immaginate di essere al loro posto: potrebbe bastargli il vostro buongiorno, un sorriso o una parola di interesse per sentirsi a casa.

L’essere nati in un luogo che ci permette scegliere la nostra casa è una Fortuna, non un Diritto.